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Pubblicato: 30 Giugno 2010 Ultimo aggiornamento: 14 Marzo 2020
Tumore prevenzione terapie

Tumore: cause, sintomi, terapie

Malattia provocata dalla proliferazione incontrollata di alcune cellule.

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Che cos’è

Il tumore è una malattia in cui una cellula dell'organismo muta il proprio Dna iniziando a moltiplicarsi senza limiti.

Questa è la caratteristica comune a tutte le forme di tumore. Esistono tuttavia differenze, anche significative, tra un tumore e un altro a seconda degli organi o dei tessuti in cui si sviluppa.

Il tumore può presentarsi in forma solida e liquida.

Tumori solidi

Nel caso dei tumori solidi le cellule che diventano tumorali appartengono a tessuti, come quello polmonare o le ossa. Altri esempi di tumori solidi sono:

Nei tumori solidi si possono distinguere tre fasi: nella prima il tumore è localizzato in un’unica sede; la seconda inizia se il tumore ricompare dopo una terapia che lo aveva eliminato (recidiva); la terza è quella delle metastasi, in cui le cellule cancerose si disseminano nell'organismo e aggrediscono altri organi e tessuti. 

La capacità di formare metastasi distingue il tumore maligno da quello benigno: in quest’ultimo caso infatti, pur essendoci una proliferazione incontrollata delle cellule, per varie ragioni le cellule cancerose non riescono a invadere altri tessuti. Un esempio è rappresentato dal fibroma uterino.

Tumori liquidi

I tumori liquidi sono invece quelli del sangue.

I tumori del sangue sono suddivisi in leucemie e linfomi, a seconda che cellule tumorali si trovino nel circolo sanguigno e/o negli organi linfatici. In caso si sospetti un linfoma, un esame del sangue e delle urine può chiarire se il rigonfiamento dei linfonodi è dovuto in realtà a un'infezione.

Cause

Il progesterone fa venire il tumore al seno? La spirale provoca tumori? Queste sono solo alcune delle domande che i medici si sentono rivolgere dai propri pazienti, per la paura che i loro comportamenti o trattamenti farmacologici a cui si devono sottoporre possano aumentare il rischio di cancro. Ma quali sono le cause dei tumori? 

All'origine del cancro c’è un accumulo di mutazioni, cioè di alterazioni, nei geni che regolano la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule.

Alcune di queste mutazioni, che si accumulano in tempi più o meno lunghi, possono anche essere ereditarie. È il caso per esempio di mutazioni nel gene NF1, che causano la neurofibromatosi NF1, una malattia genetica caratterizzata dalla formazione di tumori benigni che hanno origine dalla guaina dei nervi periferici (neurofibroma sottocutaneo o cutaneo a seconda della localizzazione). 

Nella grandissima maggioranza occorrono però altre mutazioni, quelle indotte da fattori ambientali come l’esposizione prolungata ad agenti cancerogeni di origine chimica, fisica o virale. L'infezione da Helicobacter pylori, per esempio, è stata associata a un aumento del rischio di carcinoma gastrico.

Gli esempi più noti sono il fumo di sigaretta, l'amianto, alcune sostanze chimiche utilizzate nei processi industriali o generate dalla combustione di derivati del petrolio.

Di recente è stato scoperto che anche le abitudini alimentari scorrette, come il consumo di carni lavorate, rappresentano un fattore di rischio tumorale.

Sintomi comuni

I sintomi variano in base alla tipologia e alla localizzazione del tumore. Un sintomo frequente in molte forme di cancro è una rapida diminuzione del peso corporeo.

A seconda del tipo di tumore, tra i sintomi più frequenti ci sono: noduli palpabili sotto la cute, modificazioni evidenti di nei, tosse stizzosa o raucedine, sanguinamenti anomali, ulcerazioni che non guariscono, persistenti problemi digestivi, difficoltà di deglutizione, cambiamenti nelle abitudini intestinali e difficoltà nella minzione.

Nel caso delle leucemie, i sintomi possono variare a seconda che si tratti di forme acute o croniche, mentre nel caso di un mieloma tra i sintomipiù frequenti c'è il dolore osseo. Se a svilupparsi è un tumore al colon i sintomi possono essere sfumati o aspecifici. Stessa cosa si può dire per i sintomi di un tumore alla prostata nelle fasi iniziali; se invece si tratta di un tumore alla prostata in stadio avanzato i sintomi tipici comprendono la perdita del controllo vescicale. Per quanto riguarda il tumore all'utero, i sintomi possono variare a seconda che la neoplasia si sviluppi nel corpo o nel collo dell'utero, ma solitamente si tratta di emorragie, mentre in caso di un fibroma, i sintomi tipici sono sanguinamenti abbondanti durante le mestruazioni e dolore pelvico. Infine, nei pazienti con un tumore al rene i sintomi spesso si manifestano solo nelle fasi avanzate, mentre nelle donne con tumore al seno i sintomi da non sottovalutare sono per esempio la comparsa di protuberanze o infossamenti superficiali o la secrezione di siero o sangue dal capezzolo. 

