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Mal di testa: cause, sintomi, rimedi

È un disturbo doloroso molto comune. Colpisce maggiormente le donne dopo la pubertà. In genere si manifesta con attacchi acuti e sporadici.

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Mal di testa e cefalea

È un disturbo doloroso molto comune. Colpisce maggiormente le donne dopo la pubertà. In genere si manifesta con attacchi acuti e sporadici.

Che cos’è

Il comune mal di testa, in medicina definito come “cefalea”, è un disturbo molto diffuso e caratterizzato principalmente da dolore localizzato a livello della testa o alla parte superiore del collo.

Colpisce di fatto più le donne che gli uomini e rappresenta una delle problematiche sanitarie più rilevanti su scala mondiale dato che interessa un così gran numero di persone, a volte in maniera anche invalidante.

In genere si manifesta con attacchi acuti e sporadici, ma può anche diventare cronico con attacchi ricorrenti.

Per curare o tenere sotto controllo un mal di testa, specie se di forte intensità o frequente, è fondamentale identificare fin da subito la tipologia di cefalea in questione eseguendo una corretta diagnosi per poter intervenire con la terapia, spesso farmacologica, più appropriata.

La distinzione tra cefalee primarie (il mal di testa è la malattia vera e propria) e secondarie (il mal di testa è la conseguenza di una causa sottostante) può essere tuttavia difficile data la complessità e la variabilità delle casistiche.

Solitamente, per “catalogarle” si fa riferimento alla Classificazione internazionale delle cefalee (ICHD) approvata dall’Organizzazione mondiale della sanità e basata sui sintomi presentati dal paziente e, per le cefalee secondarie, sull’eziologia identificata.

Le cefalee primarie non sono quasi mai riconducibili a una singola causa, ma sono generalmente il risultato di una combinazione tra predisposizione genetica e cause interne all’organismo quali lo sviluppo di un’altra patologia o la presenza di una malattia pregressa non del tutto superata. Anche l’intervento di fattori scatenanti esterni possono aumentarne il rischio di insorgenza.

Le cefalee primarie sono ulteriormente suddivise in:

Si parla invece di cefalee secondarie quando la causa è ben determinabile, come per esempio un forte trauma alla testa o un’ulteriore condizione medica in corso (infezioni all’orecchio, faringite, sinusite, ipertensione, tumori ecc).

È possibile infine includere nella categoria dei mal di testa anche:

  • una nevralgia cranica, differente nella localizzazione in base ai nervi interessati

  • dolori facciali detti centrali o primari

  • altri tipi di cefalee minori.

Gli accertamenti diagnostici in molti casi sono inutili, e vengono limitati ai casi di cefalee secondarie nelle quali si voglia confermare la causa sottostante.

Validi metodi di diagnosi includono:

  • esami del sangue affiancati talvolta da una puntura lombare (detta rachicentesi) in caso si sospetti un’infezione in corso, come per esempio una infiammazione delle meningi (meningite)
  • la tomografia computerizzata (TAC) o risonanza magnetica, per escludere eventuali anomalie strutturali o masse tumorali, soprattutto se il manifestarsi del mal di testa è improvviso e di forte intensità.

Cause

Le cefalee in generale sono causate dall’alterazione dei meccanismi di attivazione e trasmissione dello stimolo doloroso nelle zone interessate dalla sintomatologia; ad oggi non è stato però ancora del tutto chiarito perché questi processi si modifichino, ma sembra che siano coinvolti sia meccanismi endogeni sia fattori scatenanti ambientali o esogeni.

Esistono inoltre alcune condizioni che favoriscono l’insorgenza dell’attacco, chiamate appunto “fattori scatenanti” che creano una concentrazione di stimoli irritanti e infiammatori a livello del cervello che si ripercuotono sulle terminazioni nervose causando dolore. Tra questi ricordiamo:

  • lo stress

  • la difficoltà nell’addormentamento e talvolta insonnia

  • l’inquinamento ambientale sia acustico con rumori troppo forti sia atmosferico con esposizione al sole nelle ore più calde o clima umido

  • alcuni alimenti quali formaggi stagionati o cioccolato

  • l’abuso di alcol e prodotti contenenti caffeina

  • il fumo di sigaretta

  • un calo di zuccheri dovuto a digiuno prolungato

  • alcuni farmaci

  • una postura scorretta

  • una vita troppo sedentaria o al contrario l’eccesso di attività sportiva.

