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Dermatite atopica

1 Febbraio 2022
È una patologia cronica della pelle, non contagiosa, che si presenta con caratteristiche lesioni cutanee infiammate.
Tempo di lettura: 21 minuti
eczema, atopia


La dermatite atopica è una patologia cronica della pelle, non contagiosa, che si presenta con caratteristiche lesioni cutanee infiammate.

Questa malattia può essere dovuta a molteplici cause, e può portare a una serie di sintomi, che possono risultare più o meno fastidiosi a seconda dei casi. In quelli più gravi, una dermatite estesa e non adeguatamente trattata potrebbe incidere negativamente sulla qualità della vita.

Per questi motivi, è importante saper riconoscere quando ci si trova davanti a una dermatite atopica, saperne gestire i diversi sintomi e prevenire la ricomparsa in caso di recidive.



Che cos’è

La dermatite atopica (detta anche eczema atopico) è una malattia infiammatoria cronica della pelle, con una base immunitaria, caratterizzata dalla comparsa di infiammazione e lesioni cutanee eritematose caratteristiche. Le chiazze arrossate che compaiono sulla pelle possono creare un disagio fisico ed estetico significativo, ma è bene sapere che non sono assolutamente contagiose.

La malattia presenta un decorso oscillante e recidivante, caratterizzato da momenti di esacerbazione (fase acuta), durante i quali sono presenti i sintomi cutanei, intervallati a periodi di remissione, nei quali l'epidermide si presenta del tutto integra e omogenea, indistinguibile da quella di una persona che non soffre di dermatite atopica.

In genere, chi è interessato da questa forma di dermatite presenta, più in generale, una condizione di atopia ed è affetto anche da malattie allergiche di altro tipo, quali asma, rinite allergica, orticaria e allergie alimentari, o tenderà a svilupparle nel corso degli anni.

La dermatite atopica è un disturbo molto diffuso nella popolazione di tutte le zone del mondo, con una maggiore prevalenza e un'incidenza in continuo aumento nei Paesi sviluppati. Di solito, essendo legata a fattori genetici, compare nella primissima infanzia e interessa principalmente i bambini con meno di 10-12 anni.

Tuttavia, la malattia può insorgere a qualsiasi età e, da alcuni anni, viene riscontrata sempre più spesso anche in adulti privi di una diagnosi di dermatite atopica in età infantile. Non è, quindi, insolito riscontrare casi di questa patologia anche negli adolescenti, quando il corpo è soggetto a uno sviluppo veloce e irregolare, oltre ad essere caratterizzato da cambiamenti repentini dell'equilibrio ormonale. Più di frequente, però, è possibile riscontrare già in età pediatrica i primi sintomi, che, tuttavia, vedono un miglioramento con il progredire della pubertà.

Nella maggioranza dei casi, la dermatite atopica tende ad andare incontro a guarigione spontanea o a un’attenuazione dei sintomi più o meno significativa con la pubertà e il passaggio all'età adulta. A volte, però, il miglioramento osservato durante l’adolescenza (anche arrivando a una remissione completa prolungata) è soltanto transitorio e può essere seguito da una ricomparsa delle manifestazioni eczematose all'inizio dell'età adulta.


Le cause

Le cause della dermatite atopica non sono state ancora del tutto chiarite, ma si ritiene che all'origine della malattia vi siano più fattori concomitanti di varia natura (eziologia multifattoriale).

Tra questi vanno considerati la predisposizione genetica, lo stato psicosomatico e fattori ambientali che agiscono in modo sfavorevole sull'equilibrio dell'epidermide, promuovendo una reazione infiammatoria locale abnorme.

A questi, come già accennato in precedenza, si aggiunge la predisposizione naturale allo sviluppo di allergie e disturbi del sistema immunitario. Quest'ultimo, non a caso, è coinvolto in molteplici reazioni allergiche, sia alimentari che respiratorie, come, ad esempio, la rinite allergica primaverile.

