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Pubblicato: 14 Luglio 2020 Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2020

Congiuntivite allergica

La congiuntivite allergica è un’infiammazione che provoca arrossamento e prurito agli occhi, che può scatenarsi in primavera o durare tutto l’anno. Per trovare la cura più adeguata è necessario rivolgersi al medico e stabilirne le cause esatte.

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Che cos'è la congiuntivite allergica

La congiuntivite allergica è un’infiammazione degli occhi dovuta a un’ipersensibilità a determinati agenti esterni, chiamati allergeni, che causano appunto una reazione allergica, i cui sintomi interessano in particolare la congiuntiva, ovvero la sottile membrana che riveste il bulbo oculare e la superficie interna della palpebra. 

Può presentarsi in forma acuta, come nel caso dell’allergia ai pollini delle graminacee, la forma più comune tra le congiuntiviti allergiche, oppure cronica, con sintomi meno gravi ma più duraturi.  

Dato che la sua comparsa avviene in risposta alla presenza di allergeni, si distingue dalla congiuntivite virale e da quella batterica, causate invece da infezioni

Arrossamento e prurito agli occhi sono i sintomi principali e possono durare da pochi minuti ad alcuni giorni. Altre manifestazioni tipicamente correlate a questo disturbo sono:

  • gonfiore delle palpebre
  • bruciore, dolore e fastidio agli occhi
  • sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio, come dei granelli di sabbia
  • ipersensibilità alla luce, che nelle forme più gravi si traduce in fotofobia
  • lacrimazione insistente
  • secrezione di un liquido biancastro e filamentoso.

Di norma la congiuntivite allergica prevede un trattamento farmacologico che risolve i sintomi in breve tempo; solo nei casi più gravi può peggiorare, arrivando a provocare un’infiammazione della cute chiamata dermatite palpebrale, o una lesione della cornea detta ulcera corneale, con conseguenti lesioni agli occhi e offuscamento della vista. 

Cause della congiuntivite allergica: perché prudono gli occhi

Le cause di una reazione allergica a livello degli occhi possono essere varie. Infatti, proprio in base alla causa scatenante, si distinguono diverse forme di congiuntivite allergica:

  • congiuntivite allergica primaverile o stagionale, associata a rinite (la cosiddetta febbre da fieno) e dovuta al polline di alcune piante; di solito sparisce in inverno e si acuisce in primavera, ma può anche presentarsi in estate o all’inizio dell’autunno, in base al ciclo di vita della pianta che causa la reazione allergica
  • congiuntivite allergica perenne, causata da muffe, peli di animali domestici, acari della polvere ecc., che possono provocare sintomi per tutto l’anno, indipendentemente dalla stagione
  • congiuntivite allergica da contatto, che si presenta a seguito dell’uso di determinati tipi di collirio, cosmetici, detergenti ecc.
  • congiuntivite allergica giganto-papillare, che provoca un’infiammazione della superficie interna della palpebra ed è generalmente dovuta all’uso di lenti a contatto o protesi oculari
  • congiuntivite allergica atopica, tipica dei giovani di sesso di maschile; le cause non sono del tutto note, ma è spesso correlata ad altri disturbi come dermatite ed eczema. 

Tutte queste forme allergiche provocano rossore, prurito e bruciore e ne soffrono in prevalenza i soggetti che presentano già altri sintomi allergici, come dermatite atopica, asma e rinite allergica. 

In tutte le forme di congiuntivite allergica, i sintomi sono causati una risposta anomala del sistema immunitario a una sostanza estranea, che viene erroneamente identificata come nociva per l’organismo. Quando gli allergeni entrano in contatto con l’occhio, il sistema immunitario produce anticorpi IgE, che stimolano i mastociti a produrre in particolare istamina, il principale mediatore della reazione allergica. Il prurito oculare, l’arrossamento e l’attivazione del condotto lacrimale sono conseguenze di questo meccanismo, così come altri eventuali disturbi che possono interessare la mucosa nasale, le vie respiratorie e la pelle.  

Si evidenzia inoltre che, data l’elevata sensibilità alla luce dei soggetti allergici, l’esposizione ai raggi solari è un fattore scatenante della congiuntivite acuta.

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Rimedi per la congiuntivite allergica

La diagnosi di congiuntivite allergica viene fatta dallo specialista a seguito di una visita oculistica. Il medico esamina gli occhi del paziente, in particolare l’area congiuntivale, e verifica lo stato dell’infiammazione, la presenza di lesioni della pelle e di sintomi come la dilatazione dei vasi sanguigni del bulbo oculare. 

L’intervento dell’oculista e l’esecuzione di specifici test di laboratorio sono passaggi fondamentali per determinare con precisione le cause del problema e distinguere le reazioni allergiche dalle forme infettive o da altre patologie che coinvolgono l’occhio, individuando così la cura per la congiuntivite più adatta al singolo caso. 

