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Emicrania: si cura così

Non è un semplice mal di testa, ma una vera e propria patologia. È molto frequente e spesso invalidante. Ecco tutti i trattamenti disponibili.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 8 minuti
Emicrania terapie

Può essere un vero e proprio tormento. Colpisce oltre sei milioni di italiani e compare soprattutto tra i 15 e i 55 anni, manifestandosi non con episodi isolati, ma con continui attacchi che periodicamente colpiscono le persone predisposte.

Perché è un tormento? Perché la frequenza e l’intensità degli attacchi possono essere così elevate da condizionare lo svolgimento delle attività quotidiane e diventare invalidanti. Per fortuna esistono alcune strategie comportamentali e terapeutiche che rendono meno difficile la vita di chi soffre di questa patologia.

Riconoscere i segnali d’allarme

Ridurre il rischio di un attacco è l’obiettivo dell’approccio comportamentale. Molti fattori possono indurre una crisi emicranica e ogni persona che va soggetta a questo tipo di cefalea dovrebbe imparare a riconoscerli, perché non sono uguali per tutti.

Questi fattori scatenanti sono chiamati trigger. Agiscono come inneschi per quella che viene considerata una vera e propria bomba per il cervello. Non per niente si dice “ho la testa che mi scoppia”, quando il mal di testa è insopportabile e questo, quasi sempre, è il caso dell’emicrania.

I trigger della malattia sono vari, e comprendono alcune modifiche nelle abitudini quotidiane: dormire troppo poco o andare a letto a ore insolite, saltare i pasti oppure mangiare in orari irregolari.

Anche alcuni tipi di alimenti, l’esposizione al sole, le luci molto intense o i rumori molto forti sono cause di emicrania e, non da ultimo, un importante fattore scatenante può essere lo stress e i ritmi frenetici a cui spesso ci sottoponiamo nella vita di tutti i giorni.

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Neurologo

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Fondamentale tenere un diario

Come si possono riconoscere i propri fattori trigger? Una buona soluzione può essere compilare un diario in cui si annotano tutti gli episodi di emicrania che si presentano e i le condizioni alle quali si manifestano, così da poter valutare sia la frequenza che l’intensità della patologia, sia i principali fattori scatenanti.

Il diario è la prima cosa da fare per un aiuto fai da te: conoscere le situazioni a rischio consente di evitarle, riducendo quindi la possibilità di andare incontro a un nuovo attacco. Per esempio, è fondamentale annotare ciò che si mangia, tanti sono gli alimenti che si correlano al mal di testa. L’elenco dei cibi “incriminati” è lungo e controverso per questo ognuno deve annotare i cibi per i quali presenta una sensibilizzazione, in modo da poterli riconoscere ed evitare.

Se nel nostro diario un certo alimento ricorre è probabile che sia uno dei trigger e, quindi, va eliminato dalla dieta. Lo stesso si deve fare con tutti gli altri fattori che ricorrono prima delle crisi di emicrania.

Quando l’attacco è alle porte

Quando nonostante tutto si presenta un attacco, e chi soffre di emicrania sa di solito riconoscerne i segni premonitori, non bisogna perdere tempo.

Il mal di testa è caratterizzato da una reazione a catena, per questo una volta innescata difficilmente può essere fatta regredire. Quindi è bene non aspettare che passi da solo, ma prendere il farmaco subito ai primi sintomi altrimenti si rischia che il farmaco non faccia più effetto.

Già, ma quali sono i farmaci indicati per l’emicrania? E come sceglierli? Analgesici, triptani, ergotaminici, antiemetici sono tutti medicinali che possono essere utilizzati.

Sono farmaci cosiddetti sintomatici, che agiscono alleviando il dolore e gli altri sintomi legati a questo tipo di patologia e che vanno assunti in base alla gravità dei sintomi e alla durata

Se l’emicrania è di intensità lieve e si presenta con una bassa frequenza, 1-2 volte al mese, si può provare a tenerla a bada con i FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei (come acido acetilsalicilico, ibuprofene, ketoprofene, diclofenac), questi sono dei buoni analgesici e vengono venduti in farmacia senza obbligo di ricetta medica Tuttavia, è sempre bene quanto meno parlarne con il proprio farmacista di fiducia.

Se però la frequenza con cui capitano gli episodi diventa maggiore e supera le 3 o 4 volte al mese, e soprattutto gli episodi emicranici hanno una durata più lunga che va dalle ore fino ai giorni diventa opportuno consultare il medico per fare una diagnosi più precisa e scegliere la giusta terapia.

