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Dal cacao un aiuto contro il mal di testa

La via più naturale, e gustosa, per sconfiggere il dolore.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti
Cacao mal di testa

La via più naturale, e gustosa, per sconfiggere il mal di testa. E non solo. La ricerca conferma le proprietà benefiche di quello che gli antichi Maya definivano “cibo degli dei”

Il cacao puro al 100%, amaro, ha il potere di lenire le cefalee e di agire come antinfiammatorio.

È quanto scoperto dai ricercatori della Missouri State University, negli Usa, sperimentando l’effetto della polvere di cacao su alcuni topolini: il gruppo messo a dieta con cacao ha risposto meglio all’induzione artificiale del dolore.

I risultati dello studio sono stati considerati utili per il trattamento delle malattie del nervo trigemino che interessa testa e viso.

Agisce anche sulla circolazione

Un po’ di cacao, circa 20 grammi al giorno, favorisce una corretta circolazione del sangue e un adeguato flusso ematico nel cervello, mettendo così al riparo da rischi di ipertensione e ictus.

Merito soprattutto dell’epicatechina, un flavonoide considerato fondamentale anche come antinvecchiamento.

Per avere un'idea di quanto ne serve basti pensare che 20 grammi corrispondono a un paio di cucchiaini (70 calorie circa) nel latte del mattino.

Va detto poi che il cacao è anche fonte di vitamine e minerali: è ricco soprattutto delle vitamine del gruppo B come la tiamina (B1), la riboflavina (B2) e la niacina (B3). Presente anche acido folico.

Tra i sali minerali, i più abbondanti sono magnesio, fosforo, ferro, zinco e potassio.

Attenzione, però: l’azione di repressione delle risposte infiammatorie nel cervello vale soltanto per il cacao e non per i suoi derivati, per esempio il cioccolato che al contrario può considerarsi tra gli alimenti scatenanti il mal di testa.

C’è cacao e cacao

Come scegliere il cacao? Innanzitutto, deve essere amaro. Lo zucchero si può certo aggiungere, ma val la pena di cercare di diminuire progressivamente le dosi, a vantaggio della linea e per cominciare a gustare i sapori naturali degli alimenti.

Evitiamo, se è il mal di testa che si intende far passare, i prodotti industriali per preparare la classica cioccolata in tazza.

Conoscere la provenienza di ciò che si mangia è un consiglio sempre valido.

Nel caso del cacao, i Paesi produttori sono numerosi, dal Brasile alla Costa d’Avorio, dall’Ecuador al Vietnam.

La scelta d’acquisto può essere condotta anche in base a motivazioni etiche: affidarsi ai prodotti del commercio equo e solidale o a quelli biologici, oppure a quelli prodotti da un’agricoltura sostenibile. A vantaggio di un benessere non soltanto individuale.

E, comunque, le piante di cacao non sono tutte uguali e sono in atto alcuni progetti internazionali per salvaguardarne la biodiversità.

A Trinidad e Tobago, per esempio, si coltivano piante che producono fave di cacao particolarmente pregiate e che attualmente sono sottoposte a studi di identificazione e registrazione attraverso la più sofisticata tecnologia molecolare.

In sostanza, si sta tracciando una sorta di mappa cromosomica delle colture. Una curiosità: il Paese con la più elevata concentrazione mondiale di biodiversità del cacao è l’Amazzonia peruviana.

Non soltanto a colazione

Il cacao nel latte della colazione è un binomio molto conosciuto, apprezzato e anche utilizzato. Non tutti sanno, però, che ci sono molte altre possibilità di sfruttare questo prezioso alimento.

Qualche esempio? - La presenza di cacao è prevista in alcune ricette a base di carne, come selvaggina, maiale e pollo. - Il suo sapore si sposa egregiamente anche con alcune verdure, per esempio con la zucca, con la cipolla e con il pomodoro. - Negli impasti, per tagliatelle fatte in casa, o negli gnocchi, per sorprendere i bambini e non solo.

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Shamiran Zadnich

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Mal di testa: le cause che non ti aspetti

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    Dopo uno sforzo fisico eccessivo

    Si chiamano anche cefalee da sforzo e colpiscono soltanto le persone predisposte. In alcuni casi è sufficiente una corsetta al parco per scatenare il dolore. Altre volte insorge quando ci si sottopone a una fatica a cui non si è abituati. È tipico il caso di chi fa una vita sedentaria e deve fare uno sforzo inusuale, come per esempio un trasloco: sollevare scatoloni, portarli su e giù dalle scale può innescare questo tipo di cefalea. Meglio non sottovalutarlo e chiedere il parere del proprio medico di fiducia.

