Ansiolitici

Gli ansiolitici sono utilizzati per sedare l'ansia e tutti i disturbi correlati. Ci sono diverse classi di farmaci che hanno tale attività, ecco quali sono e come agiscono.

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ansiolitici effetti collaterali

Che cosa sono

Si definiscono ansiolitici tutti quei farmaci utilizzati nel trattamento degli stati ansiosi e dei disturbi somatici a questi associati (insonnia, palpitazioni, eccessiva sudorazione, tensione muscolare eccetera).

Come agiscono

Esistono diverse categorie di farmaci dotati di un effetto ansiolitico che esercitano attraverso meccanismi di azione differenti. Complessivamente tutti agiscono influenzando l'attività elettrica di alcune aree cerebrali – quelle implicate nell'origine dell'ansia, della depressione e dei disturbi del sonno – ma esplicano il proprio effetto modulando l'azione di neurotrasmettitori diversi.

Quali sono

Le principali classi di ansiolitici sono: - benzodiazepine - GABAergici non-benzodiazepinici - azapironi - antidepressivi SSRI.

I farmaci dei primi due gruppi (benzodiazepine, GABAergici non-benzodiazepinici) agiscono tutti, sia pure in modo leggermente diversificato, legandosi ai recettori dell'acido gamma-amminobutirrico (GABA) - un neurotrasmettitore che ha la funzione di abbassare il livello di attività delle cellule nervose - potenziandone l'azione inibitoria.

Gli altri due gruppi (azapironi e antidepressivi SSRI) interferiscono con un altro sistema di neurotrasmettitori: quello della serotonina.

Una citazione a parte meritano i barbiturici: molto usati in passato come sedativi e ipnotici, vista la loro scarsa sicurezza sono stati sostituiti, a partire dagli anni Sessanta, dalle benzodiazepine, e attualmente sono usati soltanto come antiepilettici e anestetici.

Chi cura che cosa

Benzodiazepine. È la classe di farmaci tuttora di più largo impiego nel trattamento dell'ansia. Le numerose molecole appartenenti a questo gruppo esplicano i loro due principali effetti terapeutici – riduzione dell'ansia e induzione del sonno – in proporzione un po' diversa a seconda dell'attività specifica sui recettori del GABA e della durata di azione. Pertanto, alcune sono più efficaci nell'attenuare l'ansia e i relativi sintomi, altre sono più indicate per i disturbi del sonno.

GABAergici non benzodiazepinici. I farmaci di questo gruppo, che a sua volta comprende diverse categorie di molecole di recente produzione (ciclopirroloni, imidazopiridine, pirazolopirimidine), sono particolarmente adatti come induttori/regolatori del sonno, in quanto relativamente a questa attività presentano il vantaggio, rispetto alle benzodiazepine, di non provocare assuefazione.

Azapironi. Di questa classe è al momento in commercio un'unica molecola, il buspirone, dotata di effetti sia ansiolitici sia antidepressivi. Come ansiolitico il buspirone raggiunge la propria efficacia in modo più graduale delle benzodiazepine, per cui è meno indicato per i casi che necessitano di un effetto rapido, ma è più adatto nel trattamento a lungo termine e nei pazienti anziani.

Antidepressivi SSRI. I farmaci di questo gruppo (chiamati per esteso “inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina”) possono unire alla loro azione principale anche un effetto sedativo, rivelatosi utile in particolari forme di ansia (disturbo ossessivo-compulsivo, attacchi di panico).

Gli effetti collaterali Messi da parte i barbiturici, gli effetti avversi più importanti li danno le benzodiazepine. I disturbi collaterali veri e propri sono in genere dovuti a un'accentuazione degli effetti terapeutici (eccessiva sedazione, debolezza muscolare, stordimento e difficoltà di concentrazione).

Anche se possono diventare gravi in caso di contemporanea assunzione di alcolici o di altri farmaci sedativi, sono controllabili modificando le dosi del farmaco in uso o ricorrendo ad altre molecole dello stesso gruppo.

Il problema maggiore è però rappresentato dalla tendenza delle benzodiazepine a provocare assuefazione (graduale diminuzione dell'effetto terapeutico che obbliga ad aumentare continuamente le dosi) soprattutto nei confronti dell'azione ipnotica, e dipendenza (comparsa immediata di grave disagio psicologico e sintomi fisici alla sospensione del farmaco, che genera la sensazione di “non poterne più fare a meno”).

Molto minori gli effetti collaterali e il rischio di dipendenza per GABAergici non benzodiazepinici e buspirone.

Con gli antidepressivi SSRI può verificarsi un peggioramento dei sintomi all'inizio della terapia.

Tutti gli ansiolitici sono farmaci per i quali è obbligatoria la ricetta medica e devono essere utilizzati soltanto sotto lo stretto controllo del medico curante.

Rimedi naturali

Tra i fitoterapici utili per contrastare ansia e insonnia si possono annoverare gli estratti di: passiflora (Passiflora incarnata), valeriana (Valeriana officinalis), escolzia (Eschscholtzia californica), melissa (Melissa officinalis). Il farmacista di fiducia potrà indicare i più adatti al singolo caso.

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Foto zilioli Angelo Zilioli
Neurologo

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