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Pubblicato: 15 Febbraio 2014 Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio 2020
dermatite, prurito, pelle, allergia della pelle

Dermatite allergica da contatto

È una reazione della pelle all’esposizione a sostanze che scatenano una risposta immunitaria.

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Che cos’è

La dermatite allergica da contatto (DAC) è una reazione infiammatoria dell’epidermide all’esposizione, anche breve, a sostanze chimiche naturali o artificiali in grado di sollecitare una risposta immunitaria locale, ossia limitata alla cute. 

La sua insorgenza è strettamente legata alla sensibilità individuale e i composti che possono indurla sono virtualmente infiniti, sia tra gli adulti sia tra i bambini. Tuttavia, la DAC interessa più spesso persone adulte che entrano in contatto con composti a rischio in ambito professionale, sanitario o durante trattamenti estetici.

A esserne colpiti sono soprattutto i soggetti caratterizzati da una cute fragile o sensibile e, in particolare, chi soffre o ha sofferto nell’infanzia di dermatite atopica (DA), una malattia infiammatoria cronica della pelle con una base immunitaria, associata alla predisposizione a sviluppare forme allergiche di vario tipo, compresa l'asma allergica.


Cause

Le DAC più frequenti sono scatenate da:

  • lattice (guanti e altri oggetti che lo contengono) e additivi per gomme
  • metalli come nichel (bigiotteria, cerniere ecc.), cromo (contenuto in cementi, pigmenti verdi per tatuaggi, alcuni pellami ecc.) e cobalto (presente, come contaminante, in oggetti contenenti nichel)
  • resine usate nelle colle e nell'edilizia (ma contenute anche in alcuni prodotti d'uso comune)
  • profumi e cosmetici (compresi, saponi, detergenti, creme solari, prodotti per capelli)
  • mercurio
  • alcoli di lana (lanolina) e alcol cetilstearilico (contenuti negli emollienti)
  • svariate sostanze di origine vegetale (compresi oli essenziali, resine, latti vegetali, pollini, piante come l'edera e la quercia velenose, la Primula obconica ecc.).

In realtà, però, qualunque composto può determinare una DAC quando la persona che lo incontra è sensibile alla sua azione. Anche alcuni farmaci d’uso topico (in particolare, alcuni antibiotici, cortisonici e anestetici locali) hanno la DAC tra i possibili effetti collaterali e vanno utilizzati con cautela dalle persone con predisposizione alle allergie

Un determinato composto può essere di per sé in grado di scatenare la DAC oppure diventarlo in seguito all'esposizione al sole dell'area cutanea su cui è stato applicato: è il caso dei profumi, nonché di alcuni cosmetici e farmaci (fotodermatite allergica). Ciò accade perché i raggi ultravioletti, oltre a disidratare e indebolire l'epidermide favorendo la penetrazione di potenziali allergeni e composti irritanti, determinano modificazioni chimiche nei preparati applicati sulla pelle, potendo trasformarli in sostanze allergizzanti a livello cutaneo.

In tabella, alcuni esempi di altre sostanze spesso riconosciute come cause di dermatite allergica da contatto.


Sostanze volatili
Polline di ambrosia, spray insetticida
Sostanze chimiche usate nell'industria dei tessuti o calzaturiera
Agenti utilizzati nel cuoio e nella lavorazione della
gomma, agenti concianti per le scarpe, acceleratori di gomma e antiossidanti per l'abbigliamento, formaldeide nel fissaggio permanente delle finiture
Cosmetici
Depilatori, deodoranti, solventi per unghie
Coloranti
Tinture e shampoo colorati per capelli, inchiostri per tatuaggi 
Sostanze industriali
Molti composti, come i monomeri acrilici, i composti epossidici,
tinture al tino, acceleratori della gomma e formaldeide (nelle
materie plastiche e negli adesivi)

Una volta che si è sviluppata, la DAC nei confronti di una sostanza o di composti allergizzanti ambientali tende a persistere per tutta la vita. In alcuni casi, tuttavia, il fenomeno può essere limitato nel tempo e legato alla combinazione di più fattori sfavorevoli.

