Raffreddore: che fare se non passa?

In genere se ne va in una settimana. E se dura di più? Forse è colpa di alcuni nostri comportamenti sbagliati.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
Raffreddore cronico terapie

In genere se ne va in una settimana. E se dura di più? Forse è colpa di alcuni nostri comportamenti sbagliati.

È quasi un rito annuale: con l’autunno arriva il raffreddore. Come il panettone a Natale e l’uovo di cioccolato a Pasqua, in questa stagione è difficile scansare qualche giorno di infezione da parte dei virus.

Di solito, i sintomi di un raffreddore spariscono nel giro di due o tre giorni. Nel 70 per cento dei casi si guarisce in una settimana, ma non è insolito che perduri anche per due settimane.

A volte non ce ne accorgiamo nemmeno, ma è proprio ciò che facciamo (o non facciamo) a farci stare male più a lungo del previsto.

Anche perché al giorno d’oggi è difficile rallentare il ritmo, stare a casa e riposare pochi giorni. Per cui tendiamo a far finta di niente sperando che con poco sforzo i sintomi migliorino rapidamente lo stesso.

Per evitare che i sintomi durino a lungo

Ecco gli errori più comuni che prolungano la sintomatologia del raffreddore.

- Mancanza di sonno. Il riposo ha un ruolo importantissimo nel sistema immunitario. È stato dimostrato che dormire meno di sette ore per notte aumenta la probabilità di prendersi un raffreddore di circa tre volte. E quando si ha già il raffreddore, la mancanza di riposo rende più lenta la guarigione.

- Poca acqua. I liquidi hanno un posto importante nei processi di guarigione. Se il raffreddore fatica ad andare via si può provare a bere più acqua o spremute. Quando i liquidi scarseggiano infatti può verificarsi una condizione di disidratazione, dal momento che il fabbisogno d'acqua aumenta quando si è ammalati.

- Abuso di decongestionanti topici. Soprattutto di notte, il naso chiuso può diventare un incubo. E quindi i cosiddetti decongestionanti nasali possono diventare un sollievo enorme. Attenzione però: usarli al giusto dosaggio è ok, ma se l’uso diventa prolungato questi preparati possono indurre tolleranza al farmaco, con scomparsa dell’efficacia. Fondamentale seguire le indicazioni riportate sul foglietto illustrativo.

- E se non fosse raffreddore? Il naso che cola può facilmente essere confuso con altri disturbi, come per esempio la sinusite o le allergie, dal momento che danno sintomi molto simili a quelli del raffreddore. Fare attenzione dunque alle differenze: i sintomi del raffreddore se ne vanno solitamente dopo alcuni giorni, mentre quelli delle allergie persistono per più giorni. Entrambi provocano tosse, naso che cola e starnuti, ma i dolori muscolari, l’affaticamento e una riduzione dell’appetito sono tipici del raffreddore.

Le sinusiti sono difficili da diagnosticare, soprattutto nelle fasi iniziali. Hanno però alcuni sintomi particolari, quali dolore facciale, emicrania, febbre e muco verde o giallo.

- Esercizio fisico sì, ma senza esagerare. Anche se la maggior parte degli italiani è sedentaria, è probabile che chi è abituato a un’attività sportiva intensa spesso non voglia fermarsi per un semplice raffreddore. È un errore: l’esercizio fisico durante un raffreddore non è controproducente, ma deve essere poco intenso per non interferire negativamente con l’immunità. Che cosa si intende per poco intenso? Per esempio, al posto di un’ora di jogging è preferibile fare una camminata di 10 chilometri.

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Intervista a Corrado Giuia, farmacologo e docente all’Università di Trieste, coordinatore del Master in farmacia clinica negli atenei di Milano e Cagliari.

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Cinque leggende sul raffreddore: che cosa dice la scienza?

  • Raffreddore coperti caldo

    Vestiti bene altrimenti ti ammali

    È il classico tormentone che ogni madre riserva ai propri figli. Da piccoli, sempre. Ma a volte anche da grandi. Uscire di casa, in autunno e in inverno, senza il cappotto e la maglia di lana non aumenta il rischio di buscarsi un raffreddore. A causare il classico malanno invernale non è altro che un virus. Colpisce di più durante la stagione fredda per la semplice ragione che trascorriamo più ore al chiuso, in casa e al lavoro, e assieme a più persone. Per cui il rischio di contagio aumenta.

  • Raffreddore capelli bagnati

    Se non asciughi bene i capelli ti viene un malanno

    Uscire di casa con la testa bagnata in inverno non è certo una bella sensazione. Ma a parte questo semplice disagio non si corrono altri rischi. Il vero responsabile del raffreddore, a dispetto del nome, non è il freddo, ma un virus. E a meno che non si prenda così tanto freddi da andare in ipotermia, e quindi essere più suscettibili alle infezioni, la temperatura esterna non è così importante.

  • Raffreddore appetito

    Mangia che ti passa

    Il raffreddore toglie l’appetito, su questo non ci sono dubbi. E sforzarsi di mangiare non serve a nulla. Al limite è importante bere liquidi in abbondanza per restare ben idratati. Tuttavia, è bene evitare, in un’ottica di prevenzione, di sottoporsi a diete ipocaloriche in vista della stagione dei malanni invernali: uno studio del 2008 pubblicato sul Journal of Nutrition ha scoperto che mettersi a dieta in questo periodo non fa altro che indebolire le difese naturali dell’organismo. E se si prende un raffreddore ci mette di più per guarire.

  • Raffreddore brodo di pollo

    Bevi il brodo di pollo che guarisci prima

    È il classico rimedio della nonna contro i raffreddori. In questo caso però potrebbe avere ragione: uno studio pubblicato sulla rivista Chest ha infatti dimostrato che una tazza di brodo di pollo aiuta l’organismo a reagire, attraverso il sistema immunitario, contro i virus del raffreddore.

  • Raffreddore superalcolico

    Un bicchierino di whisky lo manda via

    È la classica leggenda metropolitana, che piace a molti uomini. Eppure non è mai stato dimostrato che gli alcolici aiutino a superare il raffreddore. Anzi, in teoria l’alcol è nemico del sistema immunitario, nel senso che chi ne abusa va spesso in contro a un deficit nelle difese naturali dell’organismo. Meglio dunque evitare alcolici e superalcolici.


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