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Pubblicato: 14 Febbraio 2014 Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2020
pelle, dermatite, prurito, mani

Dermatite irritativa da contatto

È una reazione dell’epidermide all’esposizione a sostanze chimiche irritanti.

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Che cos’è

Cause della dermatite

Sintomi più comuni

Diagnosi differenziale

Complicazioni

Le cure

Quando consultare il medico


Che cos’è

La dermatite irritativa da contatto (DIC) è una reazione infiammatoria dell’epidermide che si sviluppa in seguito all’esposizione a composti chimici, naturali o artificiali, dotati di azione irritante. Nella sua insorgenza non è chiamata in causa una risposta immunologica specifica (come avviene, invece, nel caso dell'allergia al lattice, ai metalli, a particolari tessuti, coloranti o altre sostanze), ma soltanto una sollecitazione abnorme della pelle.

In genere, la DIC interessa persone adulte che entrano in contatto diretto con sostanze a rischio in ambito professionale o domestico (solventi, detergenti, detersivi, disinfettanti, resine sintetiche, tossine vegetali o animali, olii, polveri abrasive ecc.).

Tutti possono esserne colpiti, ma a sperimentarla più facilmente sono soprattutto i soggetti caratterizzati da una pelle sensibile, delicata o fragile e, in particolare, chi soffre o ha sofferto nell’infanzia di dermatite atopica. Meno frequentemente, può interessare anche i bambini (per esempio se piante irritanti o loro polveri/resine oppure detersivi domestici entrano in contatto con la pelle dei più piccoli).

Una forma di dermatite irritativa da contatto tipica dei bambini nei primi mesi di vita è la "dermatite da pannolino", indotta dall'azione irritante dell'urina e delle feci, aggravata dalla costante presenza del pannolino.

Cause della dermatite

La DIC è una reazione cutanea locale non legata a reazioni allergiche. L’irritazione dell'epidermide è determinata dall’azione lesiva diretta esercitata dalle sostanze tossiche che penetrano negli strati esterni della pelle: un fenomeno che è più frequente e marcato quando l’epidermide è caratterizzata da disidratazione, desquamazione e ipersensibilità o quando è indebolita dall’alterazione della barriera idrolipidica superficiale.

Destabilizzando questa barriera, i lavaggi eccessivi, il freddo, il vento e l’esposizione eccessiva al sole rendono più probabile l’insorgenza della DIC anche dopo il contatto con la pelle di sostanze non particolarmente aggressive (per esempio, saponi e detergenti d’uso comune, shampoo, deodoranti ecc.).

Anche alcune terapie farmacologiche (antibiotici, antimicotici, antitumorali, prodotti antiacne ecc.) e cosmetici (crema esfoliante, scrub, trattamenti anti-aging ecc.) possono avere un effetto sensibilizzante a livello cutaneo, intrinseco o secondario all'esposizione solare.

Sintomi più comuni

I sintomi della dermatite irritativa da contatto più comuni comprendono:

  • rossore (eritema)
  • bruciore
  • secchezza cutanea e desquamazione
  • prurito (intenso o moderato)
  • gonfiore
  • piccole bolle, papule o vescicole
  • dolore dell’area cutanea interessata.

Nelle forme più severe di DIC, o se non si resiste alla tentazione di sfregare la pelle a causa della forte irritazione e della sensazione pruriginosa, possono svilupparsi lesioni cutanee, talvolta sanguinanti o essudanti, e croste rossastre o giallastre.

L'entità del danno cutaneo è legata principalmente al potere irritativo della sostanza con cui la pelle entra in contatto, alla sua quantità/concentrazione e al tempo di persistenza sulla cute. In pratica, una sostanza molto irritante può fare pochi danni se viene lavata via rapidamente e completamente, mentre comuni detersivi per i piatti mantenuti a lungo a contatto con le mani (senza guanti) o risciacquati male alla fine dei lavaggi, con il tempo, possono causare una DIC abbastanza fastidiosa.

