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Raffreddore: se i “rimedi della nonna” non bastano

Le cure "casalinghe" contro il naso chiuso e che cola, spesso, funzionano. Ma non sempre sono sufficienti


Le cure "casalinghe" contro il naso chiuso e che cola, spesso, funzionano. Ma non sempre sono sufficienti.

Contro i sintomi del comune raffreddore e altri fastidi tipici del periodo autunnale e invernale, come la tosse, i “vecchi” rimedi casalinghi spesso funzionano egregiamente, offrendo un significativo sollievo nell’immediato e favorendo un recupero più rapido: è stato provato anche scientificamente.

Tuttavia, non sempre sono sufficienti, magari perché è stato intercettato un virus particolarmente aggressivo e resistente o perché il raffreddore è stato contratto in un periodo di stanchezza e stress che avevano già ridotto le difese dell’organismo e la sua capacità di reagire alle infezioni.

In questi casi, il ricorso alle cure tradizionali può comunque offrire un certo sollievo, ma per ridurre il malessere in modo sostanziale conviene prevedere qualche intervento aggiuntivo di tipo farmacologico.

Che cos’è il raffreddore

Prima di parlare di rimedi contro il raffreddore, è importante capire quali sono le cause e le caratteristiche di questa malattia da raffreddamento che, di norma, non costituisce un grave problema di salute, ma di certo rappresenta un sicuro disagio sia per gli adulti sia, soprattutto, per i bambini, che possono arrivare a sperimentarlo fino a 7-10 volte all’anno contro le 2-3 al massimo degli adulti.

In entrambi i casi, i sintomi tipici (naso chiuso e infiammato, secrezioni nasali più o meno fluide, occhi arrossati e lacrimanti, mal di testa) si instaurano nell’arco di 24-72 ore dal contagio e persistono mediamente per 7-10 giorni.

I sintomi del raffreddore, sufficienti per emettere la diagnosi, tendono a essere più severi e le complicanze più probabili se il malanno interessa persone che soffrono di asma, bronchite cronica, enfisema o altri disturbi persistenti dell’apparato respiratorio, nei soggetti immunodepressi e nei fumatori, soprattutto se il fumo non viene almeno temporaneamente sospeso durante il periodo dell’infezione.

Le principali e più comuni complicanze del raffreddore sono rappresentate dal mal di gola e dalla tosse, che possono insorgere in seguito all’azione irritativa delle secrezioni nasali sulle mucose della faringe e della parte iniziale della trachea, oppure per il sopraggiungere di un’infezione batterica, facilitata dal raffreddore stesso (in questo caso, compare anche catarro).

Il raffreddore può essere provocato da oltre 200 tipi di virus differenti, appartenenti principalmente alle classi dei rinovirus e dei coronavirus.

Tutti questi microrganismi patogeni si trasmettono per via respiratoria, entrando in contatto con le mucose del naso, degli occhi e della bocca per trasferimento diretto, attraverso le microparticelle di aerosol infette emesse da persone già ammalate con gli starnuti, la respirazione o la conversazione a distanza mediamente ravvicinata, oppure per via indiretta, ossia toccando occhi, naso e bocca con le proprie mani, contaminate dal contatto con superfici o persone infettate dal virus.

I coronavirus tendono a diffondersi nell’ambiente e a infettare l’uomo soprattutto quando la temperatura è bassa (ossia in autunno-inverno) e le difese immunitarie delle vie respiratorie e dell’organismo in generale si riducono a causa del freddo, degli sbalzi di temperatura, dello smog ecc.

I rinovirus, al contrario, prediligono climi più miti, diventando quindi i principali responsabili dei raffreddori primaverili ed estivi (questi ultimi notevolmente facilitati dagli sbalzi di temperatura cui si è sempre più esposti a causa dell’aria condizionata imperante pressoché ovunque).

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I rimedi della nonna contro il raffreddore

La ricetta della nonna per curare un raffreddore è molto semplice e prevede interventi mirati ad alleviare i sintomi e supportare le difese dell’organismo durante tutto l’arco della giornata.

Si parte poco dopo il risveglio, che deve essere accompagnato da una colazione nutriente e leggera, nella quale non deve mai mancare una buona tazza di latte caldo con un cucchiaino di miele: il calore e il latte (soprattutto con l’aggiunta del miele) hanno un effetto calmante, lenitivo e aiutano a eliminare il muco nasale. Inoltre, il miele è dotato di proprietà antiossidanti (dovute principalmente alle vitamine A, C ed E e ai composti polifenolici di cui è ricco) e di una blanda attività antivirale.

In caso di intolleranza al lattosio, un effetto favorevole, seppur non sovrapponibile, può essere ottenuto con un tè caldo con un cucchiaino di miele e un po’ di succo di limone e una spremuta d’arancia.

A pranzo, la tradizione insegna e la scienza conferma che una minestra ben calda con brodo di pollo è l’ideale per combattere il raffreddore, grazie alla presenza di sali minerali e cisteina (un aminoacido in grado di fluidificare il muco), nonché di microcomponenti non meglio precisati, ma specifici di questo tipo di brodo.