Tra i farmaci per l’emicrania un ruolo di primo piano spetta ai triptani. Sono farmaci specifici che agiscono inducendo il restringimento delle pareti dei vasi cerebrali.

I derivati dell’ergot (ergotaminici), invece, agiscono con un meccanismo diverso e vengono impiegati nelle crisi di intensità moderata o elevata che si presentano con una bassa frequenza.

Queste due categorie di medicinali, per essere acquistati, necessitano della ricetta medica.

Spesso vengono prescritti anche degli antiemetici, sia da soli che in associazione con i FANS, questo perché non è insolito che l’episodio di mal di testa sia accompagnato da nausea, vomito e svenimenti.

E se diventa cronica?

Quando l’emicrania si manifesta molto spesso e perdura anche giorni è definita cronica, è tra le forme più importanti e può seriamente compromettere la qualità della vita di chi ne è affetto perché convivere con il dolore per giornate intere è veramente difficile.

In questi casi oltre ai farmaci di cui abbiamo già parlato, si mettono in atto anche terapie preventive. Il trattamento farmacologico di prevenzione è finalizzato a ridurre il numero degli attacchi, loro intensità e a ripristinare la risposta agli analgesici che potrebbero nel frattempo aver perso di efficacia.

In questo caso potranno essere prescritti beta-bloccanti oppure calcio-antagonisti o ergotaminici, sostanze da impiegare inizialmente a bassi dosaggi che vengono gradualmente aumentati fino a raggiungere l’efficacia terapeutica.

La durata del trattamento profilattico è variabile, dipende dai risultati conseguiti e può durare mesi, o superare l’anno. La sospensione può avvenire quando le crisi sono scomparse o ridotte a 1-2 al mese da almeno due mesi.

Non soltanto farmaci

Oltre all’approccio farmacologico sono disponibili altre possibilità di intervento che in alcuni casi possono alleviare i sintomi dell’emicrania.

Su questo argomento la comunità scientifica è un po’ combattuta, ma gli ultimi studi dimostrano che l’agopuntura, antica disciplina orientale, può essere efficace nel trattamento del dolore, e quindi nell’emicrania.

L’agopuntura praticata da medici abilitati in centri specialistici è entrata a far parte anche delle linee guida nel trattamento dell’emicrania e della lombalgia, ma parliamo sempre di trattamenti eseguiti da medici con tecniche e procedure validate dalla comunità scientifica.

Un’altra alternativa può essere il biofeedback, una metodica che combina tecnologia, pratiche orientali e psicologia. L’obiettivo è insegnare alla persona a controllare, mediante tecniche di rilassamento, frequenza cardiaca, pressione arteriosa e tensione muscolare in modo da ripristinare l’equilibrio e ridurre la frequenza e l’intensità della cefalea.

Ci sono anche metodi coadiuvanti come per esempio la Tens, o stimolazione elettrica transcutanea, che in alcuni casi potrebbe risultare utile per ridurre i frequenti casi di dolore cervicale associati all’emicrania. Anche in questo caso i dati scientifici non sono chiari.

Una cosa è sempre certa, a meno che non si tratti di un mal di testa sporadico o occasionale, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico o a uno specialista per trovare la soluzione più efficace al problema.

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Chiara Fornasiero

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Emicrania, ecco le strategie di prevenzione

Emicrania strategie prevenzione

Mal di testa: impariamo a riconoscere l'emicrania con Angelo Zilioli, neurologo di Lodi.

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Mal di testa: le cause che non ti aspetti

  • Fotolia 55819234 s

    Dopo uno sforzo fisico eccessivo

    Si chiamano anche cefalee da sforzo e colpiscono soltanto le persone predisposte. In alcuni casi è sufficiente una corsetta al parco per scatenare il dolore. Altre volte insorge quando ci si sottopone a una fatica a cui non si è abituati. È tipico il caso di chi fa una vita sedentaria e deve fare uno sforzo inusuale, come per esempio un trasloco: sollevare scatoloni, portarli su e giù dalle scale può innescare questo tipo di cefalea. Meglio non sottovalutarlo e chiedere il parere del proprio medico di fiducia.

