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Colpo della strega

Il colpo della strega è un fenomeno improvviso, che può bloccare la colonna vertebrale per alcuni giorni, causando un dolore lancinante.

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Colpo della strega sintomi terapie

Il colpo della strega è un fenomeno improvviso, che può bloccare la colonna vertebrale per alcuni giorni, causando un dolore lancinante.

Il “colpo della strega” è un evento traumatico acuto che causa una contrattura ai muscoli lombari molto dolorosa (lombalgia acuta), impedendo di muovere la schiena e nelle forme più gravi costringe a mantenerla piegata in modo del tutto innaturale, a circa 45°, per alcuni giorni.

Tipicamente, il disturbo insorge in seguito all’esecuzione di movimenti bruschi della schiena e del tronco, che irritano le terminazioni nervose presenti a livello delle vertebre lombari, con conseguente contrattura dei muscoli paravertebrali. Chi ne ha sofferto, descrive gli effetti di questo fenomeno equiparandolo alla sensazione che si prova quando si riceve una “bastonata” nella parte bassa-centrale della schiena (zona lombare della colonna vertebrale).

Benché caratterizzato da sintomi eclatanti e associato a un notevole disagio fisico, il colpo della strega tende a risolversi da solo nell’arco di una settimana. Per favorire il recupero e non soffrire eccessivamente è importante assicurare alla schiena il necessario riposo e avvalersi di terapie sintomatiche in grado di lenire il dolore e alleviare la contrattura, come antinfiammatori non steroidei e farmaci analgesici

Il periodo di invalidità pressoché totale associato alla fase acuta del colpo della strega, oltre a comportare intuibili problemi pratici nella vita quotidiana, può essere mal sopportato sul piano piscologico. Avere pazienza e attendere che la schiena recuperi una piena funzionalità prima di ritornare alle occupazioni abituali, senza forzare né voler accelerare i tempi di remissione, è fondamentale per evitare che la lombalgia perduri più del dovuto o che il colpo della strega si ripresenti dopo poco tempo, al primo movimento incauto, ma è anche importante ricominciare a muoversi appena il dolore lo consente. Il movimento è fondamentale per la ripresa.

Perché si manifesta e come evolve

Alla base di un colpo della strega spesso non c’è una causa funzionale, ma è solo la conseguenza di un movimento brusco o male eseguito. Altre volte invece, soprattutto quando gli episodi di mal di schiena si ripetono sovente, si potrebbe avere una protrusione o addirittura un ernia, in ogni caso, nonostante il dolore che comporta sia molto intenso, l’evento non determina lesioni specifiche ai muscoli paravertebrali né alle strutture nervose o articolari coinvolte.

Quando il medico esamina la schiena, tutto ciò che riscontra è una contrattura abnorme, non necessariamente commisurata all’entità del movimento brusco eseguito e del tutto reversibile una volta superata la fase acuta. Il singolo episodio di colpo della strega, quindi, è impegnativo da sopportare, ma non deve preoccupare troppo e può essere gestito senza ulteriori approfondimenti diagnostici.

Il discorso è leggermente diverso quando il disturbo si ripresenta più volte nell’arco di alcuni mesi, in concomitanza con una particolare attività o in situazioni differenti. In questo caso, è consigliabile rivolgersi a un ortopedico esperto di patologie della colonna vertebrale per esaminare la situazione con indagini strumentali (radiografia, TAC, risonanza magnetica ecc.) e verificare la possibile presenza di patologie vertebrali (artrosi) o dei dischi intervertebrali (ernia del disco, talvolta impropriamente chiamata “ernia al disco”) o altri disturbi specifici che possono favorire l’infiammazione o la contrattura della muscolatura lombare.

Benché il colpo della strega possa manifestarsi in qualunque momento della vita, a esserne più spesso interessate sono le persone con più di 35-40 anni, età dopo la quale i muscoli e le articolazioni iniziano a invecchiare, diventando meno tonici ed elastici e risultando, quindi, più “suscettibili” e meno in grado di rispondere prontamente a brusche sollecitazioni.

Le cause più frequenti

A causare il colpo della strega sono tutte le situazioni e i movimenti che mettono bruscamente sotto stress la regione lombare della schiena, innescando una repentina e abnorme contrazione dei muscoli che sostengono e circondano la colonna vertebrale.

Le cause più frequenti del disturbo comprendono l’esecuzione di:

- uno sforzo eccessivo, non commisurato alle prestazioni che i muscoli della schiena sono in grado di sostenere, come per esempio spostare un mobile, spingere un’automobile ferma, prendere in braccio un bambino un po’ troppo cresciuto o cimentarsi in sfide di sollevamento pesi per le quali non si è abbastanza allenati

- un piegamento rapido della colonna vertebrale, per esempio per evitare un colpo o un oggetto o raccogliere qualcosa da terra (soprattutto se pesante) oppure per arginare gli effetti di una caduta dopo aver inciampato o essere scivolati; in genere, il colpo della strega subentra nella fase di raddrizzamento della schiena

- una torsione improvvisa del busto, come quella che può capitare quando ci sentiamo chiamare alle spalle o durante esercizi in palestra; in questo caso, il rischio di andare incontro a un colpo della strega è maggiore se si stanno reggendo oggetti pesanti o si ha uno zaino in spalla.