Nelle donne, anche la fluttuazione dei livelli ormonali in corrispondenza del flusso mestruale sembrerebbe influire sulla comparsa soprattutto di emicrania. La maggior parte delle donne infatti riferisce come la frequenza degli attacchi aumenti subito prima, durante o dopo la mestruazione. A oggi, il meccanismo che collega i livelli di estrogeni e progesterone con l’emicrania non è stato ancora del tutto spiegato. Inoltre, alcune donne osservano un importante miglioramento della cefalea con l’arrivo della menopausa, che per altre rappresenta invece l’evento scatenante.

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Sintomi comuni

Per quanto riguarda l’emicrania si tratta generalmente di un dolore pulsante, di grado medio-intenso e spesso ricorrente con tempistiche e severità variabile. Soprattutto agli inizi tende a interessare una zona specifica della testa in particolare nella regione frontale e a livello delle tempie. In fasi avanzate può invece coinvolgere entrambi i lati della testa.

Il dolore si associa ad altri sintomi come:

  • malessere generale
  • nausea
  • vomito
  • fotofobia (sensibilità alla luce), fonofobia (sensibilità al suono) e/o osmofobia (sensibilità agli odori), che rendono spesso necessari periodi di riposo in ambienti bui e silenziosi.

L’emicrania può inoltre comparire con “aura”, ovvero caratterizzata dalla manifestazione passeggera di disturbi visivi e della parola antecedenti l’attacco di emicrania vero e proprio. Negli ultimi anni si è visto chi soffre di emicrania ha un rischio maggiore di sviluppare patologie più gravi a carico del sistema nervoso, quali ictus o emorragie cerebrali.

La cefalea tensiva è invece caratterizzata da un dolore di intensità minore, molto spesso da entrambi i lati del capo e non pulsante, definito come il classico “cerchio alla testa”. Spesso può essere una conseguenza di periodi di stress, ansia o depressione. Per quanto meno debilitante rispetto all’emicrania, è la forma di cefalea più diffusa nella popolazione, quella che la maggior parte delle persone che ci stanno attorno hanno provato almeno qualche volta nella vita.

In caso di cefalea a grappolo, il dolore è invece solitamente unilaterale e colpisce sempre dallo stesso lato. Può associarsi inoltre a:

  • lacrimazione
  • arrossamento congiuntivale
  • abbassamento della palpebra
  • rinorrea e congestione nasale

Tutti questi sintomi si manifestano tendenzialmente dallo stesso lato in cui si prova dolore. Solo raramente di associa invece a nausea o vomito.

Nelle forme secondarie il dolore può essere accompagnato da sintomi diversi a seconda dei fattori scatenanti. Per esempio, se alla base della cefalea c’è una situazione di stress può comparire anche tachicardia (aumento del numero dei battiti del cuore) o una sensazione di tensione muscolare in particolare a livello dei muscoli delle spalle, che può indurre ad assumere posture scorrette.

Se invece il disturbo è dovuto a sbalzi di pressione arteriosa si possono avvertire vertigini e nausea.

Complicazioni

Il dolore persistente che diventa frequente e molto acuto è già di per sé una complicazione non trascurabile poiché influenza negativamente la qualità della vita e impedisce lo svolgimento delle normali attività. Le cefalee, emicrania in primis, possono passare dal manifestarsi saltuariamente ad avere una comparsa scadenzata e quindi cronica. L’uso eccessivo di farmaci sintomatici è una delle cause del processo di cronicizzazione.

Diagnosi precoce e un adeguato trattamento terapeutico sono in generale raccomandabili per tener sotto controllo la sintomatologia.

Le cure

Non è sempre facile risolvere il mal di testa. Per le forme sporadiche e lievi in generale sono efficaci i farmaci analgesici per automedicazione come i Fans (acido acetilsalicilico, ibuprofene, naprossene) o gli antiemetici, meglio se si tratta di preparati ad azione rapida, come i prodotti in formato granulare che si sciolgono in bocca ed entrano rapidamente in circolo, o le formulazioni specifiche per un rapido assorbimento.

