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Pubblicato: 15 Novembre 2016 Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2020

Dermatite seborroica: cause, sintomi e rimedi

È caratterizzata da un aumento della secrezione di sebo, che causa la comparsa di chiazze arrossate ricoperte di squame giallastre.

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Che cos’è

Cause

Sintomi

Diagnosi

Trattamento



Che cos’è

La dermatite seborroica (detta anche eczema seborroico) è una malattia infiammatoria cronica recidivante della pelle strettamente dipendente da un’alterazione della produzione di sebo, che aumenta, facendo infiammare la cute e causando la comparsa di squame untuose giallastre sulla sua superficie (seborrea).

Di conseguenza, le manifestazioni del disturbo interessano principalmente le aree cutanee maggiormente ricche di ghiandole sebacee, come cuoio capelluto, fronte, naso, mento, orecchie, parte superiore del tronco (soprattutto negli uomini, meno nelle donne) e pieghe corporee.

Più precisamente, le zone colpite con maggiore o minore frequenza dalla dermatite seborroica sono:


Sedi più comuni
Sedi meno comuni

Cuoio capelluto

Sopracciglia

Zona centrale del viso (soprattutto in corrispondenza di fronte, lati del naso e mento)

Pieghe retrostanti i padiglioni auricolari e il condotto uditivo esterno

Torace (in particolare negli uomini)

Ascelle

Pieghe inguinali

Piega interglutea

Areole mammarie

Regione anogenitale

La dermatite seborroica è diffusa nella popolazione generale mondiale con una prevalenza del 3-5%, senza significative differenze tra le aree geografiche e le varie etnie. La forma classica della malattia interessa con frequenza decisamente più alta e con espressione clinica più accentuata adolescenti e giovani adulti di sesso maschile, con un picco d'esordio tipicamente tra i 20 e i 40 anni, quando le ghiandole sebacee raggiungono il livello massimo di attività.

Nelle persone più anziane, la malattia si manifesta più spesso in associazione a disturbi neurologici (in particolare, la malattia di Parkinson): in questi casi, così come nei pazienti affetti da HIV/AIDS, la dermatite seborroica tende a presentarsi anche in forma più severa.

Il disturbo non interessa quasi mai i bambini con meno di 10-12 anni, mentre può presentarsi nei neonati sotto forma di "crosta lattea": una dermatite seborroica infantile localizzata al cuoio capelluto, che colpisce un’alta percentuale di neonati nelle prime settimane di vita e regredisce spontaneamente entro il terzo mese.

La crosta lattea, in realtà, è una forma particolare di dermatite seborroica, considerata non completamente sovrapponibile dal punto di vista eziopatogenetico a quella degli adulti; spesso, costituisce la prima espressione di una condizione di atopia, indicativa di un maggior rischio di sviluppare dermatite atopica e allergie di vario tipo negli anni successivi.


Cause

Sebbene la malattia sia molto diffusa e nota da lungo tempo, tuttora non è chiaro quale sia la sua causa prima. L’insorgenza delle manifestazioni cutanee è sicuramente condizionata da numerosi fattori: anatomici, biochimici, immunologici, ormonali, infettivi, neuropsicologici, ambientali e climatici.

Tra le condizioni favorenti si annoverano: alterazioni delle caratteristiche chimico-fisiche del film idrolipidico cutaneo, compromissione delle difese immunitarie, squilibri ormonali, carenze nutrizionali, stress psicofisico (compreso quello legato a malattie acute o interventi chirurgici), esposizione all'inquinamento atmosferico, basse temperature e alti tassi di umidità ambientale.

Questi elementi e altri fattori scatenanti presumibilmente contribuiscono a indurre e mantenere l'aumentato stato infiammatorio cutaneo tipico della malattia, probabilmente anche sulla base di una predisposizione genetica non ancora precisamente determinata.

Il meccanismo che sottende il processo infiammatorio nelle aree cutanee interessate è un aumento della secrezione sebacea, talora accompagnato da un’alterazione delle caratteristiche del sebo stesso. Questo fenomeno, a sua volta, favorisce la proliferazione di uno dei principali microrganismi della flora microbica cutanea, il fungo Malassezia furfur (in precedenza denominato Pityrosporum ovale), coinvolto anche nello sviluppo della pitiriasi versicolor (micosi cutanea caratterizzata dalla comparsa di chiazze caffelatte sulla cute chiara o di aree chiare sulla pelle abbronzata).