Nella maggioranza dei casi, il dolore lancinante tipico del colpo della strega insorge quando si compiono questi movimenti improvvisi “a freddo” o quando i muscoli lombari meno se lo aspettano, come accade subito dopo il risveglio, dopo un periodo di riposo abbastanza prolungato o dopo avere mantenuto la stessa posizione per diverse ore (una giornata in ufficio, un lungo viaggio in automobile, ecc.).

La probabilità di sperimentare il disturbo è ancora più elevata per chi è tendenzialmente sedentario, ha muscoli costitutivamente poco elastici e poco tonici e/o non allenati a rispondere alle sollecitazioni, per chi presenta un peso corporeo eccessivo e durante gli ultimi mesi di gravidanza, a causa del peso del feto che impone un lavoro aggiuntivo ai muscoli della schiena, esasperando anche la curvatura della zona lombare della colonna vertebrale.

Anche il freddo può favorire l’insorgenza del colpo della strega, facilitandone lo scatenamento anche in corrispondenza di movimenti che in condizioni ambientali migliori probabilmente non avrebbero creato particolari disagi. In questo caso, ad aggravare gli effetti di movimenti incauti è la maggior contrazione di base dei muscoli lombari, che si instaura in risposta all’esposizione alle basse temperature, e la loro conseguente minor prontezza a reagire a richieste motorie estemporanee.

Dell’effetto del freddo sulla funzionalità della schiena e dei conseguenti rischi dovrebbe tener conto soprattutto chi svolge lavori pesanti, o che impegnano molto la zona lombare, in ambienti caratterizzati da basse temperature (ossia all’aperto tra novembre e febbraio), chi entra ed esce da celle frigorifere e stanze con aria condizionata impostata a temperature “glaciali” e chi pratica sport invernali o altre tipologie di attività fisica in montagna o in parchi e giardini anche quando il termometro scende sotto i 10°C.

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Come prevenire il colpo della strega

Il colpo della strega non può essere completamente prevenuto, perché nella vita quotidiana potranno sempre presentarsi situazioni che costringono accidentalmente a effettuare movimenti della schiena impropri, troppo rapidi o associati a uno sforzo intenso, che i muscoli lombari non riescono a sostenere.

Tuttavia, adottando alcuni accorgimenti pratici e mantenendo la schiena il più possibile allenata e tonica, la probabilità che si verifichino episodi acuti di lombalgia severa e blocco muscolare transitorio può essere sostanzialmente ridotta.

Tra le attenzioni da rispettare nella vita quotidiana, a qualunque età e soprattutto dopo gli “anta” o se si sa di avere una schiena un po’ “delicata”, va ricordato soprattutto di:

- evitare di restare seduti troppo a lungo, ma prevedere pause periodiche per camminare qualche minuto e fare esercizi per distendere i muscoli della schiena

- utilizzare sedute rigide, con conformazione anatomica/ergonomica o cuscini sagomati per sostenere la zona lombare ed evitare di assumere una postura inadeguata

- preferire sedie/poltrone non troppo basse e con braccioli per appoggiare gli avambracci, scaricando la tensione dai muscoli di spalle e collo e fare meno fatica ad alzarsi

- non sollevare e trasportare pesi significativi (oltre 5-6 kg) e non torcere il busto troppo rapidamente (soprattutto se si hanno pesi in mano)

- per raccogliere oggetti da terra, non chinarsi, ma piegare le gambe oppure chiedere aiuto (questo consiglio vale anche per i nonni che vogliono prendere in braccio i nipotini)

- quando si deve ripristinare la posizione eretta dopo essersi piegati, farlo sempre lentamente, eventualmente appoggiandosi a un mobile e facendo forza sulle braccia

- non cercare di spingere o tirare mobili o casse troppo pesanti, automobili ecc

- quando ci si alza dal letto, inclinarsi prima su un fianco, per non caricare troppo i muscoli dorsali e addominali, quindi sollevarsi lateralmente, facendo forza sulle braccia (ciò vale soprattutto negli ultimi mesi di gravidanza)

- scegliere un materasso anatomico di buona qualità e dotarsi di cuscini sagomati per sostenere la zona cervicale/lombare e lo spazio tra le gambe (se si dorme su un fianco), per evitare posture errate e conseguenti tensioni/contratture muscolari durante la notte

- seguire un’alimentazione sana, anche nell’ottica di tenere sotto controllo il peso corporeo per non imporre un costante carico extra ai muscoli della regione lombare della schiena

- se sono presenti condizioni di obesità o sovrappeso, pianificare con l’aiuto del medico o di un nutrizionista una dieta ipocalorica bilanciata per dimagrire.

