Febbre: tutto quello che bisogna sapere

Valutare il rialzo termico è importante. Ecco che cosa fare e cosa evitare.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 8 minuti
Febbre cure rimedi

Spesso considerata una manifestazione negativa la febbre è, invece, un meccanismo di difesa dell’organismo che, entro certi limiti, può essere utile. Vediamo quando e come combatterla.

La febbre è un aumento della temperatura corporea oltre i limiti considerati normali, che sono 37,5°C per quella ascellare e a 38°C per quella rettale.

Tale rialzo rappresenta un meccanismo di difesa dell'organismo che, di per sé, può rallentare o bloccare la moltiplicazione di alcuni microrganismi (batteri, virus) sensibili alla temperatura.

Dato il suo carattere generico, la febbre riconosce numerose possibili origini che dovranno essere opportunamente prese in considerazione.

Come orientare il medico

Annotare l’andamento della febbre e ricostruire ciò che è stato fatto nelle giornate precedenti alla sua comparsa (eventuale contatto con altri individui ammalati, esposizione al freddo, stress fisico e così via) rappresenta un valido aiuto per il proprio medico per individuare tutte le possibili cause.

Anche il valore massimo raggiunto dalla febbre può essere un’espressione indiretta della sua possibile causa: alcune malattie, come per esempio le infezioni batteriche delle vie respiratorie (faringiti, tonsilliti) determinano livelli elevati mentre quelle virali (influenza, salvo eccezioni come si è verificato recentemente con quella suina) tendono ad associarsi a valori di febbre più contenuti.

Ovviamente, per quanto possa sembrare scontato e banale, è opportuno utilizzare un termometro affidabile (nei bambini le linee guida consigliano uno strumento digitale da usare sotto l’ascella).

E poi, utilizzare sempre la stessa tecnica di misurazione e conoscere la temperatura in condizioni normali, tenendo presente che ciascuno ha un valore diverso e che con l’avanzare degli anni la temperatura corporea tende fisiologicamente a ridursi.

Va ricordato poi che esistono situazioni quali un'eruzione dentaria, una vaccinazione, un esercizio fisico intenso (soprattutto se associato a un vivo senso agonistico) che possono indurre un modesto e temporaneo rialzo della temperatura corporea.

Quel decorso assai tipico

L'andamento della febbre è in genere abbastanza tipico. Inizialmente, infatti, compaiono brividi e sensazione di freddo e di malessere: è questo il momento in cui l'organismo cerca di aumentare la produzione di calore e avverte una forte sensazione di freddo.

Raggiunto il suo valore massimo, la temperatura corporea tende quindi ad assestarsi e a rimanere elevata per un intervallo di tempo variabile, per ridursi successivamente.

Questa terza e ultima fase è detta "defervescenza" ed è caratterizzata dalla sensazione di eccessivo calore corporeo.

Si suda e si tende a scoprirsi. Ecco perché in questo momento, soprattutto se si tratta di un bambino, tenersi troppo vestiti e coperti è sbagliato.

Miti da sfatare ed errori da evitare

Nell’immaginario collettivo persistono ancora alcune credenze che devono essere sfatate: • Febbre alta è sinonimo di meningite (infiammazione delle meningi). Non è così: anche se un valore alto di temperatura può portare a mal di testa, calo dell’attenzione e talvolta pronuncia di parole senza senso. La meningite dà luogo anche ad altri disturbi e, comunque, può (e deve) essere tempestivamente diagnosticata soltanto dal medico.

• La febbre va sempre stroncata sul nascere. Non è vero: essendo un meccanismo di difesa talvolta può essere addirittura utile mantenere un livello di temperatura leggermente superiore a quello abituale anziché cercare di abbassarlo il più possibile.

• Le malattie devono fare il loro corso e “sfogarsi”. Questo atteggiamento, opposto al precedente, è anch’esso sbagliato. La febbre va curata in rapporto al valore raggiunto e anche al disagio che crea all’individuo. Non è vero inoltre che una malattia lasciata libera di manifestarsi in tutto il suo impatto rinforzi maggiormente l’organismo, preservandolo da nuovi futuri episodi febbrili.

• Se un farmaco contro la febbre non produce l’effetto voluto è giustificato aumentarne la dose oppure sostituirlo con un altro. Va detto innanzitutto che i farmaci devono sempre essere assunti secondo le indicazioni date dal medico o riportate nel foglietto illustrativo. È sbagliato ridurne arbitrariamente la dose nel timore che possa essere tossico e allo stesso modo non è corretto superare la posologia consigliata o associarlo ad altri antipiretici.

• Un errore frequente è l’atto di eroismo tipico di chi, pur con la febbre alta non rinuncia alla solita vita: il riposo, preferibilmente a letto, è importante almeno quanto l’antipiretico.

Qualche situazione particolare Non sempre la febbre è sinonimo di infezione: possono infatti esserci alcune situazioni in cui essa va considerata in una prospettiva diversa da quella tradizionale. Ecco qualche esempio.

• Dopo una vaccinazione l’eventuale aumento di temperatura, in genere modesto, esprime la normale reazione dell’organismo e spesso non richiede nemmeno una cura specifica.

• L’aumento della temperatura corporea può essere favorito da particolari condizioni emotive (stress, ansia) o da un’eccessiva esposizione al sole.