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Sintomi più comuni

La prima manifestazione cutanea tipica della DAC insorge soltanto dopo ripetuti incontri della pelle con l'allergene, perché il sistema immunitario non riconosce immediatamente come "ostile" il composto a cui si è sensibili, ma soltanto dopo due o più esposizioni. Una volta sviluppata l'allergia, però, la reazione infiammatoria cutanea si ripresenta ogni volta che si entra in contatto con l'allergene, potendo anche aggravarsi nel tempo e, se l'esposizione è frequente, diventare cronica.

Quando compaiono, i sintomi della DAC tipicamente consistono in:

  • rossore/eritema
  • irritazione
  • bruciore
  • prurito intenso
  • gonfiore
  • piccole vescicole/bolle
  • dolore nell’area cutanea arrossata. 

L’esatta modalità di presentazione delle manifestazioni cutanee può variare in funzione del grado di sensibilità individuale all’allergene, alla specifica sostanza scatenante e alla sua quantità, alle condizioni di esposizione e alla localizzazione della reazione infiammatoria cutanea. 

Di norma, i sintomi insorgono dopo poche ore dal contatto con l'allergene. 

In molti casi, i segni sull’epidermide ricalcano fedelmente l’area di contatto con l’oggetto responsabile (come avviene, per esempio, nel caso di braccialetti e catenine che lasciano segni evidenti su polsi e collo oppure di tessuti a contatto con la pelle). In altri, la DAC assume una distribuzione meno definita (perché, per esempio, l'allergene è una polvere o un composto ambientale diffuso nell'aria oppure perché la reazione allergica si estende ad altre aree cutanee oltre a quella primariamente coinvolta).

Qualunque zona del corpo può essere colpita dalla DAC, ma le aree più esposte (soprattutto le mani) e quelle con cute più delicata e sensibile tendono a esserne interessate più spesso e a presentare manifestazioni più severe.


Come diagnosticarla

Dal momento che i sintomi “visibili” della DAC sono spesso molto simili a quelli dell’eczema atopico e della dermatite irritativa da contatto (DIC), per capire esattamente quale sia l’origine del disturbo sono necessari un’analisi accurata delle caratteristiche del paziente, delle sue abitudini professionali e di vita, delle eventuali altre patologie presenti e dei farmaci assunti per contrastarle, nonché l’esecuzione di test allergologici cutanei mirati.

In particolare, per distinguere tra DAC e dermatite atopica (DA), si devono considerare soprattutto l'età del soggetto colpito (la DA è tipica dell'infanzia/adolescenza e rara in età adulta, mentre per la DAC vale il contrario) e la distribuzione sul corpo delle chiazze di cute arrossata (nella DA seguono una geografia specifica in funzione dell'età, mentre nella DAC si localizzano principalmente nella zona di contatto con l'allergene).

Per la diagnosi differenziale tra DIC e DAC, invece, si deve esaminare la tipologia delle sostanze a rischio con cui si si entra in contatto, valutando se si tratta di composti dotati di lesività intrinseca per l'epidermide (come nel caso di solventi, ammoniaca, detersivi, candeggina, acidi ecc.) oppure di sostanze in grado di stimolare reazioni allergiche specifiche. Per avere conferma di questa seconda eventualità, devono essere eseguiti test allergologici cutanei chiamati "Patch test". 

Questi esami consistono nell'applicazione sull'epidermide della schiena di particolari cerotti, ciascuno dei quali contiene un diverso potenziale allergene. I cerotti vengono applicati dall'allergologo e devono essere tenuti in sede per 72 ore, senza sfregarli né bagnarli e cercando di non sudare eccessivamente. Trascorso questo periodo, si deve tornare dall'allergologo che asporterà i cerotti e verificherà l'eventuale comparsa di chiazze arrossate in corrispondenza di una o più zone. Il riscontro di rossore coincide con la presenza di un'allergia verso lo specifico composto contenuto nel rispettivo cerotto.