Se l’aroma del pollo non piace, sono comunque raccomandabili brodi e zuppe di verdura, sempre ben calde e da sorseggiare con calma per offrire il massimo beneficio alle mucose. L’eventuale aggiunta di cereali, legumi, una spolverata di formaggio grana arricchisce il pranzo di proteine dall’alto valore nutritivo, sali minerali e micronutrienti che aiutano l’organismo a combattere i virus. Più in generale va ricordato di seguire un’alimentazione sana e bilanciata.

Durante la giornata, il consiglio è di bere più volte limonata calda (oppure una camomilla, una tisana o un infuso) con un pizzico di zenzero: in questo modo, oltre a idratare le mucose e a offrire tutti benefici del calore, si fa il pieno di vitamina C e di altri potenti composti antiossidanti contenuti nello zenzero. In aggiunta, l’azione alcalinizzante della limonata contribuisce a ridurre le secrezioni e la congestione nasale.

Sempre in virtù dell’azione idratante, fluidificante e lenitiva sulle mucose di naso e gola, verso sera o prima di coricarsi, la “nonna” consiglia l’inalazione di vapori caldi, sotto forma di suffumigi o aerosol, eventualmente addizionati di oli essenziali o preparazioni a base di eucaliptolo, mentolo ecc.

Anche un rilassante bagno caldo, vaporoso e aromatico, può essere utile per migliorare la respirazione, allentare la tensione e favorire il sonno.

In proposito, va ricordato che, in caso di raffreddore, influenza e infezioni virali in genere, il riposo è fondamentale per permettere all’organismo di concentrarsi sulla battaglia ai virus e guarire più in fretta. Quindi, disturbi respiratori permettendo, si dovrebbe cercare di dormire almeno 6-8 ore per notte e di limitare il carico di attività durante la giornata al minimo indispensabile.

Rimedi naturali per la tosse associata al raffreddore

Un rimedio naturale utile contro le tonsilliti, le rinofaringiti, le otiti, la tosse e il raffreddore dei bambini è rappresentato da preparati a base di estratti di Rosa canina, ricchi di vitamina C. Se, insieme al raffreddore, sono presenti anche mal di gola e una lieve tosse senza catarro, invece, i rimedi naturali anti-tosse più usati nel corso della storia sono rappresentati dalla liquirizia e l’Altea officinalis.

La prima era consigliata contro la tosse già da Ippocrate e deve le sue proprietà antinfiammatorie e protettive delle mucose della gola e dell’apparato digerente all’acido glicirrizico contenuto nelle sue radici. Può essere usata sotto forma di estratti, compresse e sciroppo a base di liquirizia, ma soltanto a patto di non soffrire di ipertensione, malattie cardiache o renali, essere predisposti alla ritenzione idrica o soffrire di squilibri elettrolitici (in particolare, ipopotassiemia cronica) o glaucoma.

Anche l’Altea è sfruttata da secoli come rimedio contro i più comuni disturbi della gola grazie alle sue proprietà lenitive, idratanti ed emollienti, riconosciute anche dalla scienza ufficiale.

Altri composti naturali ampiamente utilizzati contro la tosse e per dare sollievo alla gola infiammata sono i già citati mentolo ed eucaliptolo che, oltre che in suffumigi, possono essere presenti nello sciroppo contro la tosse, in pastiglie da sciogliere in bocca, in soluzioni per gargarismi e in unguenti balsamici da applicare sul torace prima di dormire.

Un altro rimedio cardine contro tosse e mal di gola, dalle proprietà antinfiammatorie, antivirali e antibatteriche, è la propoli prodotta dalle api a partire dalla resina degli alberi: l’estratto in gocce o, preferibilmente, in spray a elevata concentrazione di composti polifenolici, oppure le compresse da sciogliere in bocca, sono un vero alleato della gola durante la stagione fredda.


Rimedio
Proprietà
Formulazione
Rosa caninaProprietà antinfiammatorie
Tinture, infusi
Liquirizia
Proprietà antinfiammatorie e protettive delle mucose della gola e dell’apparato digerente Estratti, compresse e sciroppo
Altea officinalisProprietà lenitive, emollienti, idratanti
Estratto secco nebulizzato, infuso, macerato
Mentolo ed eucalipto
Effetto balsamico, antisettico e antipiretico
Suffumigi, sciroppo, pastiglie, soluzioni per gargarismi, unguenti balsamici
Propoli
Proprietà antinfiammatorie, antivirali e antibattericheEstratto in gocce o in spray, compresse


Tutti gli accorgimenti descritti sono perfetti per combattere i sintomi di un blando raffreddore, che in genere non richiede grandi cure farmacologiche e, soprattutto, non deve essere trattato con antibiotici, del tutto inutili contro i virus e indicati esclusivamente per contrastare le infezioni batteriche.

Altri accorgimenti necessari durante il malanno comprendono:

- evitare di prendere freddo e gli sbalzi di temperatura;

- lavare spesso le mani, preferibilmente con un prodotto disinfettante;

- quando si esce di casa, coprirsi adeguatamente, indossando sempre la sciarpa per proteggere naso e bocca e riscaldare l’aria che si respira.

