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Le erbe che aiutano a dormire bene

Contro l'insonnia i rimedi naturali per ritrovare un riposo ristoratore.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 8 minuti
Erbe sonno dormire insonnia

L’insonnia colpisce milioni di persone, con ripercussioni negative sulla vita quotidiana e il benessere. Dalle erbe e dalle piante, i rimedi più naturali per ritrovare la serenità notturna

Dormire, un bisogno fondamentale. Ma per un italiano su sette la notte è un incubo costante e si chiama insonnia. Tanti sono, infatti, in Italia, coloro che soffrono di disturbi cronici del sonno, mentre per uno su cinque le notti in bianco sono frequenti. Più colpite, le donne.

Riposare poco o male, a lungo andare, può avere conseguenze negative anche importanti: mentre dormiamo, infatti, il cervello elabora le esperienze e le informazioni vissute di giorno e le riordina. Si tratta della fase REM (Rapid Eyes Movement) del sonno.

Ma, se il nostro cervello non è messo nelle condizioni di compiere questo lavoro a causa dello stato di veglia o di un riposo disturbato, la memoria potrebbe non funzionare a pieno regime.

Non solo: è mentre si dorme che l’apparato renale elimina nel modo migliore le tossine, il sistema immunitario produce più anticorpi e si moltiplica il ricambio di globuli rossi. Insomma, la mancanza di adeguate ore di sonno può essere considerata una vera e propria malattia. Ma è possibile affrontare il problema in modo naturale?

Un aiuto tutto verde

Fin dall’antichità le piante sono state utilizzate a scopi terapeutici. Oggi, curarsi con le erbe vuol dire avvalersi della fitoterapia, una medicina che si affianca a quella convenzionale, adatta a chi non desidera o non può assumere farmaci tradizionali.

Naturale non significa però innocuo: prima di curarsi con le erbe è sempre necessario chiedere il parere del proprio medico. Perché le piante hanno una vera e propria azione farmacologica, e, in particolare, alcune tra quelle indicate per favorire il sonno interagiscono direttamente con il sistema nervoso centrale.

Inoltre, non tutte le insonnie sono uguali, il rimedio va individuato in base alla prevalenza dei sintomi. E non va dimenticato che alcune erbe officinali sono controindicate per i bambini sotto l’anno di età e per le donne in gravidanza.

Le erbe della buonanotte

  • Biancospino. I fiori e i frutti di questo arbusto ricco di flavonoidi (potenti antiossidanti), sono adatti alla preparazione della tisana serale. È indicato soprattutto quando il disagio legato al sonno ha un’origine nervosa. È in grado di ridurre l’emotività e gli stati di tensione. Questo rimedio è adatto anche ai bambini, per i quali viene prescritto in genere l’estratto fluido, da somministrare in gocce.

  • Camomilla. Il più classico dei rimedi per conciliare il sonno, i suoi fiori contengono una percentuale elevata di flavonoidi. Ha un effetto blandamente calmante e sedativo, ma l’assunzione di un infuso troppo concentrato può provocare l’effetto contrario.

  • Escolzia. Ecco una pianta che sembra prediligere il genere femminile: alcuni studi, infatti, rilevano che i suoi effetti sono maggiormente attivi sull’organismo delle donne, tanto che può essere prescritta anche come antidolorifico in presenza di disturbi mestruali, poiché rilassa le fasce muscolari. Uno studio su pazienti che lamentavano insonnia ha dimostrato che favorisce sia la fase iniziale del sonno, sia la sua durata complessiva, assicurando un riposo senza risvegli notturni.

  • Melissa officinalis. Perfetta per le persone che faticano a prender sonno con una frequenza sporadica, soprattutto quando l’incapacità di rilassarsi deriva da ansie e stress vissuti durante il giorno. Lievemente calmante, migliora anche la qualità del sonno della fase centrale, riducendo le probabilità di risvegli continui.

  • Passiflora incarnata. Ha un’azione diretta sul sistema nervoso centrale, in particolare a livello della zona che controlla i movimenti e dei centri preposti al sonno.

Utile quando l’insonnia è data da iperattività cerebrale ed eccitazione. Induce un sonno simile a quello fisiologico e, nonostante la sua efficacia sia stata paragonata a quella delle benzodiazepine (farmaci ad azione sedativa), non provoca stordimento.

  • Tiglio. La sua azione sedativa è particolarmente consigliata alle persone che somatizzano l’ansia a livello di disturbi non soltanto legati alla sfera del sonno, ma anche di tipo intestinale. È la più adatta ai bambini e non provoca sonnolenza durante il giorno.

  • Valeriana officinalis. I suoi benefici soprattutto come calmante sono noti, e sono massimi nelle persone che soffrono di insonnia iniziale (cioè hanno difficoltà ad addormentarsi) anche a causa di un temperamento ansioso.

Ha un’azione tranquillante in quanto agisce sul sistema nervoso centrale e alcuni studi hanno dimostrato che riduce il tempo necessario per addormentarsi e migliora la qualità delle prime ore di sonno. Si trova sotto forma di preparato per infusione, ma anche di estratto secco.

Si deve ricordare che quest’ultimo è in genere la forma da preferire perché è fortemente concentrata e le dosi di principi attivi sono più controllate e uniformi.

Spesso gli estratti secchi sono utilizzati per fare preparazioni associando più piante (come per esempio, valeriana, melissa ed escolzia) per migliorarne l’efficacia.

Abbracciare Morfeo grazie ai fiori

Una semplice miscela di fiori, acqua e poco alcol. È questo il segreto dei Fiori di Bach, una maniera di curare i più diversi disturbi emotivi, insonnia compresa, in modo dolce. L’uso può essere associato alla fitoterapia e all’omeopatia.

  • White Chestnut. È l’ippocastano, indicato quando la notte è tormentata da pensieri e preoccupazioni ossessive, con conseguente disattenzione durante il giorno.

  • Olive. Se l’insonnia dura da parecchio tempo, è questo il fiore da associare a White Chestnut.

  • Vervain. È la verbena. Ideale per chi soffre di disturbi del sonno dovuti all’incapacità di staccare dai problemi della vita quotidiana, senza riuscire quindi a rilassarsi.

  • Star of Bethlem. È un tipo di giglio selvatico. Specifico per chi è soggetto a risvegli notturni bruschi, per chi si ritrova nel cuore della notte con gli occhi sbarrati, magari in seguito a un brutto sogno.

Il potere calmante dell’acqua

Una bella abitudine serale, il bagno nella vasca può favorire il relax necessario al sonno notturno. L’acqua ha il potere di lavare via anche le preoccupazioni, il ritmo dell’organismo si fa più lento, il calore produce conforto.

Per potenziare l’effetto, gli estratti di pianta più indicati da aggiungere all’acqua sono quelli di fiori d’Arancio, Lavanda, Geranio dolce e Camomilla, nella versione olio essenziale. Ne bastano due o tre gocce.

Shamiran Zadnich

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Foto zilioli Angelo Zilioli
Neurologo

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