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Mal di testa al volante

Già è fastidioso di per sé. Quando poi il dolore insorge mentre si sta guidando, la faccenda diventa ancora più seccante. Per fortuna è possibile eliminarlo.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 3 minuti

Già è fastidioso di per sé. Quando poi il dolore insorge mentre si sta guidando, la faccenda diventa ancora più seccante. Per fortuna è possibile eliminarlo.

Lo sa bene chi per lavoro deve macinare ogni giorno chilometri e chilometri di autostrada. Lo stress, il traffico, la voglia di tornare a casa sono un cocktail micidiale: le tensioni nervose ci mettono poco a saltare in testa.

Ed ecco spuntare la cefalea. Soprattutto quella forma che i medici chiamano muscolo tensiva. È il mal di testa più diffuso in assoluto: si stima che rappresenti circa il 90 per cento della totalità.

Si presenta come una contrazione localizzata dei muscoli del collo accompagnata da un dolore costante e non pulsante in tutta la testa, che diventa più forte se si fa pressione sui muscoli tesi.

È tipica di chi fa una vita sedentaria. Al punto che spesso basta praticare un po’ di attività fisica regolare, almeno tre volte alla settimana, per ridurre notevolmente la sua comparsa.

Una sosta ogni due ore

La voglia di arrivare è tanta e soltanto all’idea di fermarsi a un autogrill la maggior parte di noi alza le spalle e tira dritto. Nei viaggi brevi può anche funzionare, ma su quelli lunghi è sbagliatissimo.

Fermarsi almeno ogni due ore di guida, scendere dall’auto, sgranchire le gambe e rilassare i muscoli delle spalle e del collo è il modo migliore non soltanto per evitare i micidiali colpi di sonno, ma anche per prevenire il mal di testa.

Secondo gli esperti infatti una delle possibili cause della cefalea muscolo tensiva è proprio lo stare per lungo tempo in una postura scomoda, che obbliga i muscoli di collo, spalle e braccia a restare contratti in modo innaturale.

Fermare il dolore senz’acqua

Detto ciò, tuttavia, ci sono situazioni in cui fermarsi è impossibile. Vuoi perché si deve andare a un appuntamento di lavoro e c’è un traffico terribile. Vuoi perché non ci sono autogrill per almeno altri 50 chilometri.

Prendere un antinfiammatorio non steroideo (Fans) quando il mal di testa comincia a farsi sentire è molto meglio che aspettare. E questo lo sa bene chi ne soffre di frequente. Ma in certe situazione è difficile avere un bicchiere d’acqua a portata di mano.

Per fortuna oggi esistono Fans formulati in modo che si possano assumere senz’acqua. Sono quelli sotto forma di granuli, da sciogliere sotto la lingua.

Fanno effetto rapidamente e consentono di stroncare sul nascere il mal di testa in tutte quelle situazioni, come la guida, in cui non è possibile reperire l’acqua per mandare giù la compressa.

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Martina Locatelli

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Mal di testa: le mosse giuste per mandarlo via

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Consigli utili sull'uso dei farmaci analgesici. Intervista al farmacologo Corrado Giua.

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Mal di testa: le cause che non ti aspetti

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    Dopo uno sforzo fisico eccessivo

    Si chiamano anche cefalee da sforzo e colpiscono soltanto le persone predisposte. In alcuni casi è sufficiente una corsetta al parco per scatenare il dolore. Altre volte insorge quando ci si sottopone a una fatica a cui non si è abituati. È tipico il caso di chi fa una vita sedentaria e deve fare uno sforzo inusuale, come per esempio un trasloco: sollevare scatoloni, portarli su e giù dalle scale può innescare questo tipo di cefalea. Meglio non sottovalutarlo e chiedere il parere del proprio medico di fiducia.

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    Russamento, digrignamento e apnee notturne

    Se il mal di testa arriva al mattino è molto probabile che la causa sia da cercare nel nostro comportamento notturno. I problemi più comunemente associati a questo tipo di cefalea sono l’abitudine a russare, le apnee notturne, cioè l’assenza temporanea di respiro durante il sonno, e il digrignamento dei denti. In tutti questi casi è preferibile consultare un medico.