Complicazioni

Le complicanze legate a un cancro dipendono dal tipo e dallo stadio del tumore, oltre che dalla localizzazione delle eventuali metastasi, che possono essere considerate complicanze del tumore primario.

Altre complicazioni, per esempio l'insorgenza di infezioni, possono essere conseguenza delle terapie stesse.

Non di rado nel paziente oncologico si sviluppa un disturbo dell’umore, come la depressione.

Le terapie

Le terapie dipendono dal tipo e dallo stadio un cui si trova il tumore. Vediamo quali sono le principali:


Asportazione chirurgica

Rappresenta la principale opzione per la maggior parte dei tumori solidi, eventualmente preceduta da una chemioterapia per ridurre la dimensione del tumore e facilitarne l'asportazione. Per esempio, la prostatectomia (ovvero un intervento alla prostata che ne prevede la totale rimozione) viene spesso eseguita nel caso il tumore sia localizzato

Chemioterapia tradizionaleSi basa su farmaci citotossici, ossia tossici per le cellule, che colpiscono soprattutto le cellule in rapida replicazione, prime fra tutte quindi quelle tumorali, ma anche, sia pure in misura minore, quelle dei tessuti con un rapido ricambio cellulare, come mucose, capelli e sangue
Radioterapia

Utilizza raggi X ad alta potenza capaci di distruggere le cellule su cui vengono concentrati. Viene utilizzata per esempio in caso di tumore alla prostata con metastasi ossee

Terapia ormonale

Prevede la somministrazione di sostanze che riducono la produzione di specifici ormoni che in alcuni tumori, detti appunto ormono-sensibili come il cancro del seno e della prostata, stimolano la divisione cellulare. Per esempio, la terapia ormonale per il tumore alla prostata ha lo scopo di bloccare la produzione o di inibire la funzione del testosterone

Farmaci biologiciSostanze, più recenti, capaci di legarsi selettivamente alle cellule maligne e facilitarne la distruzione, o di ucciderle direttamente grazie a una sostanza tossica o radioattiva che è stata “agganciata” a esse

Immunoterapia

Somministrazione di vaccini capaci di stimolare il sistema immunitario contro le cellule tumorali. Per esempio, nel caso del tumore al polmone, le ultime novità terapeutiche comprendono proprio immunoterapici efficaci in particolare nei pazienti positivi al recettore Pdl-1

A queste terapie ormai collaudate, in futuro potrebbero aggiungersi nuovi trattamenti, oggi ancora in fase di studio o sperimentazione. Per esempio, sono state condotte alcune ricerche sul possibile effetto antitumorale dell'Asa (acido acetilsalicilico). 

Inoltre, accanto alla terapia destinata a eradicare o a tenere sotto controllo il tumore può essere necessario ricorrere a una specifica terapia contro il dolore.

Prevenzione

La ricerca in campo oncologico non si occupa solo di sviluppare nuove terapie, ma anche di fare in modo che la diagnosi sia il più precoce possibile e che alcune semplici regole di prevenzione oncologica sia conosciute e messe in pratica dal maggior numero di persone, per esempio dire stop al fumo per la prevenzione del tumore al polmone o esporsi in maniera controllata ai raggi UV per evitare lo sviluppo di un melanoma.

Se per la prevenzione del tumore al seno si è rivelato efficace sottoporsi con regolarità ai programmi di screening, nei pazienti con tumore alla prostata, riconoscerlo precocemente non è sempre facile. Per la prevenzione del tumore alla prostata, infatti, il ruolo del dosaggio del PSA rimane ancora incerto.

Per quanto riguarda il tumore al collo dell'utero, molte donne non sanno ancora a cosa serve il pap test e perché bisogna sottoporsi regolamente a questo esame. Si tratta dell'analisi di alcune cellule prelevate dal collo dell'utero e dal canale cervicale, mediante il quale è possibile riconoscere eventuali lesioni precancerose.

Infine, la ricerca è impegnata anche nello studiare il legame tra alcune sostanze (in particolare alcuni macro o micronutrienti) e la prevenzione di specifiche forme di cancro. Per esempio sono stati condotti numerosi studi per chiarire la relazione esistente tra la vitamina D e i tumori.

Quando consultare il medico

Ogni qual volta si osservi una delle manifestazioni ricordate tra i sintomi comuni.

Inoltre, dato che i tumori restano asintomatici a volte per molti anni e iniziano a manifestarsi senza sintomi specifici, raggiunta una certa età è bene sottoporsi regolarmente a test di screening per alcune forme di cancro, come la mammografia per le donne dai 50 anni in su, il pap test per le donne dai 25 anni, e la ricerca del sangue occulto nelle feci per il cancro del colon retto dopo i 50 anni.



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