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Pubblicato: 30 Giugno 2010 Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2020
Fitoterapici piante medicinali

Fitoterapici

Farmaci ricavati dalle piante. Ne esistono moltissimi. Ecco che cosa bisogna sapere.

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Cosa sono i fitoterapici?

Fitoterapia: cos'è? quando può essere utile?

I fitoterapici sono farmaci derivati da piante usate tradizionalmente per il trattamento o la prevenzione di patologie specifiche.

L’utilizzo delle piante a fini curativi si perde nella notte dei tempi. Tutte le civiltà che si sono avvicendate nella storia dell’uomo hanno sperimentato e studiato le proprietà terapeutiche di numerosissime piante, e ci hanno lasciato in eredità veri e propri trattati su questi rimedi naturali.

Definiti erroneamente “non convenzionali”, i trattamenti con le erbe medicinali hanno infatti radici antichissime. E l’attività, consolidata in anni di utilizzo, è spesso confermata dalla scienza, tanto che oggi la fitoterapia è considerata a tutti gli effetti facente parte della medicina ufficiale. Grazie alle sue proprietà curative reali si propone come mezzo adiuvante e complementare alla pratica medica convenzionale.

Inutile enumerare gli innumerevoli principi attivi isolati dalle piante medicinali che poi la scienza medica convenzionale ha usato, in forma pura o modificata, per la produzione di farmaci. Solo per fare due esempi noti, ricordiamo l'acido acetilsalicilico, derivato dell’acido salicilico della corteccia del salice (da cui il nome) e la morfina, che arriva dall’oppio estratto dal papavero.

La differenza fondamentale con i prodotti di erboristeria è che questi ultimi non devono necessariamente contenere principi attivi, essendo privi di specifiche indicazioni terapeutiche.

I rimedi fitoterapici, al contrario, presentano indicato sulla confezione il titolo ovvero la quantità di sostanza attiva, e ciò permette oltre alla standardizzazione dei prodotti, cioè la presenza di una stessa quantità di principio attivo, la precisa indicazione terapeutica.

Leggi anche l'articolo Una scienza chiamata fitoterapia.

Fitoterapici: come nascono?

Le tecniche usate per rendere disponibili e fruibili le proprietà benefiche di una pianta dipendono dal tipo di pianta considerata, dalla sede anatomica in cui i principi attivi sono concentrati, e dalla natura chimica di questi ultimi. 

In genere le moderne preparazioni fitoterapiche sono ottenute dal materiale vegetale fresco o essiccato. Partendo dalla pianta fresca si ottengono la tintura madre e il macerato glicerinato, chiamato anche gemmoderivato. La pianta secca dà invece origine a forme farmaceutiche come la tisana, la polvere, l’estratto fluido e l’estratto secco. 

Per gli usi fitoterapici oggi si tende a preferire l’estratto secco nebulizzato, che offre alta concentrazione di principio attivo e biodisponibilità ottimale, oltre a elevata affidabilità e riproducibilità dell’azione terapeutica. Infine, per distillazione o spremitura della pianta fresca o essiccata si ottengono gli oli essenziali. 

Alcune preparazioni sono costituite da estratti di singole piante, altre da combinazioni di estratti da piante diverse. Possono essere preparate dal farmacista (in questo caso si parla di medicinali galenici magistrali) o si trovano in vendita come prodotti preconfezionati che devono però sottostare a vari standard di tipo qualitativo.

La “titolazione”, cioè la misura della quantità di uno o più dei principi attivi presenti nel fitocomplesso indicata in etichetta, è la principale garanzia di qualità ed efficacia di un prodotto fitoterapico.

Quali sono i principali prodotti fitoterapici?

Esistono innumerevoli prodotti fitoterapici. I principali sono:

Fitoterapia: quando si utilizza?

I campi generali di applicazione della fitoterapia sono molteplici: si va dall’eventualità di sostituire un farmaco di sintesi per una determinata condizione o malattia, alla possibilità di usare il rimedio fitoterapico in associazione al farmaco di sintesi.

Ecco alcuni esempi specifici di applicazione:

Fitoterapico
Applicazione
Hypericum perforatumForme leggere di depressione
Mentha piperitaDisturbi all'apparato digerente (sindrome del colon irritabile)
Essenza di chiodi di garofanoInfezioni del cavo orale (disinfettante locale)

Esistono poi erbe per dormire ed erbe per la circolazione o contro l'affaticamento mentale (come il biancospino, un antistress naturale). Inoltre, è stata dimostrata l'utilità della fitoterapia per l'ansia. Alcune piante medicinali possono essere usate anche nei più piccoli (come la passiflora, che nei bambini può aiutare in caso di difficoltà a dormire), mentre è bene fare attenzione all'uso della fitoterapia in gravidanza.

l fitocomplesso

La fitoterapia tiene a rivendicare un suo statuto indipendente e ben separato dalla farmacologia, in virtù del concetto di “fitocomplesso”.