Tipicamente, le manifestazioni sono localizzate soltanto nell'area cutanea entrata in contatto diretto con la sostanza irritante. Nella maggior parte dei casi, la DIC interessa le mani e gli avambracci (soprattutto, quando le cause della dermatite sono professionali), ma in realtà ogni parte del corpo può essere coinvolta se un composto a rischio interagisce con l'epidermide.

Diagnosi differenziale

Dal momento che i sintomi della dermatite irritativa da contatto “visibili” sono molto simili a quelli dell’eczema atopico e della dermatite allergica da contatto (DAC), per capire esattamente quale sia l’origine del disturbo sono necessari un’analisi accurata delle abitudini professionali e di vita, delle eventuali altre patologie presenti e dei farmaci assunti per contrastarle, nonché, spesso, l’esecuzione di test allergologici cutanei mirati per escludere intolleranze.

Gli esami allergologici cutanei specifici vengono prescritti durante una visita immunologica/allergologica e quelli di norma effettuati in prima battuta sono i Patch test, che prevedono l'applicazione sulla pelle del dorso di particolari cerotti con piccole aree circolari contenenti ciascuna un diverso allergene. I cerotti devono essere tenuti in sede (senza bagnarli né sfregarli) per 72 ore, quindi vengono rimossi dal medico che valuterà l'esito. La comparsa di arrossamenti in corrispondenza di uno o più cerchietti indica la presenza di un'allergia nei confronti dei relativi composti, confermando quindi la DAC.

A volte, la comparsa di manifestazioni cutanee simili a una dermatite (con localizzazione variabile) può essere legata anche ad allergie o intolleranze nei confronti di uno o più alimenti. In questi casi, oltre a un esame molto attento delle abitudini dietetiche e dell'associazione tra assunzione di determinati cibi e comparsa di arrossamento, secchezza, prurito, papule ecc., è in genere prevista l'esecuzione di altri test allergologici sul sangue (Rast test).

Complicazioni

Se non affrontata correttamente fin dall’esordio, la DIC può determinare fastidi notevoli a breve e a lungo termine. Nell’immediato, le principali complicanze sono legate al persistere dell’infiammazione e dell’alterazione della barriera cutanea e, in presenza di prurito intenso, alle lesioni che possono conseguire al grattamento.

Tutti questi fattori favoriscono anche l’insorgenza di infezioni da parte di funghi dermatofiti (micosi), lieviti (candidosi) e batteri. Questa eventualità è segnalata dal cambiamento dell'aspetto della cute interessata dalla DIC, che può diventare ancora più infiammata e dolente, rivestirsi di una patina biancastra o produrre secrezioni di vario tipo.

A lungo termine, il principale rischio è veder cronicizzare la DIC in un eczema persistente, molto difficile da far regredire e potenzialmente invalidante, soprattutto quando è localizzato a livello delle mani.

Le cure

Il modo più sicuro ed efficace per proteggersi dalla DIC è la prevenzione, che consiste essenzialmente nell’evitare o, quantomeno, nel ridurre il più possibile il contatto con le sostanze irritanti (per esempio, indossando guanti protettivi e indumenti idonei a evitare il contatto diretto durante la manipolazione di composti a rischio, sul lavoro o in ambiente domestico).

Altri accorgimenti utili prevedono i lavaggi accurati, ma delicati, delle aree cutanee esposte al termine dell’attività a rischio (risciacquando sempre abbondantemente con acqua fresca) e l’applicazione di creme protettive specifiche, ripetuta più volte al giorno. Le creme idratanti ed emollienti specifiche per la pelle sensibile o sensibilizzata tutelano e contribuiscono a ripristinare l’integrità della barriera idrolipidica cutanea, aumentando la resistenza dell'epidermide agli agenti irritanti.

Sul fronte delle terapie propriamente farmacologiche (comunque sempre da associare a preparati protettivi ed emollienti e all’allontanamento della sostanza scatenante), il rimedio tradizionale è rappresentato dalle creme a base di corticosteroidi da applicare sull'area cutanea in cui sono presenti i sintomi. Le formulazioni disponibili in commercio sono numerose e sono in grado di ridurre infiammazione, prurito e bruciore dopo pochi giorni di applicazione regolare (a patto che si eviti di esporre nuovamente la pelle già sensibilizzata al composto irritante). Per il corretto utilizzo di queste creme è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico.