La dermatite atopica, avendo base immunitaria, colpisce in maniera più grave, ed è più comune, nei soggetti che presentano patologie del sistema di difesa dell'organismo, e una tendenza a sviluppare reazioni agli allergeni.

In generale, qualunque agente esterno in grado di alterare o indebolire la barriera cutanea, di irritare direttamente l'epidermide o di facilitare la penetrazione degli allergeni negli strati più profondi può indurre o peggiorare i sintomi della dermatite atopica.

Tra i principali fattori scatenanti vanno ricordati:

  • secchezza cutanea
  • bagni caldi e/o prolungati
  • stress
  • sudorazione
  • rapidi cambiamenti di temperatura ambientale
  • saponi o detergenti aggressivi/inadeguati
  • indumenti in lana o irritanti
  • polvere o sabbia
  • fumo di sigaretta
  • inquinamento elevato
  • alcuni alimenti.

I sintomi

I principali sintomi della dermatite atopica consistono nella comparsa di:

  • aree di cute arrossata e infiammata in punti caratteristici (eritema)
  • fastidio e bruciore
  • prurito intenso
  • pelle sensibile, disidratata e senza sebo (xerosi)
  • desquamazione e scaglie sulle lesioni cutanee
  • nelle forme più severe, vescicole, taglietti e croste nelle zone infiammate.

La sensazione pruriginosa può essere molto marcata e indurre a sfregare continuamente le aree eczematose in cerca di sollievo. Questo stimolo va assolutamente inibito perché, oltre a non produrre benefici, il grattamento peggiora l'infiammazione, danneggia la pelle (esponendola al rischio di infezioni) e causa lichenificazione (ovvero un ispessimento dell'epidermide, che si desquama e assume un colore grigiastro).

Non soltanto: grattare continuamente le zone infiammate potrebbe portare a ferire e costringere la pelle a una cicatrizzazione. Le cicatrici potrebbero successivamente faticare a scomparire, e quindi creare un disagio estetico ancora maggiore, aumentando la gravità della situazione. Anche per questo, è di fondamentale importanza evitare comportamenti dannosi.

L’aspetto e la localizzazione delle reazioni cutanee cambiano a seconda dell'età della persona interessata da dermatite atopica e dell'attività della malattia.

Nei neonati, la manifestazione più precoce è la "crosta lattea", corrispondente a un eczema transitorio localizzato sul cuoio capelluto e caratterizzato dalla presenza di squame giallastre e prurito. Successivamente, nella prima infanzia, compaiono lesioni cutanee arrossate e umide soprattutto a livello del viso (guance, occhi, bocca e fronte) e sulle orecchie, ma possono essere coinvolte in modo variabile anche altre sedi corporee.

In fasi più avanzate dell'infanzia, l'eczema assume sempre la forma di chiazze arrossate, ma più disidratate e desquamate; anche la distribuzione corporea delle lesioni cambia, concentrandosi soprattutto a livello delle pieghe dei gomiti e delle ginocchia, oltre che in corrispondenza di mani e piedi.

In età adulta, invece, le manifestazioni della dermatite atopica si localizzano soprattutto su volto, collo, spalle e tronco, in forma di chiazze ricoperte da vescicole e croste (eczema nummulare), prurito intenso cronico (prurigo cronica) o come aree di cute infiammata, desquamata e pruriginosa intorno a occhi, naso e bocca (dermatite periorifiziale).


Prima infanzia (fino ai due anni di età)Lesioni cutanee rosse e umide, che iniziano di solito sul viso e, solo in un secondo tempo, si estendono a tronco, gomiti e ginocchia
Seconda infanziaMaggior lichenificazione ed estensione delle lesioni a collo, pieghe degli arti, polsi, mani e piedi
Adulti

Desquamazione e lichenificazione principalmente su collo, nuca, torace, spalle, le pieghe e le estremità degli arti, con un aspetto prevalentemente lichenificato

Una delle caratteristiche principali dei sintomi della dermatite atopica è la somiglianza con la psoriasi: una malattia della pelle molto simile, che però presenta alcune differenze.

