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Pubblicato: 14 Luglio 2020 Ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2020

I rimedi per la diarrea

La diarrea non è una malattia, ma un sintomo, e per curarla è necessario scoprirne la causa. Alcuni accorgimenti possono però aiutarci ad alleviare i sintomi.

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Con il termine diarrea ci si riferisce all’emissione di feci dalla consistenza acquosa a causa di un ridotto assorbimento dei liquidi da parte dell’intestino. Spesso la frequenza delle evacuazioni è superiore a quella abituale, ma può manifestarsi anche un singolo episodio di diarrea. 

A causarla possono essere per esempio infezioni batteriche o infezioni virali, ma non solo. Scopriamo insieme le altre possibili cause, i sintomi associati e i rimedi per contrastarla.

Sintomi della diarrea

La diarrea può essere associata a ulteriori disturbi, quali:

I segnali di disidratazione, in particolare, sono diversi nei bambini e negli adulti. Nel bambino la perdita di liquidi può provocare scarsa produzione di urina, stanchezza, irritabilità, pallore, raffreddamento di mani e piedi e secchezza degli occhi. Nell’adulto si manifestano invece pelle secca, sete, affaticamento, nausea, giramenti di testa, dolore ai muscoli, batticuore e inappetenza.

Nei casi più gravi si possono manifestare:

  • attacchi di diarrea frequenti e ripetuti, anche durante la notte
  • tracce di sangue e/o muco nelle feci
  • feci scure o nere
  • crampi addominali intensi e vomito continuo
  • febbre alta
  • sensazione di confusione, debolezza e vertigine
  • perdita di peso.

Questi disturbi, al pari del protrarsi del problema fino a quattro o più settimane (diarrea cronica), possono essere un campanello di allarme per una patologia più grave e, qualora si manifestino, è opportuno contattare il medico curante. 

È però bene sottolineare che gli attacchi di diarrea sono sperimentati occasionalmente da molte persone e spesso si risolvono entro una settimana dalla comparsa, senza ulteriori complicanze (in questo caso si parla di diarrea acuta). 

Cause della diarrea

La diarrea acuta può avere numerose cause. Tra tutte, la più comune è la gastroenterite, un’infezione comunemente detta “influenza intestinale” provocata da virus e batteri. Ne è un esempio la cosiddetta diarrea del viaggiatore, che può verificarsi in occasione di soggiorni in zone con scarse condizioni igienico-sanitarie e temperature elevate.

Gli episodi di diarrea acuta possono inoltre essere associati a:

Le forme di diarrea più gravi e ripetute nel tempo, invece, possono essere una conseguenza di diverse patologie e disturbi intestinali:

  • malattie infiammatorie intestinali croniche, come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn
  • celiachia
  • sindrome del colon irritabile, anche detta colite spastica
  • malassorbimento degli acidi biliari (accumulo di bile nell’intestino) o cirrosi biliare
  • tumore del colon-retto e tumore dell’ano
  • interventi chirurgici all’apparato digerente
  • pancreatite cronica (infiammazione del pancreas)
  • endometriosi
  • diverticolite (presenza di diverticoli, ovvero piccole sacche, nel colon)
  • ipertiroidismo
  • epatite.

Rimedi per la diarrea

Come già evidenziato, solitamente la diarrea si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni. Durante gli episodi, però, è necessario stare a riposo e rispettare alcuni accorgimenti al fine di reintegrare i liquidi persi ed evitare complicanze. 

Bere acqua a piccoli sorsi più volte al giorno è la soluzione più semplice per favorire la reidratazione, specialmente nei soggetti più deboli come i bambini e gli anziani. Sono invece da evitare bevande gassate, alcolici, caffè, tè e succhi di frutta, che possono irritare l’intestino e portare a un peggioramento dei sintomi. 

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Su indicazione del medico, può essere opportuno assumere anche integratori e soluzioni saline reidratanti, così da compensare la perdita di liquidi ed elettroliti (come sodio e potassio). Per i bambini, le quantità da assumere variano a seconda di età, peso e gravità dei sintomi. 

Il digiuno non sembra avere effetti positivi, ma, in caso di inappetenza, l’ingestione di cibo non deve essere forzata.

