Pubblicità

Selenio

Il selenio è, soprattutto, un prezioso antiossidante, ma ha anche un ruolo fondamentale nel buon funzionamento della tiroide.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 2 minuti
Selenio formaggio

Che cos’è

Il selenio è un oligomierale dotato di attività antiossidante in sinergia con altre molecole. Svolge un ruolo fondamentale nel buon funzionamento della ghiandola tiroide.

Fonti alimentari

Disponibilità elevate si riscontrano in alimenti ricchi di selenio come cereali, formaggi, carne, pesce e frutti di mare.

Quantità variabili si trovano anche in altri cibi che contengono selenio: nei legumi, nella frutta e nella verdura a seconda dei livelli di selenio contenuti nei terreni di coltivazione.

Effetti

In associazione con la vitamina E il selenio agisce come antiossidante ostacolando la formazione di radicali liberi.

Tra le altre funzioni, il selenio contribuisce alla protezione del sistema cardiovascolare, all'inibizione dell'anormale crescita cellulare, alla produzione di anticorpi e al rafforzamento delle difese immunitarie.

Per saperne di più sugli antiossidanti naturali leggi questo articolo.

Carenza

Eventuali carenze di selenio (è un sale minerale che viene facilmente perso nelle fasi di cottura del cibo) determinano l'insorgenza di problematiche legate all'invecchiamento come malattie cardiovascolari, minore resistenza alle infezioni, malattie cutanee, disturbi della vista.

Dosi consigliate

I livelli di assunzione di selenio consigliati per l'adulto sono di 55 mcg/die, mentre per il bambino in crescita sono solo di 0,2 mcg/die.

Nel periodo dell'allattamento si raccomanda un aumento dell'apporto di 15 mcg/die.

Precauzioni

Dosi superiori a 400 microgrammi al giorno possono provocare un’intossicazione chiamata selenosi. I sintomi possono essere diversi: degenerazione degli annessi cutanei quali capelli e unghie, diarrea, febbre, dermatosi vescicolare, disturbi neurologici (parestesie, paresi) e, più raramente, danni epatici.

CHIEDI ALL'ESPERTO

Hai bisogno di un consiglio? Un team di esperti è a tua disposizione per consulti online gratuiti e anonimi. Chiedi ai nostri esperti per avere risposte sulla tua salute. Le domande saranno pubblicate in forma anonima. Per inviare le tue domande registrati o effettua il login qui .

Pgatti Patrizia Maria Gatti
Specialista in Scienza dell’Alimentazione

CONSULTA IL TEAM DI ESPERTI

CONSULTA IL DOSSIER "STANCHEZZA"
Fotogallery

Sali minerali: ecco chi rischia di andare in riserva

  • Rischio carenze minerali 4

    In estate siamo tutti a rischio

    Quando fa caldo e sudiamo di più siamo tutti a rischio di andare in riserva di magnesio e potassio. Con il sudore infatti ne perdiamo in abbondanza e se compaiono sintomi quali stanchezza e spossatezza, è bene correre ai ripari.

  • Rischio carenze minerali

    Chi suda molto

    C’è chi soffre di ipersudorazione e chi suda parecchio perché ama fare tanto sport. In entrambi i casi, il rischio di carenze da magnesio e potassio è da prendere in considerazione.

  • Rischio carenze minerali 3

    Chi è in là con gli anni

    Sono soprattutto gli anziani coloro che devono più stare attenti alle carenze di magnesio e potassio: con gli anni infatti ne assorbiamo sempre meno dalla dieta.

  • Rischio carenze minerali 6

    Chi assume diuretici per curare l’ipertensione

    Molti ipertesi devono assumere, per tenere sotto controlla la pressione, farmaci diuretici. Questi medicinali comportano una maggiore escrezione di potassio con le urine e quindi un aumento del rischio carenza.

  • Rischio carenze minerali 2

    Chi è in sovrappeso

    Chi è in sovrappeso o addirittura obeso tende a sudare di più perché i muscoli fanno più fatica a spostare il maggiore peso corporeo. Per questo motivo, chi ha chili di troppo tende ad andare in carenza di magnesio e potassio.

  • Rischio carenze minerali 5

    Chi soffre di diabete

    Il diabete è una patologia che, tra le altre conseguenze, comporta anche il rischio di andare incontro a carenze di magnesio e potassio.


CONSULTA L’ARCHIVIO DI ALIMENTAZIONE
Torna su