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Altea

Contiene mucillagini e altre sostanze utili nel trattamento di infiammazioni di varia natura, soprattutto quelle delle vie respiratorie e del cavo orale.

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altea proprietà

Che cos'è

L’Altea, il cui nome deriva dal greco “guarire”, fa parte della famiglia delle Malvacee. È una pianta erbacea a fusto non legnoso, perenne o biennale.

Come tutte le Malvacee, è utilizzata per il suo contenuto di mucillagini e altre sostanze benefiche utili nel trattamento di infiammazioni di varia natura. Le parti usate sono le radici, le foglie e i fiori.

L’Altea è comune in tutta Europa e nei terreni incolti e soleggiati. Oltre alle mucillagini contiene sostanze antinfiammatorie e antiossidanti, come flavonoidi, antocianosidi, acidi fenolici e scopoletolo.

Quando può essere usata

Tradizionalmente è usata nel trattamento di malattie infiammatorie delle vie aeree e del cavo orale.

Le mucillagini, una volta assunte, formano sulle mucose una pellicola protettiva che può essere utile nelle gastriti, nel trattamento locale delle malattie cutanee, come coadiuvante nella medicazione di ferite ed escoriazioni e nelle malattie infiammatorie dell'occhio.

Inoltre, la grande quantità di mucillagini può svolgere un’azione positiva sull'evacuazione a livello intestinale e anche un’azione antinfiammatoria e protettiva della stessa mucosa intestinale.

L’Altea è indicata anche nel trattamento di glossiti, gengiviti e faringiti.

Meccanismo d’azione

L'azione fitoterapica è legata alla capacità delle mucillagini di rigonfiarsi in presenza di acqua producendo masse viscose e dense che, una volta ingerite, esercitano un’azione lassativa ed emolliente.

Invece, nell’uso esterno sotto forma di impacchi, le mucillagini svolgono un’azione protettiva e antinfiammatoria sulla cute o le mucose infiammate.

Gli altri principi attivi dell’Altea, tra cui le pectine, amido, asparagina, flavonoidi, polifenoli, steroli, scopoletolo, grassi e tannini hanno proprietà antinfiammatorie e detossificanti.

Come si presenta

Estratto secco nebulizzato e titolato in mucillagini totali.

Posologia

Per il trattamento della tosse secca e delle irritazioni del cavo faringeo è possibile assumere circa 0,75 g di estratto al giorno, in più somministrazioni, al bisogno.

Per le altre indicazioni in genere l’estratto secco di altea è associato ad altri principi attivi naturali ed è quindi opportuno seguire la posologia indicata sulla confezione del rimedio.

È comunque sempre bene chiedere un consiglio al farmacista di fiducia.

Effetti collaterali

Non sono noti effetti collaterali. Nella pratica fitoterapica le mucillagini sono sicure e hanno poche controindicazioni e si possono utilizzare efficacemente nei casi di stitichezza associata a stati infiammatori e nella stitichezza in gravidanza.

Le mucillagini dell’Altea contribuiscono alla riduzione dell’assorbimento intestinale di carboidrati ed è possibile una riduzione dell’assorbimento di farmaci assunti contemporaneamente.

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Sannia1 Antonello Sannia
Endocrinologo, docente di Fitoterapia

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Sette trucchi per digerire meglio

  • Digerire pranzo stress

    Mangia con calma

    La fretta è il peggior nemico della digestione. Meglio prendersi il tempo necessario per mangiare e masticare con calma, boccone dopo boccone. Meglio evitare quindi il panino ingurgitato in fretta e furia al bancone del bar perché è il modo migliore per sentirlo andare su e giù per tutta la giornata. Se possibile, nella pausa pranzo, vanno evitate anche le fonti di stress. Quindi niente discussioni di lavoro, almeno a tavola.

  • Digestione pantaloni

    Evita le cinture che “strizzano” la vita

    Almeno un merito la tanto vituperata moda dei pantaloni “a vita bassa” ce l’ha: lascia libero lo stomaco da inutili costrizioni, facendo appoggiare le cinture o fasce sui fianchi. Chi invece preferisce vestirsi in modo più classico deve orientarsi verso tagli più morbidi e tessuti meno rigidi. E le donne che indossano gonne o shorts e collant dovrebbero evitare di posizionare gli elastici proprio all’altezza dell’ombelico.

  • Digerire fritto

    Stai lontano dai cibi grassi

    Fritti e condimenti a base di burro sono tra gli alimenti più difficili e lunghi da digerire. Lo stomaco deve lavorare un bel po’ prima di riuscire a smaltirli. Chi soffre di problemi digestivi deve quindi evitare, a pranzo e a cena, di mettere troppi grassi nel piatto.

  • Pennicchella digestione

    No alla pennichella

    Dopo un pranzo abbondante, a volte anche dopo un pasto leggero, viene l’abbiocco. Non è nulla di grave: il sangue scorre copioso verso lo stomaco, per favorire la digestione, e diminuisce l’afflusso al cervello. Stanchezza, spossatezza, palpebre abbassate sono un fenomeno naturale. Meglio evitare però la classica pennichella se si fa fatica a digerire perché la posizione orizzontale e il sonno non facilitano il lavoro dello stomaco.

  • Acqua digestione

    L’acqua frizzante non serve

    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

  • Digestione freddo

    Niente sbalzi di temperatura dopo mangiato

    Anche il classico colpo d’aria allo stomaco, così come il tuffarsi in acqua, subito dopo un pasto è un deterrente alla digestione. Il freddo è un ostacolo al lavoro dello stomaco e se per alcune fortunate persone non cambia nulla, per quelli che soffrono di difficoltà digestive può rappresentare un problema.

  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


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