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Liquirizia, fa bene ma è meglio non esagerare

La si trova in diverse forme: come tronchetti, caramelle, bastoncini e anche in liquore, e ha molte proprietà salutari. Però, qualche cautela è d’obbligo.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti

La si trova in diverse forme: come tronchetti, caramelle, bastoncini e anche in liquore, e ha molte proprietà salutari. Però, qualche cautela è d’obbligo.

La liquirizia, il cui nome scientifico è Glycyrrhiza glabra, è una pianta che cresce spontanea nel bacino del Mediterraneo. Dalle sue radici si ricava un estratto dal sapore molto gradevole, le cui svariate proprietà benefiche sono conosciute e apprezzate da tempo. Talvolta, però, ci si dimentica che è bene porre attenzione a quanta se ne assume, specie in determinate condizioni. Eccone tutti i pregi ...e le precauzioni da adottare.

Amica di stomaco e intestino

Da millenni usata e apprezzata in Oriente come rimedio per mal di stomaco e disturbi del fegato, ma anche per curare la tosse, la liquirizia deve le sue virtù soprattutto alla presenza di flavonoidi e di glicirrizina (o acido glicirrizico). I primi hanno infatti attività antispastica sulla muscolatura dello stomaco mentre alla glicirrizina viene ascritta una significativa azione antinfiammatoria, mucoprotettiva e cicatrizzante.

Per questo è indicata e da sempre usata per facilitare la digestione e come protettore della mucosa gastrica, anche in caso di assunzione di farmaci gastrolesivi e nell’ulcera gastroduodenale.

Inoltre, esplica un’azione lassativa grazie alla presenza di mannite, uno zucchero in grado di contrastare la stipsi attirando acqua nell’intestino e facilitando lo svuotamento del colon.

Calma la tosse

Ma le sue virtù non finiscono qui: grazie alle proprietà antinfiammatorie, calmanti e lenitive è utile in caso di tosse, sia secca sia grassa, visto che è in grado anche di fluidificare le secrezioni bronchiali, aiutando a espellere il catarro.

Inoltre, sembra avere una blanda attività antivirale, disinfettante e cicatrizzante, che la rendono un ottimo rimedio per abrasioni delle mucose della bocca e delle gengive così come in caso di gola irritata, anche dal fumo.

E, a proposito di fumatori, non soltanto è ottima per profumare l’alito, ma è pure un buon alleato se si decidesse di smettere con tale abitudine: il bastoncino aiuta, sostituendosi alla sigaretta anche nella gestualità.

Aiuta il fegato

I benefici della liquirizia si evidenziano anche su fegato, cuore e circolazione. Si è visto infatti che l’estratto secco ha azione epatoprotettiva e può indurre, in breve tempo, un aumento del glicogeno e una riduzione dei trigliceridi e delle transaminasi nel fegato di persone con insufficienza epatica.

Effetti che sono stati imputati all’attività antiossidante dei flavonoidi che, combattendo i radicali liberi, offrono protezione anche da malattie a carico del sistema cardiocircolatorio.

Alza la pressione

Quella di aumentare i valori pressori è infine una delle azioni più note di questa radice, che spesso viene consigliata a chi ha la pressione bassa: la glicirrizina a agisce sui livelli di aldosterone incrementando la ritenzione di sodio e acqua e l’eliminazione del potassio.

Ma l’aumento della pressione arteriosa e la deplezione di potassio sono anche i principali effetti indesiderati della liquirizia: assumerne più di 20 grammi al giorno in modo continuativo può dare seri problemi, per esempio, a chi soffre di ipertensione.

Attenzione alle dosi e all’uso prolungato

I medici consigliano quindi di non abusarne: meglio non superare i 500 mg al giorno di glicirrizina e, soprattutto, meglio evitare l'assunzione per lunghi periodi (oltre le 4/6 settimane) per non incorrere in effetti quali aumento della pressione arteriosa, ritenzione idrica, edema al viso e alle caviglie, astenia, sofferenza muscolare, cefalea.

Va considerato che 10 grammi di radici di liquirizia corrispondono a circa 1 grammo di glicirrizina, quindi la dose indicata è 2-5 grammi di radice polverizzata al giorno.

Oltre agli ipertesi, ne è sconsigliato il consumo anche a chi soffre di insufficienza renale, ritenzione idrica, cirrosi epatica e ai diabetici. Le stesse precauzioni devono essere prese dalle persone che utilizzano la pillola anticoncezionale poiché ipopotassiemia e ipertensione sembrano essere potenziate dall’associazione di contraccettivi ormonali e liquirizia.

Studi recenti ci avvertono inoltre che va posta cautela anche nelle donne in gravidanza: la liquirizia assunta in dosi elevate può indurre danni al feto, che una volta nato potrebbe presentare deficit cognitivi e comportamentali.

E, proprio in conseguenza dei possibili effetti negativi, l’Unione Europea ha da tempo stabilito che nelle etichette di bevande e alimenti che contengono glicirrizina ne deve essere indicata chiaramente la presenza.

Susanna Trave

CONSULTA L’ARCHIVIO DI RIMEDI NATURALI
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