• Nelle malattie autoimmuni (artrite reumatoide, lupus eritematoso, sclerodermia) la febbre esprime l’aggressione dell’organismo contro sé stesso e talvolta si accompagna a un altro sintomo importante: il dolore.

• Una reazione allergica intensa e acuta, un piccolo intervento chirurgico o dentistico oppure un trauma accidentale sono altri casi in cui può manifestarsi febbre.

Consigli pratici

Alcuni consigli su come gestire la febbre sono già stati accennati, ma è bene riassumere le indicazioni generali.

• Oltre al valore di temperatura considerare con attenzione il suo impatto sul benessere e l’eventuale presenza contemporanea di altri sintomi. Ricordate che una febbre alta sopportata bene richiede un approccio meno aggressivo di una febbricola che risulta però molto fastidiosa.

• Riservare particolare attenzione alle fasce di età estreme (bambini piccoli e anziani) nelle quali la febbre può essere più impegnativa per l’organismo.

• Durante un episodio febbrile spesso l’appetito si attenua. Non forzarsi a mangiare ma è molto importante bere, perché aumentano le perdite di acqua dell’organismo. L’alimentazione in ogni caso dovrebbe privilegiare i cibi semplici e più digeribili e, in caso di infezione, le fonti di vitamine, come la frutta.

• A meno di situazioni particolari, è corretto affrontare la febbre con i comuni rimedi di automedicazione. Se dopo 2-3 giorni essa persiste, è bene rivolgersi al medico, alla cui attenzione deve essere sottoposta anche un’eventuale febbricola che si ripresenta regolarmente ogni giorno, anche in assenza di altri disturbi.

• I farmaci, a partire da quelli di automedicazione, devono essere impiegati in maniera responsabile, prestando attenzione a quelli che contengono più principi attivi e consultando preventivamente il medico se sono in atto altre terapie. Ci sono infatti rischi di interazione che può dare luogo a effetti spiacevoli e talvolta anche seri (per esempio aumento dell’attività di un anticoagulante, danni alla mucosa dello stomaco, effetti tossici sul fegato o sull’apparato renale).

Piercarlo Salari

VIDEO

La febbre va abbassata sempre, anche se è poca?

Abbassare poca febbre

La febbre è un sintomo che può derivare da molteplici condizioni. Non sempre è necessario abbassarla, ma se ne deve prima identificare la causa.

LEGGI TUTTO
Fotogallery

Influenza, i vantaggi della corteccia del salice

  • Fotolia 49584851 s

    Antinfiammatori, molecole dalle mille virtù

    Sono molti i disturbi che accompagnano i malanni invernali, ma possiamo tenerli a bada tutti affidandoci a un antinfiammatorio non steroideo (Fans), come per esempio l’acido acetilsalicilico scoperto, già nell’antichità, nella corteccia del salice da cui prende il nome. Grazie all’inibizione della ciclossigenasi riduce la produzione di prostaglandine coinvolte nella comparsa di febbre, infiammazione e dolore.

  • Fotolia 20197114 s

    Quando la febbre ci abbatte

    Il rialzo della temperatura corporea è una reazione che il nostro organismo mette in atto per difendersi dalle aggressioni di virus e batteri. Ma quando sale troppo, però, causa molti disagi. La riduzione di prostaglandine mediata dai Fans, come per esempio l’acido acetilsalicilico, agisce sui centri ipotalamici della termoregolazione abbassando in breve tempo la febbre.

  • Fotolia 20193853 s

    Quei dolori diffusi misti a malessere

    È esperienza comune che durante l’influenza ci si senta “tutti rotti”. L’attivazione dei nostri sistemi di difesa dalle infezioni causa infatti il rilascio di sostanze che inducono infiammazione anche nei tessuti muscoloscheletrici. Ecco perché i Fans, con la loro attività antinfiammatoria, alleviano efficacemente anche i dolori muscolari.

  • Fotolia 55751882 s

    Non lasciamoci prendere per il naso

    A seguito di un’infezione delle vie respiratorie si ha un aumento dei mediatori dell’infiammazione nelle mucose, che si traduce in una congestione nasale e nella produzione di muco. La spiccata azione antinfiammatoria dei Fans è utile anche in questo caso: aiuta a ridurre la congestione e a evitare che l’infiammazione si estenda ai seni paranasali e alla gola.

  • Fotolia 38391794 xs

    Se a far male è la gola

    Può essere stato l’abbondante muco che cola di continuo nella gola oppure uno sbalzo di temperatura che ha favorito un’infezione, o ancora un’irritazione dovuta ad agenti esterni. Fatto sta che quando la gola brucia, si fa fatica a deglutire e anche a parlare si vorrebbe che il dolore passasse in un soffio. Anche in questo caso l’acido acetilsalicilico è in grado di ridurre infiammazione e dolore alla gola.

  • Fotolia 52131918 s

    Quell’odioso cerchio alla testa

    A volte è proprio la febbre a causare cefalea, altre volte compare per l’infiammazione dei seni paranasali, ma può insorgere anche per stanchezza, stress, e per mille altre cause. In ogni caso, l’acido acetilsalicilico oltre ad abbassare la febbre e ridurre l’infiammazione ha anche un effetto antidolorifico, che risulta assai utile per spegnere in fretta il mal di testa.


CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
Torna su