Questo approccio terapeutico è di fatto sintomatico ed è consigliato solo in caso di una cefalea che si presenti con frequenza medio-bassa (non oltre gli 8-10 giorni al mese). Solo in caso di emicrania, il medico può decidere di prescrivere un triptano.

In generale non c’è un triptano migliore di un altro in quanto dimostrano tutti efficacia comparabile non solo sul dolore, ma anche sui sintomi che solitamente accompagnano un attacco di mal di testa (fotofobia e fonofobia, nausea e vomito) con percentuali di risposta positiva di circa il 70-80%. È però importare tenere in considerazione gli effetti collaterali a essi correlati: questi farmaci non sono indicati per soggetti con problematiche cardiache o vascolari in generale.

Quando gli episodi di cefalea si presentano con una certa frequenza, è opportuno valutare un trattamento di profilassi. Questo non sostituisce l’analgesico durante i momenti di dolore, ma assunto quotidianamente porta a una riduzione del numero di giorni nei quali il mal di testa è presente. Sono di norma utilizzati farmaci appartenenti alle seguenti classi farmacologiche:

  • beta-bloccanti
  • calcio-antagonisti
  • antagonisti della serotonina
  • antidepressivi
  • antiepilettici
  • tossina botulinica

Recentemente negli Stati Uniti e Unione Europea si stanno approvando nuovi farmaci biologici, diretti contro un peptide coinvolto nei processi di scatenamento dell’emicrania. Questi trattamenti saranno però riservati ai pazienti nei quali gli altri farmaci di profilassi non si sono dimostrati adeguatamente efficaci.

Anche l’osservanza di alcuni abitudini giornaliere, come pranzare o cenare alla stessa ora e praticare regolare attività fisica, coricarsi e alzarsi alla stessa ora anche durante il fine settimana e dormire un adeguato numero di ore, oltre che assumere abbondanti porzioni di frutta e verdura, alimenti ricchi di vitamina C e antiossidanti, sembrerebbe avere un effetto positivo nel ridurre la comparsa degli attacchi.

Da ultimo, alcune persone traggono benefici anche da tecniche di medicina non convenzionale quale per esempio l’agopuntura.

Quando consultare il medico

Se gli episodi di cefalea si ripetono più volte in un mese è necessario consultare il medico in modo che possano essere identificate le cause e le cure più appropriate. Per poter valutare adeguatamente la frequenza con cui si soffre di cefalea, è opportuno compilare regolarmente un diario della cefalea (ne esistono di scaricabili gratuitamente dalla rete).

Inoltre ci si deve sempre rivolgere al medico sia quando il dolore insorge improvvisamente ed è molto intenso sia se compaiono febbre, stanchezza o spossatezza, disturbi della vista, difficoltà nel parlare, dolore o rigidità al collo o in seguito a forte trauma.

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Mal di testa, ne soffrono quattro italiani su dieci

Foto paolo martelletti

I mille volti della cefalea. Ne parliamo con Paolo Martelletti, presidente della Società italiana per lo studio delle cefalee.

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Mal di testa: le cause che non ti aspetti

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    Dopo uno sforzo fisico eccessivo

    Si chiamano anche cefalee da sforzo e colpiscono soltanto le persone predisposte. In alcuni casi è sufficiente una corsetta al parco per scatenare il dolore. Altre volte insorge quando ci si sottopone a una fatica a cui non si è abituati. È tipico il caso di chi fa una vita sedentaria e deve fare uno sforzo inusuale, come per esempio un trasloco: sollevare scatoloni, portarli su e giù dalle scale può innescare questo tipo di cefalea. Meglio non sottovalutarlo e chiedere il parere del proprio medico di fiducia.

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    Russamento, digrignamento e apnee notturne

    Se il mal di testa arriva al mattino è molto probabile che la causa sia da cercare nel nostro comportamento notturno. I problemi più comunemente associati a questo tipo di cefalea sono l’abitudine a russare, le apnee notturne, cioè l’assenza temporanea di respiro durante il sonno, e il digrignamento dei denti. In tutti questi casi è preferibile consultare un medico.

