Prurito intimo dopo un rapporto sessuale

Potrebbe essere solo un'irritazione e scomparire presto, ma è sempre meglio indagare.

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bruciore e prurito dopo sesso

Potrebbe essere solo un'irritazione e scomparire presto, ma è sempre meglio indagare su un prurito che insorge durante o dopo i rapporti sessuali, specie se è frequente o persiste.

Prurito e bruciore che compaiono in concomitanza o dopo un rapporto sessuale sono segnali che non dovrebbero essere sottovalutati, nell’uomo come nella donna.

Specie se si hanno rapporti non protetti il disagio potrebbe essere il campanello d’allarme di una malattia a trasmissione sessuale o di un’infezione di altra origine.

Anche se si utilizza il preservativo un prurito intimo è sempre un avvertimento che qualche cosa non va. Ecco le principali cause e alcuni rimedi che possiamo adottare.

Fastidiose allergie

Un’evenienza che deve essere presa in considerazione è una reazione allergica locale. A scatenarla può essere il lattice, con il quale è fatta la maggior parte dei preservativi, ma anche prodotti quali spermicidi e simili.

Può accadere anche che la donna sia sensibilizzata allo sperma, una situazione rara e che può variare da un partner a un altro a seconda delle particolari proteine contenute nel liquido seminale di ciascuno.

Nel primo caso la soluzione è di utilizzare profilattici privi di lattice, mentre nel secondo è proprio quella di usare il preservativo.

Infiammazioni di origine non infettiva

Rapporti sessuali in presenza di una scarsa o assente lubrificazione vaginale possono provocare micro abrasioni che causano prurito e bruciori, o peggiorano tali sintomi se già presenti.

Scarse secrezioni intime possono derivare da un qualunque fattore che modifichi il normale equilibrio della flora batterica preposta a proteggere e a mantenerne la naturale umidità e lubrificazione vaginali.

In questi casi i principali imputati sono un’igiene non idonea, l’uso di biancheria intima sintetica e indumenti troppo attillati che non favoriscono la traspirazione. Abitudini che sono pertanto da modificare.

Anche bassi livelli di estrogeni, quali si riscontrano nelle donne in menopausa, possono interferire negativamente sulle mucose vaginali rendendo il coito particolarmente irritante.

Infezioni: spesso chiamate alla sbarra

Il prurito intimo può indicare la presenza di un’infezione: se il sintomo è accompagnato da perdite vaginali non usuali, di odore sgradevole e di colore insolito è bene consultare un medico per la corretta diagnosi e conseguente terapia.

Si può trattare di infezioni a trasmissione sessuale come la tricomoniasi, causata da un piccolo parassita, di gonorrea e clamidia, di origine batterica o di un herpes genitale, dovuto a un virus.

Un caso a parte è rappresentato dall’infezione da Candida, poiché facilmente riconoscibile da chi ne è già stato colpito.

La candida può insorgere per un abbassamento delle difese e uno squilibrio della flora batterica vaginale, ma può anche essere trasmessa per via sessuale.

Se è questa che causa prurito e bruciore ai rapporti, si possono usare in autonomia creme antimicotiche acquistabili in farmacia senza ricetta.

Il partner potrebbe presentare eruzione cutanea genitale pruriginosa, ma anche essere sintomatico, però deve comunque essere curato in concomitanza.

Rimedi da adottare sempre

Per scongiurare o contrastare fastidi durante i rapporti sessuali, è comunque sempre bene evitare detergenti troppo aggressivi che già irritano le parti intime.

Soprattutto in caso di prurito e fastidio si tende a lavare le parti intime più spesso: a maggior ragione devono essere usati prodotti delicati specifici, meglio se con prolungata azione antiprurito, come quelli che contengono glicina.

In ogni caso fare attenzione a mantenere il corretto equilibrio della flora batterica vaginale. Se si soffre spesso di bruciori e disturbi intimi di diversa natura, specie in caso di candidosi ricorrente, è bene proteggere l’ecosistema vaginale riequilibrandolo con probiotici, oggi disponibili anche per la somministrazione locale.

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Arisi1 Emilio Arisi
Ginecologo

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La candida si previene in 5 mosse

  • 1 igiene intima L’igiene intima, se eseguita in modo corretto, aiuta a prevenire tanti disturbi fastidiosi, tra cui le irritazioni vaginali e le malattie infettive. L’errore più comune è quello di considerare l’igiene intima femminile come una questione soltanto estetica: in parte lo è, ma soprattutto è una vera e propria prevenzione nei confronti di molti disturbi. Deve essere fatta quotidianamente e dovrebbe diventare norma di comportamento, da attuare in modo consapevole con azioni corrette ed efficaci a seconda dei casi.
  • 2 biancheria intima La biancheria intima deve essere di cotone. Questa fibra naturale infatti garantisce protezione e freschezza meglio di qualsiasi altra. Quando si indossano slip in tessuto sintetico infatti si rischia di non lasciare traspirare abbastanza la pelle, favorendo il ristagno di liquidi.
  • 3 assorbenti Gli assorbenti interni vanno bene, sono più confortevoli ed evitano di irritare le mucose esterne a patto però che siano cambiati spesso: mai tenerli più di 6-8 ore. In verità anche gli assorbenti esterni sono ok. Per un adeguato comfort intimo devono anch’essi essere cambiati spesso e, se si vuole, alternati con quelli interni.
  • 4 sedersi Fare attenzione dove ci si siede, soprattutto con il costume da bagno, è fondamentale per evitare la trasmissione e la crescita di germi nocivi. Meglio evitare di sedersi sui bordi delle piscine, sulle panche degli spogliatoi e sulle assi delle toilette, sulla sabbia. Meglio stendere sempre un asciugamano.
  • 5 costume bagnato Fuori dalla piscina e soprattutto in spiaggia, dopo il bagno nel mare, è opportuno non restare a lungo con il costume bagnato dal momento che può causare alterazioni delle difese naturali aumentando il rischio di irritazioni e predisponendo alle infezioni.

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