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prurito, pelle, dermatite

Prurito: quando è il caso di preoccuparsi

Spesso è soltanto un sintomo fastidioso. Ma in alcuni casi è meglio rivolgersi a un medico.

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Spesso è soltanto un sintomo fastidioso. Ma in alcuni casi è meglio rivolgersi a un medico.

Il prurito è quella particolare sensazione a tutti nota che spinge a grattarsi. Spesso è soltanto un sintomo fastidioso. Ma in alcuni casi è meglio rivolgersi a un medico: se, infatti, è probabilmente il disturbo più comune in campo dermatologico, è pur vero che può essere anche il campanello d’allarme di patologie che non riguardano la pelle e che è bene approfondire.

Non sempre è un problema circoscritto

Nella maggior parte dei casi il prurito è un sintomo fastidioso, ma innocuo e confinato alla cute, che può essere alleviato ricorrendo a creme idratanti e lenitive oppure a rimedi topici più specifici, in relazione alla causa scatenante (per esempio, una pomata antistaminica o a base di corticosteroidi in caso di punture di insetto o dopo contatto con piante urticanti o altre sostanze irritanti).

In genere, in queste situazioni l’origine del prurito è nota (o facilmente individuabile), il sintomo localizzato in un’area circoscritta e la sua durata limitata nel tempo.

Quando queste condizioni non sono rispettate e un prurito, apparentemente ingiustificato, più o meno intenso, si manifesta in modo diffuso e persistente, è necessario rivolgersi al medico di famiglia ed, eventualmente, al dermatologo per approfondire la situazione e verificare che all’origine del sintomo cutaneo non vi siano, in realtà, malattie sistemiche di diversa natura.

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Garonzi
Francesco Garonzi
Dermatologo2

Prurito diffuso: quando è questione di pelle

A livello cutaneo dietro il prurito ci sono molto spesso delle dermatiti, infiammazioni della pelle caratterizzate anche da arrossamento e gonfiore. Possono avere cause diverse e spesso determinano prurito solo in punti circoscritti, ma ci sono casi in cui il sintomo è diffuso a gran parte della superficie corporea.

Possiamo citare il caso della dermatite allergica da contatto, che colpisce soggetti predisposti a sviluppare una reazione allergica cutanea una volta venuti a contatto con una o più sostanze. A scatenare l’allergia sono soprattutto metalli, ma anche alcuni farmaci e additivi di medicamenti, vegetali, detersivi, detergenti. I sintomi (arrossamento, gonfiore, piccole vescicole, desquamazione della pelle e prurito) cominciano inizialmente nelle sedi di esposizione alla sostanza in causa, ma poi possono estendersi ad altre parti del corpo.

Particolarmente pruriginosa è poi la dermatite atopica, o eczema atopico, una malattia infiammatoria della pelle non contagiosa ma cronica, che colpisce soprattutto i bambini e può essere associata a malattie allergiche. È caratterizzata dall’alternanza di fasi acute (riacutizzazioni o esacerbazioni), in cui aree più o meno estese della pelle manifestano eczema (cioè appaiono rosse ed essudanti) a fasi di remissione in cui la cute è ispessita, ruvida e secca. Nel neonato interessa soprattutto guance, fronte e mento, mentre nel bambino le pieghe di braccia e gambe (in particolare a livello di gomiti e ginocchia), piedi, mani, collo e tronco.
Altra malattia infiammatoria cutanea pruriginosa è la dermatite seborroica, caratterizzata da squame giallastre ed untuose, che compaiono però specialmente su aree localizzate, come il volto e soprattutto il cuoio capelluto.

Occorre poi menzionare anche la psoriasi, una malattia infiammatoria cronica che colpisce la pelle e che può interessare aree localizzate non troppo grandi, come gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, a volte anche le unghie, ma che può anche arrivare a coinvolgere tutto il corpo. La forma più diffusa, nota come psoriasi a placche, è caratterizzata da chiazze rossastre, rotondeggianti, chiaramente delimitate ai bordi e ricoperte di squame sovrapposte bianco-argentee: tali chiazze possono essere pruriginose, in modo più o meno intenso a seconda della reazione individuale.