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    Russamento, digrignamento e apnee notturne

    Se il mal di testa arriva al mattino è molto probabile che la causa sia da cercare nel nostro comportamento notturno. I problemi più comunemente associati a questo tipo di cefalea sono l’abitudine a russare, le apnee notturne, cioè l’assenza temporanea di respiro durante il sonno, e il digrignamento dei denti. In tutti questi casi è preferibile consultare un medico.

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    Se l’amore fa male alla testa

    È sicuramente tra le cause più piacevoli del mal di testa. Può colpire sia gli uomini sia le donne e il dolore, in entrambi i casi, è proporzionale al piacere provato. Insorge nel bel mezzo dell’attività sessuale e culmina con l’orgasmo, per poi sparire subito dopo. È probabile che questo tipo di cefalea sia legata all’aumento della pressione arteriosa che inevitabilmente insorge quando si fa l’amore. In ogni caso è opportuno approfondire il problema con il medico di fiducia.

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    Quando l’acqua va in riserva

    Anche la disidratazione, fenomeno che in genere succede in estate, può causare un attacco di mal di testa. In alcune persone basta una perdita di liquidi pari all’1 per cento del peso corporeo per scatenare la cefalea. Un buon motivo per bere tanta acqua ogni giorno.

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    Influenza e febbre

    Un episodio di influenza porta sempre con se un rialzo febbrile, a volte lieve, altre volte più importante. Il mal di testa insorge, sembra, proprio a causa dell’aumento della temperatura corporea. Alcune persone ne soffrono di più, altre di meno. In ogni caso, i farmaci antinfiammatori non steroidei, come per esempio l’acido acetilsalicilico, usati comunemente per curare l’influenza, hanno anche un effetto antidolorifico, quindi spengono il dolore.

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    Poco sonno, troppo sonno

    Il rapporto tra il sonno e il mal di testa è ambivalente: da un lato chi non dorme molte ore rischia di trovarsi, il giorno dopo, un bel cerchio alla testa. Ma lo stesso dolore può insorgere se, al contrario, si va a letto alle nove e ci si alza a mezzogiorno. Dormire troppo o troppo poco hanno un effetto nefasto sulla nostra testa. Meglio tenerlo sempre presente.

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    Raffreddore e sinusite

    Il naso chiuso, per un raffreddore o un allergia, può dare mal di testa. Ma è soprattutto la sinusite, quando cioè si infiammano i seni paranasali che abbiamo negli zigomi e sulla fronte, la causa più comune di cefalea. Se per curare il comune raffreddore virale basta andare in farmacia, per la sinusite e un’allergia è preferibile rivolgersi al proprio medico.

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    Se alzi troppo il gomito

    Dopo una forte bevuta non è raro soffrire di mal di testa. Il principale responsabile è l’etanolo: viene smaltito nel fegato, ma se la quantità introdotta è superiore a quella che il metabolismo epatico riesce a eliminare, può insorgere nausea e mal di testa. Oltre a un antidolorifico, è opportuno bere molta acqua per aiutare l’organismo a liberarsi dell’etanolo.

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    Difetti della vista che danno alla testa

    Non vederci bene, da vicino o da lontano, può comportare fastidiosi mal di testa. È soprattutto alla sera, dopo una giornata passata a studiare o lavorare, che insorge di solito questo tipo di cefalea. Per questo è utile, quando si ha il sospetto di un difetto visivo, farsi visitare da un oculista.

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    Quando cala lo stress

    Chiamato anche mal di testa da weekend, è tipico di chi lavora moltissimo da lunedì a venerdì e al sabato mattina, non appena la tensione cala, si deve arrendere alla cefalea. Non esiste ancora una spiegazione esauriente di questo fenomeno, sembra però che la colpa sia del calo improvviso dello stress, che non permette all’organismo di adattarsi alle nuove, e in teoria più piacevoli, condizioni. In questi casi, oltre a rivolgersi al proprio medico, potrebbe essere utile evitare di sobbarcarsi di lavoro il venerdì, così da cominciare ad allentare le tensioni in vista del weekend.

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    Troppo tempo davanti al computer

    Anche la normativa italiana sulla sicurezza sul posto di lavoro dice che ogni due davanti a uno schermo bisogna fare una pausa di 15 minuti. Tra i vari problemi a cui si può andare incontro se si sta troppo davanti al pc c’è anche il mal di testa. Quando ci si accorge del problema occorre rivedere alcune cose, come per esempio l’altezza dello schermo, della sedia e della scrivania, la posizione di mouse e tastiera.


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