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ortosifon pianta medicinale

Ortosifon

L’ortosifon è una pianta medicinale nota per le sue attività diuretiche. Scopri le sue proprietà su Saperesalute.it

Che cos’è

Comunemente noto come tè di giava o baffo di gatto, l'ortosifon (nome scientifico Ortosiphon stamineus o aristatus) è un piccolo albero perenne con foglie seghettate e fiori bianco-violetti.

È particolarmente diffuso in Indonesia, ma si trova anche in tutto il Sud-Est asiatico, il Pakistan e l'India. Se ne utilizzano le foglie e le sommità, raccolte prima della fioritura.

Attività

L'ortosifon è una pianta ricca di composti fenolici, soprattutto flavonoidi. Il suo estratto contiene glucoside, ortosifonina, saponina, sapofonina, olio essenziale, olio grasso, acidi organici, limonene, mentolo, borneolo, timolo, un principio diuretico, un alcaloide e potassio.

Ha un'attività di tipo diuretico e depurativo, favorendo l'eliminazione dei liquidi in eccesso attraverso l'attività renale.

Aumenta il volume di urina e l'eliminazione del cloro, dell'acido urico e delle scorie metaboliche azotate. Inoltre raddoppia l'escrezione di sodio e di potassio e diminuisce la ritenzione idrica nei tessuti.

L'ortosifon ha anche un blando effetto antinfettivo sulle vie urinarie.

Perché si usa

È utile quando si desidera un'azione diuretica e depurativa e se si vuole favorire l'eliminazione di acido urico.

L’ortosifon, quindi, è indicato per chi soffre di ritenzione idrica, anche nella fase premestruale e in caso di cellulite. È anche un buon coadiuvante nelle diete.

Come si usa

Secondo la farmacopea francese si utilizza l'estratto secco nebulizzato e titolato in composti fenolici totali minimo 5%.

La dose è di 600-900 mg al giorno, suddivisi in due o tre somministrazioni, preferibilmente lontano dai pasti e non nelle ore serali.

Effetti indesiderati

Dato l'effetto diuretico può costringere ad alzarsi di notte per urinare. Per questo motivo è meglio non assumerlo nelle ore serali.

Precauzioni

È da somministrare con cautela negli anziani che soffrono di insufficienza renale che siano già in cura con altri farmaci. Non deve essere assunto contemporaneamente a preparati a base di salvia officinale.

Interazioni

Può agire come antagonista dei principi attivi contenuti nella salvia officinale, dell'adrenalina, degli estratti ipofisiari ed epatici e dei sali biliari. Potenzia l'azione dei diuretici.

A cura della redazione

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Antonello Sannia
Endocrinologo, docente di Fitoterapia

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