L’iperattività delle ghiandole sebacee, unita all’abnorme crescita microbica, determinano un’accelerazione del naturale rinnovamento degli strati superficiali dell’epidermide (strato corneo), con conseguente desquamazione massiva delle cellule morte (corneocitici) e comparsa di squame giallastre e untuose sulle aree di pelle arrossata o di forfora sul cuoio capelluto con dermatite.

La dermatite seborroica non è, invece, indicativa di scarsa igiene: anzi, spesso, sono proprio i lavaggi troppo frequenti o con detergenti aggressivi a sensibilizzare la cute e a sollecitare in modo abonorme l'attività delle ghiandole sebacee, favorendo l'insorgenza del disturbo o peggiorandone le manifestazioni.

Sintomi

La dermatite seborroica dell’adulto è una forma eritemato-desquamativa. Nelle aree colpite si osserva arrossamento in chiazze, con limiti generalmente netti e ricoperte da squame. Le formazioni squamose, più o meno abbondanti, possono essere secche, di colore bianco o grigiastro, di piccole dimensioni e più o meno aderenti alla cute (come nel caso della forfora), oppure grasse, di colore giallastro, più grandi e sollevate rispetto alla superficie cutanea (come nel caso della crosta lattea).

Il principale, e pressoché unico, sintomo della dermatite seborroica è il prurito, di intensità variabile da lieve a difficilmente sopportabile, e può essere all’origine delle tipiche complicanze da grattamento, come aggravamento dell'infiammazione e dell'irritazione cutanea, sviluppo di lesioni e croste, insorgenza di infezioni batteriche o micotiche nelle zone colpite.

Nella localizzazione al torace, la malattia si può presentare con quadri clinici molto variabili, in cui componente eritematosa (infiammazione, irritazione e rossore) e desquamazione possono prevalere l’una sull’altra. Nella localizzazione al cuoio capelluto, per effetto dell’eccesso di sebo e dell’infiammazione dei follicoli piliferi, si può avere un'aumentata perdita di capelli, promossa anche da un'accentuata propensione allo sfregamento dovuta al prurito da desquamazione più o meno intenso.

La dermatite seborroica ha un’evoluzione cronico-recidivante, caratterizzata da fasi di remissione e fasi di riacutizzazione. Le esacerbazioni possono avere un andamento stagionale, con un netto peggioramento della sintomatologia nei mesi freddi e un tendenziale miglioramento nel periodo primaverile ed estivo. Anche i cambi di stagione possono costituire fattori scatenanti, in quando generalmente associati a variazioni dell'equilibrio ormonale.

Nella forma infantile, possibilmente sostenuta da meccanismi differenti, la classica “crosta lattea” del cuoio capelluto e del viso è caratterizzata da ampie chiazze più o meno arrossate coperte da desquamazione grassa, in assenza di prurito.

In alcuni casi, la dermatite seborroica può manifestarsi in associazione con altre patologie dermatologiche oppure in concomitanza con malattie sistemiche, disordini del sistema immunitario o assunzione di farmaci.

Diagnosi

Di solito, la dermatite seborroica viene diagnosticata sulla sola base dei segni e dei sintomi clinici, che sono abbastanza tipici, senza che sia necessario sottoporsi ad analisi di laboratorio o esami strumentali.

Tuttavia, poiché sia nella forma adulta sia in quella infantile, la malattia può assumere connotati simili a quelli di altre patologie dermatologiche, con le quali pertanto può essere confusa, prima di intraprendere qualsiasi trattamento è fondamentale rivolgersi al medico per una valutazione competente e la prescrizione dei farmaci più adatti al singolo caso.