Con il termine “fitocomplesso” si indica l'insieme di tutte le sostanze presenti nel medicamento estratto dalla pianta che, singolarmente, possono avere o meno proprietà terapeutiche, ma che sono indispensabili, nella loro totalità, per un’azione terapeutica completa. 

Questo "concerto" di principi in uno stesso preparato fitoterapico è posto in contrapposizione con un agente farmacologico "solista", così com’è presente in un farmaco convenzionale. 

Il fitocomplesso, quindi, non comprende soltanto principi attivi, ovvero composti realmente responsabili dell’azione specifica del rimedio, ma anche una serie di altre sostanze e cofattori che influenzano la stabilità, assorbimento e attività dei principi attivi.

Nessuna sostanza della pianta è da considerarsi "attiva" o "inerte" ma tutti i costituenti concorrono a determinare l'attività terapeutica globale, per esempio agendo per modificare l’assorbimento o l'attività dei principi attivi propriamente detti. 


Fitoterapici da prescrizione

Alcuni fitoterapici e i loro principi attivi rivestono un ruolo in importanti aree di interevento terapeutico. Si pensi per esempio ai tassani, sostanze estratte dalla Taxus baccata ampiamente usate come chemioterapici contro certi tipi di tumore.

Ci sono anche rimedi contro l’ipertensione e le malattie cardiache, come i fitoterapici derivati da Digitalis purpurea lanata.

Fitoterapici e automedicazione

I fitoterapici non sono acqua fresca. La loro assunzione deve essere fatta in modo responsabile anche se non richiedono la prescrizione medica.

In caso di dubbi o domande è sempre opportuno chiedere un parere al medico o al proprio farmacista di fiducia.

Questo perché, in modo del tutto analogo ai farmaci di sintesi, questi rimedi, se non assunti alle dosi e alle frequenze consigliate possono dare luogo a effetti collaterali anche gravi, oppure, in altri casi, i loro principi attivi possono modificare l'azione di altri farmaci assunti contemporaneamente.

Ecco perché è sbagliato enfatizzare l'errata equivalenza tra naturale e benefico, cosa che, di solito, viene fatta a scopo promozionale, per vendere piante ed erbe delle quali a volte si vantano proprietà terapeutiche non documentate, spesso trascurando i possibili pericoli. 

La qualità, l’efficacia e la sicurezza della produzione fitoterapica è innanzitutto garantita quando si scelgono prodotti di aziende qualificate. Peraltro, in Italia, per proteggere i consumatori da rischi e frodi, esiste uno specifico regolamento in materia di prodotti naturali. Purtroppo, il ricorso a Internet e a distributori non controllati espone spesso i più ignari a pericoli di diverso genere.

Si deve comunque ricordare che ogni sostanza dotata di una reale attività può al tempo stesso risultare anche nociva. Si devono poi considerare anche le possibili interazioni con i farmaci tradizionali. In particolare oggi sappiamo che esistono molte piante che interagiscono con i farmaci, riducendone o potenziandone pericolosamente l'attività. 

L’Iperico, per esempio, noto per le sue proprietà antidepressive, aumenta l’azione di alcuni farmaci antidepressivi. Pertanto, chi è in terapia con questi farmaci dovrebbe evitare di prendere l’iperico. 

Quindi, nonostante siano molti i preparati fitoterapici liberamente acquistabili senza ricetta medica, è opportuno sottolineare l’importanza della consulenza di un farmacista o di un medico di fiducia.

Quando ricorrere ai rimedi naturali

La fitoterapia può aiutare ad alleviare innumerevoli disturbi: per esempio sono utili per la sinusite rimedi come suffumigi a base di aglio o tisane  al tarassaco, mentre tra i rimedi per il raffreddore possiamo citare lo zenzero. Il timo è uno dei rimedi per il mal di gola, mentre alcuni studi suggeriscono l'efficacia del miele per la tosse.

Anche muscoli e articolazioni possono beneficiare della fitoterapia: per gli ematomi, tra i rimedi naturali più utilizzati ricordiamo estratti vegetali di ananas o mirtillo, mentre in caso di torcicollo come rimedi naturali possono essere impiegati impacchi di arnica. Se invece si va incontro a una contusione al piede, ai "rimedi della nonna" già citati si possono aggiungere l'aloe vera, l'escina ecc.

Esistono poi tra i rimedi fitoterapici piante curative per la pelle, rimedi contro la stitichezza o per l'otite nei bambini, anti-radicali liberi ecc. Per quanto riguarda invece il legame tra cioccolato e mal di testa, sembra che il cacao puro al 100% possa aiutare a lenire il dolore. Infine, contro la stanchezza può essere usata una pianta "energizzante" come il ginseng, mentre la lecitina di soia in menopausa può aiutare a mantenere bassi i livelli di colesterolo.

Piante e rimedi naturali per il tuo benessere 

Tra le molte altre piante e rimedi naturali che possono dare benefici al tuo organismo ci sono:


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