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Soffri di cervicale? Attento all’influenza

I dolori nella parte posteriore del collo sono frequenti durante un malanno invernale.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti
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I dolori nella parte posteriore del collo sono frequenti durante un malanno invernale. A rischio soprattutto chi ne soffre già.

L’inverno, l’umidità, il freddo, le troppe ore passate in ufficio davanti al computer e la minore tendenza a muoversi e a svolgere attività fisica basterebbero già da sole ad aggravare i sintomi in chi tende a soffrire più o meno regolarmente di dolore alla colonna cervicale: sette preziosissime vertebre necessarie per sostenere e guidare i movimenti del capo.

Anche se non esistono dati in letteratura medica che mettono in relazione la cervicalgia con l’influenza, le due condizioni possono manifestarsi contemporaneamente ed è quindi utile dare alcuni suggerimenti utili.

Anche perché il malanno invernale ci mette del suo, favorendo ulteriormente l’infiammazione locale e facilitando l’insorgenza di attacchi acuti.

Non ci si deve stupire, quindi, se mentre si è alle prese con il più classico dei malanni stagionali ci si trova a dover fare i conti con dolore nella parte posteriore del collo, tra le spalle e la nuca, contratture e formicolii che possono estendersi fino alle dita della mano e alterazioni della sensibilità e della forza, che impediscono di muovere il braccio nel modo abituale.

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Quali trattamenti usare

Le cause delle cervicalgia possono essere molte e vanno sempre identificate con precisione prima di intraprendere un trattamento specifico.

Tuttavia, nel caso di un attacco acuto occasionale, come può essere quello che accompagna l’influenza, i rimedi da utilizzare sono comuni a tutte le forme e indirizzati essenzialmente ad attenuare il dolore e smorzare l’infiammazione.

Fortunatamente, il primo approccio suggerito dai medici per ottenere questi effetti contempla l’impiego degli stessi farmaci utilizzati per abbassare la febbre e alleviare i comuni sintomi influenzali, vale a dire analgesici, antipiretici e antinfiammatori come i FANS, che in molti casi rappresentano una perfetta soluzione per entrambi i problemi.

Quando questi interventi, pur migliorando il disagio generale associato all’influenza, non riescono a ridurre in misura sufficiente il dolore alla colonna cervicale, il medico può aggiungere farmaci miorilassanti, che aiutano ad allentare la contrattura muscolare dolorosa indotta dalla cervicalgia e dall’infiammazione locale, oppure prescrivere antinfiammatori più potenti.

Analgesici e antinfiammatori contro la cervicalgia possono essere applicati localmente sotto forma di creme, cerotti o gel, ma se è presente anche influenza è più ragionevole optare per le formulazioni per bocca e sfruttarne così l’azione sull’intero organismo.

Anche se la febbre associata all’influenza passa dopo 3-4 giorni, se si deve contrastare la cervicalgia, i FANS possono continuare a essere assunti fino a un massimo di 7-10 giorni.

Un altro intervento utile per attenuare i fastidi della cervicalgia consiste nell’applicare impacchi caldi, per favorire il rilassamento dei muscoli delle spalle e del collo.

Per quanto possa apparire faticoso e doloroso, poi, per accelerare la risoluzione dell’attacco acuto i medici raccomandano il movimento, da quello comunemente effettuato nel contesto delle attività quotidiane a quello strutturato, basato su esercizi specifici suggeriti dal fisioterapista, dall’ortopedico o dall’osteopata.

Tutti specialisti che andrebbero interpellati se il disturbo tende a ripresentarsi con una certa frequenza per pianificare un programma riabilitativo a lungo termine.

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Intervista a Corrado Giuia, farmacologo e docente all’Università di Trieste, coordinatore del Master in farmacia clinica negli atenei di Milano e Cagliari.

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Mal di testa: le cause che non ti aspetti

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    Dopo uno sforzo fisico eccessivo

    Si chiamano anche cefalee da sforzo e colpiscono soltanto le persone predisposte. In alcuni casi è sufficiente una corsetta al parco per scatenare il dolore. Altre volte insorge quando ci si sottopone a una fatica a cui non si è abituati. È tipico il caso di chi fa una vita sedentaria e deve fare uno sforzo inusuale, come per esempio un trasloco: sollevare scatoloni, portarli su e giù dalle scale può innescare questo tipo di cefalea. Meglio non sottovalutarlo e chiedere il parere del proprio medico di fiducia.

