Pubblicità
Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 16 minuti
Pubblicato: 15 Dicembre 2010 Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2020
Stomaco gonfio indigestione

Stomaco gonfio

Bruciore, sensazione di pesantezza allo stomaco e gonfiore addominale. Ecco come prevenirli o farli passare in fretta.

Quanto hai trovato interessante questo contenuto?
 

Sono in molti a soffrire di cattiva digestione e distensione gastrica o intestinale, ma i rimedi ci sono. Semplici regole dietetiche, innanzitutto. E, se non basta, prodotti in grado di arginare i sintomi quando compaiono.

C’è chi ne soffre a causa di tensioni emotive o dello stress che non si allenta neppure a fine giornata, e chi per la fretta di consumare i pasti a tempo di record. C’è chi ne è vittima dopo eccessi occasionali e chi subisce gli effetti della pigrizia abituale. C’è chi contribuisce al proprio malessere scegliendo cibi che lo stomaco tollera a stento e chi si trova in difficoltà, di tanto in tanto, a prescindere da che cosa e da quanto mangia.

Qualunque sia la ragione all’origine di bruciore di stomaco, sensazione di pienezza, dolore all'addome e gonfiore gastrointestinale una cosa è certa: chiunque li sperimenti vuole soltanto che si risolvano al più presto. 

Fortunatamente, il modo per ridurre probabilità e severità del fastidio gastrico e intestinale esiste. Basta ricordare alcune regole dietetiche fondamentali, imparare a conoscere un po’ meglio sé stessi e tenere a portata di mano prodotti in grado di arginare i sintomi a carico dell'apparato digerente quando compaiono.

Che cosa mangiare e che cosa evitare

Saper scegliere che cosa mettere in tavola, ma anche quanto e “come” nutrirsi, è fondamentale per evitare disturbi all’apparato gastrointestinale legati a una cattiva digestione, come per esempio il gonfiore allo stomaco. Le regole da seguire per prevenire o, almeno, per non esasperare questo fastidio sono semplici e non impongono necessariamente grandi rinunce.

Il primo passo è sedersi a tavola con lo stato d’animo giusto. Anche il pasto più sano ed equilibrato, infatti, rischia di diventare indigesto se lo si consuma mentre si è tesi o nervosi. 

Secondo aspetto critico: la fretta. Anche in periodi di super lavoro, mezz’ora di pausa pranzo, lontano dal computer e possibilmente fuori dall’ufficio, deve essere vista non come un lusso, ma come un’esigenza, da cui trarrà vantaggio anche la resa, durante e dopo la digestione. In particolare, per non sentirsi gonfi anche dopo pasti frugali è indispensabile scegliere un ambiente confortevole, non troppo affollato e privo di rumori fastidiosi, mangiare da seduti, lentamente, masticando bene ed evitando di parlare mentre si ha la bocca piena, per non ingerire anche aria insieme al cibo. 

Prima di iniziare a mangiare, si dovrebbe spegnere il cellulare e allontanare almeno temporaneamente tensioni e pensieri negativi. Dopo aver mangiato, invece, si dovrebbe sempre trovare il tempo per fare una passeggiata tranquilla (bastano 10-15 minuti), magari al posto del caffè, che in alcuni casi, preso a fine pasto, appesantisce la digestione anziché facilitarla.

Sul fronte nutrizionale, pasti troppo abbondanti sono sempre da evitare, ma anche “spuntini” apparentemente modesti possono dare qualche problema digestivo, se composti da cibi grassi, molto salati, elaborati o speziati (vedi anche alla voce “aperitivi” e “happy hour”) oppure contenenti ingredienti verso i quali si ha una specifica intolleranza (come per esempio, il glutine o il lattosio). 

Se non ci si vuole alzare da tavola con la sensazione di stomaco gonfio, bisogna innanzitutto cercare di suddividere gli alimenti assunti durante la giornata in almeno 5-6 pasti e spuntini leggeri, che permettano di sentirsi sazi e di assumere tutti i nutrienti necessari senza sovraccaricare lo stomaco.

Esistono inoltre cibi che aiutano a favorire la digestione e a prevenire il gonfiore addominale: i principali sono i finocchi, il sedano e lo zenzero, che andrebbero preferibilmente consumati freschi e crudi oppure sotto forma di infuso. 

Anche i carciofi in insalata o cotti in vario modo (senza o con pochi grassi vegetali) possono essere un valido aiuto a livello digestivo perché stimolano la funzionalità delle vie biliari.

