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Pubblicato: 30 Giugno 2010 Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2020
Diarrea intestino rimedi

Diarrea: cos'è, cause e cure

Scariche frequenti di feci liquide o semiliquide. Ecco come affrontare il disturbo quando si presenta.

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Che cos’è

La diarrea, o dissenteria, è un disturbo dell’intestino che si manifesta con scariche frequenti di feci liquide o semiliquide. Va considerato un sintomo e non una malattia.

In base alla sua durata, si può distinguere tra:

  • diarrea acuta, se dura meno di 2 settimane
  • diarrea cronica, se è presente per più di 3-4 settimane. 

Per parlare di vera e propria diarrea, le scariche devono essere superiori o uguali a tre al giorno e la normale consistenza delle feci dev'essere alterata. In generale, si può affermare che la diarrea diventa cronica quando persiste tutti i giorni per oltre 3-4 settimane.


Cause

La comparsa di diarrea può dipendere dall’ingestione di acqua e cibi contaminati da virus, batteri o parassiti. Tra i virus più spesso chiamati in causa in questo tipo di infezione gastrointestinale ci sono il norovirus e il rotavirus, mentre le forme batteriche sono spesso attribuibili a Campylobacter, Escherichia coli, Salmonella e Shigella. La Giardia, un microrganismo che vive nell’acqua, è il principale responsabile delle forme parassitarie.

Tra le gastroenteriti acute rientra anche la diarrea del viaggiatore che colpisce chi soggiorna in Paesi dal clima caldo-umido e con carenti condizioni igienico-sanitarie.

I principali alimenti a rischio per questo tipo di diarrea sono: molluschi, uova, carne cruda o poco cotta, verdura e frutta lavate con acqua contaminata, latticini non pastorizzati, bibite con ghiaccio.

La diarrea può anche avere origine da un'intolleranza alimentare (al lattosio, al glutine), da un consumo eccessivo di dolcificanti o dall’impiego di antibiotici che danneggiano la flora batterica intestinale.

L’intolleranza al lattosio, nello specifico, è dovuta alla mancata o ridotta produzione di lattasi, l’enzima deputato alla digestione del lattosio. In chi è intollerante, il consumo di latte e derivati contenenti questo zucchero provoca una reazione che si manifesta con disturbi gastrointestinali più o meno intensi. Il lattosio non digerito si accumula, infatti, nell’intestino dove richiama acqua e viene fermentato da parte dei microrganismi della flora batterica intestinale, provocando diarrea, flatulenza, gonfiore e dolore addominale.

Nel caso della celiachia, causata da un’intolleranza permanente al glutine, il consumo di alimenti contenenti questo complesso proteico (tra cui frumento, farro, kamut, orzo e segale) provoca una reazione avversa del sistema immunitario a livello dell’intestino tenue, che viene così danneggiato, rendendo più difficile l’assorbimento dei diversi nutrienti. In circa il 25-30 per cento dei casi, la celiachia si presenta con sintomi caratteristici quali diarrea, dimagrimento e dolori addominali.

Per quanto riguarda i dolcificanti, tra quelli che, se usati in dosi eccessive, possono causare diarrea e gonfiore addominale, ricordiamo per esempio il sorbitolo, il mannitolo e lo xilitolo. Questi zuccheri, una volta raggiunta l’ultima porzione dell’intestino, generano gas perché subiscono processi di fermentazione da parte dei microrganismi della flora intestinale.

La diarrea può essere causata anche da un'alterata motilità intestinale tipica del colon irritabile e di altre malattie croniche infiammatorie dell’intestino (Morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa) o comparire a seguito di eventi emotivamente stressanti.

Chi soffre della sindrome del colon irritabile presenta, in particolare, un’alterazione della motilità dell’intestino e della sensibilità dei visceri. I sintomi tipici sono crampi addominali e alterazioni della regolarità intestinale, con fasi di diarrea o al contrario di stitichezza

La malattia di Crohn e la colite ulcerosa sono invece due malattie infiammatorie intestinali caratterizzate da un processo infiammatorio cronico di tratti dell’intestino. La malattia di Crohn può interessare tutto l’apparato digerente, dalla bocca all’ano, ma la forma più comune, che riguarda circa i due terzi dei malati, è quella che colpisce l’ultimo tratto dell’intestino tenue (l’ileo terminale) e in genere si manifesta con tre sintomi non sempre presenti contemporaneamente: diarrea cronica, calo di peso e mal di pancia ricorrente. La rettocolite ulcerosa, invece, interessa solo il retto e/o il colon con un’infiammazione continua che riguarda gli strati più superficiali della mucosa intestinale. I sintomi tipici, che si presentano sin dall’esordio della malattia, sono il dolore addominale e la diarrea frammista a sangue.

Talvolta la diarrea è anche uno dei sintomi della diverticolite, ovvero l’infiammazione dei diverticoli intestinali, piccole estroflessioni che si formano nella parete dell’apparato digerente, quasi sempre a livello dell'ultima porzione dell'intestino. 

Infine, episodi di diarrea sono abbastanza comuni anche durante la gravidanza.

Se vuoi sapere che cosa mangiare e cosa evitare in caso di diarrea leggi anche questo articolo.

Sintomi associati comuni

Le scariche di diarrea si associano spesso a dolore addominale, nausea, vomito, debolezza, stanchezza e disidratazione. A volte può comparire febbre. Altri sintomi talvolta associati alla diarrea sono il mal di testa e la perdita di appetito.

