Pubblicità

Dolcificanti: sì o no?

Sostituire lo zucchero non sempre è vantaggioso. Che lo si faccia con edulcoranti di origine naturale o di sintesi.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 8 minuti
Dolcificanti pro e contro


Sostituire lo zucchero non sempre è vantaggioso. Che lo si faccia con edulcoranti di origine naturale o di sintesi.

Viviamo in una società sempre più “light”. Bevande, gomme da masticare, yogurt e altri alimenti ipocalorici proliferano sui banchi dei supermercati e spesso anche nelle dispense di chi vuole perdere qualche chilo.

Nella maggior parte di questi prodotti lo zucchero è sostituito con dolcificanti (edulcoranti) ipocalorici sui quali si fa spesso molta confusione. Soprattutto per quanto riguarda i pro e i contro.

Innanzitutto occorre fare una distinzione poiché esistono fondamentalmente due tipi di dolcificanti: quelli di derivazione naturale e quelli artificiali o sintetici.


Dolcificanti naturali
Sorbitolo, xilitolo, mannitolo, fruttosio
Dolcificanti artificiali
Aspartame, acesulfame, saccarina, ciclamati

L’identikit dei naturali

I cosiddetti polialcoli, come sorbitolo, xilitolo e mannitolo (presenti nella frutta o in altre parti delle piante) sono meno calorici del normale zucchero da cucina (saccarosio), fornendo 2,4 calorie al grammo contro le 4 del saccarosio e hanno un potere dolcificante simile. Per questo sono utilizzati in un numero sempre maggiore di alimenti ipocalorici.

Inoltre non favoriscono lo sviluppo della carie. In particolare lo xilitolo, che proprio per questo troviamo spesso in prodotti per la salute dei denti e nei chewing-gum.

Un discorso a parte va fatto per il fruttosio. Infatti ha un potere dolcificantie più elevato del saccarosio, ma fornisce esattamente le stesse calorie, pertanto non consente un grosso risparmio energetico. Ed ha potere cariogeno.

Qualche lato negativo c’è

Sebbene i polialcoli siano di origine naturale e consentano un risparmio di calorie, un loro uso eccessivo ha effetti lassativi. Si consiglia quindi di utilizzarli con moderazione e di leggere attentamente le indicazioni riportate sull’etichetta degli alimenti che li contengono.

Edulcoranti sintetici sotto la lente

Nati in origine per i pazienti diabetici, il loro utilizzo si è allargato alle preparazioni di bevande e alimenti “light” anche se, da sempre, animano accese discussioni sui loro potenziali effetti negativi.

Assolutamente acariogeni e dotati di un forte potere dolcificante (da 30 a 500 volte quello del saccarosio) oggi sono diffusissimi nell’industria “diet” perché alle dosi utilizzate risultano praticamente privi di calorie.

Aspartame, acesulfame, saccarina, ciclamati: basta leggere una qualsiasi etichetta di prodotti light per rendersi conto della frequenza con cui compaiono tali sostanze.

Alla ricerca di sicurezza

In questi ultimi anni si sono moltiplicati gli studi sulla possibile tossicità di tali sostanze. In particolare è stato recentemente oggetto di controversie l’aspartame, che ha potere dolcificante di 200 volte superiore a quello dello zucchero e che quindi è molto usato nei prodotti dietetici.

In Italia è stato al centro di due recenti ricerche dell’Istituto Ramazzini di Bologna che, con i loro risultati ottenuti su animali da laboratorio, hanno riacceso le polemiche. Sono stati infatti evidenziati possibili legami con un aumentato rischio di tumori e di danni alla salute, specie nei bambini.

Ma l'EFSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, ha comunque ribadito che se il consumatore rispetta le dosi giornaliere accettabile (DGA), cioè al massimo 40 mg/kg di peso corporeo, non sussistono rischi significativi per la salute.

Risultati altalenanti

Discorso analogo va fatto per altri dolcificanti artificiali che sono stati molto studiati e discussi in passato e poi sono stati scagionati. Sempre a patto che si rispettino le dosi giornaliere accettabili indicate dalle autorità preposte.

