Infiammazione: cause, sintomi, rimedi

Una reazione naturale dell’organismo innescata da una lesione o da un’aggressione esterna a carico di un tessuto o di un organo.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

Che cos’è

L’infiammazione è una reazione naturale dell’organismo. Può essere innescata da una lesione o da un’aggressione esterna (una ferita, un trauma, un’ustione, un’infezione eccetera) a carico di un tessuto o di un organo.

A volte, la risposta infiammatoria è di tipo generalizzato, nel senso che interessa l’intero organismo. È il caso di malattie con una base autoimmunitaria come la psoriasi, le artriti, la sclerosi multipla o il lupus eritematoso sistemico.

Cause

Oltre che da lesioni di diverso tipo e da aggressioni esterne, l’infiammazione può essere indotta anche dalla presenza di sostanze prodotte dall’organismo in tessuti che di norma non dovrebbero contenerle.

Due esempi di questo tipo sono l’accumulo di acido urico nelle articolazioni colpite da gotta o la formazione di placche aterosclerotiche lungo le pareti delle arterie, entrambi accompagnati da infiammazione.

A prescindere dalla causa scatenante, tutti i fenomeni infiammatori sono innescati da un aumento nella produzione di sostanze chiamate prostaglandine determinata dall’attivazione di enzimi noti come ciclossigenasi 1 e 2 (Cox 1 e 2).

I farmaci antinfiammatori agiscono inibendo l’attività di questi enzimi e bloccando così alla base la serie di reazioni che portano all’infiammazione.

Sintomi comuni

L’infiammazione localizzata è tipicamente associata a dolore, calore o bruciore, arrossamento e gonfiore a carico della zona colpita (un muscolo, un’articolazione eccetera).

Fenomeni infiammatori di carattere sistemico possono associarsi a un malessere più sfumato e generico, simile a quello di una leggera influenza, e/o a uno o più sintomi specifici, in relazione alla malattia di base.

Complicazioni

L’infiammazione conseguente a un trauma o all’uso eccessivo di un muscolo o di un’articolazione tende ad attenuarsi con il riposo e l’assunzione di farmaci antinfiammatori, come acido acetilsalicilico o antinfiammatori non steroidei (Fans).

Tuttavia, se è presente anche una ferita, la situazione può complicarsi con un’infezione batterica che va curata con antibiotici.

Le infiammazioni articolari associate a malattie reumatiche croniche, come artriti e artrosi, se non adeguatamente trattate, possono determinare una degenerazione irreversibile dei tessuti articolari e delle superfici ossee.

Le infiammazioni sistemiche persistenti tendono ad aumentare il rischio cardiovascolare, facilitando il verificarsi di eventi acuti gravi come infarto cardiaco e ictus.

Lo stress ossidativo sui tessuti determinato dall’infiammazione può, inoltre, aumentare il rischio di sviluppare tumori.

Le cure

Quando l’infiammazione è localizzata e compare in modo occasionale, per cause note o facilmente identificabili, il ricorso a farmaci come acido acetilsalicilico o antinfiammatori non steroidei (Fans) per automedicazione o prescritti dal medico rappresenta un rimedio adeguato ed efficace per alleviare i sintomi.

Quando consultare il medico

Se i sintomi di un’infiammazione localizzata non migliorano o, addirittura, peggiorano nell’arco di 4-5 giorni, nonostante il riposo della parte interessata e l’assunzione di comuni farmaci antin-fiammatori è necessario consultare il medico per individuare trattamenti più specifici o procedere agli accertamenti del caso.

Infiammazioni localizzate che tendono a ripresentarsi o a mantenersi per lunghi periodi di tempo e infiammazioni di tipo sistemico di diversa natura vanno sempre sottoposte alla valutazione dal medico.

VIDEO

Influenza, quanti miti e leggende...

Foto prof giua

Intervista a Corrado Giuia, farmacologo e docente all’Università di Trieste, coordinatore del Master in farmacia clinica negli atenei di Milano e Cagliari.

LEGGI TUTTO
Fotogallery

Influenza, i vantaggi della corteccia del salice

  • Fotolia 49584851 s

    Antinfiammatori, molecole dalle mille virtù

    Sono molti i disturbi che accompagnano i malanni invernali, ma possiamo tenerli a bada tutti affidandoci a un antinfiammatorio non steroideo (Fans), come per esempio l’acido acetilsalicilico scoperto, già nell’antichità, nella corteccia del salice da cui prende il nome. Grazie all’inibizione della ciclossigenasi riduce la produzione di prostaglandine coinvolte nella comparsa di febbre, infiammazione e dolore.

  • Fotolia 20197114 s

    Quando la febbre ci abbatte

    Il rialzo della temperatura corporea è una reazione che il nostro organismo mette in atto per difendersi dalle aggressioni di virus e batteri. Ma quando sale troppo, però, causa molti disagi. La riduzione di prostaglandine mediata dai Fans, come per esempio l’acido acetilsalicilico, agisce sui centri ipotalamici della termoregolazione abbassando in breve tempo la febbre.

  • Fotolia 20193853 s

    Quei dolori diffusi misti a malessere

    È esperienza comune che durante l’influenza ci si senta “tutti rotti”. L’attivazione dei nostri sistemi di difesa dalle infezioni causa infatti il rilascio di sostanze che inducono infiammazione anche nei tessuti muscoloscheletrici. Ecco perché i Fans, con la loro attività antinfiammatoria, alleviano efficacemente anche i dolori muscolari.

  • Fotolia 55751882 s

    Non lasciamoci prendere per il naso

    A seguito di un’infezione delle vie respiratorie si ha un aumento dei mediatori dell’infiammazione nelle mucose, che si traduce in una congestione nasale e nella produzione di muco. La spiccata azione antinfiammatoria dei Fans è utile anche in questo caso: aiuta a ridurre la congestione e a evitare che l’infiammazione si estenda ai seni paranasali e alla gola.

  • Fotolia 38391794 xs

    Se a far male è la gola

    Può essere stato l’abbondante muco che cola di continuo nella gola oppure uno sbalzo di temperatura che ha favorito un’infezione, o ancora un’irritazione dovuta ad agenti esterni. Fatto sta che quando la gola brucia, si fa fatica a deglutire e anche a parlare si vorrebbe che il dolore passasse in un soffio. Anche in questo caso l’acido acetilsalicilico è in grado di ridurre infiammazione e dolore alla gola.

  • Fotolia 52131918 s

    Quell’odioso cerchio alla testa

    A volte è proprio la febbre a causare cefalea, altre volte compare per l’infiammazione dei seni paranasali, ma può insorgere anche per stanchezza, stress, e per mille altre cause. In ogni caso, l’acido acetilsalicilico oltre ad abbassare la febbre e ridurre l’infiammazione ha anche un effetto antidolorifico, che risulta assai utile per spegnere in fretta il mal di testa.


CONSULTA L’ARCHIVIO DI PATOLOGIE A/Z
Torna su