Raffreddore: quando servono i farmaci

Mentre contro l’influenza esistono farmaci antivirali relativamente efficaci che possono essere assunti per accelerare un po’ la guarigione in persone a rischio di complicanze che non si sono potute vaccinare per tempo, nel caso del raffreddore non c’è alcun rimedio farmacologico in grado di contrastare l’attecchimento o la proliferazione dei virus. D’altronde, sarebbe difficile trovare una molecola efficace contro ciascuno dei numerosissimi virus che possono scatenare il malanno, diversi tra loro per struttura, apparato molecolare e modalità di replicazione.

Fortunatamente, il raffreddore non è una condizione grave e il fatto di non avere a disposizione armi per combatterlo non comporta grossi rischi. Inoltre, è possibile avvalersi di farmaci sintomatici in grado di alleviarne i principali fastidi, specie quando si manifestano con particolare intensità o non ci si può permettere il “lusso” di un benefico riposo tra le mura domestiche oppure se i rimedi casalinghi non sortiscono l’effetto desiderato.

Contro infiammazioni di naso e gola, dolore e febbre associati al raffreddore, si può ricorrere a medicinali per automedicazione (farmaci da banco o senza obbligo di prescrizione medica). In particolare, sono consigliati paracetamolo e alcuni antinfiammatori non steroidei (FANS), preferibilmente da associare a un’integrazione di vitamina C e zinco, minerale che aiuta il sistema immunitario a reagire con più efficacia alle aggressioni da parte di patogeni di vario tipo.

Per dare sollievo a naso e gola, si possono usare farmaci decongestionanti, disponibili in gocce o spray, che diminuiscono sia le secrezioni di muco, sia il gonfiore locale delle mucose, riducendo la sensazione di naso chiuso e di difficoltà a respirare. Gli specialisti, però, avvertono di limitarne l’uso a pochi giorni per evitare inconvenienti secondari.

Prevenire è meglio che curare

Nonostante diversi tentativi, a oggi non sono disponibili né farmaci mirati né vaccini in grado di prevenire il raffreddore. A eccezione del dimostrato (ma modesto) effetto immunostimolante di zinco ed Echinacea, di cui beneficiano soprattutto i bambini, l’unica via realmente valida per evitare starnuti e nasi gocciolanti è puntare sulla prevenzione, basata su alcune buone abitudini di vita e semplici accorgimenti.

Le “regole d’oro” della prevenzione sono utili per tutelarsi da tutte le malattie da raffreddamento più comuni e vanno rispettate soprattutto quando si frequentano luoghi pubblici affollati, ma non devono essere dimenticate neppure quando si è in casa, specie se all’interno della famiglia sono presenti bambini, anziani o persone affette da malattie croniche a rischio (coronaropatie, insufficienza cardiaca, asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva, enfisema, diabete) o immunodepresse.

A riguardo, va ricordato che i bambini nei primi anni di vita sono particolarmente propensi a trasmettere virus respiratori di vario tipo, mentre anziani e malati cronici sono esposti a un elevato rischio di complicanze in caso di raffreddori di una certa intensità o influenza.

Sul piano pratico, le raccomandazioni da seguire comprendono:

  • lavare spesso le mani con acqua e sapone, o gel disinfettanti, soprattutto durante e dopo aver frequentato luoghi pubblici, dopo aver tossito o starnutito e prima di mangiare o bere;
  • non toccare il viso con le mani non perfettamente pulite: naso, bocca e occhi sono le porte d’ingresso attraverso cui possono penetrare nell’organismo i virus del raffreddore e dell’influenza;
  • soffiare il naso e tossire utilizzando fazzolettini di carta usa e getta e buttarli nell’immondizia subito dopo l’impiego;
  • cercare di frequentare il meno possibile luoghi affollati, a elevatissimo rischio di contagio per trasmissione aerea o contatto, e cercare di limitare una stretta e/o frequente interazione con persone con sintomi da raffreddamento;
  • supportare le difese generali dell’organismo attraverso buone regole di vita: dormire almeno 6-8 ore per notte; praticare attività fisica moderata e regolare (in luoghi riparati nella stagione fredda); evitare qualunque fonte di stress; seguire una dieta leggera, ma nutriente; bere almeno 1,5 l di liquidi al giorno (compresi brodi, zuppe, latte, tisane ecc.); se necessario, assumere adeguate quantità di vitamine (in particolare, vitamina C ed E e quelle del gruppo B);
  • curare l’igiene della casa (anche con disinfettanti), ricordando che, se c’è un familiare raffreddato, le superfici comuni, soprattutto quelle del bagno e della cucina, i comodini, gli smartphone, i tablet e i giocattoli dei bambini, possono essere contaminate dai virus;
  • in casa e in ufficio, aerare spesso le stanze in cui si soggiorna, facendo attenzione a non esporsi a colpi d’aria o sbalzi di temperatura;
  • non fumare ed evitare di stare vicini a persone che fumano, poiché è dimostrato che il fumo attivo o passivo riduce le difese immunitarie delle vie aeree e facilita le infezioni delle vie respiratorie.

A cura della redazione

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