Nonostante siano malattie diverse, possono facilmente essere confuse. Uno dei principali modi per distinguerle è l'età dell'insorgenza: mentre nella dermatite atopica è frequente vedere i primi episodi durante l'infanzia, la psoriasi si manifesta più frequentemente con l'età adulta, una volta superato il primo quarto di vita.

Tuttavia, solo una visita dermatologica attenta e controllata può individuare la malattia corretta, applicando le dovute distinzioni e impostando la terapia più adatta.


La diagnosi

La diagnosi di dermatite atopica è essenzialmente clinica, cioè basata sull’osservazione dei segni che compaiono sull'epidermide (tipologia, dimensione, forma e localizzazione delle lesioni cutanee) e sulla valutazione dei sintomi associati (prurito intenso, bruciore ecc.), tenuto conto dell'età e delle caratteristiche personali del paziente.

In aggiunta, il medico dovrà esaminare la familiarità per dermatite atopica, asma e disturbi allergici di vario tipo (alimentari, agli acari, alle muffe, ai pollini di stagione ecc.), dal momento che le condizioni di atopia, avendo una base genetica, tendono a interessare più membri della stessa famiglia (consanguinei) e a interessare più spesso bambini con uno o entrambi i genitori atopici.

In generale, non è raccomandata l'esecuzione di esami di laboratorio o strumentali per supportare la diagnosi di dermatite atopica, poiché a oggi non esistono marker specifici di malattia. In alcuni casi, può essere richiesta la valutazione dei livelli di immunoglobuline E (IgE) totali nel sangue: parametro, di norma, aumentato in presenza di un'attivazione allergica e, spesso, anche in presenza di atopia.

Una consulenza medica è il primo approccio consigliato per sapere fin da subito se è necessario eseguire dei test specifici. Gli specialisti sapranno individuare il bisogno e analizzare i tessuti colpiti dalla malattia, così da intraprendere le azioni più consone per migliorare la vita del paziente.

Indagini di vario tipo possono, invece, essere prescritte per escludere la presenza di altri disturbi caratterizzati da manifestazioni e sintomi simili a quelli della dermatite atopica, come per esempio la dermatite seborroica, le dermatiti da contatto (allergiche o irritative), malattie del sistema immunitario, carenze nutrizionali severe o alcuni tumori (in particolare, linfoma cutaneo).


Le conseguenze

I bambini affetti da dermatite atopica hanno un'aumentata probabilità di sviluppare disturbi allergici, soprattutto asma, rinite allergica, orticaria e (molto più raramente) reazioni anafilattiche, nel corso degli anni. Allo stesso modo, chi soffre principalmente di asma e/o rinite allergica nell'infanzia/adolescenza può sviluppare dermatite atopica da adulto.

La presenza di dermatite atopica, inoltre, rende la pelle particolarmente incline a infettarsi, soprattutto nelle zone dove sono presenti lesioni cutanee escoriate. In particolare, sono abbastanza frequenti le infezioni da batteri (prevalentemente, lo Staphylococcus aureus), ma anche infezioni virali da Herpes simplex e da mollusco contagioso.

La formazione di infezioni potrebbe diventare grave nei casi in cui il bambino colpito da dermatite atopica non presenta un sistema immunitario pienamente efficiente oppure non funzionante, come nel caso dei soggetti immunodepressi. Nei casi specifici, è indispensabile una corretta formazione per prevenire le conseguenze peggiori e impedire che sorgano complicanze.

Un'ulteriore problematica è rappresentata dalla propensione dei soggetti con atopia a sviluppare anche dermatiti irritative e infiammatorie delle mani, nonché dermatiti allergiche da contatto (DAC), che possono causare seri disagi e limitazioni nella vita quotidiana e professionale.

Soprattutto durante l'adolescenza e l'età adulta, i sintomi e il danno estetico correlato alle lesioni cutanee possono causare anche problemi di natura psicologica, con ripercussioni negative sull'autostima e le relazioni sociali; nei bambini, invece, il prurito intenso può determinare disturbi del sonno che riducono notevolmente il benessere e la qualità di vita di tutta la famiglia.

