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Tosse grassa: quando non se ne vuole andare via

La tosse grassa insisitente può portare a una serie di complicanze. Ecco come curarla e prevenirne le conseguenze.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti
Tosse grassa terapie rimedi

Quando diventa insistente riduce notevolmente la qualità di vita e può portare a una serie di complicanze. Ecco come curarla e prevenirne le conseguenze.

Pur essendo un sintomo molto frequente la tosse viene troppo spesso affrontata con superficialità.

È un atto riflesso, per lo più involontario, che serve come meccanismo difensivo finalizzato a liberare le vie respiratorie da sostanze nocive accidentalmente penetrate o agenti patogeni (batteri, virus).

Anzitutto è bene chiarire che non sempre la tosse produttiva (quella cosiddetta “grassa”) è spia di una malattia grave. Per esempio, una frequente esposizione al fumo di sigaretta, ad ambienti polverosi o a sostanze irritanti (vapori, solventi, vernici), possono generare una tosse che mette notevolmente in ansia, ma non costituisce un serio pericolo per la salute.

Viceversa sono proprio i casi in cui sembra instaurarsi una sorta di rassegnazione e di “pacifica convivenza” con una tosse protratta, soprattutto se catarrosa e insistente, quelli che meritano più attenzioni.

Conseguenze e complicanze

Quando diventa insistente, sia essa acuta, subacuta o cronica (cioè di durata rispettivamente inferiore a 3 settimane, compresa tra 3 e 8 settimane o superiore a 8 settimane), la qualità di vita ne risente parecchio.

Non soltanto perché altera l’armonia della giornata, la concentrazione, il benessere, le relazioni sociali, l’attività professionale e il sonno, ma anche per una serie di complicanze, anche gravi. Ecco quali possono essere:

  • traumi laringei
  • danni alla mucosa delle vie aeree
  • strappi muscolari
  • bradicardia
  • aritmie cardiache
  • emorragie (in particolare sottocongiuntivali e nasali)
  • episodi di incontinenza urinaria sporadica
  • cefalea
  • insonnia
  • vomito

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La bronchite cronica

Se il medico vi parla di bronchite cronica significa che c’è un irritazione delle vie respiratorie, con tosse catarrosa e aumento delle secrezioni bronchiali, che dura da molto tempo.

Si manifesta di solito intorno ai 40 anni e privilegia gli uomini. È fortemente legata all'abitudine al fumo di sigaretta (il 70% dei casi è in fumatori di più di 20 sigarette al giorno). Ma anche all'inquinamento atmosferico, come dimostra il fatto che è più frequente negli abitanti delle aree urbane.

I malati di bronchite cronica hanno una notevole propensione alle infezioni respiratorie: il ristagno di secrezioni bronchiali e i prodotti catramosi inalati col fumo determinano, infatti, un ottimo terreno per la crescita di numerosi agenti patogeni.

Le complicanze infettive si manifestano di solito nei mesi invernali con peggioramento della tosse e notevole aumento dell'espettorato. In questi casi è opportuna una terapia antibiotica mirata e di supporto.

Quando consultare il medico

In caso di tosse grassa persistente che si protrae per più di 3 settimane consecutive il medico deve essere sempre consultato. E a maggiore ragione nelle seguenti situazioni:

  • se mancano le forze, se c’è affaticabilità e febbre
  • in caso di dolore al torace, specie in persone con malattie cardiovascolari pregresse e/o in atto
  • se c’è presenza di sangue nell’espettorato
  • se il catarro è maleodorante o acquista un colore insolito o sospetto
  • se la tosse colpisce un bambino molto piccolo, soprattutto se nato prematuro e con una storia di pregresse malattie respiratorie

La terapia più appropriata

L'obiettivo della cura è duplice: da un lato è necessario intervenire sulle cause e sulle infezioni batteriche eventualmente presenti; dall'altro si devono fluidificare le secrezioni e favorirne l'espettorazione.

Nelle forme croniche produttive è spesso opportuno somministrare antibiotici per la prevenzione delle riacutizzazioni.

Anche se particolarmente fastidiosa, meglio non inibire del tutto la tosse, che serve proprio a eliminare le secrezioni e i corpi estranei.

Se il muco è denso e di difficile eliminazione, come spesso accade nelle forme croniche, si possono somministrare mucolitici fluidificanti, quali per esempio sobrerolo, che rendono le secrezioni più fluide aiutando la loro eliminazione attraverso la tosse.

Utile (soprattutto nei bambini) è poi l’aerosol con soluzione fisiologica o preferibilmente con acqua marina, a cui possono anche essere aggiunti principi mucolitici.

Si possono anche seguire alcuni semplici consigli utili per prevenire il cronicizzarsi della tosse:

  • evitare di fumare e di soggiornare in ambienti fumosi;
  • bere molta acqua;
  • tenere gli ambienti dove si soggiorna a lungo ben umidificati e a temperature non troppo elevate (i 19-20 gradi sono l’ideale).

Piercarlo Salari

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