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Cassia

Pianta medicinale usata per combattere la stitichezza: stimola i movimenti della parete intestinale.

Che cos'è

La Cassia, dal nome botanico Cassia angustifolia, è un alberello o arbusto della famiglia delle leguminose chiamato anche Senna.

Cresce nei climi caldi e secchi ed è originaria di Nord Africa e Medio Oriente. Se ne utilizzano da secoli la polpa dei baccelli, le foglie e le radici come lassativo.

Attività

L'azione lassativa della Cassia è svolta attraverso la stimolazione della peristalsi del grosso intestino ed è dovuta alla presenza di alcune sostanze, chiamate antrachinoni, che stimolano la contrazione della muscolatura del colon e favoriscono l'eliminazione delle feci.

Ha un effetto rinfrescante anche grazie alla presenza di glucosio e fruttosio, viene assorbita dall'intestino tenue e agisce sul colon solo dopo esservi stata trasportata per via ematica.

L'azione della Cassia si esplica oltre che attraverso la stimolazione dei plessi nervosi del colon, anche attraverso l'inibizione del riassorbimento dell'acqua e dei sali minerali da parte dell'intestino, così da incrementare i liquidi presenti e migliorare volume e morbidezza delle feci.

Perché si usa

La Cassia si usa per trattare la stitichezza (stipsi) occasionale ma va utilizzata occasionalmente, altrimenti le condizioni delle stitichezza potrebbero aggravarsi.

Come si usa

Di solito il dosaggio utilizzato come lassativo è di 100-200 mg giornalieri, in un'unica somministrazione serale, di estratto secco titolato in sennoside B minimo 2,2%.

Non va usato per più di 3 giorni di seguito e l’effetto lassativo si manifesta dopo 12-16 ore.

Effetti indesiderati

In caso di ipersensibilità individuale o se si superano le dosi consigliate la Cassia può causare forti dolori addominali e diarrea e, di conseguenza, perdita di sali minerali come il potassio e sodio e magnesio.

Un suo abuso, come per tutti i lassativi che contengono antrachinoni, può portare ad assuefazione: l’intestino non funziona più in modo adeguato e la peristalsi si riduce moltissimo (intestino pigro).

Precauzioni

La Cassia non va usata durante la gravidanza perché può provocare contrazioni addominali né durante l’allattamento, né nei bambini con meno di 14 anni.

È controindicata in chi soffre di disturbi gastrointestinali, colite, diverticolosi, occlusione intestinale o di malattie epatiche, renali o cardiache.

Interazioni

La Cassia può interagire con farmaci per il cuore, come antiaritmici chinidinici, digitalici, betabloccanti e fenoxedil; diuretici che causano perdita di potassio come la furosemide; vincamina e alcuni analgesici.

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Antonello Sannia
Endocrinologo, docente di Fitoterapia


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