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Pubblicato: 14 Febbraio 2012 Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2020
Mal di testa influenza che relazione c'è

Mal di testa e influenza

La cefalea accompagna quasi sempre l'influenza, ma in alcuni casi vanno sospettate anche altre cause.

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Il mal di testa (cefalea) è presente in otto casi di influenza su dieci, ma può anche essere il segnale di un problema diverso.

Se il mal di testa dura più di cinque giorni, è forte oppure si accompagna a vomito o disturbi visivi, è bene contattare il medico.

Inoltre, se il mal di testa è l’unico sintomo, non è detto che sia dovuto a influenza o a un'infezione dei seni paranasali (sinusite). In questi casi le cause vanno indagate attentamente.

Tante possibili cause

In generale, le cefalee sono suddivise in primarie e secondarie. Tra le prime le più frequenti sono:

Le cefalee primarie rappresentano patologie a sé stanti, mentre le cefalee secondarie sono il sintomo di altri disturbi come, per esempio:

  • traumi al collo e alla testa
  • sforzi eccessivi
  • ipertensione
  • disturbi oculari o dentali
  • infezioni (come appunto l’influenza).

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Le cefalee primarie

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il mal di testa è il disturbo più diffuso a carico del sistema nervoso. In Italia, secondo le stime più recenti, ne soffrono circa 26 milioni di persone, soprattutto nella fascia d’età tra i 18 e i 65 anni.

Cefalea tensiva

La cefalea tensiva è la forma più diffusa di mal di testa: ne soffre circa il 75 per cento della popolazione, con preferenza per il sesso femminile. 

Le sue cause non sono state chiarite del tutto, ma sembra che sia legata a disturbi, quali ansia e stress, che inducono una contrazione continua dei muscoli del capo e del collo. Sarebbe proprio quest’ultima a causare il dolore alla testa. 

La cefalea di tipo tensivo può essere:

  • occasionale, quando si presenta meno di una volta al mese
  • frequente, quando si manifesta da uno a quindici episodi al mese
  • cronica, se si verifica più di 15 volte al mese. 

Il dolore è di tipo costrittivo, ovvero il classico cerchio alla testa, e può durare da mezz’ora ad alcune ore. Nelle forme più invalidanti e croniche, il mal di testa può comparire al risveglio e proseguire fino a sera, causando un notevole malessere. Il dolore non è in genere associato a nausea o vomito e non è aggravato dal movimento.

Emicrania

L'emicrania è un tipo di cefalea che colpisce solo un’area cerebrale, di solito il lobo frontale, orbitale o temporale, e si presenta con un dolore pulsante che aumenta se si fanno movimenti bruschi. Non sono ancora ben chiare le sue cause. Quello che però è ormai evidente è che si manifesta più di frequente nelle donne e che esiste una certa familiarità Gli attacchi di emicrania, oltre che dal dolore pulsante intenso, spesso solo a un lato della testa, sono caratterizzati anche da sintomi di natura gastro-intestinale, in particolare nausea e vomito, nonché da una maggiore sensibilità alla luce (fotofobia), a rumori, odori e movimento (con possibili vertigini).

Talvolta questi disturbi possono essere preceduti da sintomi premonitori, come cambiamenti dell’umore (depressione, tensione, irritabilità ecc.) o aumento dell’appetito. Durante un attacco emicranico, può diventare difficile svolgere le attività quotidiane e in particolare l’attività fisica. Si tratta quindi di una patologia molto invalidante, a maggior ragione se al mal di testa si associano le cosiddette auree (ovvero tipici disturbi visivi, come visione di macchie nel campo visivo), l’addormentamento o il formicolio di un braccio e/o di metà del viso e talvolta difficoltà nel parlare (incapacità a trovare i vocaboli per esprimersi) che durano in media 20-30 minuti e precedono il mal di testa (che in rari casi può anche non comparire). Da qui la distinzione tra emicrania senz’aura e con aura, per fortuna meno comune. In entrambi i casi, le crisi di emicrania sono in genere favorite da alcuni fattori scatenanti di diversa natura e variabili da individuo a individuo tra cui:

  • lo stress
  • il consumo di alcuni alimenti o di alcolici
  • il fumo di sigaretta
  • variazioni ormonali (come può accadere in gravidanza, durante la menopausa o il ciclo mestruale)
  • fattori ambientali (variazioni climatiche, eccessiva esposizione solare ecc.)
  • rumori e odori.

Per quanto riguarda il legame con i cibi, il mal di testa può insorgere perché, per esempio, la digestione è resa faticosa e lenta da cibi fritti o grassi, oppure perché in alcuni soggetti il consumo di cibi ricchi di tiramina (es. i formaggi stagionati), un particolare aminoacido, scatena il dolore. 

Cefalea a grappolo

Quello causato dalla cefalea a grappolo è uno dei dolori peggiori che si possano sperimentare. Per fortuna questa forma di cefalea è abbastanza rara: si stima interessi da 50 a 300 persone ogni 100.000.

Le cause non sono ben note, ma è evidente un coinvolgimento di un’area del cervello detta ipotalamo, che regola il ritmo sonno-veglia. Il dolore è lancinante, insorge all’improvviso e raggiunge in pochi minuiti la sua massima intensità. Interessa un solo lato della testa, sempre lo stesso, ed è localizzato intorno e dietro l'occhio, ma si può irradiare a fronte, tempia e mascella. Durante gli attacchi, la persona soffre così tanto da non riuscire a stare ferma. Al caratteristico dolore, si possono poi associare altri sintomi tipici, solo dal lato interessato. I più comuni sono lacrimazione, naso che cola, contrazione della pupilla, arrossamento oculare, sudorazione sulla fronte, gonfiore o cedimento (ptosi) della palpebra.


