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Contraccettivi proprietà effetti collaterali

Contraccettivi

Sono metodi, strumenti o farmaci che impediscono il concepimento, quindi impiegati per evitare gravidanze indesiderate.

Sono metodi, strumenti o farmaci che impediscono il concepimento, quindi impiegati per evitare gravidanze indesiderate.

I contraccettivi sono metodi che impediscono il concepimento quindi sono impiegati per evitare gravidanze indesiderate. Chiamati anche anticoncezionali, i metodi contraccettivi sono classificati in diverse categorie in base al loro meccanismo d’azione.

I criteri che guidano la scelta di un metodo piuttosto che di un altro sono molti e dipendono dalle preferenze e dalle necessità di entrambi i partner, e non solo della donna, in quanto la scelta contraccettiva può avere ripercussioni anche sulla sessualità di coppia.

A influenzare la scelta possono essere, per esempio, lo stile di vita o le abitudini sessuali, oppure la maggiore o minore disposizione della coppia ad accettare con serenità un’eventuale gravidanza. Nel primo caso, si può valutare anche la scelta di metodi poco affidabili come quelli naturali, mentre nel secondo è opportuno affidarsi a contraccettivi più sicuri, come quelli ormonali o di barriera.

Altro criterio per scegliere l’anticoncezionale più adatto è la presenza di eventuali controindicazioni, come per esempio l’assunzione di un farmaco che può interferire con l’efficacia della contraccezione ormonale, come nel caso di alcuni antibiotici. Viceversa, se si assume una terapia cortisonica, è possibile che il contraccettivo ormonale possa aumentare o prolungare l’azione del cortisonico, oppure incrementarne gli effetti collaterali.

Da non sottovalutare sono anche la tollerabilità al contraccettivo scelto, che non deve influenzare negativamente l’intesa sessuale né causare eventuali effetti collaterali, e il rischio di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili, meglio conosciute come malattie veneree, dalle quali possono proteggere solo il preservativo e gli altri metodi di barriera.

Qualunque sia il metodo prescelto, nel caso di assenza di mestruazione è bene eseguire un test di gravidanza acquistabile in farmacia per valutare la possibilità di essere incinta.

Metodi anticoncezionali naturali

Non richiedono l’impiego di sostanze estranee all’organismo. Il loro obiettivo è identificare i giorni fertili della donna, nei quali l’ovulo viene emesso e rimane vitale.

Astenendosi dai rapporti sessuali in questi giorni si riduce il rischio di fecondazione e quindi di un concepimento.

I diversi metodi di contraccezione naturale si basano su principi differenti (osservazione delle variazioni del muco cervicale, misura della temperatura basale, della produzione dell’ormone LH, calcolo dei giorni fertili in base al calendario, coito interrotto) e non offrono una protezione anticoncezionale elevata. Si stima infatti che una coppia su quattro che si affida a una metodo contraccettivo naturale rischia una gravidanza non desiderata.

Non sono inoltre indicati per le donne con un ciclo mestruale irregolare.

Tra i più noti ricordiamo il metodo Billings e il metodo Ogino Knaus: il primo prevede che la donna sia in grado di riconoscere l’ovulazione, e quindi il periodo fertile, in base alle caratteristiche del muco cervicale, mentre secondo il metodo Ogino Knaus, considerato tra i più inaffidabili, occorre evitare rapporti sessuali non protetti nella fase centrale del ciclo (tra il 9° e il 16° giorno).

Altrettando inefficace è il cosiddetto “coito interrotto”, secondo il quale l’uomo dovrebbe ritrarre il pene dalla vagina prima dell'eiaculazione. Oltre alla possibilità che già nelle prime fasi del rapporto vengano rilasciate piccole quantità di liquido spermatico che possono contenere spermatozoi, questo metodo rischia anche di ridurre il piacere sessuale nella donna e creare ansia in entrambi i partner durante e dopo il rapporto.

Esiste infine anche il metodo sintotermico, secondo il quale, per individuare il periodo fertile, all’osservazione del muco cervicale prevista dal metodo Billings è necessario aggiungere anche la misurazione della temperatura basale e la valutazione delle modificazioni della cervice uterina.

Metodi di barriera

Agiscono impedendo l’ingresso degli spermatozoi negli organi riproduttivi femminili ed evitando, perciò, l’incontro tra ovulo e spermatozoi.

Il metodo contraccettivo di barriera più impiegato è il profilattico, chiamato anche preservativo, che, oltre a ridurre il rischio di gravidanza, protegge anche dalle malattie sessualmente trasmissibili (AIDS, clamidia, gonorrea, sifilide, epatiti ecc). Si tratta di una sottile guaina di lattice che ricopre il pene e che, durante l’eiaculazione, raccoglie il liquido seminale.

Anche il diaframma è un metodo di barriera, ma è attualmente poco usato. La sua azione viene aumentata dall’uso contemporaneo di una sostanza spermicida.

Poco diffuso e utilizzato, infine, il preservativo femminile.

L’efficacia dei metodi di barriera dipende dalla correttezza della loro applicazione.

Contraccezione ormonale

Prevede l’impiego di ormoni femminili, solitamente l’associazione di estrogeni e progestinici, che possono essere assunti per bocca (pillola anticoncezionale), attraverso le pareti della vagina (anello vaginale) o attraverso la cute (cerotto) a seconda della prescrizione del medico.

