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Pubblicato: 20 Settembre 2013 Ultimo aggiornamento: 3 Luglio 2020
eczema, atopia

Dermatite atopica

È una patologia cronica della pelle, non contagiosa, che si presenta con caratteristiche lesioni cutanee infiammate.

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Che cos’è

Le cause

I sintomi

La diagnosi

Le conseguenze

Le terapie



Che cos’è

La dermatite atopica (detta anche eczema atopico) è una malattia infiammatoria cronica della pelle, con una base immunitaria, caratterizzata dalla comparsa di infiammazione e lesioni cutanee eritematose caratteristiche. Le chiazze arrossate che compaiono sulla pelle possono creare un disagio fisico ed estetico significativo, ma è bene sapere che non sono assolutamente contagiose.

La malattia presenta un decorso oscillante e recidivante, caratterizzato da momenti di esacerbazione (fase acuta), durante i quali sono presenti i sintomi cutanei, intervallati a periodi di remissione, nei quali l'epidermide si presenta del tutto integra e omogenea, indistinguibile da quella di una persona che non soffre di dermatite atopica.

In genere, chi è interessato da questa forma di dermatite presenta, più in generale, una condizione di atopia ed è affetto anche da malattie allergiche di altro tipo, quali asma, rinite allergica, orticaria e allergie alimentari, o tenderà a svilupparle nel corso degli anni.

La dermatite atopica è un disturbo molto diffuso nella popolazione di tutte le zone del mondo, con una maggiore prevalenza e un'incidenza in continuo aumento nei Paesi sviluppati. Di solito, essendo legata a fattori genetici, compare nella primissima infanzia e interessa principalmente i bambini con meno di 10-12 anni. Tuttavia, la malattia può insorgere a qualsiasi età e, da alcuni anni, viene riscontrata sempre più spesso anche in adulti privi di una diagnosi di dermatite atopica in età infantile.

Nella maggioranza dei casi, la dermatite atopica tende ad andare incontro a guarigione spontanea o a un’attenuazione dei sintomi più o meno significativa con la pubertà e il passaggio all'età adulta. A volte, però, il miglioramento osservato durante l’adolescenza (anche arrivando a una remissione completa prolungata) è soltanto transitorio e può essere seguito da una ricomparsa delle manifestazioni eczematose all'inizio dell'età adulta.

Le cause

Le cause della dermatite atopica non sono state ancora del tutto chiarite, ma si ritiene che all'origine della malattia vi siano più fattori concomitanti di varia natura (eziologia multifattoriale).

Tra questi vanno considerati la predisposizione genetica, lo stato psicosomatico e fattori ambientali che agiscono in modo sfavorevole sull'equilibrio dell'epidermide, promuovendo una reazione infiammatoria locale abnorme.

In generale, qualunque agente esterno in grado di alterare o indebolire la barriera cutanea, di irritare direttamente l'epidermide o di facilitare la penetrazione degli allergeni negli strati più profondi può indurre o peggiorare i sintomi della dermatite atopica.

Tra i principali fattori scatenanti vanno ricordati:

  • secchezza cutanea
  • bagni caldi e/o prolungati
  • stress
  • sudorazione
  • rapidi cambiamenti di temperatura ambientale
  • saponi o detergenti aggressivi/inadeguati
  • indumenti in lana o irritanti
  • polvere o sabbia
  • fumo di sigaretta
  • inquinamento elevato
  • alcuni alimenti.

I sintomi

I principali sintomi della dermatite atopica consistono nella comparsa di:

  • aree di cute arrossata e infiammata in punti caratteristici (eritema)
  • fastidio e bruciore
  • prurito intenso
  • pelle sensibile, disidratata e senza sebo (xerosi)
  • desquamazione e scaglie sulle lesioni cutanee
  • nelle forme più severe, vescicole, taglietti e croste nelle zone infiammate.

