Prevenzione oncologica: poche regole fanno molto

Prevenzione oncologica, ecco le poche regole che possono aiutarci vivere più a lungo e meglio.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 8 minuti
Prevenzione tumori regole salute

Difendere la nostra salute attraverso l’adozione di semplici regole di prevenzione delle malattie vuol dire non soltanto vivere di più, ma soprattutto vivere meglio.

Secondo i dati più recenti divulgati dalla Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori), se nel nostro Paese tutti seguissero corrette regole di vita e si sottoponessero ai controlli suggeriti dagli specialisti, ogni anno si potrebbero evitare circa 90.000 nuovi casi di tumore. Una cifra che deve far pensare.

Oggi abbiamo gli strumenti per difenderci il meglio possibile dalle malattie oncologiche: vediamo come dovremmo comportarci per allontanare il rischio.

Prevenzione primaria e secondaria

Fare prevenzione primaria vuol dire eliminare o ridurre i fattori di rischio che possono determinare l’insorgenza di una malattia.

Ed è di importanza fondamentale insieme con l’attuazione della prevenzione secondaria, che prevede visite ed esami di controllo che hanno l’obiettivo di individuare il più precocemente possibile tumori allo stadio iniziale, in modo da aumentare la possibilità di cura e di guarigione completa.

Il perché delle sei regole d’oro

Fortunatamente, seguire le buone regole di prevenzione non è difficile. Rinfreschiamoci la memoria sui fattori fondamentali sui quali possiamo agire per tenere alla larga i tumori.

Alimentazione scorretta, abuso di alcol, tabagismo, mancanza di attività fisica favoriscono l’insorgere di patologie oncologiche: teniamoli sotto controllo.

1 - Non mandare la tua salute in fumo

Il fumo di sigaretta contiene migliaia di composti differenti, almeno una cinquantina dei quali sono ben conosciuti per avere attività cancerogena.

La maggior parte si trovano nella sostanza catramosa che si ottiene condensando il fumo: benzopirene, nitrosammine e betanaftilammina sono le più note.

Ed è noto a tutti che il fumo di sigaretta è la prima causa del tumore al polmone e di quelli del cavo orale, della faringe, della laringe e dell’esofago.

Ma non sono soltanto le vie aeree a risentirne: una volta assorbite dal polmone passano in circolo e possono indurre tumori a distanza.

Il colon, per esempio, è uno di questi, ma anche per il tumore alla vescica il fumo è considerato un fattore di rischio importante.

2 - Bevande alcoliche esclusivamente con moderazione

Non parliamo di moderate quantità, come quel bicchiere (piccolo) di vino a pasto che, anzi, è ritenuto salutare per il nostro apparato cardiovascolare.

Parliamo di un consumo inappropriato, specie di superalcolici. L’abuso di alcol aumenta infatti il rischio di insorgenza dei tumori della bocca, della laringe, dell’esofago, del colon, della mammella. E naturalmente del temibile tumore al fegato.

3 – Sedentarietà al bando

L’inattività fisica, oltre a rappresentare un fattore che predispone a malattie cardiovascolari, diabete mellito, obesità e osteoporosi, tanto per citare le più note, è legata anche ad alcuni tumori. Come quelli del seno e del colon-retto.

Concederci del tempo per praticare degli sport, inoltre, contribuisce al nostro benessere psico-fisico, riducendo stress, ansia, depressione e favorendo la socializzazione.

Non è necessario affaticarsi per ottenere beneficio e neppure cimentarsi in sport a livello agonistico o iscriversi a costosi corsi in palestra.

Sono sufficienti anche solo piccoli accorgimenti nella nostra vita quotidiana: una passeggiata con il cane, scegliere strade più lunghe, fare le scale invece che prendere l’ascensore, camminare per andare a fare la spesa, posteggiare l’auto lontano da casa...

Meglio ancora se dedichiamo 20 minuti al giorno a una attività aerobica (nuoto, bicicletta, ma anche una bella passeggiata a passo veloce).

4 – Un occhio di riguardo a tavola

Se seguiamo una dieta scorretta rischiamo di introdurre nel nostro organismo sostanze nocive e in eccesso.