Per quel che concerne l’attività fisica, le principali raccomandazioni consistono nel:

- praticare regolarmente esercizio fisico, scegliendo lo sport più adatto alla propria età, alle caratteristiche fisiche, al livello di preparazione atletica e allo stato di salute generale, senza eccedere con la durata e l’intensità degli allenamenti

- iniziare ad allenarsi in modo molto graduale se non si è mai praticato sport o lo si è abbandonato da tempo, facendosi supportare, almeno in una prima fase, da un istruttore esperto

- preferire sport che non impongono stress eccessivi ai muscoli dorsali e che non comportano rischi significativi di movimenti bruschi della schiena, cadute o traumi accidentali

- non praticare attività fisica in condizioni ambientali sfavorevoli, quali freddo intenso e umidità, e dotarsi sempre di abbigliamento tecnico adeguato al clima (sia per proteggersi dal freddo, sia per evitare di sudare eccessivamente)

- in inverno, preferire attività indoor, privilegiando il nuoto, la cyclette e la ginnastica dolce, a terra o in acqua, il pilates ecc.

- eseguire, dopo aver appreso la corretta tecnica d’esercizio e mai “a freddo”, esercizi di stretching, un ottimo alleato del benessere della schiena in quanto aiuta ad allentare e prevenire tensioni e contratture

- sottoporsi, in presenza di lieve mal di schiena e prima di iniziare un qualunque tipo di allenamento, a una valutazione fisioterapica e individuare insieme al fisioterapista e/o al medico dello sport le attività e gli esercizi che possono apportare i massimi benefici senza comportare rischi

- eseguire cicli di fisioterapia e cure termali (fangoterapia), che possono essere molto utili per prevenire nuovi episodi di colpo della strega in persone che tendono a soffrirne ripetutamente.

Cure e rimedi per il colpo della strega

Nelle ore immediatamente successive al colpo della strega muoversi è pressoché impossibile, sia a causa dell’intenso dolore, che viene esasperato da ogni minima ulteriore sollecitazione dei muscoli della schiena, sia a causa della contrattura severa e temporaneamente invalidante. Questa situazione critica non deve essere in alcun modo forzata per non aumentare l’irritazione dei nervi vertebrali e non danneggiare le fibre muscolari contratte.

L’unica cosa da fare nelle prime 24-48 ore dall’esordio dei dolori è rimanere completamente a riposo, a letto, nella posizione che risulta più tollerabile e che, in genere, corrisponde a quella in cui si è rimasti bloccati. In questo lasso di tempo, in genere, i sintomi iniziano gradualmente a migliorare e ciò permette di ricominciare a muoversi, con cautela e molto gradualmente, nel periodo successivo.

D’altro canto, l’immobilizzazione non deve essere protratta troppo a lungo (un paio di giorni al massimo) perché, superata la fase acuta iniziale, i muscoli riescono a recuperare meglio la propria funzionalità se si ricomincia a usarli in modo fisiologico.

Fin dall’esordio e per alcuni giorni, per favorire l’attenuazione della contrattura muscolare (da cui dipende gran parte del dolore) è utile assumere farmaci miorilassanti che agiscono specificamente a questo livello, dopo aver chiesto il parere del medico in merito a dosaggi e tempi del trattamento.

Per attenuare il dolore acuto è, invece, appropriato il trattamento per 3-4 giorni con analgesici o farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). I FANS possono essere assunti per bocca (a stomaco pieno) oppure applicati localmente sotto forma di gel o cerotti a rilascio graduale, seguendo quanto indicato nel foglietto illustrativo e/o dal medico.

Dopo le prime 48 ore, per contrastare la contrattura muscolare e il dolore si può sfruttare anche un approccio fisico basato sul calore. La terapia termica può essere attuata in modo semplice e pratico grazie alla disponibilità di fasce auto-riscaldanti adesive, da applicare sulla zona della schiena interessata dal colpo della strega. La fascia, invisibile sotto i vestiti, va lasciata in sede fino a 8 ore e fornisce un sollievo protratto e significativo, che non deve tuttavia indurre a ridurre la cautela nei movimenti.

Gli studi clinici sull’efficacia delle fasce auto-riscaldati hanno dimostrato che il calore così somministrato è in grado di alleviare il dolore muscolare, senza determinare alcun effetto collaterale. La terapia termica può essere sfruttata fintanto che se ne sente la necessità, ma in genere 3-7 giorni sono sufficienti a far regredire i sintomi. Se così non fosse, è consigliabile rivolgersi al medico per una seconda valutazione.

Il massaggio e le manipolazioni sono sconsigliate durante la fase acuta del mal di schiena e finché è presente la sintomatologia dolorosa dovuta al colpo della strega, mentre possono essere utili una volta superato completamente l’episodio acuto, nell’ottica di distendere e mantenere più elastici i muscoli della schiena e prevenire, così, ulteriori contratture, ma bisogna sempre rivolgersi a fisioterapisti abilitati.

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