Impossibile, infine, non citare l’orticaria, un’eruzione cutanea così chiamata perché le manifestazioni sulla pelle sono simili a quelle che compaiono quando si viene a contatto con la pianta dell’ortica: lesioni in rilievo, i pomfi, associate a un intenso prurito. Essa può essere acuta e rappresentare generalmente la conseguenza di una reazione allergica dovuta all’assunzione di alcuni cibi o farmaci, ma può anche seguire a punture di insetti, irritazioni da contatto, eccessiva esposizione solare o situazioni particolari di stress (fisico o mentale). Esiste anche una forma cronica che non è sintomo di reazione allergica ma è generalmente una malattia (detta orticaria cronica spontanea) di origine autoimmune.

Prurito diffuso: può essere dovuto anche a infezioni e parassiti

A determinare la comparsa di prurito possono essere anche alcune infezioni o alcune infestazioni da parassiti.

Tra le prime, possiamo ricordare l’infezione causata dall’Herpes virus di tipo 3 (o varicella-zoster). Quando il virus incontra per la prima volta l’organismo umano, scatena la varicella, annoverata tra le principali malattie contagiose dell’infanzia. Dopo un’incubazione di circa 2-3 settimane, la malattia esordisce solitamente con febbre, malessere generale, mal di testa, stanchezza e un’eruzione cutanea caratterizzata da piccole macchie, o meglio papule, rosa pruriginose su tutto il corpo, che evolvono in vescicole e poi, in 4-5 giorni, si seccano e lasciano delle piccole croste. Lo sfogo si forma a ondate successive e dura anche per 10 giorni.

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Il varicella-zoster può poi riattivarsi, anche a distanza di molti anni dal primo incontro con l’organismo, scatenando una patologia diversa, chiamata Herpes zoster o fuoco di S. Antonio: quando il virus si riattiva, si diffonde lungo alcune fibre nervose fino a un’area cutanea circoscritta, a livello della quale si accusano bruciore, dolore, prurito e fitte, associate rapidamente alla comparsa di bolle pruriginose piene di liquido che, di solito nell’arco di alcuni giorni, si seccano e lasciano delle croste destinate a cadere.

Tra le parassitosi, invece, possiamo ricordare la scabbia, malattia contagiosa della pelle causata da un minuscolo acaro simile a un ragnetto, il Sarcoptes scabiei, che riesce a invadere gli strati più superficiali dell’epidermide, formando gallerie che possono apparire come un rilievo sinuoso di un paio di millimetri, presente in particolare a livello degli spazi interdigitali delle mani e ai polsi.  Il prurito è il sintomo per eccellenza e, se inizialmente interessa solo la zona colpita (soprattutto gli spazi tra le dita, i genitali, i capezzoli, le pieghe sottomammarie e sotto i glutei), poi diventa generalizzato e colpisce tutto il corpo, escluso il viso. L’acaro diventa particolarmente attivo quando le temperature superano i 20-25 gradi: ciò fa sì all’innalzarsi delle temperature e quindi soprattutto di notte, per via del calore di lenzuola e coperte, il prurito si faccia più intenso.

Prurito diffuso: le principali cause non cutanee

Se il prurito è diffuso a tutto il corpo e non è collegato ad alcuna manifestazione esterna, può essere la spia di un problema di origine endogena.

Per esempio, è uno dei sintomi principali della colestasi, condizione di riduzione o arresto del flusso di bile che, a sua volta, può essere dovuta a problemi al fegato, al pancreas o ai dotti biliari. Si avverte prurito probabilmente perché i prodotti biliari si accumulano a livello cutaneo. A questo sintomi si associa in genere ittero (colorazione giallognola della pelle, delle mucose e delle sclere, legata all'aumento della bilirubina nel sangue).

Prurito diffuso può associarsi anche a insufficienza renale, quale diretta conseguenza dell’accumulo nel sangue di sostanze tossiche normalmente eliminate dal rene attraverso l’urina.