È il caso per esempio della saccarina (DGA 2,5 mg/kg peso corporeo/die) e del ciclamato di sodio (DGA 11 mg/kg peso corporeo/die). Anche se il permanere di incertezze sulla sicurezza di quest’ultimo ne ha fatto vietare l’uso in alcuni Paesi, come gli Stati Uniti.

Dubbi e certezze

Al di là dei possibili dubbi, ci sono comunque alcune certezze: questi dolcificanti non vanno somministrati ai bambini sotto ai tre anni e non devono essere utilizzati in gravidanza.

Inoltre l’aspartame, essendo una fonte di fenilalanina, è controindicato nelle persone affette da fenilchetonuria, una malattia congenita dovuta alla deficienza di un enzima deputato a metabolizzare la fenilalanina.

Consigli qualificati

Gli esperti consigliano l’utilizzo degli edulcoloranti artificiali soltanto alle persone con problemi di obesità o affette da diabete. Chi è in modesto sovrappeso dovrebbe farne al massimo un uso saltuario e limitato nel tempo.

Tenendo anche conto dei suggerimenti dell’INRAN (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) contenuti nelle Linee guida per una sana alimentazione:

“Il consumo dei sostituti dello zucchero, pur se ormai entrato nell’uso corrente, non è affatto indispensabile, neppure nei casi in cui si seguano regimi ipocalorici per la riduzione del peso. Infatti l´uso di questi edulcoranti non permette da solo di ridurre il peso corporeo se non si diminuisce la quantità totale di calorie introdotte con la dieta e non si aumenta l’attività fisica.”

A cura della redazione

Potrebbero interessarti anche questi articoli:

Carboidrati: alimenti, cosa sono e a cosa servono

VIDEO

Cellulite: combattila con la dieta. E non solo.

Cellulite

Scopri i segreti per affrontare e contrastare la cellulite nel modo giusto.

LEGGI TUTTO
Fotogallery

Le calorie nascoste: 7 alimenti a cui fare attenzione

  • Calorie alcolici Possono essere davvero tante le calorie che si nascondono negli alcolici. Se una birra piccola (330 ml) apporta da 125 a 200 calorie, un bicchiere di vino rosso in media ne contiene 90. Per non parlare poi dei cocktail. Una Caipirinha, per esempio, ne contiene 253, un Margarita 400.
  • Calorie bibite Le bibite a base di cola, e non solo loro, contengono molti zuccheri: un bicchiere da 15 cl fornisce 55 calorie, una lattina da 33 cl ne apporta 122. Con una bottiglietta da 50 cl passiamo a 185 calorie.
  • Calorie caffe%cc%80 In sé, il caffè non contiene calorie se non viene zuccherato. Basta un cucchiaino o una zolletta di zucchero bianco per farlo salire a 25,5 calorie. Se preso amaro, ma macchiato con latte arriviamo a 10 calorie. Chi invece aggiunge 10 ml di sambuca sappia che è come se avesse messo lo zucchero, ossia, 25 calorie.
  • Calorie frullati I succhi di frutta confezionati arrivano a contenere più di 65 calorie al bicchiere. Ma dentro, in realtà, di frutta ce n’è pochina. A essere presenti in abbondanza sono gli addensanti e gli additivi che migliorano il gusto e i coloranti. Per quanto riguarda i frullati, molto dipende dagli ingredienti. Mediamente un centrifugato ha 30 calorie; un frullato 120 calorie; un frappè circa 180 calorie.
  • Calorie frutta secca Togliendo l’acqua alla frutta rimangono soltanto le fibre, e questo è ok. Ma anche gli zuccheri. I fichi secchi per esempio contengono 246 calorie ogni 100 grammi, mentre le albicocche essiccate ne apportano 260. Per non parlare poi del cocco, che una volta disidratato apporta 604 calorie per 100 grammi.
  • Calorie maionese A volte non ci si pensa, per cui si aggiunge come condimento al pesce o alla carne. Ma facciamo attenzione: un semplice cucchiaio di maionese contiene 70 calorie.
  • Calorie muesli Buonissimi e salutari a colazione. Ma se stiamo cercando di perdere peso è meglio stare attenti. Il muesli contiene infatti circa 364 calorie per ogni 100 grammi di prodotto

CONSULTA L’ARCHIVIO DI ALIMENTAZIONE
Torna su