Il meccanismo d’azione dei contraccettivi ormonali è comune e ha come obiettivo principale il blocco dell’ovulazione. Altri effetti comprendono l’ispessimento del muco cervicale e l’assottigliamento delle pareti uterine.

Esistono diverse tipologie di pillola, che si differenziano per il tipo di molecole presenti e il rapporto tra le quantità di ormoni. Per quanto riguarda le pillole estroprogestiniche, in quella monofasica ogni compressa contiene la stessa quantità di steroidi, mentre in quella bifasica l'estrogeno è fisso e il progestinico viene assunto in due dosaggi differenti. Le pillole trifasiche e quadrifasiche, invece, contengono ormoni combinati rispettivamente in tre e quattro dosaggi diversi. La trifasica si caratterizza anche per una dose totale di ormoni molto bassa che si avvicina alla produzione degli estrogeni e del progesterone dell’organismo. Le pillole estroprogestiniche presenti sul mercato si differenziano anche per il numero di compresse presenti in ogni confezione: nel caso siano 21 dovrà essere fatta un’interruzione di una settimana fra una confezione e quella successiva, durante la quale comparirà il flusso pseudomestruale. Nel caso siano invece 28, le prime 24 o 26 pillole conteranno gli ormoni, mentre nelle rimanenti pillole “placebo” (rispettivamente 4 o 2) non sarà presente alcun principio attivo.

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Esiste infine anche la cosiddetta mini pillola, che contiene al suo interno unicamente progesterone. Ne esistono anche in questo caso diverse tipologie caratterizzate da un dosaggio più o meno elevato. La contraccezione con la pillola prevede di assumere un confetto al giorno, possibilmente sempre alla stessa ora. In caso di dimenticanza, la maggior parte delle pillole può essere assunta con un ritardo al massimo di 12 ore, entro le quali l’efficacia contraccettiva non viene ridotta e non è quindi necessario utilizzare un altro metodo anticoncezionale. Esistono però oggi contraccettivi orali di ultima generazione (in regime 24/4) che consentono di allungare la finestra di contraccezione in caso di dimenticanza da 12 a 24 ore.

Diversamente dalla pillola, anello e cerotto consentono agli ormoni di entrare direttamente in circolo senza passare dal tratto digerente. La loro efficacia non è, quindi, modificata da eventuali episodi di vomito o diarrea.

Entrambi contengono un’associazione di estrogeno e progestinico: l’anello può essere inserito in vagina dalla donna, dove deve essere lasciato per tre settimane, seguite da 7 giorni di intervallo prima dell’inserimento di un altro anello, durante i quali compare il flusso pseudomestruale. Il cerotto deve essere invece sostituito ogni sette giorni, per 3 settimane consecutive, seguite, anche in questo caso, da una di sospensione.

Tra i diversi contraccettivi, i metodi ormonali sono quelli a efficacia maggiore. Se assunti regolarmente consentono la massima protezione anticoncezionale, oltre ad assicurare alla donna anche una serie di benefici non contraccettivi, che vanno dall’attenuazione delle irregolarità del ciclo e dei sintomi tipici della sindrome premestruale, fino all’azione benefica su acne e seborrea. Da sfatare inoltre alcuni “falsi miti”, secondo i quali i contraccettivi ormonali ridurrebbero la fertilità una volta sospesa l’assunzione, favorirebbero la ritenzione idrica e la conseguente comparsa di cellulite e avrebbero un’influenza negativa sul desiderio sessuale.

Gli ormoni sono invece controindicati in presenza di elevato rischio cardiovascolare e nelle donne forti fumatrici. Inoltre, in caso di familiarità per il cancro al seno è bene valutarne attentamente l’eventuale assunzione con il proprio ginecologo.

Qualunque siano le condizioni di salute, l’età e la storia familiare della donna, è comunque sempre opportuno che i contraccettivi ormonali siano prescritti dal ginecologo, che può decidere di sottoporre la paziente, prima e/o durante l’assunzione del contraccettivo ormonale, ad alcuni esami per valutare la migliore scelta in termini di efficacia e tollerabilità.

Sistema intrauterino (IUS)

È un dispositivo a forma di T che contiene in un serbatoio l´ormone progestinico. Viene inserito all’interno dell’utero dal ginecologo, dove può rimanere per alcuni anni (in genere da 3 a 5).

Spirale al rame (IUD)

Ne esistono diversi modelli con caratteristiche, forma e dimensioni diverse, tra i quali scegliere con l’aiuto del ginecologo. A contraddistinguerlo è la presenza di un filo di rame avvolto intorno al dispositivo. Sono proprio gli ioni di rame rilasciati nella cavità uterina ad avere un’azione contraccettiva in quanto sono in grado di inibire la motilità degli spermatozoi e di alterarne la capacità di fecondare l’ovulo.

Contraccezione d’emergenza

È la cosiddetta pillola del giorno dopo. Un preparato a base di ormoni estrogeni e progestinici che impedisce l’attecchimento dell’embrione alle pareti dell’utero.

Va impiegata entro 72 ore dal rapporto non protetto.

Il suo uso deve essere limitato (come dice appunto il nome) a reali situazioni di emergenza e non essere invece utilizzata all’occorrenza.

Sterilizzazione

Può essere attuata sia nella donna sia nell’uomo e consiste in interventi chirurgici che rendono sterili in maniera irreversibile, annullando la possibilità di procreazione.

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Emilio Arisi
Ginecologo


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