La sensazione pruriginosa può essere molto marcata e indurre a sfregare continuamente le aree eczematose in cerca di sollievo. Questo stimolo va assolutamente inibito perché, oltre a non produrre benefici, il grattamento peggiora l'infiammazione, danneggia la pelle (esponendola al rischio di infezioni) e causa lichenificazione (ovvero un ispessimento dell'epidermide, che si desquama e assume un colore grigiastro).

L’aspetto e la localizzazione delle reazioni cutanee cambiano a seconda dell'età della persona interessata da dermatite atopica e dell'attività della malattia.

Nei neonati, la manifestazione più precoce è la "crosta lattea", corrispondente a un eczema transitorio localizzato sul cuoio capelluto e caratterizzato dalla presenza di squame giallastre e prurito. Successivamente, nella prima infanzia, compaiono lesioni cutanee arrossate e umide soprattutto a livello del viso (guance, occhi, bocca e fronte) e sulle orecchie, ma possono essere coinvolte in modo variabile anche altre sedi corporee.

In fasi più avanzate dell'infanzia, l'eczema assume sempre la forma di chiazze arrossate, ma più disidratate e desquamate; anche la distribuzione corporea delle lesioni cambia, concentrandosi soprattutto a livello delle pieghe dei gomiti e delle ginocchia, oltre che in corrispondenza di mani e piedi.

In età adulta, invece, le manifestazioni della dermatite atopica si localizzano soprattutto su volto, collo, spalle e tronco, in forma di chiazze ricoperte da vescicole e croste (eczema nummulare), prurito intenso cronico (prurigo cronica) o come aree di cute infiammata, desquamata e pruriginosa intorno a occhi, naso e bocca (dermatite periorifiziale).


Prima infanzia (fino ai due anni di età)Lesioni cutanee rosse e umide, che iniziano di solito sul viso e, solo in un secondo tempo, si estendono a tronco, gomiti e ginocchia
Seconda infanziaMaggior lichenificazione ed estensione delle lesioni a collo, pieghe degli arti, polsi, mani e piedi
Adulti
Desquamazione e lichenificazione principalmente su collo, nuca, torace, spalle, le pieghe e le estremità degli arti, con un aspetto prevalentemente lichenificato

La diagnosi

La diagnosi di dermatite atopica è essenzialmente clinica, cioè basata sull’osservazione dei segni che compaiono sull'epidermide (tipologia, dimensione, forma e localizzazione delle lesioni cutanee) e sulla valutazione dei sintomi associati (prurito intenso, bruciore ecc.), tenuto conto dell'età e delle caratteristiche personali del paziente.

In aggiunta, il medico dovrà esaminare la familiarità per dermatite atopica, asma e disturbi allergici di vario tipo (alimentari, agli acari, alle muffe, ai pollini di stagione ecc.), dal momento che le condizioni di atopia, avendo una base genetica, tendono a interessare più membri della stessa famiglia (consanguinei) e a interessare più spesso bambini con uno o entrambi i genitori atopici.

In generale, non è raccomandata l'esecuzione di esami di laboratorio o strumentali per supportare la diagnosi di dermatite atopica, poiché a oggi non esistono marker specifici di malattia. In alcuni casi, può essere richiesta la valutazione dei livelli di immunoglobuline E (IgE) totali nel sangue: parametro, di norma, aumentato in presenza di un'attivazione allergica e, spesso, anche in presenza di atopia.

Indagini di vario tipo possono, invece, essere prescritte per escludere la presenza di altri disturbi caratterizzati da manifestazioni e sintomi simili a quelli della dermatite atopica, come per esempio la dermatite seborroica, le dermatiti da contatto (allergiche o irritative), malattie del sistema immunitario, carenze nutrizionali severe o alcuni tumori (in particolare, linfoma cutaneo).

Le conseguenze

I bambini affetti da dermatite atopica hanno un'aumentata probabilità di sviluppare disturbi allergici, soprattutto asma, rinite allergica, orticaria e (molto più raramente) reazioni anafilattiche, nel corso degli anni. Allo stesso modo, chi soffre principalmente di asma e/o rinite allergica nell'infanzia/adolescenza può sviluppare dermatite atopica da adulto.

