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Cardo mariano

È una pianta medicinale usata per le sue proprietà epatoprotettrici: in pratica protegge le cellule del fegato da danni di diversa origine.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
Cardo Mariano proprietà

Che cos’è

Il Cardo mariano è una pianta erbacea biennale alta circa un metro e diffusa in tutta l'area del mediterraneo il cui nome botanico è Silybum marianum.

Dai suoi semi e dai fiori si ricava un gruppo di sostanze denominato silimarina e costituito da alcuni flavonoidi e altre sostanze quali oli polinsaturi, taxifolina, quercetina, lapigenina.

Attività

La silimarina ha una forte attività protettiva del fegato. Protegge le cellule epatiche dal danno causato da sostanze tossiche come la falloidina del fungo Amanita falloide, l'alcol, i farmaci, gli insetticidi o gli antiparassitari.

Tale principio attivo sembra in grado di stabilizzare la membrana delle cellule epatiche. Lo fa inibendo i processi di lipoperossidazione, cioè i danni provocati alle cellule del fegato dai radicali liberi.

Gli estratti di cardo mariano infatti catturano i radicali liberi impedendo loro di formare con le membrane cellulari i lipoperossidi, estremamente tossici per il fegato.

Inoltre il Cardo mariano stimola la produzione di cellule epatiche nuove, probabilmente favorendo la sintesi proteica.

Il Cardo mariano è anche in grado di migliorare i risultati degli esami epatici nei soggetti che hanno subito danni al fegato. Sembra inibire la produzione di leucotriene, con un effetto di prevenzione delle reazioni allergiche e infiammatorie.

Leggi anche l'articolo di approfondimento Fegato: dieci regole per mantenerlo in salute.

Perché si usa

È utilizzato negli ospedali nei casi di avvelenamento causato dal fungo Amanita phalloides e come epatoprotettore nelle terapie farmacologiche che possono creare danni al fegato come la la tacrina.

Si utilizza inoltre come coadiuvante in pazienti con danno al fegato causato da epatite A, B o C.

Nei forti bevitori, anche in caso di cirrosi, il Cardo mariano migliora lo stato delle cellule del fegato e riduce le transaminasi.

Aiuta nei problemi digestivi che dipendono dal fegato, nelle dispepsie e nei dolori intestinali.

Per le sue proprietà antiossidanti si utilizza anche in cosmetica nelle creme antirughe e nelle creme per la protezione solare.

Come si usa

Generalmente si utilizza in l'estratto secco titolato in silimarina minimo all'1%. Se ne assumono 600-1200 mg al giorno suddivisi in due somministrazione lontane dai pasti.

Precauzioni e effetti indesiderati

A dosi elevate può provocare nausea e vomito nei primi giorni di somministrazione. Non va quindi utilizzato in gravidanza.

Interazioni

La tiramina contenuta nel Cardo mariano può interagire con i farmaci antidepressivi inibitori delle monoaminossidasi e può anche aumentare la pressione arteriosa, pertanto va usato con cautela dai soggetti ipertesi o che assumono antidepressivi cosiddetti IMAO.

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