Un regime alimentare ipercalorico, ricco di cibi grassi e di zuccheri, ha come prima conseguenza un accumulo di grasso corporeo.

Questo non soltanto è di per sé un fattore negativo che promuove l’insorgenza di alcune malattie, ma il tessuto adiposo è anche quello nel quale si accumulano con maggior facilità sostanze tossiche.

A lungo andare la situazione si trasforma in uno stato di infiammazione cronica: subdola poiché non presenta alcun sintomo evidente se non dopo molti anni, ed è stata riconosciuta come meccanismo patologico in molte malattie degenerative, tra le quali diversi tipi di tumore.

È noto che, al contrario, vitamine, minerali e altri microelementi presenti soprattutto in frutta e verdura svolgono un’azione protettiva contro i tumori.

Gli antiossidanti, in particolare, neutralizzano l’azione dei radicali liberi che si formano come prodotto di scarto nelle nostre cellule, ma che assorbiamo anche dall’esterno e la cui eccessiva presenza nell’organismo provoca danni cellulari e quindi insorgenza di tumori (oltre ad altre patologie degenerative, arteriosclerosi e invecchiamento).

Ecco come scegliere quindi gli alimenti. Utilizzando la scala ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity), attualmente utilizzata per definire il potere antiossidante dei cibi, le raccomandazioni sono di assumere, con l’alimentazione, almeno 5.000 ORAC ogni giorno.

Dove li troviamo? Ecco una lista degli alimenti che hanno un potere antiossidante elevato (indicato in unità ORAC):

  • 100 g di salvia = circa 32.000
  • 1 tazza di mirtilli = circa 3.500
  • 1 tazza di cavolo verde cotto = circa 2.000
  • 3 prugne = circa 1.500
  • 3 kiwi = circa 1.400
  • 100 g di olio extravergine di oliva = circa 1.150
  • 1 tazza di fagiolini cotti = circa 400
  • 1 tazza di cavolfiore cotto = circa 400
  • 1 grappolo di uva bianca = circa 400
  • 1 cucchiaio di uvetta nera = circa 400
  • 1 cipolla = circa 350
  • 1 mela = circa 300
  • 1 pesca = circa 250
  • 1 pera = circa 220
  • 1 banana = circa 220

5- Esposizione controllata ai raggi UV

Alla comparsa del melanoma concorrono diversi fattori, sia genetici sia ambientali.

Tra questi ultimi è stato accertato che comporta un alto rischio l'eccessiva esposizione ai raggi UV, sia quelli solari sia quelli delle lampade.

I raggi ultravioletti sono, infatti, in grado di danneggiare il DNA cellulare, favorendo lo sviluppo della malattia.

Si ricorda che le persone più a rischio sono quelle che hanno molti nei, molte lentiggini e carnagione e occhi chiari.

6 – Visite ed esami, quando indicati

È ormai appurato che, se scoperti in tempo, molti tumori risultano curabili. La parola d’ordine è quindi: diagnosi precoce.

E, per poter individuare una lesione neoplastica prima ancora che si riveli attraverso la comparsa di sintomi, l’unica strada è seguire una “scaletta” di controlli messa a punto dagli specialisti in base agli studi condotti e all’esperienza.

Ci sono diverse visite alle quali sottoporsi a seconda dell’età, del sesso e dei fattori di rischio di ciascuno. Il medico di fiducia potrà indicarci, caso per caso, che cosa fare.

Può comunque essere utile ricordare alcuni esami che andrebbero effettuati con regolare cadenza.

Per le donne

  • visita ginecologica con Pap test
  • ecografia ginecologica e mammaria
  • visita dermatologica per il controllo dei nei
  • mammografia
  • esame dei polmoni
  • pancolonscopia Per gli uomini
  • visita urologica
  • visita dermatologica per il controllo dei nei
  • esame dei polmoni
  • pancolonscopia

Susannna Trave

VIDEO

Tumori: le regole della prevenzione

Tumori prevenzione screening

Prevenire i tumori è possibile. Agendo sugli stili di vita anzitutto, e poi con campagne di screening mirate.

LEGGI TUTTO
CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
Torna su