Mialgia - dolori muscolari

La più frequente è quella causata da un uso eccessivo del muscolo o da un danno associato a un'attività troppo intensa.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 11 minuti
dolori muscolari, muscoli

Quando si parla di muscoli, in genere, il pensiero corre a una parte del corpo ritenuta sempre in salute e forte, quasi immune da rischi. Invece, anch’essa può essere soggetta a fastidi e sofferenze. Basta un movimento brusco, un allenamento sportivo fatto male o a lungo, un portamento scorretto, ed ecco comparire il dolore.

Che cosa sono le mialgia

Le mialgie sono dolori muscolari localizzati o generalizzati che possono avere cause molto diverse.

Anche l'entità del dolore è variabile: quasi a tutti capita di avere male ai muscoli di tanto in tanto, ma in alcuni casi il fastidio può essere molto intenso, oppure può durare per mesi.

Le cause della mialgia

Il tipo più comune di mialgia localizzata è quella causata da un uso eccessivo del muscolo o da un danno associato a un'attività troppo intensa. Un dolore che compare durante l'esercizio fisico può, per esempio, essere il segnale di uno stiramento muscolare.

Può anche capitare che un farmaco (per esempio le statine usate per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue), l'infezione da parte di virus (come quello dell'influenza) e batteri o una malattia scatenino dolori non associati a un singolo muscolo, ma diffusi in tutto il corpo.

Una situazione frequente di dolore muscolare acuto è dovuto ai crampi, contrazioni involontarie e improvvise di un muscolo o di un fascio di muscoli. Il disturbo si manifesta con una fitta intensa non solamente durante uno sforzo, ma anche a riposo, che immobilizza la parte colpita, mentre il muscolo appare contratto e duro. Anche se le cause sono molte, quella più frequente è dovuta a una riduzione localizzata del flusso di sangue: mancando l’ossigeno e il nutrimento necessario, il muscolo va incontro a dolore.

Altri fattori di rischio sono una sudorazione abbondante con perdita di liquidi e sali minerali che determinano un’eccessiva stanchezza, uno sforzo muscolare intenso che produce una maggiore quantità di acido lattico che “intossica” i tessuti muscolari, un tuffo in acqua fredda perché causa una riduzione del calibro dei vasi sanguigni e scarso afflusso di sangue, i bassi livelli di calcio nel sangue dovuti ad alcune malattie o a una sua eccessiva eliminazione renale.

Presenza di malattie reumatiche, disturbi alla colonna cervicale causati soprattutto da abitudini sbagliate, come mantenere a lungo una posizione scorretta da seduti, da sdraiati o durante il sonno, possono causare una sindrome dolorosa acuta e non dare segni della loro presenza per anni.

Poi, in seguito a un movimento brusco o eseguito male, il disturbo si riacutizza e provoca un dolore che può essere insopportabile, bloccando ogni movimento.

Anche cadute o attività che determinano strappi o stiramenti, così come deviazioni della colonna vertebrale che causano infiammazioni ai muscoli, possono scatenare il dolore.

Un’altra causa di dolore muscolare è dovuta alla rabdomiolisi, cioè la rottura delle cellule dei muscoli.

La ricerca della causa del dolore muscolare è essenziale per poter definire una terapia e un trattamento corretti.

I dolori cronici

I dolori muscolari cronici non devono essere trascurati sia perché è inutile soffrire, sia perché possono comportare conseguenze anche gravi. Diverse persone che soffrono di questo problema vanno incontro a un disturbo di depressione.

La diagnosi di dolori muscolari cronici è semplice quando è la conseguenza di cattive abitudini protratte nel tempo che si assumono durante l’attività di tutti i giorni, come le posizioni scorrette mentre si sta alla scrivania o si scrive al computer. Spesso si usano strumenti non adeguati, come una sedia troppo alta o troppo bassa, oppure un monitor che obbliga a tenere il collo e la schiena contratti durante il lavoro, facendo aumentare ulteriormente il dolore.

Le cure

Il trattamento migliore dipende dalla causa del dolore. In genere quando la mialgia deriva da un esercizio fisico eccessivo o da un'infezione virale, il dolore può essere combattuto con analgesici e antinfiammatori acquistabili in farmacia senza ricetta medica.

Se il dolore compare durante l'attività fisica è bene pensare di prendersi un periodo di riposo. I sintomi possono essere trattati con il calore, massaggi e, nei casi più impegnativi, anche con ultrasuoni o Tens (la stimolazione elettrica transcutanea dei nervi).

Si possono applicare anche FANS per uso esterno, come per esempio quelli a base di ibuprofene sale di lisina al 10%, che garantiscono un rapido ed efficace assorbimento e non comportano gli effetti collaterali a livello gantrointestinale tipici dei FANS da assumere per bocca.

Dopo il periodo di riposo l'attività fisica non deve essere ripresa bruscamente, ma scegliendo un esercizio di tipo aerobico, come quello tipico di passeggiate, ciclismo e nuoto. Rivolgersi a un fisioterapista può essere utile per riprendere a muoversi facendo stretching e tonificando il muscolo.

