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Scompenso cardiaco insufficienza cardiaca cuore

Scompenso cardiaco

Consiste nell'incapacità del cuore a pompare il sangue nei vasi sanguigni in misura adeguata.

Che cos'è

Lo scompenso cardiaco, detto anche insufficienza cardiaca, consiste nell'incapacità del cuore a pompare il sangue nei vasi sanguigni in misura adeguata.

In altre parole, il muscolo cardiaco (miocardio) non “lavora” così intensamente come dovrebbe: non si riempie adeguatamente di sangue oppure non ha la forza sufficiente per svuotarsi e quindi non riesce a spingere il sangue in tutto il corpo.

Ciò comporta una minore quantità di sangue nei tessuti e negli organi periferici, e quindi un minore rifornimento di ossigeno e sostanze nutrienti.

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Diffusione

Si stima che nel mondo siano 22 milioni persone affette da scompenso cardiaco, di cui oltre 12 milioni in Europa.

In Italia le ultime indagini parlano di circa un milione di casi. Ogni anno nel nostro paese ci sono 170mila nuovi casi e ogni giorno si verificano 500 ricoveri ospedalieri.

Negli ultimi anni il numero di ricoveri per scompenso è aumentato del 40 per cento.

Lo scompenso cardiaco è fortemente legato all’età: colpisce infatti tra il 6 e il 10 per cento della popolazione dai 65 anni in su, mentre la metà circa di chi soffre di scompenso ha più di 65 anni.

Cause

Sono molti i fattori di rischio dello scompenso cardiaco: nella gran parte dei casi possono essere ridotti se non eliminati intervenendo sugli stili di vita e sui comportamenti.

I principali fattori di rischio sono:

Le cause più comuni sono le malattie che colpiscono le arterie coronarie, come l’infarto del miocardio. Anche alcune disfunzioni del muscolo cardiaco, come per esempio le cardiomiopatie dilatative, le infezioni o le infiammazioni dello stesso, dette miocarditi, possono causare scompenso cardiaco.

È stato anche dimostrato che alcune persone sono maggiormente predisposte a sviluppare uno scompenso cardiaco rispetto ad altre. È tuttavia praticamente impossibile prevedere con certezza se si avrà uno scompenso, sia nel breve periodo sia sul lungo periodo.

Sintomi

Lo scompenso cardiaco può essere asintomatico o sintomatico. Nel primo caso non si osservano sintomi e quindi è difficile da riconoscere.

Lo scompenso sintomatico, invece, si fa sentire con i suoi sintomi tipici, quali:

  • senso di stanchezza e di debolezza
  • difficoltà nel respirare, mancanza di fiato, respiro corto (dispnea).

Questi primi segnali insorgono in genere dopo uno sforzo fisico. Possono anche insorgere:

  • attacchi di tosse
  • mancanza di fiato durante la notte
  • vertigini associate a confusione mentale.

Quando la malattia entra nelle fasi più avanzate i sintomi peggiorano sia in termini di frequenza sia in intensità: si può avvertire una difficoltà di respirazione anche dopo aver compiuto semplici attività, come vestirsi o camminare per la casa.

Diagnosi

Sulla base dei sintomi, il medico può valutare se si tratta di anomalie passeggere oppure se è necessario approfondire la situazione.

Gli accertamenti diagnostici in genere consistono in:

  • radiografia del torace
  • elettrocardiogramma
  • ecocardiogramma

La diagnosi dello scompenso cardiaco deriva da una valutazione complessiva del quadro clinico, soprattutto quando l’età è avanzata: con il passare degli anni è più facile riscontrare la concomitanza di più patologie quali vasculopatie periferiche, malattie renali, malattie polmonari che possono influenzare la diagnosi.

I quattro stadi dello scompenso cardiaco

L’evoluzione dello scompenso cardiaco si compone di quattro fasi: Fase 1. Il cuore non è ancora scompensato, ma alcune patologie, tra cui ipertensione arteriosa, diabete mellito, malattie coronariche, e l’uso di farmaci cardiotossici possono favorire l’evoluzione verso lo scompenso cardiaco. Agli inizi la normale attività fisica di tutti i giorni non causa affaticamento, difficoltà respiratoria, o palpitazioni. Fase 2. La cardiopatia è presente, pur in assenza di sintomi. In questa fase si può avvertire una lieve limitazione fisica. Fase 3. Compaiono i sintomi di scompenso e la limitazione dell'attività fisica diventa rilevante. A riposo non si avvertono, ma insorgono svolgendo attività fisica di intensità inferiore alla soglia quotidiana. Fase 4. In questo stadio, è pressoché impossibile svolgere qualsiasi attività fisica senza avvertire sintomi, che sono percepiti anche in fase di riposo. Molte delle terapie disponibili non sono efficaci ed è spesso necessario il ricovero in centri specializzati o, in ultima analisi, il trapianto di cuore.

Terapie

Lo scompenso cardiaco non è facile da curare e la complessità del trattamento è proporzionale allo stadio della malattia.

Spesso, oltre al trattamento farmacologico, sono prescritti interventi non farmacologici allo scopo di contenere i sintomi e controllare i meccanismi fisiologici che regolano il progredire della patologia.

I farmaci più usati sono:

  • ACE inibitori
  • Diuretici
  • Antagonisti dei recettori beta-adrenergici
  • Antagonisti dei recettori aldosteronici
  • Antagonisti dei recettori dell'angiotensina II
  • Glucosidi cardiaci
  • Vasodilatatori
  • Inotropi positivi
  • Anticoagulanti
  • Antiaritmici
  • Ossigeno


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Panciroli
Claudio Panciroli
Cardiologo


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