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Chi più dorme, meno soffre: gli effetti del sonno sul dolore

L’insonnia può influire sulla soglia e sulla regolazione del dolore, ma dormire meglio e di più può ridurre la sofferenza.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

L’insonnia può influire sulla soglia e sui sistemi di regolazione del dolore, ma dormire meglio e di più può ridurre la sofferenza.

Dolore e sonno si influenzano reciprocamente, dando vita a una sorta di circolo vizioso. Diversi studi hanno infatti evidenziato come il dolore sia una delle condizioni che favoriscono l’insonnia cronica.

Allo stesso tempo è altrettanto evidente come un sonno disturbato possa contribuire in modo significativo ad amplificare il dolore percepito. Per combattere entrambi, è quindi importante agire su due fronti perché dormire meglio di notte può avere ricadute positive sul dolore e allo stesso tempo se si soffre meno si potrà avere un sonno migliore.

Sonno, salute e dolore

Se un buon sonno è un toccasana per la salute, dormire poco e male può avere pesanti ricadute nel breve e lungo termine. Il giorno successivo a una notte insonne se ne pagano già le conseguenze in termini di sonnolenza, difficoltà di concentrazione e di memoria e irritabilità.

Anche l’insonnia cronica può avere diverse conseguenze negative sulla nostra salute: favorisce il diabete, l’ipercolesterolemia, le malattie cardiovascolari e riduce l’aspettativa di vita. Un sonno disturbato poi amplifica anche il dolore percepito.

Secondo una recente rassegna degli studi sul tema, coordinata da Esther Afolalu, dell'Università di Warwick, nel Regno Unito, e pubblicata sulla rivista Sleep Medicine Review, una riduzione della qualità e della quantità del sonno è associata a un aumento di due o tre volte del rischio di sviluppare una condizione di dolore, a un lieve innalzamento dei livelli di marcatori infiammatori e a un declino soggettivo dello stato di salute fisica.

Allo stesso tempo, la ricerca ha evidenziato che dormire di più contribuisce a ridurre il dolore e migliora il funzionamento fisico. Non è però ancora chiaro se esista una modalità di sonno più pericolosa per l’insorgenza del dolore e se, per esempio, un sonno disgregato, con risvegli frequenti e intermittenti per tutta la notte, abbia un impatto maggiore di un sonno breve, ma consolidato.

Migliorare il sonno per ridurre il dolore

Sebbene non siano ancora del tutto chiari i meccanismi che legano a doppio filo sonno e dolore, è ormai accertato che nel trattamento di chi soffre di dolore cronico è di fondamentale importanza includere strategie per migliorare il sonno.

Visto che se dormo meglio ho meno dolore e riesco anche a muovermi con più facilità e, al contempo, se faccio attività fisica, miglioro la qualità del sonno, un primo passo per migliorare il sonno e ridurre il dolore potrebbe essere quello di aumentare, anche di poco ma con regolarità, l’attività fisica.

Inoltre si devono mettere in atto alcune regole base di una buona igiene del sonno, tra cui:

  • andare a letto e alzarsi sempre alla stessa ora
  • evitare l’assunzione eccessiva di alcol almeno nelle 4 ore che precedono il momento di coricarsi
  • non fumare
  • non consumare pasti pesanti
  • evitare di bere caffè, tè e bevande gassate la sera
  • riposarsi in un letto confortevole e usarlo solo per dormire, non come ufficio, studio o stanza di ricreazione
  • fare un’attività fisica regolare, ma non prima di coricarsi.

Antonella Sparvoli

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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