Ossiuri

Filamenti bianchi lunghi circa un centimetro, sottili e mobili, si riproducono nell'intestino e colpiscono spesso i bambini.

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Ossiuri terapie farmaci

Che cosa sono

Gli ossiuri sono piccoli vermicelli, a forma di filamenti bianchi lunghi circa un centimetro, sottili e mobili.

Sono detti anche Enterobius vermicularis e vivono esclusivamente nell’intestino umano, in particolare nell’intestino crasso e nell’ampolla rettale.

Rappresentano la forma più comune di parassitosi intestinale nell’uomo. È stato stimato che mediamente il 10 per cento dei bambini è infestato da ossiuri.

Guarda anche la videointervista al pediatra di Saperesalute.it su questo argomento.

Vie di contagio

La trasmissione avviene attraverso la via oro fecale, ossia con l’ingestione delle microscopiche uova degli ossiuri.

Le femmine di questi vermi, di notte e al mattino presto, escono dall’ano e depositano migliaia di uova.

Quando gli ossiuri depongono le uova a livello anale, il bimbo avverte una sensazione di intenso prurito e, facilmente, si gratterà.

Microscopici residui di feci si depositano così sulle mani del bambino e, toccando gli oggetti di uso quotidiano (giocattoli, matite, oltre ovviamente a lenzuola, asciugamani e indumenti intimi) le contamina con le uova.

Se un altro bambino, o un adulto, tocca gli stessi oggetti e si porta le mani alla bocca, ingerisce le uova. Le quali si dischiudono nell’intestino dando origine, dopo circa un mese, agli ossiuri adulti.

Le femmine di questi nuovi adulti, a loro volta, depositeranno le loro uova a livello dell’orifizio anale.

Sintomi

Il sintomo principale è il prurito a livello anale. Per questo i pediatri consigliano di sospettare la presenza di ossiuri se un bambino si gratta spesso il culetto.

Il prurito è più intenso di notte e al mattino presto. Le bambine, a volte, avvertono anche prurito vulvare e possono manifestare una vaginite.

In alcuni casi compaiono inoltre irrequietezza e irritabilità.

Diagnosi

In alcuni casi la diagnosi è facile, perché è possibile osservare gli ossiuri sulle feci o addirittura nell’orifizio anale.

In molti casi invece bisogna ricorrere allo scotch test e all’esame delle feci.

Lo scotch test si esegue così: al mattino, appena alzato e prima che il bimbo evacui e sia lavato, si applica del comune nastro adesivo (basta che sia trasparente) sull’apertura anale.

In questo modo le uova restano attaccate al nastro adesivo, il quale deve essere applicato su un vetrino da microscopio stando attenti a evitare la formazione di bolle d’aria.

In genere l’operazione si esegue tre volte, con tre vetrini. A questo punto si porta il tutto a un centro diagnostico.

Non sempre si ha una diagnosi chiara e certa, la prima volta che si esegue lo scotch test. In alcuni casi occorre ripetere l’esame più volte.

Terapia e consigli pratici

Esistono alcuni farmaci, detti antielmintici, che sono in grado di eradicare gli ossiuri.

Il farmaco più indicato è il mebendazolo. Richiede una prescrizione medica e va somministrato a bambini di età superiore a due anni in dose unica o doppia (a distanza di due settimane). È controindicato in gravidanza.

Spesso, il trattamento farmacologico da solo non è in grado di eliminare completamente gli ossiuri. Ecco i consigli pratici.

  • Per evitare l’autoreinfestazione occorre spazzolare bene con acqua e sapone le mani del bimbo, pulendo con attenzione anche sotto le unghie.
  • Occorre anche cambiare la biancheria intima, le lenzuola e gli asciugamani con frequenza superiore a quella consueta.
  • Siccome le uova possono sopravvivere sugli oggetti, è opportuno lavare i giocattoli o sostituire, in via temporanea, quelli più utilizzati in attesa che le uova muoiano.

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Battaglioli1 Marina Battaglioli
Pediatra e neonatologa

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