I portatori di lenti a contatto, inoltre, devono sospenderne l’utilizzo fino alla risoluzione dei sintomi per evitare che l’infiammazione degeneri fino a causare lesioni nell’occhio.

Il trattamento della congiuntivite prevede in primo luogo, se e quando possibile, di evitare qualsiasi contatto con gli allergeni responsabili dei sintomi. 

Per quanto riguarda le terapie farmacologiche, può essere prevista la somministrazione di diversi tipi di farmaci, quali:  

  • antistaminici per combattere arrossamento e prurito oculare, in genere sotto forma di pomata o in gocce (collirio), ma anche in compresse soprattutto nel caso si associ a rinite
  • colliri a base di corticosteroidi
  • decongestionanti e vasocostrittori per inibire l’azione dei vasi sanguigni
  • stabilizzatori dei mastociti, ovvero delle cellule che producono le sostanze che innescano la reazione allergica, prima fra tutte l’istamina
  • FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), per ridurre l’infiammazione.

L’uso di cortisonici, in particolare, deve avvenire sotto stretto controllo medico e non può essere “auto-prescritto”. Benché il cortisone svolga infatti una potente azione curativa anche nei casi peggiori di congiuntivite, ha numerosi effetti collaterali. Tra questi, i più importanti sono l’aumento della pressione dell’occhio, il rischio di perforazione corneale e lo sviluppo di un glaucoma o della cataratta.

Un’altra opzione terapeutica per i soggetti allergici è l’immunoterapia. Questo tipo di trattamento ha lo scopo di portare l’organismo a sviluppare un certo grado di tolleranza agli allergeni. La terapia di desensibilizzazione deve essere somministrata quando l’allergia non è in fase acuta. In caso di forma cronica, però, questo trattamento spesso non è del tutto risolutivo. 

Per ridurre gonfiore e infiammazione possono essere utili anche le cosiddette lacrime artificiali o impacchi di camomilla. Questi rimedi possono alleviare parzialmente i sintomi, ma non costituiscono una cura efficace del problema. 

In caso di congiuntivite accertata, è inoltre necessario seguire alcuni accorgimenti:

  • lavarsi frequentemente le mani, specialmente prima di toccare gli occhi
  • non sfregare gli occhi con forza
  • non utilizzare lenti a contatto
  • evitare l’esposizione ai raggi solari e indossare occhiali da sole con filtri ultravioletti
  • non truccarsi fino alla risoluzione dei sintomi (e, in generale, utilizzare cosmetici ipoallergenici).

Queste indicazioni valgono a maggior ragione nel trattamento dei bambini allergici, che non devono toccarsi gli occhi con le mani sporche neanche in caso di prurito intenso, devono seguire una dieta equilibrata e devono essere protetti dal fumo e dalla luce del sole.

Come prevenire la congiuntivite allergica

La prevenzione della congiuntivite allergica, come il suo trattamento, è possibile in primo luogo determinando qual è l’agente scatenante e riducendo il più possibile i contatti con esso. 

Se l’allergia è dovuta a sostanze come trucchi o lenti a contatto, sarà sufficiente evitarne l’utilizzo, mentre in caso di congiuntivite allergica stagionale in primavera il paziente potrà adottare le seguenti strategie:

  • evitare di frequentare prati, campi, parchi e boschi
  • tenere chiuse le finestre della propria abitazione e i finestrini dell’auto e usare condizionatori con filtri antipolline
  • lavarsi i capelli una volta rientrati a casa, in quanto potrebbero trattenere gli allergeni.

Per sfuggire all’allergia ai pollini è inoltre necessario conoscere il periodo di fioritura delle piante “incriminate”. Durante i mesi più a rischio, si potranno prevedere ulteriori strategie di evitamento, come l’uso di mascherine in bicicletta o in moto e di occhiali da sole protettivi, oppure di colliri antistaminici, assunti in via preventiva prima dell’inizio della fioritura.  

Nell’eventualità di una congiuntivite allergica perenne causata da polvere o peli di animali, invece, per prevenire reazioni allergiche si dovrà creare un ambiente domestico protetto. I principali espedienti sono:

  • arieggiare spesso la propria casa
  • eliminare gli arredi difficili da lavare, che facilitano l’accumularsi degli acari e dei peli, come tappeti, tendaggi, moquette e divani imbottiti, ma anche librerie aperte, fiori secchi e carta da parati
  • porre particolare attenzione alla camera da letto, cambiando e lavando spesso la biancheria (in caso di allergia agli acari, a temperature maggiori di 60°C)
  • utilizzare spesso l’aspirapolvere, meglio se dotata di apposito filtro HEPA (High-Efficiency Particulate Air).

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