Pubblicità

Da evitare sono invece i dolci, le creme e i gelati ricchi di zuccheri e grassi che, oltre ad appesantire il processo digestivo e ad avere un impatto negativo sul metabolismo energetico (a causa dei picchi di glicemia e dell'accumulo di colesterolo e trigliceridi nel sangue), promuovono la fermentazione da parte della flora batterica intestinale con conseguente induzione di gonfiore addominale e meteorismo

D'altro canto, anche caramelle, gomme da masticare, biscotti, brioches, gelati e altri prodotti contenenti edulcoranti naturali o artificiali dovrebbero essere evitati o consumati con moderazione, in quanto possono favorire la formazione di gas intestinali e turbolenze, fino a causare dolore addominale ed episodi di diarrea.

A prescindere dalla tipologia, le gomme da masticare andrebbero evitate anche perché promuovono l'accumulo di aria nello stomaco, con conseguente insorgenza di gonfiore addominale, sensazione di pienezza e interferenza con l'appetito. Per lo stesso motivo, si dovrebbe fare attenzione a masticare bene i cibi: lentamente, tenendo la bocca chiusa e senza parlare o ridere mentre si mangia. Per una conversazione rilassante, c'è tempo tra una portata e l'altra o a fine pasto.

Serve, poi, una certa attenzione anche nei confronti di alimenti di per sé sanissimi, ma non sempre innocui per stomaco e intestino, come peperoni, cavoli, funghi, molluschi, cocomeri, legumi, che in molte persone possono creare seri problemi durante e dopo la digestione, promuovendo bruciore di stomaco, formazione di gas intestinali e flatulenza. 

Una nota a parte meritano i cibi integrali o ricchi di fibre e relativi integratori: se non siete abituati ad assumerli e non volete rischiare gonfiore addominale e meteorismo, iniziate a consumarli a piccole dosi, aumentandole gradualmente in base al livello di tolleranza individuale. Benché siano generalmente raccomandati per migliorare la funzionalità intestinale e contrastare la stitichezza, cereali integrali e prodotti derivati o addizionati con crusca possono, infatti, risultare difficili da digerire e portare a esiti diametralmente opposti a quelli sperati nelle persone più sensibili.

Seguire questi consigli di tipo alimentare e imparare a gestire ansia e stress è particolarmente vantaggioso per le persone che soffrono di sindrome del colon irritabile, nelle quali le disfunzioni intestinali e i relativi sintomi sono dati dalla combinazione complessa di sollecitazioni sfavorevoli sulla mucosa intestinale da parte dei cibi assunti e di componenti psicoemotive più o meno rilevanti.

Nella seguente tabella vengono riassunti i cibi da evitare e quelli da portare in tavola.


Da evitare Da portare in tavola
Peperoni
Finocchio
Cavoli
Sedano
Funghi
Zenzero
Molluschi
Carciofi
Cocomeri
Carni bianche
Legumi
Pesce magro
Cereali e cibi integrali (senza glutine solo in presenza di celiachia)
Fagiolini
Frutta acidula (agrumi, frutta acerba)
Lattuga
Succhi di frutta industriali
Mele
Latticini e formaggi grassi e cremosi
Latte parzialmente scremato o scremato (in versione senza lattosio se c'è intolleranza), yogurt, formaggi magri, freschi o stagionati
Fritti e cibi grassi in genere
Spinaci
Zuccheri semplici in eccesso; edulcoranti artificiali; fruttosio
Miele

Attenti anche alle bevande 

Anche ciò che si beve ha la sua importanza e, in generale, la regola vuole che acqua naturale (magari acidulata con un po' di succo di limone o aromatizzata con zenzero) e/o un bicchiere di vino siano la scelta migliore. L'ideale è bere in abbondanza a stomaco vuoto, per idratare l'organismo, favorire il transito intestinale e smorzare la fame, e non più di un bicchiere ai pasti.

Bevande gassate di vario tipo, invece, oltre a promuovere l'insorgenza di pancia gonfia, tendono ad aumentare il rischio di acidità di stomaco e crampi. 

Diametralmente opposto, invece, l’effetto del caffè, a seconda dei casi: da irrinunciabile concentrato antisopore durante il processo digestivo a flagello dei succhi gastrici, a causa della caratteristica azione di stimolo della caffeina sulla secrezione di acido cloridrico da parte dello stomaco.

Fondamentale, infine, quel che si fa dopo essersi alzati da tavola. In questa fase, il segreto per evitare gonfiore gastrointestinale e acidità è non sedersi nuovamente nel raggio di pochi metri. Anche se il pasto è stato leggero ci si dovrebbe sempre concedere il tempo e lo spazio di una passeggiata. Bastano 10-15 minuti per favorire un buon processo digestivo e rilassarsi prima di tornare in ufficio o prepararsi al riposo notturno.

