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Tumore della prostata allo stadio avanzato: conoscere i sintomi è essenziale

Nelle sue fasi iniziali può non dare alcun sintomo. Ma quando la patologia progredisce, alcuni segnali sono inequivocabili.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
Tumore della prostata

I risultati della più ampia indagine internazionale sul tema (1200 intervistati) presentati allo European Cancer Congress 2015.

Il tumore della prostata, nelle sue fasi iniziali può non dare alcun sintomo. Ma quando la patologia progredisce, alcuni segnali sono inequivocabili. E dovrebbero spingere i pazienti a rivolgersi al proprio medico per affrontarli al meglio.

Possono essere la comparsa di un dolore grave o inspiegabile, la difficoltà nel camminare, nel salire le scale. O ancora l’insonnia e la perdita del controllo vescicale. Disturbi che però sono spesso trascurati. A dirlo è una recente indagine internazionale condotta su 1200 persone.

Uno su due ignora il sintomo dolore

La metà circa degli uomini intervistati (47%) ignora i sintomi del tumore della prostata in stadio avanzato. E tre su cinque (59%) non sempre riconoscono che il dolore di cui soffrono potrebbe essere correlato alla malattia.

È quanto emerge dall’International Prostate Cancer Symptoms Survey, la più ampia indagine internazionale sul tema finora condotta che ha coinvolto più di 1.200 persone, sia uomini con tumore avanzato della prostata sia caregiver.

I risultati del sondaggio hanno evidenziato alcuni aspetti critici che devono affrontare gli uomini che convivono con la malattia in stadio avanzato e sottolineano il bisogno di incoraggiarli a parlarne di più.

Per venire incontro a queste esigenze ha preso il via un'iniziativa educazionale mondiale, per ora solo in inglese, Men Who Speak Up, volta a individuare i sintomi del tumore prostatico avanzato e mettere gli uomini e i loro familiari nelle condizioni di aprirsi e parlare al momento giusto e con le persone giuste.

La difficoltà di discutere dei sintomi può anche essere motivata culturalmente. Più di un uomo su tre (36%) in Europa e Asia-Pacifico (APAC) afferma di non essere a proprio agio nel discutere con i medici di come si sente fisicamente, rispetto a soltanto un uomo su 10 (12%) negli Stati Uniti. E tuttavia un numero maggiore di questi pazienti presenta un tumore in stadio avanzato che si è diffuso alle ossa (EU 72%, APAC 53%) rispetto alla controparte statunitense (53%).

«Lo stadio del tumore prostatico è uno dei più importanti fattori nel determinare le opzioni di trattamento e le prospettive di recupero», ha spiegato Giuseppe Procopio, Responsabile S.S. Oncologia medica genitourinaria all’INT di Milano. «La diagnosi precoce dei sintomi può non solo rallentare la progressione della malattia, ma anche potenzialmente migliorare la qualità di vita dei pazienti e avere un impatto positivo sui loro cari».

I caregiver hanno un ruolo chiave nella gestione della malattia

I familiari dei pazienti con tumore prostatico avanzato possono essere molto colpiti dalla malattia, ma sono anche in grado di giocare un ruolo importante nel migliorare il decorso della neoplasia.

La metà dei pazienti, durante l’indagine, ha ammesso di contare sui caregiver nel rivolgere le domande più importanti sul tumore della prostata. «Mentre i medici sono importanti nel valutare come si sentono i pazienti, il sondaggio rivela che anche i caregiver giocano un ruolo chiave nella gestione della malattia, specialmente quando si arriva a rivolgere domande difficili», ha aggiunto Procopio.

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Il menù salva prostata

  • Prostata frutta e verdura

    Frutta e verdura

    La prima regola per seguire una dieta salva prostata è mangiare ogni giorno almeno 2 o 3 porzioni di frutta e verdura, più o meno la quantità contenuta in una tazza.

  • Prostata fibre

    Fibre alimentari

    Essenziale anche l’apporto di fibre: è stato dimostrato che introdurne ogni giorno 30-35 grammi aiuta a mantenere la ghiandola in salute.

  • Prostata legumi

    Legumi

    Per migliorare l’apporto di fibre alimentari e garantire anche un introito di isoflavonoidi, che alcuni studi indicano come preventivi per diversi disturbi della prostata, si possono consumare i fagioli, ceci e gli altri legumi.

  • Prostata zucchero

    Zuccheri raffinati

    Gli zuccheri raffinati mettono a rischio la salute della prostata, soprattutto se assunti in eccesso. Meglio andarci piano quindi con i dolci e con le bevande zuccherate.

  • Prostata olio di oliva

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    Alcuni studi hanno evidenziato che chi consuma prevalentemente olio di oliva, rispetto a chi invece predilige i grassi di origine animale come il burro, corre un rischio minore di andare incontro al tumore della prostata.

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    Tè verde

    Secondo alcune ricerche scientifiche sembrerebbe che il tè verde, ricco di antiossidanti, sia in grado di proteggere la prostata dall’insorgenza del tumore.


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