Pubblicità
Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 14 minuti
Propoli

Propoli

La propoli è prodotta dalle api per proteggere l’alveare dai microrganismi. Viene usata per curare diversi malanni invernali.

La propoli è prodotta dalle api: è costituita da una sostanza resinosa che riveste gli alveari e li protegge dagli agenti esterni come muffe, funghi, batteri, insetti.

Come il miele e la pappa reale, anche la propoli è prodotta dalle api: è costituita da una sostanza resinosa che riveste gli alveari e li protegge dagli agenti esterni come muffe, funghi, batteri, insetti.

Non a caso il suo nome significa “davanti alla città” (dal greco “pro” e “polis”): descrive la funzione per cui viene utilizzata, cioè difendere l'alveare.

Le api usano questa sostanza sia per le sue proprietà biologiche (antibatteriche e antimicotiche) sia per chiudere buchi e crepe, per riparare i favi e rafforzare i loro sottili bordi, come isolante termico e per riparare l'alveare dalle correnti d'aria, per restringere i punti d'accesso al nido in modo da evitare l'ingresso di invasori e per prevenire la decomposizione dei cadaveri di invasori uccisi, mummificandoli.

Gli insetti la raccolgono dalle piante, nelle zone temperate principalmente da specie appartenenti al genere del pioppo, ma anche da:

La propoli viene poi digerita parzialmente grazie agli enzimi presenti nella loro saliva (le beta-glicosidasi).

Una volta unita alla cera d'api dà origine a una sostanza dal profumo aromatico e dal colore variabile dal verde al rosso, passando per il marrone e altre tonalità.

La propoli è formata da:


Resine50%
Cera30%
Oli essenziali10%
Polline5%
Minerali e composti organici, come acidi fenolici (per esempio l'acido cinnamico e l'acido caffeico) e loro derivati, flavonoidi, terpeni, aldeidi e alcoli, acidi grassi, stilbeni e beta-steroidi5%

Attualmente si stima che le sostanze presenti nella propoli siano più di 300. Fra di esse, le resine e i composti volatili sono i prodotti di diversi processi biologici che si realizzano in diverse parti della pianta.

Di per sé ha una consistenza solida e friabile, simile a quella della cera, ma una volta riscaldata diventa flessibile e molto appiccicosa; per questo la propoli è detta anche “colla d'api”.

Per ottenerla occorre immergere in alcol le pareti delle arnie oppure indurre le api a depositare la sostanza su fogli dai quali può essere staccata più facilmente.

Il lavaggio in alcol permette di rimuovere la cera e altre sostanze di scarto e di ottenere un balsamo di propoli (o tintura madre) ricco di sostanze organiche dalle proprietà antibatteriche, antimicotiche, antivirali, antinfiammatorie, antiossidanti, e non solo.

Infatti, le sostanze presenti nella propoli sono attive anche contro le ulcere, agiscono da immunostimolanti e regolano l'attività del sistema immunitario, agiscono come anestetici locali e spasmolitici, proteggono il fegato, esercitano un'azione antitumorale e combattono la formazione della carie.

Tutti questi e gli altri effetti della propoli dipendono dalla sua composizione chimica e quindi da quella delle sostanze vegetali da cui deriva; ciò significa che le sue attività biologiche sono strettamente legate alla sua provenienza.

Inoltre, la composizione chimica della propoli dipende anche dalla stagione in cui viene raccolta, dalla specie di api che la raccolgono e dai solventi utilizzati durante il processo di lavaggio.

Questa estrema variabilità dei principi attivi presenti nella propoli (come la pinocembrina e la galangina) è almeno in parte responsabile della scarsa presenza dei preparati a base di propoli fra i rimedi proposti dalla medicina occidentale ufficiale.

Infatti la standardizzazione della composizione chimica è un requisito indispensabile perché una sostanza possa essere accettata dalla medicina ufficiale.

Ciononostante la propoli è ampiamente utilizzata come rimedio naturale nella medicina popolare.

Pubblicità

L’attività

L’azione della propoli è simile a quella di un antibiotico ad ampio spettro. I suoi effetti includono l'inibizione della motilità dei batteri e dell'attività dei loro enzimi, un effetto batteriostatico e, a concentrazioni elevate, un'azione battericida; inoltre influenza lo stato della membrana citoplasmatica dei microbi.

Fra i batteri su cui è stata testata la sua efficacia sono inclusi germi molto noti come:

  • l'Escherichia coli, che può essere associato, per esempio, alla comparsa di disturbi gastrointestinali e cistiti
  • l'Helicobacter pylori, il batterio associato all'ulcera gastrica e al tumore allo stomaco.

Questo antibiotico naturale agisce su batteri e funghi e la sua azione dipende dalla concentrazione di sostanze microbiologicamente attive.

La principale è la galangina, che ha attività antimicrobica. Tanto maggiore è la sua concentrazione nei preparati, tanto più alta è la loro efficacia.

La propoli di origine europea, ottenuta dalle api a partire dai pioppi, deve le sue proprietà antibatteriche e antimicotiche soprattutto a flavonoidi e ad altri polifenoli. In quella di origine brasiliana, invece, sembrano entrare in gioco altre sostanze, come i diterpeni.