I rimedi per il gonfiore allo stomaco

Quando, nonostante sane regole di vita e un regime alimentare adeguato, la sensazione di gonfiore addominale, pesantezza e bruciore di stomaco fa capolino, si può provare a sedarla con una bevanda calda (una camomilla, una tisana digestiva al finocchio, alla melissa, all'anice, alla menta o un tè leggero), preferibilmente senza zucchero o dolcificata con un po' di miele.Oppure, ricorrere a un più efficace rimedio farmacologico, in grado di facilitare lo svuotamento gastrico e offrire sollievo in poco tempo.

Tra le molte proposte di questo tipo, quelle a base di metoclopramide e dimeticone sono ampiamente collaudate da anni di impiego in tutto il mondo e offrono il vantaggio di essere facilmente reperibili in qualunque farmacia, senza bisogno di ricetta medica. Le uniche controindicazioni all’uso riguardano le donne in gravidanza e che allattano al seno e chi presenta malattie come glaucoma, malattia di Parkinson o epilessia oppure condizioni intestinali particolari (stitichezza severa a rischio di ostruzioni e blocchi intestinali, emorragia gastroenterica ecc.). 

Con un’avvertenza: l’assunzione spontanea di preparati per alleviare i disturbi digestivi a base di metoclopramide e dimeticone è ammessa soltanto negli adulti (dopo i 16 anni) e se il problema è occasionale, lieve e riconducibile a una causa ben precisa (come un pasto troppo abbondante o uno stress acuto transitorio). 

Quando, invece, il disagio interessa i bambini o gli anziani, persone che stanno assumendo farmaci per la cura di malattie acute o croniche, oppure se il disturbo è significativo e/o associato a fitte dolorose, tende a ripresentarsi spesso o non passa nell’arco di un paio di giorni è indispensabile consultare il medico curante.

Se il problema principale riguarda il gonfiore addominale dovuto all'accumulo di gas intestinali, senza che siano presenti disfunzioni a livello dello stomaco né acidità, un rimedio naturale utile e semplice da assumere è il carbone vegetale. Anche in questo caso, l'impiego deve essere del tutto occasionale e protratto per non più di 2-3 giorni, se non si vogliono favorire condizioni di stitichezza.

Il carbone vegetale può essere acquistato in farmacia senza ricetta, ma prima di assumerlo è consigliabile consultare sempre il medico curante per accertarsi che questo rimedio naturale sia effettivamente indicato nel proprio caso e che la sua azione non interferisca con l'assorbimento di farmaci già in uso per la cura di malattie specifiche o di integratori alimentari.

Il ruolo dei probiotici

Molti casi di gonfiore addominale, eccessiva produzione di gas intestinali, meteorismo ed episodi di diarrea oppure alternanza di diarrea e stitichezza sono dovuti a uno stato di disbiosi intestinale, ovvero un’alterazione più o meno severa delle popolazioni di batteri che risiedono abitualmente nell'intestino, in equilibrio tra loro e con l'ospite, e che contribuiscono alla corretta funzionalità gastrointestinale.

Tutelare questa flora batterica endogena (microbiota) è cruciale per garantire il benessere non soltanto dell'intestino, ma dell'intero organismo. Per farlo, oltre a seguire una dieta sana e bilanciata, evitare le tensioni emotive, praticare attività fisica regolare, evitare di usare antibiotici se non espressamente prescritti dal medico curante e dormire a sufficienza, si possono assumere prodotti a base di fermenti lattici (lattobacilli) o altri batteri probiotici (Bifidobacterium, spore di Bacillus ecc.) e/o sostanze prebiotiche (frutto-oligosaccaridi e altri composti che vengono utilizzati dai batteri intestinali per il loro metabolismo).

I microrganismi e le sostanze prebiotiche presenti in questi preparati, assunti regolarmente o a cicli, creano le condizioni ideali per garantire il buon funzionamento dell’apparato gastrointestinale, contribuendo a prevenire molti disturbi e disfunzioni che possono manifestarsi durante il processo digestivo o dopo la digestione. 



Quanto hai trovato interessante questo contenuto?
 

Articolo scritto da:
Iconinstagramw 6c7b34da78053ba415ffc420808bcd527a9d6f02a55181b3833981e943f89e87
VIDEO

Acidità di stomaco dopo aver mangiato: che fare?

Acidita di stomaco dopo mangiato

Può essere occasionale e spesso è legata a un pasto ricco di grassi. Ecco i consigli del farmacista

LEGGI TUTTO
CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
Torna su