Le forme acute sono caratterizzate da numerosi attacchi concentrati in pochi giorni; nelle forme croniche, invece, la diarrea persiste anche per mesi con conseguente malassorbimento degli alimenti. 

Complicazioni

Soprattutto nei bambini piccoli e negli anziani, la principale complicazione della diarrea è l’eccessiva perdita di liquidi e sali minerali con le feci.

I sintomi della disidratazione che ne consegue sono bocca asciutta, vertigini, urine scure e aumento della frequenza cardiaca. Altri segni di disidratazione sono inoltre pelle secca, pallore cutaneo e occhi infossati.


Diagnosi

Può capitare a chiunque di soffrire di episodi di diarrea. Nella maggior parte dei casi il sintomo si risolve in pochi giorni, ma se ciò non accade bisogna rivolgersi al medico di famiglia che, per identificarne le cause, potrebbe prescrivere alcuni esami del sangue e strumentali. Se si sospetta una gastroenterite in genere non servono esami per confermare la diagnosi, fatto salvo alcune situazioni più delicate, per esempio qualora si abbia a che fare con bimbi affetti da patologie croniche o con sintomi severi e duraturi, tali da richiedere il ricovero in ospedale. In questi casi, attraverso gli esami microbiologici, si può individuare il germe responsabile e instaurare un trattamento mirato. 

Se si sospetta che i disturbi della defecazione siano conseguenza di un’intolleranza al lattosio si può ricorrere al breath test o test del respiro (che consiste nel far soffiare il paziente dentro uno speciale palloncino, prima e dopo avergli somministrato lattosio), mentre se si ipotizza un’intolleranza al glutine vanno dosati gli anticorpi anti-transglutaminasi e anti-endomisio. Per diagnosticare la malattia di Crohn serve innanzitutto un esame endoscopico del tratto intestinale interessato con esame istologico. In genere occorre poi eseguire altri accertamenti come, per esempio, l’ecografia delle anse intestinali, il clisma dell’intestino tenue, la Tac o la risonanza magnetica a seconda del caso specifico. Nel caso della rettocolite ulcerosa i sintomi sono già molto chiari e per avere una conferma è in genere sufficiente la colonscopia con l’esame istologico.

Per risalire alla causa della diarrea, in casi specifici può essere utile eseguire anche l’esplorazione rettale digitale.


Le cure

Il più delle volte la diarrea si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni. È fondamentale reintegrare i liquidi persi con un’abbondante assunzione di acqua, tè zuccherato, succhi di frutta, tisane, succo di limone ed eventualmente preparati ricchi di sali minerali.

Contribuisce alla guarigione anche eliminare alcuni alimenti e preferirne altri.

In caso di diarrea acuta o durante trattamenti antibiotici prolungati può giovare l’assunzione di fermenti lattici, o più correttamente probiotici, che aiutano a ristabilire una normale flora batterica intestinale. 

Per quanto riguarda i rimedi per la diarrea di tipo farmacologico, l’assunzione di farmaci antidiarroici e antispastici va praticata sotto controllo medico.

I farmaci antidiarroici possono contribuire a ridurre la diarrea. Tuttavia, a meno che siano prescritti dal medico curante, non dovrebbero essere presi se è presente la febbre o se compaiono sangue o muco nelle feci. Inoltre, nella maggior parte dei casi, non dovrebbero essere usati nei bambini. In alcuni casi possono essere prescritti farmaci antibiotici, utili quando la diarrea sia attribuibile a un’infezione batterica.

Gli antidolorifici non curano la diarrea, ma possono contribuire ad alleviare la febbre e il mal di testa che a volte la accompagnano.

In alcuni casi, per esempio qualora la diarrea abbia favorito una notevole disidratazione, può rendersi necessario il ricovero in ospedale.

Se a causare la diarrea è una malattia specifica, bisogna agire sulla causa scatenante con terapie mirate.


Quando consultare il medico

Se insieme con la diarrea compare sangue nelle feci o febbre alta è necessario rivolgersi al medico.

Il medico va consultato anche quando, indipendentemente da dieta e cure, la diarrea non si risolve o è ricorrente.


Prevenzione

Visto che una delle cause più comuni di diarrea è rappresentata dalle infezioni virali e batteriche, è possibile mettere in atto alcuni accorgimenti preventivi, primo fra tutti rispettare elevati standard di igiene. Per questo motivo si consiglia di lavare accuratamente e spesso le mani con acqua calda e sapone, soprattutto dopo essere andati in bagno e prima di mangiare o preparare il cibo, e di evitare di condividere asciugamani, tovaglioli, posate, bicchieri o utensili con gli altri. Per prevenire intossicazioni alimentari è inoltre utile non conservare alimenti crudi e cotti insieme e cuocere sempre il cibo in modo accurato. 

Per tenere lontana la diarrea del viaggiatore quando ci si reca in Paesi a rischio bisogna evitare di bere l'acqua del rubinetto e non far aggiungere il ghiaccio alle bevande, non mangiare frutti di mare crudi o poco cotti, carne e pollo non cotti accuratamente, evitare latte e latticini non pastorizzati e rinunciare a insalate e verdure crude.

Per prevenire l’infezione virale da Rotavirus, la causa più comune di gastroenterite nei bambini al di sotto dei 5 anni, esistono anche vaccini somministrabili per bocca nei primi mesi di vita, molto validi per ridurre gli episodi e soprattutto la loro gravità.


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