La liquirizia fa bene, ma meglio non esagerare

La si trova in diverse forme: come tronchetti, caramelle, bastoncini e anche in liquore, e ha molte proprietà salutari. Però, qualche cautela è d’obbligo.

La liquirizia, il cui nome scientifico è Glycyrrhiza glabra, è una pianta perenne che cresce spontanea nel bacino del Mediterraneo, sebbene non sia raro trovarla anche in paesi come India, Russia e Cina.

Appartiene alla famiglia delle Fabaceae, note più spesso come leguminose. Il suo fusto liscio può giungere fino a un metro di lunghezza, le foglie possono superare i 10 cm, mentre i fiori, di colore azzurro-violaceo, sono ciclicamente sostituiti da frutti oblunghi di 2-3 cm di lunghezza.

Poiché ricca di zuccheri, la "dolce radice" (questo il significato del greco Glycyrrhiza) trova largo impiego nell'industria moderna: non solo nella preparazione di un'ampia varietà di caramelle alla liquirizia, ma anche nella produzione di aromi e dolcificanti per una gran quantità di prodotti (tabacchi, chewing gum, dolci, gelati, bevande)

Ma la liquirizia ha anche svariate proprietà benefiche, conosciute e apprezzate da tempo, tanto è vero che la sua storia e la sua tradizione risalgono a molti secoli fa.

Non solo era nota a Greci e Latini, che la impiegavano nella preparazione di farmaci e rimedi, ma risulta ben documentata anche presso gli antichi popoli assiro, egizio, cinese e indiano. La medicina tradizionale cinese la considera un toccasana in caso di disturbi gastrointestinali, tosse, bronchite e artrite, mentre quella popolare un rimedio naturale contro infezioni respiratorie, gastriti, ulcere e tremori.

Utilizzata comunemente per preparare un ottimo tè, ideale per smorzare la sete, in certe regioni la liquirizia viene anche essiccata e trasformata in un prodotto per l'igiene dentale.

Dalle sue radici, insomma, si ricava un estratto dal sapore molto gradevole e dal gusto inconfondibile, le cui proprietà note in tutto il mondo non smettono di sorprendere, tanto in cucina quanto in ambito medico. Talvolta, però, ci si dimentica che è bene porre attenzione a quanta se ne assume, specie in determinate condizioni. Eccone tutti i pregi ...e le precauzioni da adottare.

Amica di stomaco e intestino

Da millenni usata e apprezzata in Oriente come rimedio per mal di stomaco e disturbi del fegato, ma anche per curare la tosse (tanto che la si può trovare in vari infusi e in qualche sciroppo), la liquirizia deve le sue virtù soprattutto alla presenza e alla combinazione di flavonoidi e del suo principio attivo (la glicirrizina, o acido glicirrizico). I primi hanno infatti attività antispastica sulla muscolatura dello stomaco mentre alla glicirrizina viene ascritta una significativa azione antinfiammatoria, mucoprotettiva e cicatrizzante.

Per questo è indicata e da sempre usata per facilitare la digestione e come protettore della mucosa gastrica, anche in caso di assunzione di farmaci gastrolesivi e nell’ulcera gastroduodenale.

Inoltre, esplica un’azione lassativa grazie alla presenza di mannite, uno zucchero in grado di contrastare la stipsi attirando acqua nell’intestino e facilitando lo svuotamento del colon.

Calma la tosse

Ma le sue virtù non finiscono qui: grazie alle proprietà antinfiammatorie, calmanti e lenitive è utile in caso di tosse, sia secca sia grassa, visto che è in grado anche di fluidificare le secrezioni bronchiali, aiutando a espellere il catarro.

Inoltre, sembra avere una blanda attività antivirale, disinfettante e cicatrizzante, che la rendono un ottimo rimedio per abrasioni delle mucose della bocca e delle gengive così come in caso di gola irritata, anche dal fumo.

E, a proposito di fumatori, non soltanto è ottima per profumare l’alito, ma è pure un buon alleato se si decidesse di smettere con tale abitudine: il bastoncino aiuta, sostituendosi alla sigaretta anche nella gestualità.