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    Se l’amore fa male alla testa

    È sicuramente tra le cause più piacevoli del mal di testa. Può colpire sia gli uomini sia le donne e il dolore, in entrambi i casi, è proporzionale al piacere provato. Insorge nel bel mezzo dell’attività sessuale e culmina con l’orgasmo, per poi sparire subito dopo. È probabile che questo tipo di cefalea sia legata all’aumento della pressione arteriosa che inevitabilmente insorge quando si fa l’amore. In ogni caso è opportuno approfondire il problema con il medico di fiducia.

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    Quando l’acqua va in riserva

    Anche la disidratazione, fenomeno che in genere succede in estate, può causare un attacco di mal di testa. In alcune persone basta una perdita di liquidi pari all’1 per cento del peso corporeo per scatenare la cefalea. Un buon motivo per bere tanta acqua ogni giorno.

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    Influenza e febbre

    Un episodio di influenza porta sempre con se un rialzo febbrile, a volte lieve, altre volte più importante. Il mal di testa insorge, sembra, proprio a causa dell’aumento della temperatura corporea. Alcune persone ne soffrono di più, altre di meno. In ogni caso, i farmaci antinfiammatori non steroidei, come per esempio l’acido acetilsalicilico, usati comunemente per curare l’influenza, hanno anche un effetto antidolorifico, quindi spengono il dolore.

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    Poco sonno, troppo sonno

    Il rapporto tra il sonno e il mal di testa è ambivalente: da un lato chi non dorme molte ore rischia di trovarsi, il giorno dopo, un bel cerchio alla testa. Ma lo stesso dolore può insorgere se, al contrario, si va a letto alle nove e ci si alza a mezzogiorno. Dormire troppo o troppo poco hanno un effetto nefasto sulla nostra testa. Meglio tenerlo sempre presente.

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    Raffreddore e sinusite

    Il naso chiuso, per un raffreddore o un allergia, può dare mal di testa. Ma è soprattutto la sinusite, quando cioè si infiammano i seni paranasali che abbiamo negli zigomi e sulla fronte, la causa più comune di cefalea. Se per curare il comune raffreddore virale basta andare in farmacia, per la sinusite e un’allergia è preferibile rivolgersi al proprio medico.

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    Se alzi troppo il gomito

    Dopo una forte bevuta non è raro soffrire di mal di testa. Il principale responsabile è l’etanolo: viene smaltito nel fegato, ma se la quantità introdotta è superiore a quella che il metabolismo epatico riesce a eliminare, può insorgere nausea e mal di testa. Oltre a un antidolorifico, è opportuno bere molta acqua per aiutare l’organismo a liberarsi dell’etanolo.

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    Difetti della vista che danno alla testa

    Non vederci bene, da vicino o da lontano, può comportare fastidiosi mal di testa. È soprattutto alla sera, dopo una giornata passata a studiare o lavorare, che insorge di solito questo tipo di cefalea. Per questo è utile, quando si ha il sospetto di un difetto visivo, farsi visitare da un oculista.

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    Quando cala lo stress

    Chiamato anche mal di testa da weekend, è tipico di chi lavora moltissimo da lunedì a venerdì e al sabato mattina, non appena la tensione cala, si deve arrendere alla cefalea. Non esiste ancora una spiegazione esauriente di questo fenomeno, sembra però che la colpa sia del calo improvviso dello stress, che non permette all’organismo di adattarsi alle nuove, e in teoria più piacevoli, condizioni. In questi casi, oltre a rivolgersi al proprio medico, potrebbe essere utile evitare di sobbarcarsi di lavoro il venerdì, così da cominciare ad allentare le tensioni in vista del weekend.

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    Troppo tempo davanti al computer

    Anche la normativa italiana sulla sicurezza sul posto di lavoro dice che ogni due davanti a uno schermo bisogna fare una pausa di 15 minuti. Tra i vari problemi a cui si può andare incontro se si sta troppo davanti al pc c’è anche il mal di testa. Quando ci si accorge del problema occorre rivedere alcune cose, come per esempio l’altezza dello schermo, della sedia e della scrivania, la posizione di mouse e tastiera.


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