Le principali malattie dermatologiche che possono sviare la diagnosi di dermatite seborroica nell'adulto sono:

  • la rosacea (soprattutto, quando le manifestazioni sono localizzate sul naso e sulla parte centrale delle guance)
  • la psoriasi (in particolare, per la dermatite seborroica con chiazze arrossate, secchezza cutanea e squame bianche-grigiastre)
  • la dermatite da contatto (per esempio, le forme allergiche o irritative che possono interessare il cuoio capelluto di chi usa tinture o prodotti decoloranti)
  • la dermatite atopica (specie nei bambini-adolescenti, che ne soffrono molto più spesso degli adulti)
  • le micosi cutanee (in particolare, quando le aree di pelle arrossata e desquamata compaiono nei solchi e nelle pieghe corporee, sedi tipiche della tinea cruris, oppure quando lesioni infiammate con squame giallastre compaiono sul cuoio capelluto, in analogia alla tinea capitis).

Quando anche il medico di famiglia si scontra con un dubbio diagnostico, è necessario sottoporsi a una visita dermatologica e agli esami specialistici del caso (ove previsti).

Trattamento

In considerazione dei meccanismi che sono alla base delle sue manifestazioni, il trattamento di elezione per la cura della dermatite seborroica è quello locale, finalizzato a quattro obiettivi principali:

  • la rimozione dell’eccesso di sebo a livello delle sedi colpite
  • la riduzione della colonizzazione da parte di Malassezia furfur
  • il controllo della reazione infiammatoria cutanea
  • l'attenuazione del fastidio, del bruciore, del dolore e del prurito a livello delle lesioni.

A tale scopo si utilizzano da tempo shampoo medicati, lozioni e formulazioni in crema, contenenti principi attivi ad azione antimicotica, cheratolitica, immunomodulatrice, antibatterica (zinco-piritione), antinfiammatoria (corticosteroidi ecc).

Di più recente introduzione è un preparato polifunzionale naturale, chiamato Alukina, costituito dall’associazione di allume di rocca (composto di natura minerale), acido glicirretico (principio attivo estratto della liquirizia) e retinil palmitato (un analogo della vitamina A). Questa formulazione combinata è disponibile sotto forma di crema, lozione e shampoo per potersi adattare al trattamento di tutte le aree del corpo potenzialmente interessate dalla dermatite seborroica.

Tra le sostanze naturali che possono coadiuvare il trattamento della dermatite seborroica si sono rivelati utili gli estratti di aloe vera, di Echinacea purpurea, di Hypericum perforatum. Prodotti da applicare localmente contenenti questi fitocomplessi possono offrire un certo sollievo nelle forme lievi, ma da soli non bastano a far regredire le fasi acute della malattia.

Le terapie sistemiche (basate, per esempio su antimicotici o cortisonici per bocca) non sono di norma impiegate, in quanto indicate esclusivamente nelle rare forme acute e gravi, nei casi con manifestazioni diffuse e nelle forme a tendenza cronica o che non traggono alcun beneficio dai trattamenti locali.

Qualunque sia l'approccio indicato dal medico, è importante ricordare che la cute e il cuoio capelluto con dermatite seborroica devono essere sottoposti anche a una regolare detersione, molto delicata, ma in grado di rimuovere l'eccesso di detriti (come squame cutanee e crosticine superficiali già in fase di distacco) e i residui dei preparati topici usati in precedenza, prima di ogni nuova applicazione. Per non rischiare di sensibilizzare la cute già fortemente destabilizzata e infiammata, è bene farsi consigliare dal dermatologo prodotti detergenti specifici, tenuto conto della zona del corpo interessata dalle lesioni.

Per la dermatite seborroica localizzata in aree cutanee senza o con modesta peluria, dopo ogni lavaggio e prima dell'applicazione dei farmaci topici specifici, può essere utile stendere una crema idratante di elevata qualità, formulata per la pelle sensibilizzata. Questo accorgimento è importante soprattutto in presenza di secchezza cutanea, perché aiuta a favorire l'assorbimento dei principi attivi applicati successivamente e a migliorare il ripristino della barriera cutanea fisiologica.

Durante il trattamento del cuoio capelluto con dermatite seborroica è importante sospendere l'uso di qualunque prodotto cosmetico non indispensabile (come tinture, lozioni decoloranti, gel, lacche, maschere per capelli ecc.) per non sollecitare ulteriormente il cuoio capelluto infiammato e per evitare interazioni sfavorevoli con i farmaci e relativi eventi avversi.


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