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Pubblicato: 10 Marzo 2020 Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2020

Cattiva digestione: sintomi, cause e trattamenti consigliati

La cattiva digestione è sicuramente un disturbo tra i più frequenti e diffusi.

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Quali sono i sintomi di una cattiva digestione

Cause della cattiva digestione

Cattiva digestione, ecco i trattamenti consigliati per i sintomi

Quali integratori assumere in caso di cattiva digestione


La cattiva digestione è sicuramente un disturbo tra i più frequenti e diffusi. Ti sarà capitato nel corso della vita di soffrirne più e più volte. Nel linguaggio medico prende il nome tecnico di dispepsia e molto spesso è accompagnata da sintomi parecchio fastidiosi come bruciore allo stomaco, eruttazioni, stipsi, sonnolenza, nausea e rallentamento delle funzionalità gastriche e pancreatiche, rigurgito acido.


Quali sono i sintomi di una cattiva digestione

I sintomi più frequenti della dispepsia, è bene sottolinearlo, si localizzano quasi tutti nella parte superiore dell’addome, coinvolgendo tutto l’apparato digerente.

Eccone un elenco:

  • bruciore di stomaco e acidità;
  • reflusso gastroesofageo o rigurgito acido, che causa bruciore all’esofago con risalita di succhi gastrici
  • nausea;
  • sensazione di gonfiore, senso di pienezza o pesantezza;
  • difficoltà digestive;
  • dolori addominali diffusi;
  • eruttazioni;
  • meteorismo;
  • flatulenza (gas);
  • alitosi;
  • vomito;
  • dolore alla parte alta dell'addome o dolore addominale;
  • senso di digestione lunga e laboriosa;
  • intolleranze a grassi, fritti, carne e uova;
  • Diarrea (svuotamento intestinale);
  • Gonfiore addominale (aria nella pancia).

Talvolta, ai sintomi più diffusi, se ne aggiungono altri, meno comuni e per questo meno riconoscibili come cefalea, tosse da reflusso, difficoltà alla deglutizione (disfagia).


Cause della cattiva digestione

La cattiva digestione può essere causata veramente da moltissimi fattori, proviamo a elencare i più comuni:

  • pasto troppo abbondante con conseguenti problemi digestivi;
  • virus gastrointestinale;
  • ulcera duodenale;
  • abitudini alimentari scorrette (come il consumo di troppi cibi fritti e grassi);
  • uso di medicinali (antinfiammatori non steroidei o FANS, ferro, teofillina ecc.);
  • helicobacter pylori;
  • ulcera gastrica (allo stomaco);
  • gastrite (infiammazioni della mucosa dello stomaco o mucosa gastrica);
  • cattiva alimentazione (dieta);
  • obesità;
  • altre patologie dell’apparato digerente.

Ovviamente, anche le patologie epatiche e i disturbi del tratto gastrointestinale possono comportare dispepsia.

I sintomi della cattiva digestione potrebbero essere confusi con quelli della sindrome dell’intestino irritabile, quest’ultima è una malattia dovuta a una componente genetica e una psicologica.

I fattori principali del disturbo sono: disturbo della motilità gastroenterica e alterazione della peristalsi (incapacità dell'apparato digerente nel far avanzare efficacemente il suo contenuto) e ipersensibilità viscerale (anche piccoli stimoli, come una lieve distensione delle pareti dello stomaco, portano alla comparsa dei sintomi, per un aumentata sensibilità del tratto digerente).

Stress e Ansia sono poi, una concausa importantissima sia per la sindrome dell’intestino irritabile che nel caso di una cattiva digestione, riescono a causare difficoltà alla fisica dell’organismo.

Altre cause da tenere in considerazione sono allergie o intolleranze alimentari come la celiachia o l’intolleranza al lattosio o fattori fisici come il peso.



Cattiva digestione, ecco i trattamenti consigliati per i sintomi

In caso di cattiva digestione, o ancor di più, nel caso la cattiva digestione si ripetesse frequentemente è necessario rivolgersi al proprio medico curante per una visita medica specialistica volta a ottenere una diagnosi precisa avvalendosi di strumenti quali gastroscopia, pasto opaco, endoscopia, esami del sangue e quanto il medico riterrà necessario. Potrebbe prescriverti l’assunzione di un farmaco IPP inibitore della pompa protonica.

Nel caso ci siano malattie dell’apparato digestivo o eventuali malattie organiche come ulcere, calcolosi delle colecisti e delle vie biliari, celiachia o malattie del fegato è bene curare o tenere sotto controllo per prima queste patologie, la digestione difficile è infatti un sintomo primario.

Poi, bisogna eliminare o perlomeno ridurre i fattori di rischio come l'assunzione di Fans, l'obesità, il fumo, l'alcol, la sedentarietà e il sovrappeso e più in generale ridurre le cattive abitudini.

Tolti questi problemi, se si continuano a riscontrare difficoltà digestive è bene parlare di dispepsia funzionale. Parliamo di una forma di malattia non legata a cause organiche conosciuta col nome di disturbo dispeptico di natura benigna.

Per questi disturbi esistono cure farmacologiche efficaci e ampiamente utilizzate che riescono a risolvere i sintomi specifici a cominciare dai bruciori e da qualsiasi fastidio all’intestino.

Ovviamente, per evitare la cattiva digestione è consigliato uno stile di vita corretto, una dieta leggera e regolare, evitando o limitando l’assunzione di alcolici, e avendo l’abitudine di mangiare lentamente masticando bene gli alimenti.

Digerire è un processo complicato, che richiede tempo ed energia, per cui non bisogna esagerare con le calorie né a pranzo né a cena, solo così si garantisce una buona digestione degli alimenti, importante è inoltre non saltare i pasti (ne occorrono 3 al giorno) per poi compensare con uno troppo abbondante.

Una volta raggiunto il senso di sazietà non bisogna assolutamente forzare la mano continuando a mangiare, se si soffre di cattiva digestione o di digestione lenta potrebbe rivelarsi utile dopo i pasti aiutarsi con prodotti specifici.



Quali integratori assumere in caso di cattiva digestione

Nel caso in cui la cattiva digestione non è una patologia organica ci si può affidare a rimedi naturali, molto spesso rappresentano un aiuto concreto ed efficace. Esistono molti rimedi naturali che possono aiutare chi soffre di cattiva digestione o a velocizzare una digestione lenta come: genziana, carciofo, zenzero, liquirizia, camomilla, menta, rabarbaro, boldo, finocchio, cumino, tarassaco e cicoria.

Attraverso la capacità di tonificare le funzionalità degli organi addetti alla prime fasi della digestione favoriscono la secrezione gastrica e salivare, conferiscono tonicità gastrica e aiutano le funzioni epatiche e pancreatiche. In farmacia e in erboristeria è possibile trovare moltissimi digestivi contenenti questi principi.

In alternativa è possibile assumere un integratore come la   a base di calcio, in grado di contribuire alla normale funzionalità degli enzimi digestivi. 

Come per tutti gli integratori alimentari, è opportuno leggere le avvertenze prima dell’utilizzo.


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