Nelle forme più severe per entità o estensione delle manifestazioni, può essere necessario assumere farmaci a base di corticosteroidi per bocca. In tutti i casi, la terapia con corticosteroidi topici o sistemici deve essere prescritta e monitorata dal medico e va seguita per periodi brevi (2-3 settimane al massimo), rispettando attentamente i dosaggi e la frequenza d'impiego indicati. Durante il trattamento, bisogna evitare di esporre la pelle al sole perché i cortisonici indeboliscono le difese naturali della cute e aumentano il rischio di alterazioni della pigmentazione, eritemi e scottature.

Gli antistaminici per bocca non sono di norma indicati contro la DIC poiché, come detto, si tratta di una forma di dermatite puramente irritativa, che non chiama in causa reazioni allergiche che coinvolgono l'istamina. Al contrario, possono essere utili contro la DAC, dopo un primo intervento con corticosteroidi e unitamente all'allontanamento dell'allergene sensibilizzante, soprattutto per alleviare la sensazione pruriginosa.

Un approccio alla DIC efficace nella maggior parte degli eczemi irritativi comuni si basa sull’esclusivo impiego di creme altamente idratanti specifiche, prive di cortisone, molto più maneggevoli e meglio tollerate sia dagli adulti sia dai bambini.

Queste formulazioni fondano la loro azione sulla presenza di lipidi molto simili a quelli naturalmente presenti nell’epidermide (lipidi lamellari), sostanze umettanti ed emollienti e pantenolo (provitamina B5). La componente lipidica permette di ripristinare rapidamente la barriera cutanea danneggiata dalla dermatite, mentre il pantenolo reidrata l'epidermide e, trasformandosi in vitamina B5 dopo l'assorbimento, contribuisce a supportare i processi di rigenerazione cellulare cutanea.

Grazie a questi effetti, con l'applicazione regolare di queste creme specifiche è possibile attenuare, la secchezza, l'irritazione e il prurito in poche ore e favorire il ripristino di una barriera epidermica stabile ed efficiente, rendendo la cute più resistente agli agenti esterni lesivi.

Quando consultare il medico

Se si tratta di una forma lieve e la causa scatenante è nota (per esempio, l'immersione prolungata delle mani in soluzioni con candeggina o detersivi aggressivi senza guanti), la DIC può essere trattata con l'autocura, applicando una crema specifica altamente idratante ed emolliente, priva di cortisone, per alcuni giorni. Al contrario, il medico va sempre consultato quando il disturbo interessa aree cutanee abbastanza estese (oltre 3-5 cm di diametro) o è caratterizzato da un’infiammazione molto marcata, specie se associata a vescicole, piccoli tagli o secrezioni.

In aggiunta, una verifica specialistica è d’obbligo se: l’eczema interessa un bambino o una zona cutanea delicata (viso); se le prime cure con creme idratanti/riparative acquistate senza ricetta non riescono a migliorare la situazione dopo 5-7 giorni di applicazione regolare e l’allontanamento della sostanza scatenante; se compaiono segni di una possibile infezione (aumento dell’infiammazione e del dolore, gonfiore, presenza di secrezioni o materiale biancastro, cute macerata ecc.).

Anche nel caso della dermatite da pannolino è consigliabile consultare il pediatra prima di intervenire in qualsiasi modo, per avere indicazioni affidabili ed evitare di peggiorare il problema. In generale, per le dermatiti da pannolino lievi-moderate (che rappresentano la stragrande maggioranza dei casi), per far regredire la reazione infiammatoria è sufficiente: usare pannolini super-assorbenti e cambiarli spesso; lavare con cura, ma con molta delicatezza, l'area del sederino con detergenti specifici per la pelle sensibile del bambino; asciugare bene, tamponando leggermente con spugne molto morbide; applicare una crema altamente idratante ed emolliente dopo ogni lavaggio; lasciare il più possibile il sederino all'aria per permettere alla pelle di respirare.


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