Tra le altre condizioni che possono determinare prurito più o meno diffuso ricordiamo:

  • l’anemia sideropenica
  • il diabete mellito (che spesso si associa a obesità)
  • l’ipertiroidismo (cioè l’eccessivo lavoro della tiroide)
  • alcune forme tumorali (per esempio alcuni linfomi)
  • alcune patologie neurologiche.

I primi passi per risalire alla causa

Di fronte a un prurito diffuso può essere opportuno rivolgersi al medico di base per una visita iniziale che possa aiutare nella comprensione del sintomo e/o orientare verso altri specialisti. A questo scopo, il medico farà un attento esame obiettivo e raccoglierà, attraverso l’anamnesi, preziose informazioni sulla storia clinica e sullo stile di vita.

Per facilitare la diagnosi è importante saper indicare al medico quando è comparso e da quanto tempo è presente il prurito, se è costante o se insorge o peggiora in determinati momenti della giornata (dopo i pasti, di notte, quando si è in ambienti caldi o freddi, a contatto con l’acqua ecc.).

È utile anche indicare se compare durante specifiche attività professionali, domestiche o ludiche, magari intraprese di recente, e se può essere collegato all’uso di indumenti in materiali o colori particolari (lana grezza, fibre sintetiche, tessuti di colore blu o nero ecc.) o di oggetti contenti sostanze potenzialmente allergizzanti (per esempio, lattice, nichel, cromo o mercurio).

Inoltre, vanno segnalati con precisione tutti i farmaci che si stanno assumendo, compresi quelli acquistati senza ricetta (come blandi sonniferi, lassativi, antinfiammatori, ecc.), gli integratori alimentari, i prodotti fitoterapici e le preparazioni erboristiche (olii essenziali, tisane, creme ecc.), nonché eventuali alimenti inconsueti introdotti da poco nella dieta (tofu, seitan, alghe marine, miso ecc.).

Nell’elenco dei sospettati, vanno inseriti anche i prodotti per l’igiene personale e domestica e i cosmetici, comprese le tinte per capelli.

Importanti verifiche

Se, dopo questa prima analisi e gli eventuali test allergologici cutanei ritenuti opportuni, la causa del prurito resta ancora sfuggente sarà necessario procedere a ulteriori indagini generali e specifiche alla ricerca di possibili patologie sistemiche non ancora diagnosticate.

Va sottolineato che nella maggior parte dei casi un prurito diffuso apparentemente immotivato è legato alla “banale” destabilizzazione della barriera idrolipidica che naturalmente protegge l’epidermide e alla disidratazione che ne consegue. Si parla di xerosi, eccessiva secchezza della pelle (condizione particolarmente frequente per esempio negli anziani). In altri casi invece il prurito persiste ed è localizzato. Vediamo cosa fare per alleviare il disagio nei due diversi casi.



Cosa fare?
Prurito diffuso apparentemente immotivatoÈ sufficiente assicurare alla pelle una detersione delicata e l’applicazione regolare di creme idratanti di buona qualità
Prurito persistente e localizzatoÈ utile impiegare delle creme a base di sostanze emollienti, lipidi lamellari (naturalmente presenti nella cute), che sono in grado di ricostituire la barriera cutanea dando sollievo dal prurito. La presenza di provitamina B5 può favorire l’elasticità e il processo di rigenerazione della pelle, rendendo la cute più resistente

In generale, si può trarre giovamento anche dall'uso locale di polveri aspersorie, di talco mentolato o di farmaci antipruriginosi, spesso a base di antistaminici. Esistono anche farmaci a base di cortisone ad uso locale, disponibili sotto forma di creme, pomate o stick, ma in genere sono da impiegare solo nei casi di prurito su piccole aree cutanee, mentre in caso di sintomo diffuso è bene evitarli, se non sotto stretto controllo medico, perché potrebbero avere più effetti collaterali che benefici. Sarà infatti il medico, una volta individuata la causa del prurito, a indicare la terapia più opportuna: generalmente curando o comunque controllando la patologia a monte sarà possibile risolvere anche il sintomo pruriginoso.


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