Le cefalee secondarie

Le cefalee secondarie rappresentano circa il 20 per cento di tutte le forme di mal di testa. Sono appunto secondarie ad altre condizioni, talvolta molto gravi, per esempio un trauma cranico o la rottura di un aneurisma intracranico: per questo motivo non devono essere trascurate, soprattutto se si associano ad altri sintomi. Fare una diagnosi corretta è il primo passo per impostare la terapia più appropriata. 

Tra le cefalee secondarie rientrano i mal di testa legati a infezioni, come la sinusite o l’influenza. Nel primo caso, il mal di testa si presenta in associazione a naso chiuso, scarico di catarro dal naso e, a seconda del seno paranasale infiammato, senso di pressione al volto quando ci si china, male alla fronte, in particolare nella zona degli zigomi e/o dell’arcata dentale superiore.  

Nel caso dell’influenza, il tipico mal di testa che molti avvertono è da correlare alla febbre, che provoca una dilatazione dei vasi sanguigni e un aumento della pressione craniale.

Le cefalee secondarie sono inoltre spesso legate a una contrattura della muscolatura cervicale (solo talvolta a ernie cervicali) che causa un dolore localizzato in questa zona e mal di testa.


Sintomi differenti, a seconda della causa

Vediamo insieme come cambiano i sintomi a seconda della causa del mal di testa.

Causa
Sintomi
Cefalea tensivaLe persone che ne soffrono possono avere attacchi frequenti, anche giornalieri; il dolore è in genere moderato, localizzato solitamente a entrambi i lati della testa, nella zona frontale o a livello della nuca. II dolore è spesso descritto dai pazienti come un peso o un cerchio alla testa.
EmicraniaIl dolore è pulsante e spesso su un solo lato della testa. Le emicranie compaiono solitamente in modo graduale, raggiungono un picco e poi, lentamente, diminuiscono. Il dolore può essere più forte di quello della cefalea tensiva e può essere accompagnato, all'inizio, da disturbi visivi e nausea. Le emicranie possono durare da 4 a 72 ore e spesso peggiorano con la luce e il movimento.
Cefalea a grappoloIl dolore è pulsante e spesso su un solo lato della testa. Gli episodi compaiono solitamente in modo graduale, raggiungono un picco (grappolo) e poi, lentamente, diminuiscono.
Mal di testa da influenzaA differenza delle cefalee primarie, un mal di testa dovuto a influenza interessa l'intera testa. Inoltre, il dolore al capo è associato ad altri sintomi influenzali, come febbre, tosse, mal di gola e scolo nasale, dolori muscolari, affaticamento e spossatezza.
SinusiteL'infezione dei seni paranasali solitamente induce un dolore localizzato a una o entrambe le zone dei seni: nella fronte, intorno agli occhi e al di sopra dell’arcata dentale superiore. Il dolore può peggiorare con il movimento. Un segno caratteristico della sinusite è la presenza di secrezioni mucose gialle o verdastre

Terapie

Per le cefalee primarie le strategie terapeutiche sono generalmente due:

  • contrastare il dolore con gli analgesici
  • prevenire gli attacchi.

Nella maggior parte dei casi per contrastare il dolore si utilizzano il paracetamolo e i Fans come l’acido acetilsalicilico, il naprossene e l'ibuprofene. Si può poi ricorrere ad altri farmaci specifici (detti triptani) nel caso di emicrania o cefalea a grappolo, oppure a misure non farmacologiche (ginnastica antalgica, tecniche di rilassamento ecc) nel caso della cefalea tensiva.

La terapia dell’attacco di emicrania, in particolare, si basa sul ricorso ad analgesici, antinfiammatori, ergotaminici e triptani. Nei casi in cui l’emicrania è tale da compromettere in modo rilevante la qualità di vita si può considerare il ricorso alla terapia preventiva: esistono vari farmaci che possono essere usati a questo scopo e il medico potrà individuare il più adatto al singolo caso. Inoltre, per prevenire le crisi può essere utile rivedere le proprie abitudini alimentari, evitando quei cibi che possono agire da fattori scatenanti (a riguardo non esiste una soluzione che vada bene per tutti, ma ognuno dovrà individuare gli alimenti che, evitati, riducono la frequenza della cefalea). Anche migliorare la qualità del sonno può aiutare a combattere alcune forme di cefalea ed emicrania.

Quando il mal di testa è frequente (più di una volta la settimana), accanto alla terapia della fase acuta, è importante impostare, il prima possibile sotto la guida di un medico, un trattamento preventivo, soprattutto nei casi più gravi e invalidanti. 

Nel caso di influenza i farmaci sintomatici, come analgesici e antinfiammatori non steroidei alleviano il mal di testa, anche attraverso la riduzione della febbre. Sempre utile il riposo e bere molto per evitare la disidratazione, mentre non occorre stare a digiuno, che di per sé è un fattore scatenante il mal di testa.

In caso di sinusite, se l’infezione è batterica si utilizzano gli antibiotici che, risolvendo la causa, eliminano anche la sintomatologia.


Leggi il dossier MAL DI TESTA



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Intervista a Corrado Giuia, farmacologo e docente all’Università di Trieste, coordinatore del Master in farmacia clinica negli atenei di Milano e Cagliari.

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