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    Russamento, digrignamento e apnee notturne

    Se il mal di testa arriva al mattino è molto probabile che la causa sia da cercare nel nostro comportamento notturno. I problemi più comunemente associati a questo tipo di cefalea sono l’abitudine a russare, le apnee notturne, cioè l’assenza temporanea di respiro durante il sonno, e il digrignamento dei denti. In tutti questi casi è preferibile consultare un medico.

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    Se l’amore fa male alla testa

    È sicuramente tra le cause più piacevoli del mal di testa. Può colpire sia gli uomini sia le donne e il dolore, in entrambi i casi, è proporzionale al piacere provato. Insorge nel bel mezzo dell’attività sessuale e culmina con l’orgasmo, per poi sparire subito dopo. È probabile che questo tipo di cefalea sia legata all’aumento della pressione arteriosa che inevitabilmente insorge quando si fa l’amore. In ogni caso è opportuno approfondire il problema con il medico di fiducia.

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    Quando l’acqua va in riserva

    Anche la disidratazione, fenomeno che in genere succede in estate, può causare un attacco di mal di testa. In alcune persone basta una perdita di liquidi pari all’1 per cento del peso corporeo per scatenare la cefalea. Un buon motivo per bere tanta acqua ogni giorno.

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    Influenza e febbre

    Un episodio di influenza porta sempre con se un rialzo febbrile, a volte lieve, altre volte più importante. Il mal di testa insorge, sembra, proprio a causa dell’aumento della temperatura corporea. Alcune persone ne soffrono di più, altre di meno. In ogni caso, i farmaci antinfiammatori non steroidei, come per esempio l’acido acetilsalicilico, usati comunemente per curare l’influenza, hanno anche un effetto antidolorifico, quindi spengono il dolore.

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    Poco sonno, troppo sonno

    Il rapporto tra il sonno e il mal di testa è ambivalente: da un lato chi non dorme molte ore rischia di trovarsi, il giorno dopo, un bel cerchio alla testa. Ma lo stesso dolore può insorgere se, al contrario, si va a letto alle nove e ci si alza a mezzogiorno. Dormire troppo o troppo poco hanno un effetto nefasto sulla nostra testa. Meglio tenerlo sempre presente.

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    Raffreddore e sinusite

    Il naso chiuso, per un raffreddore o un allergia, può dare mal di testa. Ma è soprattutto la sinusite, quando cioè si infiammano i seni paranasali che abbiamo negli zigomi e sulla fronte, la causa più comune di cefalea. Se per curare il comune raffreddore virale basta andare in farmacia, per la sinusite e un’allergia è preferibile rivolgersi al proprio medico.

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    Se alzi troppo il gomito

    Dopo una forte bevuta non è raro soffrire di mal di testa. Il principale responsabile è l’etanolo: viene smaltito nel fegato, ma se la quantità introdotta è superiore a quella che il metabolismo epatico riesce a eliminare, può insorgere nausea e mal di testa. Oltre a un antidolorifico, è opportuno bere molta acqua per aiutare l’organismo a liberarsi dell’etanolo.

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    Difetti della vista che danno alla testa

    Non vederci bene, da vicino o da lontano, può comportare fastidiosi mal di testa. È soprattutto alla sera, dopo una giornata passata a studiare o lavorare, che insorge di solito questo tipo di cefalea. Per questo è utile, quando si ha il sospetto di un difetto visivo, farsi visitare da un oculista.

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    Quando cala lo stress

    Chiamato anche mal di testa da weekend, è tipico di chi lavora moltissimo da lunedì a venerdì e al sabato mattina, non appena la tensione cala, si deve arrendere alla cefalea. Non esiste ancora una spiegazione esauriente di questo fenomeno, sembra però che la colpa sia del calo improvviso dello stress, che non permette all’organismo di adattarsi alle nuove, e in teoria più piacevoli, condizioni. In questi casi, oltre a rivolgersi al proprio medico, potrebbe essere utile evitare di sobbarcarsi di lavoro il venerdì, così da cominciare ad allentare le tensioni in vista del weekend.

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    Troppo tempo davanti al computer

    Anche la normativa italiana sulla sicurezza sul posto di lavoro dice che ogni due davanti a uno schermo bisogna fare una pausa di 15 minuti. Tra i vari problemi a cui si può andare incontro se si sta troppo davanti al pc c’è anche il mal di testa. Quando ci si accorge del problema occorre rivedere alcune cose, come per esempio l’altezza dello schermo, della sedia e della scrivania, la posizione di mouse e tastiera.


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