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    Russamento, digrignamento e apnee notturne

    Se il mal di testa arriva al mattino è molto probabile che la causa sia da cercare nel nostro comportamento notturno. I problemi più comunemente associati a questo tipo di cefalea sono l’abitudine a russare, le apnee notturne, cioè l’assenza temporanea di respiro durante il sonno, e il digrignamento dei denti. In tutti questi casi è preferibile consultare un medico.

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    Se l’amore fa male alla testa

    È sicuramente tra le cause più piacevoli del mal di testa. Può colpire sia gli uomini sia le donne e il dolore, in entrambi i casi, è proporzionale al piacere provato. Insorge nel bel mezzo dell’attività sessuale e culmina con l’orgasmo, per poi sparire subito dopo. È probabile che questo tipo di cefalea sia legata all’aumento della pressione arteriosa che inevitabilmente insorge quando si fa l’amore. In ogni caso è opportuno approfondire il problema con il medico di fiducia.

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    Quando l’acqua va in riserva

    Anche la disidratazione, fenomeno che in genere succede in estate, può causare un attacco di mal di testa. In alcune persone basta una perdita di liquidi pari all’1 per cento del peso corporeo per scatenare la cefalea. Un buon motivo per bere tanta acqua ogni giorno.

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    Influenza e febbre

    Un episodio di influenza porta sempre con se un rialzo febbrile, a volte lieve, altre volte più importante. Il mal di testa insorge, sembra, proprio a causa dell’aumento della temperatura corporea. Alcune persone ne soffrono di più, altre di meno. In ogni caso, i farmaci antinfiammatori non steroidei, come per esempio l’acido acetilsalicilico, usati comunemente per curare l’influenza, hanno anche un effetto antidolorifico, quindi spengono il dolore.

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    Poco sonno, troppo sonno

    Il rapporto tra il sonno e il mal di testa è ambivalente: da un lato chi non dorme molte ore rischia di trovarsi, il giorno dopo, un bel cerchio alla testa. Ma lo stesso dolore può insorgere se, al contrario, si va a letto alle nove e ci si alza a mezzogiorno. Dormire troppo o troppo poco hanno un effetto nefasto sulla nostra testa. Meglio tenerlo sempre presente.

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    Raffreddore e sinusite

    Il naso chiuso, per un raffreddore o un allergia, può dare mal di testa. Ma è soprattutto la sinusite, quando cioè si infiammano i seni paranasali che abbiamo negli zigomi e sulla fronte, la causa più comune di cefalea. Se per curare il comune raffreddore virale basta andare in farmacia, per la sinusite e un’allergia è preferibile rivolgersi al proprio medico.

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    Se alzi troppo il gomito

    Dopo una forte bevuta non è raro soffrire di mal di testa. Il principale responsabile è l’etanolo: viene smaltito nel fegato, ma se la quantità introdotta è superiore a quella che il metabolismo epatico riesce a eliminare, può insorgere nausea e mal di testa. Oltre a un antidolorifico, è opportuno bere molta acqua per aiutare l’organismo a liberarsi dell’etanolo.

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    Difetti della vista che danno alla testa

    Non vederci bene, da vicino o da lontano, può comportare fastidiosi mal di testa. È soprattutto alla sera, dopo una giornata passata a studiare o lavorare, che insorge di solito questo tipo di cefalea. Per questo è utile, quando si ha il sospetto di un difetto visivo, farsi visitare da un oculista.

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    Quando cala lo stress

    Chiamato anche mal di testa da weekend, è tipico di chi lavora moltissimo da lunedì a venerdì e al sabato mattina, non appena la tensione cala, si deve arrendere alla cefalea. Non esiste ancora una spiegazione esauriente di questo fenomeno, sembra però che la colpa sia del calo improvviso dello stress, che non permette all’organismo di adattarsi alle nuove, e in teoria più piacevoli, condizioni. In questi casi, oltre a rivolgersi al proprio medico, potrebbe essere utile evitare di sobbarcarsi di lavoro il venerdì, così da cominciare ad allentare le tensioni in vista del weekend.

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    Troppo tempo davanti al computer

    Anche la normativa italiana sulla sicurezza sul posto di lavoro dice che ogni due davanti a uno schermo bisogna fare una pausa di 15 minuti. Tra i vari problemi a cui si può andare incontro se si sta troppo davanti al pc c’è anche il mal di testa. Quando ci si accorge del problema occorre rivedere alcune cose, come per esempio l’altezza dello schermo, della sedia e della scrivania, la posizione di mouse e tastiera.


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