La presenza di dermatite atopica, inoltre, rende la pelle particolarmente incline a infettarsi, soprattutto nelle zone dove sono presenti lesioni cutanee escoriate. In particolare, sono abbastanza frequenti le infezioni da batteri (prevalentemente, lo Staphylococcus aureus), ma anche infezioni virali da Herpes simplex e da mollusco contagioso.

Un'ulteriore problematica è rappresentata dalla propensione dei soggetti con atopia a sviluppare anche dermatiti irritative e infiammatorie delle mani, nonché dermatiti allergiche da contatto (DAC), che possono causare seri disagi e limitazioni nella vita quotidiana e professionale.

Soprattutto durante l'adolescenza e l'età adulta, i sintomi e il danno estetico correlato alle lesioni cutanee possono causare anche problemi di natura psicologica, con ripercussioni negative sull'autostima e le relazioni sociali; nei bambini, invece, il prurito intenso può determinare disturbi del sonno che riducono notevolmente il benessere e la qualità di vita di tutta la famiglia.

Le terapie

A oggi, non esiste una cura definitiva per la dermatite atopica: esistono soltanto misure di prevenzione che mirano a ridurre la frequenza delle riacutizzazioni e terapie per tenere sotto controllo la malattia, alleviandone i sintomi.

In tutti i casi, per avere consigli e indicazioni precise e affidabili su quali trattamenti topici o sistemici utilizzare, in che modo e per quanto tempo, è necessario rivolgersi a dermatologi esperti di dermatite atopica. Soltanto in questo modo, sarà possibile ottenere i massimi benefici dalle cure e ridurre al minimo il rischio di peggioramenti e complicanze.

Un aspetto fondamentale della gestione della malattia durante tutto il suo decorso (cioè sia durante le fasi acute sia durante i periodi di remissione) riguarda l'idratazione profonda e il nutrimento quotidiano dell'epidermide con creme idratanti ed emollienti di qualità. L'uso regolare di prodotti di questo tipo, dopo ogni bagno o doccia, permette di proteggere la barriera cutanea, prevenendo disidratazione e sensibilizzazioni e riducendo, così, il rischio che si inneschi una fase acuta.

La presenza di lesioni cutanee rende necessaria una terapia con farmaci antinfiammatori o immunomodulanti topici, in genere basata su corticosteroidi in combinazione con creme idratanti specifiche, sviluppate per le persone con atopia. Formulazioni idratanti ed emollienti contenenti lipidi simili a quelli naturalmente presenti nell'epidermide (come glicerina e ceramidi) e agenti umettanti e rigeneranti (come il pantenolo) permettono di rinforzare lo strato di cellule dello strato corneo e quindi la barriera cutanea, facilitando la remissione dei sintomi della dermatite atopica.

Quando la malattia è molto severa, estesa su aree corporee ampie o localizzata in zone critiche e/o con cute molto delicata e sensibile, può essere preferibile l'impiego di trattamenti con corticosteroidi o immunomodulanti sistemici, somministrati per bocca o con iniezioni, per periodi di tempo variabili. In caso di prurito intenso diffuso, specie se la dermatite atopica è associata a disturbi allergici, possono essere utili anche farmaci antistaminici. Attenendosi scrupolosamente alle indicazioni del proprio medico.

Talvolta, in ragazzi con più di 12 anni e adulti il dermatologo può proporre anche la fototerapia, basata su cicli di sedute di esposizione controllata a raggi UvA o UvB di frequenza e intensità definita, con o senza l'applicazione preliminare di composti fotosensibilizzanti. Questo approccio permette di ridurre la reazione infiammatoria della pelle atopica, attenuando le lesioni cutanee.

Di recente sono stati messi in vendita, nelle farmacie, specifici integratori alimentari a base di probiotici che hanno lo scopo di coadiuvare i trattamenti tradizionali a lungo termine, riducendo le ricadute e migliorando i sintomi.

Se vuoi saperne di più sui probiotici leggi questo articolo.



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