Crampi e dolori mestruali: affrontali così

Quando la fine del ciclo è fonte di dolore è bene cercare di difendersi.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti
Dolori mestruali cause terapie

Nella quasi totalità delle donne il flusso mestruale non arriva da solo: ad accompagnarlo ci sono diversi disturbi, più o meno pronunciati, primo tra tutti il dolore.

Soltanto due donne su dieci hanno la fortuna di passare indenni attraverso “quei giorni”. Per tutte le altre il periodo mestruale rappresenta, come minimo, un bel fastidio.

E per qualcuna i dolori sono talmente forti da rendere difficile, se non impossibile, svolgere qualunque attività.

In questi casi si parla di dismenorrea, un disturbo non poi così infrequente visto che ne soffre il 10-15 per cento circa delle donne in età riproduttiva.

C’è causa e causa

Una puntualizzazione va fatta subito: la dismenorrea può essere indotta da altre patologie che interessano l’apparato riproduttivo.

Dietro la comparsa di forti dolori che persistono per tutto il periodo delle mestruazioni possono nascondersi patologie come infiammazioni dell'utero, cisti ovariche, endometriosi, ma anche anomalie anatomiche e altri disturbi.

In questi casi si parla di dismenorrea secondaria. In genere compare in età adulta ed è fondamentale rivolgersi a uno specialista per identificare la causa e poter quindi curare il disturbo nel modo più corretto.

Nella cosiddetta dismenorrea primaria, invece, non si riscontra nulla di anomalo a livello organico. Generalmente compare poco dopo le prime mestruazioni e accompagna le giovani donne soprattutto nei primi anni di vita fertile.

Tutta colpa degli ormoni

Che possano essere o meno classificati come dismenorrea, i dolori che accompagnano le mestruazioni sono comunque un problema che si ripresenta ciclicamente influenzando, talvolta pesantemente, la qualità della vita per due-tre giorni ogni mese.

Spesso i forti dolori sono accompagnati da gonfiore e ritenzione di liquidi, ma anche da mal di testa, nausea e vomito.

Tutto questo corteo di disturbi sembra essere dovuto a una eccessiva produzione di prostaglandine, che stimolando i muscoli dell’utero, provocano crampi e dolori.

E le stesse sostanze sono accusate di avere qualche responsabilità sull’insorgenza di nausea e vomito, agendo sull’apparato gastroenterico.

Le cure “classiche”

Quando i dolori sono talmente intensi da compromettere lo svolgimento delle normali attività si può ricorrere a farmaci analgesici.

Tra questi, acido acetilsalicilico e Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei) sono i più indicati: agiscono bloccando la produzione di prostaglandine.

Con l’accortezza di assumerli precocemente, alle prime avvisaglie di dolori.

In alcuni casi il medico può prescrivere la pillola estroprogestinica. L’inibizione dell’ovulazione e la diminuzione del flusso mestruale che ne conseguono hanno un impatto positivo sul dolore mestruale.

Si stima che l’80 per cento delle donne che soffrono di dismenorrea abbiano un consistente beneficio dall’assunzione della pillola.

Un’arma in più: a tavola e nel parco

Prima di ricorrere ai farmaci (o comunque, come misura addizionale) si può adottare qualche rimedio semplice e salutare: un’alimentazione adeguata e un po’ di attività fisica.

Evitare i grassi animali: apportano acido arachidonico (precursore delle prostaglandine) e appesantiscono la digestione favorendo l’insorgere di crampi e di mal di testa.

Scegliere cibi ricchi di triptofano (legumi, cereali, frutta secca), pecursore della serotonina, rilassa e migliora l’umore. E per facilitarne l’assorbimento associamo alimenti ricchi in vitamine del gruppo B (pesce, agrumi, lattuga, broccoli e spinaci, avocado e prugne).

Mandorle, nocciole, lievito di birra, miglio e grano saraceno oltre che banane e albicocche secche forniranno magnesio, zinco e altri sali minerali assai utili.

Una bella passeggiata di buon passo, magari nel verde di un parco, avrà un’azione equilibrante sulla muscolatura, la circolazione e il drenaggio linfatico. Oltre a indurre la produzione di endorfine, che hanno un'azione analgesica.

Susanna Trave

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