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    Se l’amore fa male alla testa

    È sicuramente tra le cause più piacevoli del mal di testa. Può colpire sia gli uomini sia le donne e il dolore, in entrambi i casi, è proporzionale al piacere provato. Insorge nel bel mezzo dell’attività sessuale e culmina con l’orgasmo, per poi sparire subito dopo. È probabile che questo tipo di cefalea sia legata all’aumento della pressione arteriosa che inevitabilmente insorge quando si fa l’amore. In ogni caso è opportuno approfondire il problema con il medico di fiducia.

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    Quando l’acqua va in riserva

    Anche la disidratazione, fenomeno che in genere succede in estate, può causare un attacco di mal di testa. In alcune persone basta una perdita di liquidi pari all’1 per cento del peso corporeo per scatenare la cefalea. Un buon motivo per bere tanta acqua ogni giorno.

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    Influenza e febbre

    Un episodio di influenza porta sempre con se un rialzo febbrile, a volte lieve, altre volte più importante. Il mal di testa insorge, sembra, proprio a causa dell’aumento della temperatura corporea. Alcune persone ne soffrono di più, altre di meno. In ogni caso, i farmaci antinfiammatori non steroidei, come per esempio l’acido acetilsalicilico, usati comunemente per curare l’influenza, hanno anche un effetto antidolorifico, quindi spengono il dolore.

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    Poco sonno, troppo sonno

    Il rapporto tra il sonno e il mal di testa è ambivalente: da un lato chi non dorme molte ore rischia di trovarsi, il giorno dopo, un bel cerchio alla testa. Ma lo stesso dolore può insorgere se, al contrario, si va a letto alle nove e ci si alza a mezzogiorno. Dormire troppo o troppo poco hanno un effetto nefasto sulla nostra testa. Meglio tenerlo sempre presente.

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    Raffreddore e sinusite

    Il naso chiuso, per un raffreddore o un allergia, può dare mal di testa. Ma è soprattutto la sinusite, quando cioè si infiammano i seni paranasali che abbiamo negli zigomi e sulla fronte, la causa più comune di cefalea. Se per curare il comune raffreddore virale basta andare in farmacia, per la sinusite e un’allergia è preferibile rivolgersi al proprio medico.

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    Se alzi troppo il gomito

    Dopo una forte bevuta non è raro soffrire di mal di testa. Il principale responsabile è l’etanolo: viene smaltito nel fegato, ma se la quantità introdotta è superiore a quella che il metabolismo epatico riesce a eliminare, può insorgere nausea e mal di testa. Oltre a un antidolorifico, è opportuno bere molta acqua per aiutare l’organismo a liberarsi dell’etanolo.

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    Difetti della vista che danno alla testa

    Non vederci bene, da vicino o da lontano, può comportare fastidiosi mal di testa. È soprattutto alla sera, dopo una giornata passata a studiare o lavorare, che insorge di solito questo tipo di cefalea. Per questo è utile, quando si ha il sospetto di un difetto visivo, farsi visitare da un oculista.

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    Quando cala lo stress

    Chiamato anche mal di testa da weekend, è tipico di chi lavora moltissimo da lunedì a venerdì e al sabato mattina, non appena la tensione cala, si deve arrendere alla cefalea. Non esiste ancora una spiegazione esauriente di questo fenomeno, sembra però che la colpa sia del calo improvviso dello stress, che non permette all’organismo di adattarsi alle nuove, e in teoria più piacevoli, condizioni. In questi casi, oltre a rivolgersi al proprio medico, potrebbe essere utile evitare di sobbarcarsi di lavoro il venerdì, così da cominciare ad allentare le tensioni in vista del weekend.

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    Troppo tempo davanti al computer

    Anche la normativa italiana sulla sicurezza sul posto di lavoro dice che ogni due davanti a uno schermo bisogna fare una pausa di 15 minuti. Tra i vari problemi a cui si può andare incontro se si sta troppo davanti al pc c’è anche il mal di testa. Quando ci si accorge del problema occorre rivedere alcune cose, come per esempio l’altezza dello schermo, della sedia e della scrivania, la posizione di mouse e tastiera.


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