Ma oltre a essere un antibatterico la propoli è anche un antivirale che agisce su molti ceppi di virus, come quelli di influenza, raffreddore e herpes. I responsabili di quest'azione sembra siano i flavonoidi e la vitamina C presenti nella sostanza.

Leggi l'approfondimento Malanni di stagione, tienili alla larga in modo naturale.

Pubblicità

Perché si usa

L'uomo sfrutta le proprietà della propoli da migliaia di anni. Nell'antico Egitto veniva utilizzata per imbalsamare i cadaveri; in effetti si potrebbe dire che gli Egizi abbiano imparato l'arte dell'imbalsamazione dalle api.

Il suo primo uso a scopo medico è stato invece descritto da Aristotele. I Greci e i Romani la utilizzavano per il trattamento delle ferite, come antisettico, come cicatrizzante e come disinfettante del cavo orale.

I Persiani, invece, la impiegavano come rimedi contro gli eczemi, la mialgia e i reumatismi e gli Inca come un agente antipiretico.

Testimonianze risalenti al XII secolo descrivono l'impiego di preparazioni a base di questa sostanza per trattare carie e infezioni della gola e del cavo orale. E nel 1600 veniva utilizzata per trattare ferite e per proteggere la pelle in assenza di bende.

Nell'ex Unione Sovietica l'uso della propoli era accettato sia in medicina che in veterinaria e veniva proposto nel trattamento della tubercolosi. E durante la Seconda Guerra Mondiale veniva sfruttato per promuovere la guarigione delle ferite.

Oggi la propoli rappresenta un rimedio complementare e un ingrediente per integratori alimentari utilizzato sia a scopo di cura sia come arma di prevenzione in diverse parti del mondo.

Di solito si usa nelle malattie autunnali e da raffreddamento delle prime vie respiratorie come mal di gola e raffreddore, perché è in grado di danneggiare e uccidere molti batteri e il suo effetto è proporzionale alla concentrazione utilizzata.

Trova inoltre un ampio impiego nel trattamento di diversi disturbi che colpiscono l'apparato digerente, come:

Inoltre è utilizzata in campo dermatologico, per esempio per la cura di:

Inoltre, viene considerata un rimedio disinfettante e cicatrizzante.

Ha il pregio di essere ad ampio spettro e cioè di essere efficace su molti tipi di agenti patogeni e di non essere oggetto di resistenza batterica.

Come si usa

Il mercato propone diversi prodotti a base di propoli, che in alcuni casi si associa con altri ingredienti provenienti dall'alveare, come il polline d'api e il miele, oppure con oli essenziali o erbe (come nel caso dell'estratto idroalcolico di propoli ed echinacea).

Si può utilizzare localmente, con spray da spruzzare a livello della gola o a livello sistemico, in compresse masticabili o preparati liquidi, oppure in forma di gocce, sciroppi, caramelle, gomme da masticare, creme e unguenti.

All'interno di un integratore alimentare l'estratto secco deve essere titolato in flavonoidi totali espressi in galangina minimo 8% e se ne dovrebbero assumere da 300 a 500 mg al giorno lontano dai pasti.

Inoltre la propoli è un ingrediente ampiamente utilizzato anche dall'industria cosmetica, che la aggiunge a shampoo, balsami, lozioni, burrocacao, dentifrici e anche smalti per le unghie.

Infine, viene usata anche come additivo (sia come conservante sia come aroma).

Effetti indesiderati

In generale la propoli, anche quando assunta per via orale, è considerata una sostanza sicura; tuttavia la sua assunzione è stata associata a possibili effetti collaterali, in particolare alla comparsa di sintomi gastrointestinali, a convulsioni e a un sospetto di insufficienza renale.

In soggetti sensibili può provocare secchezza della mucosa orale e dolore o bruciore di stomaco o diarrea, che scompaiono con la sospensione del trattamento.

In soggetti allergici può provocare reazioni cutanee e dermatiti che regrediscono con la sospensione del trattamento.

Inoltre l'uso di gomme da masticare, dentifrici, collutori e altri prodotti a uso orale può essere associato alla comparsa di:

  • stomatite allergica (a volte anche con formazione di ulcere)
  • gonfiore delle labbra e del cavo orale
  • eczema intorno alla bocca
  • difficoltà respiratorie
  • cheilite (un'infiammazione delle labbra che parte dagli angoli della bocca).

Precauzioni

Come tutte le sostanze contenenti bioflavonoidi, la propoli non va usata durante la gravidanza e l’allattamento, e non va somministra a bambini di età inferiore all'anno.

Interazioni

Nessuna interazione è stata riscontrata.

Se cerchi una risposta ad un problema specifico consulta il nostro esperto

Sannia1
Antonello Sannia
Endocrinologo, docente di Fitoterapia


Quanto hai trovato interessante questo articolo?
 

Articolo scritto da:
VIDEO

Raffreddore e influenza: prevenzione e rimedi naturali

Raffreddore influenza regole prevenzione

Raffreddore e influenza, Antonella Sannia, fitoterapeuta, ci spiega come prevenirle con i rimedi naturali.

LEGGI TUTTO
CONSULTA L’ARCHIVIO DI PIANTE OFFICINALI
Torna su