Aiuta il fegato

I benefici della liquirizia si evidenziano anche su fegato, cuore e circolazione. Si è visto infatti che l’estratto secco ha azione epatoprotettiva e può indurre, in breve tempo, un aumento del glicogeno e una riduzione dei trigliceridi e delle transaminasi nel fegato di persone con insufficienza epatica.

Effetti che sono stati imputati all’attività antiossidante dei flavonoidi che, combattendo i radicali liberi, offrono protezione anche da malattie a carico del sistema cardiocircolatorio.

Alza la pressione

Quella di aumentare i valori pressori è infine una delle azioni più note di questa radice, che spesso viene consigliata a chi ha la pressione bassa: la glicirrizina agisce sui livelli di aldosterone incrementando la ritenzione di sodio e di acqua e l’eliminazione del potassio.

Ma l’aumento della pressione arteriosa e la deplezione di potassio sono anche i principali effetti indesiderati della liquirizia: assumerne più di 20 grammi al giorno in modo continuativo può dare seri problemi, per esempio, a chi soffre di ipertensione.

Attenzione alle dosi e all’uso prolungato

I medici consigliano quindi di non abusarne: meglio non superare i 500 mg al giorno di glicirrizina e, soprattutto, meglio evitare l'assunzione per lunghi periodi (oltre le 4/6 settimane) per non incorrere in effetti quali aumento della pressione arteriosa, ritenzione idrica, edema al viso e alle caviglie, astenia, sofferenza muscolare, cefalea.

Va considerato che 10 grammi di radici di liquirizia corrispondono a circa 1 grammo di glicirrizina, quindi la dose indicata è 2-5 grammi di radice polverizzata al giorno.

Oltre agli ipertesi, ne è sconsigliato il consumo anche a chi soffre di insufficienza renale, ritenzione idrica, cirrosi epatica e ai diabetici. Le stesse precauzioni devono essere prese dalle persone che utilizzano la pillola anticoncezionale poiché ipopotassiemia e ipertensione sembrano essere potenziate dall’associazione di contraccettivi ormonali e liquirizia.

Studi recenti ci avvertono inoltre che va posta cautela anche nelle donne in gravidanza: la liquirizia assunta in dosi elevate può indurre danni al feto, che una volta nato potrebbe presentare deficit cognitivi e comportamentali. Durante le prime fasi dell'allattamento potrebbe incidere sulla produzione di latte provocandone la riduzione.

E, proprio in conseguenza dei possibili effetti negativi, l’Unione Europea ha da tempo stabilito che nelle etichette di bevande e alimenti che contengono glicirrizina ne deve essere indicata chiaramente la presenza.

Indicazioni Controindicazioni
Per facilitare la digestione e come protettore della mucosa gastrica Ipertensione
Per un'azione lassativa Insufficienza renale
Per la tosse e per fluidificare le secrezioni bronchiali Diabete
Per le abrasioni delle mucose della bocca e delle gengive e in caso di gola irritata Ritenzione idrica
Per profumare l’alito Cirrosi epatica
Per proteggere il fegato e ridurre trigliceridi e transaminasi in persone con insufficienza epatica Gravidanza
Per aumentare la pressione Assunzione della pillola anticoncezionale

Susanna Trave
Susanna Trave
Nasce a Milano, dove vive da allora. Dopo aver pensato di fare la giornalista prima e l'architetto poi, alla fine segue le orme della famiglia (che nel codice genetico ha la chimica) e si iscrive a Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. Si laurea alla Statale di Milano e, appassionatasi alla materia, mentre lavora come borsista all'Università frequenta, nel medesimo Ateneo, il triennio di Specializzazione in Endocrinologia Sperimentale, specializzandosi nel 1987. Nel 1988 consegue l’Abilitazione all’esercizio della professione di Farmacista.Ma la sua curiosità e la passione - mai sopita - per il giornalismo la portano ad accettare con entusiasmo un posto in una casa editrice scientifica. Da quel momento inizia la carriera giornalistica che la porterà a diventare pubblicista prima e giornalista professionista poi, dopo il superamento dell'Esame di stato nel 1999.Lavora da allora sia per testate rivolte al medico sia in riviste dedicate al grande pubblico, prima come dipendente e, più avanti, come freelance.Oltre che di salute e benessere è appassionata di sport e di animali. Sposata, ha due figli, ormai grandi, quattro gatti, due cani, un cavallo e una vita sempre in movimento.

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