Non solo farmaci

Per alleviare le zone dolenti, è importante lavorare sui muscoli, per favorirne il rilassamento e aiutarli ad assumere la postura corretta, con grande benefico anche per le articolazioni vicine. Oltre che con una medicina, è utile anche l’associazione massaggi-ginnastica.

Alcuni tipi di massaggi determinano grandi benefici sul tessuto muscolare, come l’osteopatia, la rieducazione posturale, la massofisioterapia e lo shiatsu. Consistono nell’agire sui muscoli per rafforzarli e prevenire le contratture che compaiono in seguito a posizioni scorrette, nonché nell’imparare ad avere una postura migliore. Per ottenere il massimo dei benefici, occorre affidarsi a centri qualificati o a medici specializzati.

Gli esercizi di ginnastica dolce, come lo stretching, che allunga e scioglie i muscoli (meglio se eseguiti in una piscina d’acqua tiepida), servono a ridurre il dolore da patologie gravi e a combattere le infiammazioni da posture scorrette.

Quando consultare il medico

Se i rimedi di automedicazione non funzionano e i problemi persistono per più di un paio di settimane è meglio rivolgersi al medico, che nel caso in cui la mialgia sia associata a un altro disturbo potrebbe prescrivere analisi specifiche, l'assunzione di farmaci per trattare il problema sottostante o una visita specialistica.

Rivolgersi al medico è importante anche quando i dolori muscolari sono associati a gonfiori e arrossamenti, problemi respiratori, capogiri, estrema debolezza muscolare, febbre alta e rigidità del collo o se compaiono in concomitanza all'assunzione o all'aumento delle dosi di un farmaco.

La prevenzione dei dolori acuti

La polimialgia acuta da contratture si può evitare cambiando le abitudini di vita.

  • Suddividere i pesi da portare sulle due braccia, per non sovraccaricare la colonna vertebrale soltanto da una parte;
  • I tacchi delle scarpe da donna non devono superare i cinque centimetri di altezza, ma nemmeno rasoterra: in questo modo, il peso è ben equilibrato;
  • Se si è in sovrappeso, rivolgersi a un dietologo per riacquistare il peso forma: l’eccesso di grasso causa uno sforzo eccessivo sulla colonna vertebrale, che viene sottoposta a un continuo stress;
  • Le deviazioni alla colonna vertebrale vanno sempre risolte nella maniera appropriata, rivolgendosi a un ortopedico.

La prevenzione dei dolori cronici

Se la comparsa della sintomatologia cronica dipende spesso da come si sta seduti, l’unico modo per non soffrire più di questo disturbo è imparare a sedersi in modo corretto. Ecco qualche regola:

  • fondamentale imparare un nuovo modo di stare seduti, cercando di tenere la schiena diritta e cambiando spesso posizione;
  • non stare seduti per oltre un’ora nella stessa posizione, ma di tanto in tanto alzandosi in piedi e compiere qualche passo nella stanza, cercando di sgranchirsi collo, spalle e schiena;
  • usare un appoggiapiedi, appoggiare la parte bassa della schiena allo schienale, usare una sedia non troppo alta né troppo bassa, tenere le ginocchia più in basso rispetto alle anche e cercare di avere il monitor del computer davanti a sé.

La rottura

Una situazione particolare di dolore ai muscoli è quella dovuta alla loro rottura. Si parla di rottura di un muscolo quando le fibre elastiche che lo compongono si rompono o quando si spezza il tendine, cioè il legamento che tiene saldamente unito il muscolo alle ossa.

Il problema si manifesta con un dolore molto intenso e comparsa di una superficie di forma tondeggiante nella zona del trauma. Tale fenomeno si verifica perché il muscolo si ritrae e forma un gonfiore.

Le cause Un muscolo si può rompere quando diventa così robusto e voluminoso a causa di un’attività fisica protratta nel tempo e il tendine non è più in grado di tenerlo attaccato alle ossa. Di conseguenza, basta un movimento brusco o uno sforzo eccessivo per causarne la rottura a livello del tendine stesso.

A volte, un muscolo si può rompere quando subisce un trauma mentre compie uno sforzo in uno stato di contrazione. L’esempio più tipico è quello dello sport di squadra quando si riceve un colpo forte durante un momento di tensione.

I rimedi Se compare un gonfiore a un muscolo, andare subito dal medico per essere sottoposti a un’ecografia della zona malata: in questo modo, si può sapere se è avvenuta una rottura e ricorrere a un intervento chirurgico per curare lo strappo.

È poi necessario tenere a riposo il muscolo per almeno tre mesi e seguire un periodo di fisioterapia, in modo da riacquistare una perfetta funzionalità del muscolo.

La prevenzione Se è difficile evitare traumi mentre si fa sport, è però possibile cercare di prevenire il disturbo.

L’allenamento con carichi progressivi causa uno sviluppo armonico di muscoli e tendini, in quanto li rendono meno suscettibili ai traumi.

Non allenare i muscoli in modo scorretto, per evitare che si sviluppino eccessivamente e li costringano a una continua tensione.

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