Una predisposizione familiare alla dermatite atopica può rappresentare un importante campanello di allarme per impedire le fasi più acute della malattia, nei figli dei soggetti che in passato sono già stati colpiti dalla patologia, e può rivelarsi utile per scongiurare le conseguenze psicologiche e fisiche più fastidiose.


Le terapie

A oggi, non esiste una cura definitiva per la dermatite atopica: esistono soltanto misure di prevenzione che mirano a ridurre la frequenza delle riacutizzazioni e terapie per tenere sotto controllo la malattia, alleviandone i sintomi.

In tutti i casi, per avere consigli e indicazioni precise e affidabili su quali trattamenti topici o sistemici utilizzare, in che modo e per quanto tempo, è necessario rivolgersi a dermatologi esperti di dermatite atopica. Soltanto in questo modo, sarà possibile ottenere i massimi benefici dalle cure e ridurre al minimo il rischio di peggioramenti e complicanze.

Un aspetto fondamentale della gestione della malattia durante tutto il suo decorso (cioè sia durante le fasi acute sia durante i periodi di remissione) riguarda l'idratazione profonda e il nutrimento quotidiano dell'epidermide con creme idratanti ed emollienti di qualità. L'uso regolare di prodotti di questo tipo, dopo ogni bagno o doccia, permette di proteggere la barriera cutanea, prevenendo disidratazione e sensibilizzazioni e riducendo, così, il rischio che si inneschi una fase acuta.

La presenza di lesioni cutanee rende necessaria una terapia con farmaci antinfiammatori o immunomodulanti topici, in genere basata su corticosteroidi in combinazione con creme idratanti specifiche, sviluppate per le persone con atopia. Formulazioni idratanti ed emollienti contenenti lipidi simili a quelli naturalmente presenti nell'epidermide (come glicerina e ceramidi) e agenti umettanti e rigeneranti (come il pantenolo) permettono di rinforzare lo strato di cellule dello strato corneo e quindi la barriera cutanea, facilitando la remissione dei sintomi della dermatite atopica.

Inoltre, l'utilizzo di una crema idratante su base quotidiana può essere utile non solo per la prevenzione della dermatite atopica, ma anche per il benessere stesso della pelle, e per impedire l'insorgenza di rughe e segni dell'invecchiamento. A questo si aggiunge anche l'attenzione durante l'igiene: la doccia e il bagno, ad esempio, non dovrebbero mai essere fatti con dell'acqua a una temperatura eccessivamente alta, perché potrebbe indebolire le difese naturali della pelle.

Quando la malattia è molto severa, estesa su aree corporee ampie o localizzata in zone critiche e/o con cute molto delicata e sensibile, può essere preferibile l'impiego di trattamenti con corticosteroidi o immunomodulanti sistemici, somministrati per bocca o con iniezioni, per periodi di tempo variabili. In caso di prurito intenso diffuso, specie se la dermatite atopica è associata a disturbi allergici, possono essere utili anche farmaci antistaminici. Attenendosi scrupolosamente alle indicazioni del proprio medico.

Talvolta, in ragazzi con più di 12 anni e adulti il dermatologo può proporre anche la fototerapia, basata su cicli di sedute di esposizione controllata a raggi UvA o UvB di frequenza e intensità definita, con o senza l'applicazione preliminare di composti fotosensibilizzanti. Questo approccio permette di ridurre la reazione infiammatoria della pelle atopica, attenuando le lesioni cutanee.

Di recente sono stati messi in vendita, nelle farmacie, specifici integratori alimentari a base di probiotici che hanno lo scopo di coadiuvare i trattamenti tradizionali a lungo termine, riducendo le ricadute e migliorando i sintomi. A questi è importante associare e seguire una dieta bilanciata e già di per sé ricca di tutti i nutrienti essenziali di cui il nostro corpo necessita per il proprio benessere.

Se vuoi saperne di più sui probiotici leggi questo articolo.


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