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La dieta antireflusso

Reflusso gastroesofageo: ecco tutte le strategie per evitare che compaia e, nel caso, i farmaci per controllare i sintomi.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti
Reflusso gastrico dieta

Pasti abbondanti, cibi grassi, fritti, spezie, insaccati e alcolici: sono tante le attenzioni dietetiche da seguire per chi soffre di reflusso gastroesofageo.

Per chi soffre di reflusso gastroesofageo, un disturbo che prevede la risalita di acido dallo stomaco verso l’esofago, esistono ormai farmaci efficaci e sicuri in grado di tenere sotto controllo i sintomi ed è possibile acquistarli in farmacia senza ricetta medica.

Quelli di prima scelta sono gli inibitori della pompa protonica (IPP), come per esempio l’omeprazolo: bloccano la produzione di acido cloridrico nello stomaco, alleviando il disturbo.

Evitare le abbuffate

Oltre ai farmaci, da assumere seguendo le indicazioni e i consigli del farmacista, è molto importante seguire una dieta antireflusso gastrico.

Da evitare sicuramente i pasti troppo abbondanti, soprattutto quelli ricchi di cibi grassi o fritti: è una regola universalmente valida, che chi soffre di reflusso gastroesofageo non può proprio permettersi di ignorare, soprattutto la sera.

Infatti, le cene abbondanti sovraccaricano lo stomaco prima di coricarsi e favoriscono le sgradevoli risalite acide e i malesseri durante la notte.

Bisogna cercare di pianificare meglio l’assunzione del cibo nell’arco della giornata, prevedendo almeno 4-5 pasti leggeri e privilegiando la colazione rispetto alla cena.

Idealmente, si dovrebbe attendere almeno 3-4 ore prima di coricarsi dopo aver mangiato: quindi, meglio evitare di cenare troppo tardi.

Alimenti amici e nemici

Gli alimenti ideali, perché impegnano poco lo stomaco e saziano a lungo, sono:

  • pasta
  • riso
  • cereali
  • patate

Devono però essere cotti al punto giusto e abbinati a condimenti leggeri: meglio usare piccole quantità di olio extravergine d’oliva “a crudo”, evitando i grassi di origine animale, come burro, lardo o panna.

Il sugo di pomodoro non è proibito, ma non deve contenere cipolla, aglio né spezie piccanti.

Infatti, i nemici dichiarati di chi soffre di reflusso sono:

  • peperoncino
  • paprika
  • pepe
  • zenzero
  • cannella
  • noce moscata
  • curry

Queste spezie promuovono la produzione dei succhi gastrici e, in alcune persone più che in altre, tendono ad allentare la tenuta del cardias, la valvola che separa stomaco da esofago, facilitando la risalita dell’acido.

Aromi innocui per lo stomaco sono:

  • prezzemolo
  • timo
  • salvia
  • basilico
  • origano
  • rosmarino

Attenzione a non eccedere con il sale: oltre a favorire l’ipertensione, è uno dei principali stimolatori della secrezione acida gastrica.

Da evitare anche salsicce alla brace, costine ai ferri e i tagli grassi di carne di manzo o maiale, in qualsiasi modo siano cucinati.

Pochi salumi e soltanto magri, come bresaola, prosciutto crudo, cotto naturale.

Per quanto riguarda i formaggi vanno preferiti quelli freschi o stagionati, a patto che siano leggeri e digeribili, come ricotta, grana, caprino tenero, primosale.

Pollice verso, invece, per gli erborinati (gorgonzola, roquefort, blue) e i fondenti (fontina, taleggio, brie, tomini).

Meglio girare al largo dalla cucina etnica, che sia cinese, indiana, magrebina o messicana: troppe spezie e glutammato un po’ ovunque. Via libera a sushi e sashimi, evitando però salsa di soia e wasabi.

Vanno consumati a piccole dosi i frutti più acidi (agrumi, ananas, kiwi e alcuni frutti di bosco) e quelli troppo acerbi, consumandoli preferibilmente durante il pasto di mezzogiorno, anziché a cena.

Masticare con calma

La buona digestione inizia in bocca. È sufficiente masticare ogni boccone almeno 15-20 volte per dare una mano allo stomaco nella digestione.

Così facendo il cibo viene sminuzzato in frammenti più facilmente digeribili dai succhi gastrici e gli enzimi presenti nella saliva iniziano la prima fase della digestione.

Meglio poi rimandare al dopopranzo le conversazioni troppo concitate e le telefonate incalzanti.

Luisa Bonometti

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Samanta mazzocchi Samanta Mazzocchi
Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

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Reflusso gastroesofageo, tutte le terapie

Reflusso terapie

La terapia del reflusso gastroesofageo si basa essenzialmente su tre tipi di farmaci: antiacidi, anti H2 e inibitori della pompa protonica

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Sette trucchi per digerire meglio

  • Digerire pranzo stress

    Mangia con calma

    La fretta è il peggior nemico della digestione. Meglio prendersi il tempo necessario per mangiare e masticare con calma, boccone dopo boccone. Meglio evitare quindi il panino ingurgitato in fretta e furia al bancone del bar perché è il modo migliore per sentirlo andare su e giù per tutta la giornata. Se possibile, nella pausa pranzo, vanno evitate anche le fonti di stress. Quindi niente discussioni di lavoro, almeno a tavola.

  • Digestione pantaloni

    Evita le cinture che “strizzano” la vita

    Almeno un merito la tanto vituperata moda dei pantaloni “a vita bassa” ce l’ha: lascia libero lo stomaco da inutili costrizioni, facendo appoggiare le cinture o fasce sui fianchi. Chi invece preferisce vestirsi in modo più classico deve orientarsi verso tagli più morbidi e tessuti meno rigidi. E le donne che indossano gonne o shorts e collant dovrebbero evitare di posizionare gli elastici proprio all’altezza dell’ombelico.

  • Digerire fritto

    Stai lontano dai cibi grassi

    Fritti e condimenti a base di burro sono tra gli alimenti più difficili e lunghi da digerire. Lo stomaco deve lavorare un bel po’ prima di riuscire a smaltirli. Chi soffre di problemi digestivi deve quindi evitare, a pranzo e a cena, di mettere troppi grassi nel piatto.

  • Pennicchella digestione

    No alla pennichella

    Dopo un pranzo abbondante, a volte anche dopo un pasto leggero, viene l’abbiocco. Non è nulla di grave: il sangue scorre copioso verso lo stomaco, per favorire la digestione, e diminuisce l’afflusso al cervello. Stanchezza, spossatezza, palpebre abbassate sono un fenomeno naturale. Meglio evitare però la classica pennichella se si fa fatica a digerire perché la posizione orizzontale e il sonno non facilitano il lavoro dello stomaco.

  • Acqua digestione

    L’acqua frizzante non serve

    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

  • Digestione freddo

    Niente sbalzi di temperatura dopo mangiato

    Anche il classico colpo d’aria allo stomaco, così come il tuffarsi in acqua, subito dopo un pasto è un deterrente alla digestione. Il freddo è un ostacolo al lavoro dello stomaco e se per alcune fortunate persone non cambia nulla, per quelli che soffrono di difficoltà digestive può rappresentare un problema.

  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


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