Ippocastano

È una pianta medicinale utilizzata per risolvere problemi di fragilità capillare e in caso di insufficienza del circolo venoso.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 3 minuti
ippocastano proprietà

Che cos’è

L’ippocastano (Aesculus hippocastanum) è un albero a foglie decidue che può arrivare fino a un’altezza di 30 metri con una chioma che può avere fino a 10 metri di diametro.

Originario dell'Asia occidentale è oggi presente in tutta l'Europa, nel Medio Oriente e in Iran e deve il suo nome all’antico impiego per curare la tosse del cavallo (in greco, infatti, significa “castagna del cavallo”).

Attività

La principale attività riguarda l’apparato circolatorio, in particolare vene e capillari, ed è da attribuire a due principi attivi: escina ed esculoside.

La prima aumenta il tono (vasocostrizione), la resistenza e l’elasticità dei vasi. L’esculoside favorisce invece il riassorbimento dei liquidi e svolge quindi effetto anti edema (gonfiore).

Altra azione importante dell’ippocastano è quella di neutralizzare i radicali liberi (antiossidante). Svolge inoltre azione cicatrizzante.

Perché si usa

L’ippocastano si utilizza prevalentemente in caso di fragilità capillare e nell’insufficienza del circolo venoso (vene varicose, emorroidi). Diversi studi hanno dimostrato che è in grado di ridurre gonfiore, dolore e formicolii alle gambe.

Poiché è attivo anche sul circolo linfatico, può essere utilizzato anche in caso di ritenzione di liquidi.

Come si usa

Si impiega l’estratto secco titolato in escina (minimo 3%) ottenuto dai semi con il tegumento e/o dalla corteccia.

Inizialmente il dosaggio di 250 mg 3 volte al giorno (corrispondente a 40 mg di escina tre volte al giorno) a stomaco pieno.

Il mantenimento prevede il dimezzamento della dose. Può essere utilizzata anche la formulazione in pomata al 20%.

Effetti indesiderati

Sono stati osservati effetti di tipo irritativo, ma soltanto a dosaggi nettamente più elevati di quelli terapeutici, in particolare a livello della mucosa gastrica a seguito di aumento della secrezione acida.

Meno rare sono invece le reazioni di tipo allergico (il 5% dei bambini dei centri urbani è sensibile al polline).

Precauzioni

L’impiego dell’ippocastano non è raccomandato in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, a causa di possibili stimoli sulla contrattilità uterina, nel corso dell’allattamento e in età pediatrica. Una controindicazione importante è l’insufficienza renale.

Interazioni

Può interferire con i farmaci anticoagulanti aumentandone gli effetti.

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Sannia1 Antonello Sannia
Endocrinologo, docente di Fitoterapia

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