A volte, una manifestazione cutanea simile a quella della DAC può essere indotta alla presenza di una allergia alimentare. In questo caso, per arrivare alla diagnosi vanno analizzati gli alimenti assunti potenzialmente a rischio ed effettuare prove di eliminazione dalla dieta, seguite dalla loro successiva reintroduzione. In aggiunta, vengono generalmente eseguiti test allergologici sul sangue, chiamati "Rast". Un altro criterio differenziante è che le manifestazioni cutanee di un'allergia alimentare tendono a distribuirsi sul corpo in modo variabile in occasione di ingestioni successive degli stessi alimenti allergizzanti, mentre quelle della DAC si localizzano perlopiù nell'area di contatto con l'allergene.


Complicazioni

Se non affrontata correttamente fin dall’esordio, la DAC può determinare fastidi notevoli. Le principali complicanze sono legate al persistere dell’infiammazione e dell’alterazione della barriera cutanea e, in presenza di forte prurito, alle lesioni che possono conseguire al grattamento.

Tutti fattori che favoriscono anche l’insorgenza di infezioni da parte di funghi dermatofiti (micosi), lieviti (candidosi) e batteri.

Nei bambini e negli adulti che soffrono anche di dermatite atopica, il rischio di infezioni a livello delle aree cutanee interessate dalla DAC è particolarmente elevato a causa di una maggiore predisposizione di base. In questi casi, quindi, è possibile che il medico prescriva, insieme a un trattamento contro la reazione infiammatoria, anche un antibiotico o un antimicotico per uso topico.

Le cure

Il primo e più importante intervento per la prevenzione e la cura della DAC consiste nell’allontanare la sostanza che ha scatenato le reazioni allergiche a livello cutaneo. 

Se l’allergia è significativa, di solito, non è sufficiente ridurre il grado di esposizione, ma si deve evitare completamente il contatto con l’allergene. Se si tratta di una sostanza presente in ambito professionale (industria chimica o dei tessuti, lavorazione del legno o di metalli, agricoltura/floricultura, parrucchieri/estetica ecc.), ciò può rendere necessario l’abbandono dell’attività lavorativa a rischio.

Sul piano dei rimedi farmacologici, l’applicazione di creme a base di cortisonici può aiutare ad attenuare temporaneamente i sintomi riducendo la reazione infiammatoria (salvo la presenza di eventuali ulteriori sensibilità individuali a questi composti). Si ricorda che questi prodotti vanno sempre assunti seguendo le indicazioni dle proprio medico curante.

In alternativa, un sollievo può venire dall’impiego di creme idratanti specifiche, prive di cortisonici, contenenti lipidi molto simili a quelli naturalmente presenti nell’epidermide (lipidi lamellari), sostanze umettanti ed emollienti e pantenolo, cioè la provitamina B5, in grado di attenuare e il prurito, contrastare la secchezza e favorire la rigenerazione della barriera epidermica. 

Quando la sensazione pruriginosa associata alla DAC è molto intensa (talvolta, così insopportabile da impedire di dormire), per placare il fastidio ed evitare di essere indotti a sfregare l'area cutanea dove sono presenti le chiazze, facendola infiammare ulteriormente e con il rischio di lesionarla, il medico può prescrivere farmaci antistaminici per bocca. Questi farmaci interferiscono con l'azione dell'istamina, una sostanza liberata da particolari cellule del sistema immunitario (mastociti), coinvolta nella reazione allergica locale e principale responsabile del prurito intenso, dell'arrossamento e del gonfiore cutaneo.


Quando consultare il medico

Il medico va sempre consultato quando la DAC interessa aree cutanee abbastanza estese (oltre 3-5 cm di diametro) o è caratterizzata da un’infiammazione molto marcata (soprattutto, se sono presenti anche bolle, intensa secchezza/desquamazione e croste), quando si ripresenta spesso e non è immediatamente chiaro quale oggetto o sostanza possa averla scatenata.  Inoltre, una visita medica di controllo è necessaria quando non si ottiene la guarigione completa nei tempi previsti, pur avendo seguito tutte le indicazioni di cura. 

In aggiunta, una verifica specialistica è d’obbligo se l’allergia cutanea interessa i bambini, se le prime cure e l’allontanamento dell'allergene ritenuto scatenante non riescono a migliorare la situazione e se compaiono segni di una possibile infezione della parte interessata (eventualità segnalata dall'aumento dell’infiammazione e del dolore, comparsa di gonfiore, presenza di secrezioni o materiale biancastro, cute macerata ecc.).


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