Camomilla: che cos'è, perché si usa, effetti collaterali

Si usa per le sue ben note attività rilassanti e blandamente sedative.

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Camomilla proprietà

Che cos’è

La camomilla, nome botanico Matricaria chamomilla o Matricaria Recutita, è una pianta erbacea annuale, dal fusto eretto e ramificato, che raggiunge un’altezza di circa 80 centimetri. Le foglie sono sottilissime e di forma appuntita.

Le infiorescenze (chiamate capolini) sono composte al centro da fiori tubolari gialli di piccolo diametro, circondati da fiori bianchi a linguetta, simili a petali ed è la parte che contiee le sostanze attive.

Comune nei prati e nei campi coltivati, fiorisce nel periodo tra maggio e giugno ed emana un aroma intenso.

Ha proprietà antinfiammatorie, sedative, spasmolitiche, cicatrizzanti e antibatteriche. È una delle piante medicinali più note e utilizzate al mondo.

Attività

L’azione rilassante e blandamente sedativa per cui è nota la camomilla dipende dalla presenza di apigenina che si lega direttamente agli stessi recettori ai quali si legano le benzodiazepine.

Il bisabololo esercita l’attività spasmolitica, favorendo il rilassamento della muscolatura dello stomaco e della parete intestinale. Migliora l’eliminazione di gas dall’intestino, riducendo il gonfiore.

Possiede anche proprietà antibatteriche, antimicotiche, antinfiammatorie che si vanno a sommare a quelle di flavonoidi e azuleni, dotati pure di attività analgesica, antiossidante, cicatrizzante ed emolliente.

Perché si usa

La camomilla può essere impiegata sia per uso interno sia per uso esterno per trattare un’ampia varietà di disturbi.

Grazie al suo effetto leggermente sedativo, è un rimedio classico per attenuare l’ansia e l’irritabilità, curare l’insonnia e altri disturbi del sonno. Ha il vantaggio di poter essere impiegata anche nei bambini.

Molto efficace nei casi di difficoltà digestive, la camomilla allevia i crampi di stomaco e intestino, in particolare se dovuti a stati di tensione emotiva o alla sindrome del colon irritabile. Utile anche in caso di flautulenza e diarrea.

In presenza di allergia, congiuntivite o occhi rossi può essere impiegata come collirio, lavaggi oculari. Si usano anche gli sciacqui orali in caso di mal di denti, mal di gola e per lenire le infiammazioni alla bocca.

Gli impacchi o le pomate a base di camomilla hanno un effetto cicatrizzante e lenitivo su pelle e mucose arrossate, ulcere, ferite, eczemi, scottature e infezioni. Ed è decongestionante in caso di emorroidi e mastiti.

L’azione antinfiammatoria e antidolorifica si ottiene frizionando con l’olio di camomilla le zone colpite da nevralgie, sciatica, reumatismi, torcicollo e gotta.

Leggi anche l'articolo di approfondimento Piante antistress.

Come si usa

Si utilizzano i capolini, raccolti pochi giorni prima della fioritura, essiccati all’ombra e in un luogo areato, con i quali si preparano l’olio essenziale, gli infusi, gli impacchi, le creme, le lozioni.

Come sedativo e per trattare i crampi allo stomaco si impiega l’infuso di camomilla preparato con 3 grammi di infiorescenza ogni 150 cc di acqua calda. La dose è circa di tre tazze al giorno.

Nell’uso esterno si utilizza un infuso più concentrato adatto ai lavaggi nasali, oculari o anali. Lo stesso vale per gli impacchi da applicare sulla pelle lesionata, nelle aree infiammate e doloranti o come decongestionante di borse e occhiaie.

In alternativa, per le frizioni, si può impiegare l’olio di camomilla che si può aggiungere (10 gocce) all’acqua tiepida del bagno come rilassante. In cosmetica la camomilla è un componente essenziale di shampoo, soluzioni e creme schiarenti per capelli.

Effetti indesiderati

Le reazioni allergiche sono rare ma sono stati segnalati casi di ipersensibilità, congiuntivite e dermatite da contatto in seguito a lavaggi oculari e all’uso di unguento alla camomilla.

L’assunzione di quantità eccessive di infuso può scatenare il cosiddetto “effetto paradosso”, con comparsa di agitazione e irritabilità.

Interazioni

Dosi eccessive possono interferire con la terapia anticoagulante. Non sono note altre interazioni significative.

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Sannia1 Antonello Sannia
Endocrinologo, docente di Fitoterapia

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