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Intestino pigro, ecco come svegliarlo

Contro l'intestino pigro, aiutano attività fisica, alimentazione corretta e, quando serve, i giusti integratori.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
Intestino pigro rimedi

Contro gonfiori, tensioni addominali e stitichezza aiutano senza dubbio attività fisica e alimentazione. E, quando serve, integratori alimentari a base di fibre e prebiotici.

Avere l'intestino pigro, ovvero un rallentamento delle fasi finali della digestione, è un problema molto comune, che può diventare cronico anche se, spesso, è solo una situazione transitoria.

Viaggi, stress, problemi lavorativi o famigliari, cambiamenti nel regime alimentare e gravidanza possono far comparire improvvisamente costipazione, gonfiori e tensioni addominali, senza che siano da interpretare come i sintomi di una problematica più grave.

Una delle sue forme più comuni è dovuta a una dieta carente in fibre. Una vita meno sedentaria unita a una buona alimentazione può risolvere il problema.

L'importanza di una corretta alimentazione

L’intestino pigro può derivare da un eccessivo riassorbimento dell'acqua a livello del colon. In tal caso le feci, dure e disidratate, si accumulano e fanno fatica a essere evacuate.

L'alimentazione ha un ruolo fondamentale per risolvere questo tipo di problema. Infatti cibi poveri di sali minerali, di vitamine, di acqua o di fibre procedono con più difficoltà all'interno del colon.

In questa situazione la muscolatura intestinale funziona meno bene, compromettendo l'emissione delle feci e provocando un blocco delle stesse. Anche le pareti del colon ne risentono e si indeboliscono.

Disco verde per vegetali e acqua

Al contrario, frutta, verdura, legumi, cereali e liquidi conferiscono una corretta consistenza alle feci e garantiscono il loro movimento nell'intestino. Infatti essi contengono pectine, che aiutano a formare masse gelatinose, e fibre vegetali ricche di cellulosa, una molecola in grado di assorbire molta acqua.

Inoltre i cibi di origine vegetale favoriscono la buona salute della flora batterica intestinale. Questa produce, a partire dai residui degli alimenti vegetali, una serie di acidi grassi volatili (come l'acido acetico, l'acido propionico, l'acido butirrico e l'acido lattico), tiene sotto controllo i gonfiori addominali e contribuisce allo stimolo alla defecazione.

Quindi: largo al consumo di pane e pasta integrali, cereali e loro derivati, soia e altri legumi, carciofi, carote, cavoli, melanzane, finocchi, frutta fresca, secca ed essiccata.

Da evitare, invece, l'eccesso di condimenti, di alimenti proteici e di zuccheri e di cibi poveri di fibre (cioccolato, carne, farina raffinata, caffè e alcolici).

Un ultimo accorgimento: masticare adeguatamente il cibo e bere in abbondanza. I liquidi possono essere introdotti anche come zuppe, minestre, spremute e tisane, come quella alla malva, pianta ricca di mucillagini.

Rimedi naturali: piante, prebiotici e probiotici

Se, però, anche con una dieta corretta l’intestino tende a non funzionare a dovere, possiamo rivolgerci alla fitoterapia: esistono molteplici piante con proprietà lassative, come il fucus, rabarbaro, il boldo, la frangola, il tarassaco, l'aloe e la senna. Unica precauzione: non utilizzarle durante la gravidanza e l'allattamento.

I tal caso è comunque possibile fare ricorso alle maltodestrine, derivati dell'amido del mais che agiscono sul transito intestinale.

Se, poi, una dieta sbilanciata o una terapia antibiotica hanno alterato la flora batterica intestinale, è bene reintegrarla in modo opportuno. Alcuni alimenti (yogurt classici e da bere e certi formaggi) contengono vari ceppi di Lactobacillus e Bifidobatteri che possono arrivare vivi fin nell'intestino.

Inoltre i microrganismi della flora intestinale possono essere assunti sotto forma di integratori probiotici. I cosiddetti prebiotici, invece, favoriscono la crescita dei batteri intestinali. Si tratta di fibre alimentari solubili, come il polidestrosio, che riequilibra la flora evitando effetti collaterali come il meteorismo.

Silvia Soligon

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Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

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Endocrinologo, docente di Fitoterapia

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Sette trucchi per digerire meglio

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  • Digerire fritto

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    Fritti e condimenti a base di burro sono tra gli alimenti più difficili e lunghi da digerire. Lo stomaco deve lavorare un bel po’ prima di riuscire a smaltirli. Chi soffre di problemi digestivi deve quindi evitare, a pranzo e a cena, di mettere troppi grassi nel piatto.

  • Pennicchella digestione

    No alla pennichella

    Dopo un pranzo abbondante, a volte anche dopo un pasto leggero, viene l’abbiocco. Non è nulla di grave: il sangue scorre copioso verso lo stomaco, per favorire la digestione, e diminuisce l’afflusso al cervello. Stanchezza, spossatezza, palpebre abbassate sono un fenomeno naturale. Meglio evitare però la classica pennichella se si fa fatica a digerire perché la posizione orizzontale e il sonno non facilitano il lavoro dello stomaco.

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    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

  • Digestione freddo

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    Anche il classico colpo d’aria allo stomaco, così come il tuffarsi in acqua, subito dopo un pasto è un deterrente alla digestione. Il freddo è un ostacolo al lavoro dello stomaco e se per alcune fortunate persone non cambia nulla, per quelli che soffrono di difficoltà digestive può rappresentare un problema.

  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


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