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Dolori intercostali: perché vengono?

In caso di dolore intercostale è necessario analizzarne le caratteristiche, come durata e intensità, per individuarne la causa.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti

In caso di dolore intercostale è necessario analizzarne le caratteristiche, come durata e intensità, per individuarne la causa.

Benché venga spesso utilizzato come una definizione diagnostica, il termine “dolore intercostale” è alquanto vago. Un po’ come parlare di raffreddore, una condizione caratterizzata da numerosi sintomi, non tutti necessariamente limitati al distretto nasale.

Il dolore intercostale, infatti, è un dolore toracico che, oltre a prestarsi a errori o imprecisioni di localizzazione, può interessare molteplici strutture (ossa, muscoli, legamenti, nervi), essere provocato da svariate cause e manifestarsi in momenti diversi: a riposo, durante la respirazione o con il movimento.

Come scoprirne la causa

Innanzitutto è bene valutare la storia clinica del paziente (interventi chirurgici pregressi, malattie cardiopolmonari, traumi), in particolare quella recente, prestando attenzione agli eventi acuti e alla rapidità di insorgenza del dolore stesso. Per esempio, la comparsa dopo una caduta oppure a seguito di un’intensa attività sportiva o motoria (inclusi sforzi fisici compiuti in ambito domestico o professionale) orienta rispettivamente verso una possibile frattura/incrinatura/contusione costale oppure verso uno stiramento muscolare.

Un episodio improvviso facilmente diagnosticabile è il pneumotorace, che può avvenire non solo a seguito di un trauma perforante la pleura, ma anche in maniera spontanea in alcuni individui predisposti (soprattutto di giovane età). Il pneumotorace si manifesta con dolore e soprattutto con la mancata espansione della metà del torace interessata, dovuta al collasso del polmone.

Ben diverso è invece il caso di un individuo fumatore o affetto da un’infezione respiratoria e/o da tosse, in cui un dolore intercostale suggerisce una possibile complicazione a carico delle vie aeree inferiori (polmonite, pleurite).

Bisogna poi ricordare che l’artrosi può colpire anche le articolazioni tra costole e sterno e che le cartilagini costali possono andare incontro a infiammazione (in questo caso si parla di costocondrite).

Altre cause di dolore intercostale possono essere una nevralgia erpetica, confermata dall’eruzione cutanea varicelliforme tipica dell’herpes zoster, oppure un’ernia discale, che con il suo effetto compressivo sulla radice spinale può evocare un dolore che si irradia orizzontalmente.

Da non confondere con il dolore intercostale

Una precisazione doverosa riguarda due situazioni che non devono essere confuse con il dolore intercostale: l’angina pectoris e il reflusso gastroesofageo.

La prima è dovuta a una riduzione improvvisa dell’irrorazione cardiaca che, pur non provocando un infarto, rappresenta un’importante spia d’allarme. Si manifesta con un dolore simile a una stilettata, insorge in occasione di attività fisica intensa e porta l’individuo a fermarsi istintivamente, in attesa della sua risoluzione.

Il reflusso, invece, causa bruciore dietro lo sterno, di solito in fase digestiva e con maggior frequenza nelle ore serali, a seguito della risalita di materiale acido dallo stomaco nell’esofago.

Come alleviarlo

Il riposo e gli antinfiammatori sono indicati nelle forme acute di lieve entità o non complicate, mentre il sospetto o la presenza di altre patologie può imporre l’esecuzione di indagini diagnostiche mirate (per esempio esami del sangue, radiografia, tomografia o risonanza magnetica) e il conseguente ricorso ad analgesici e a trattamenti specifici.

Piercarlo Salari

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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