Per quanto riguarda la dieta da seguire, i nutrizionisti consigliano un’alimentazione leggera, che favorisca la digestione, e cibi dalle proprietà astringenti. Tra questi troviamo:

  • riso bianco
  • verdure cotte come patate e carote lesse
  • fette biscottate
  • grissini
  • carne magra come pollo, tacchino
  • bresaola e prosciutto magro
  • pesce bollito
  • banane, mele e succo di limone, che può anche essere usato come condimento. 

Sono invece sconsigliati:

  • le verdure crude
  • gli alimenti integrali e quelli ricchi di fibra alimentare (che favoriscono il transito intestinale e possono irritare le pareti dell’intestino)
  • il pane bianco non tostato
  • i cibi grassi (formaggi stagionati, fritture, insaccati, frutta secca, creme)
  • le spezie piccanti (peperoncino, pepe)
  • il cioccolato. 

Allo scopo di riequilibrare la flora intestinale, inoltre, sono spesso impiegati prodotti probiotici (i cosiddetti fermenti lattici) da assumere per via orale. 

Per ridurre gli attacchi di diarrea vengono invece usati i farmaci antidiarroici. Benché possano essere acquistati senza prescrizione, è necessario leggere attentamente le istruzioni riportate sul foglio illustrativo per non eccedere nelle dosi ed essere consapevoli delle controindicazioni. L’azione di questi farmaci è in genere quella di bloccare i movimenti dell’intestino, favorendo così un maggiore assorbimento dei liquidi. In caso il disturbo sia di origine infettiva, però, il loro uso è sconsigliato in quanto tramite la diarrea l’intestino si libera dai microrganismi patogeni; al contrario, bloccando gli spasmi necessari alla defecazione, si ritardano la guarigione e il ripristino della flora batterica intestinale. È quindi sempre bene consultare il proprio medico oppure il farmacista.  

Il trattamento antibiotico deve essere prescritto dallo specialista solo in presenza infezione batterica.

Se la diarrea è correlata a una patologia specifica, infine, curare la malattia porterà a un miglioramento anche della sintomatologia diarroica. Questo è il caso, per esempio, della sindrome dell'intestino irritabile, delle malattie infiammatorie intestinali, del malassorbimento degli acidi della bile o della celiachia, la cui terapia prevede l’eliminazione del glutine dalla dieta. 

Quando rivolgersi al medico

Il trattamento della diarrea necessita di un intervento medico quando si protrae per più di una o due settimane, in presenza di sintomi gravi, oppure quando è già stata diagnosticata una patologia ricollegabile al disturbo. Lo specialista raccoglierà informazioni sulla frequenza delle scariche diarroiche, la presenza di altri sintomi (come per esempio la comparsa di febbre), eventuali viaggi all’estero, alimenti mangiati di recente, uso di farmaci e condizioni di stress. 

Nel caso in cui si sospetti l’insorgenza di una patologia più grave, come per esempio la colite ulcerosa e il morbo di Crohn, possono essere prescritti anche esami del sangue e delle feci. Quest’ultima analisi è volta a verificare, tra le altre cose, l’eventuale presenza di parassiti e di sangue occulto. 

Se i risultati confermano l’ipotesi di una malattia infiammatoria, il paziente può essere sottoposto a un esame rettale o ad altri accertamenti più invasivi, come la rettoscopia e la colonscopia, al fine di verificare lo stato della mucosa intestinale e giungere a una corretta diagnosi.  

Come prevenire la diarrea

È possibile ridurre il rischio di infezione che può causare diarrea rispettando quotidianamente le seguenti norme igieniche:  

  • lavarsi spesso le mani con il sapone, specialmente dopo essere andati in bagno e prima di mangiare
  • lavare spesso il piano di lavoro e gli utensili da cucina durante la preparazione dei cibi
  • non lasciare troppo a lungo gli alimenti a temperatura ambiente e non conservare insieme cibi crudi e cotti
  • non mangiare cibo scaduto
  • quando si viaggia in Paesi con scarse norme igieniche, mangiare solo cibi ben cotti, bevendo acqua e bibite in bottiglie confezionate; da evitare invece la frutta con la buccia, i latticini, i gelati, il ghiaccio e l’acqua del rubinetto. 

In caso di diarrea già manifesta, inoltre, è meglio non condividere la biancheria da bagno o le stoviglie con altre persone ed è necessario pulire il wc con il disinfettante dopo ogni scarica. 


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