Stipsi, i prebiotici che aiutano

Quando l'intestino non funziona a dovere, mangiare in modo sano, matenere ritmi di vita regolari e assumere prebiotici per un aiuto in più.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
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Il benessere è questione di equilibrio, fisico e psichico. In particolare quando si tratta della funzionalità intestinale, che di ogni minimo cambiamento tende a risentire in modo particolarmente marcato.

Ce ne accorgiamo quando attraversiamo un periodo di stress e nervosismo, quando per scelta o necessità ci allontaniamo temporaneamente dalle abitudini alimentari consolidate, quando dobbiamo assumere farmaci che in qualche modo alterano la fisiologia dell’apparato gastroenterico, quando partiamo per un viaggio o, banalmente, quando cambia il clima.

Basta davvero poco per mettere in crisi la microflora o interferire con la motilità dell’intestino, determinando gonfiore e pesantezza, stipsi più o meno severa, inappetenza e disagio su più fronti.

Alimentazione e non solo

Seguire un’alimentazione sana, ricca di alimenti freschi e fibre di frutta e verdura, masticare lentamente e concedere ai pasti il tempo necessario, bere liquidi in abbondanza (almeno 1,5 litri al giorno), mantenere ritmi di vita regolari e un approccio sereno al quotidiano, muoversi un po’ ogni giorno.

Sono le strategie più efficaci per porre il proprio intestino nelle condizioni ideali per lavorare in modo efficiente ed evitare fastidi.

Tuttavia, talvolta, rispettare uno stile di vita impeccabile può non essere facile o, comunque, non bastare. Quando capita non è davvero il caso di soffrire nell’attesa che la stipsi si risolva da sola (cosa che, peraltro, non sempre avviene in modo rapido).

Ma non si deve neppure commettere l’errore di ricorrere a rimedi aggressivi capaci, sì, di eliminare il problema in tempi brevi, ma ben poco rispettosi del benessere dell’intestino.

I rimedi giusti, da usare al meglio

Quando ci si accorge che l’intestino non sta lavorando come dovrebbe, senza che vi siano specifiche patologie sottostanti, oltre a seguire tutte le regole già citate può essere utile aumentare l’assunzione di sostanze prebiotiche in grado di “nutrire” e riequilibrare la microflora intestinale benefica (costituita da bifidobatteri e lattobacilli) e contrastare quella potenzialmente patogena (enterobatteri), attraverso integratori mirati.

In genere, si tratta di preparazioni a base di fibre vegetali che, assunte al mattino a digiuno insieme a liquidi, permettono anche di aumentare il volume delle feci, rendendole più morbide e facili da espellere.

In commercio esistono ormai numerosi prodotti di questo tipo, che ciascuno può scegliere in base alle proprie preferenze ed esperienza d’uso.

Chi non li ha mai provati e chi tende ad avere un intestino sensibile, però, dovrebbe orientare la scelta verso le formulazioni a base di due particolari composti prebiotici, il polidestrosio e le maltodestrine, che sembrano essere meglio tollerati, a parità d’efficacia.

Diversamente da altre sostanze con funzione analoga (come, per esempio, l’inulina), polidestrosio e maltodestrine, infatti, esercitano il loro effetto lassativo senza indurre effetti collaterali significativi sul fronte del gonfiore addominale e del meteorismo, risultando particolarmente apprezzati.

Per maggiori chiarimenti è sempre bene chiedere un consiglio al proprio farmacista di fiducia.

L’effetto non è immediato

Trattandosi di un approccio riequilibrante, dal prebiotico non ci si deve attendere un effetto lassativo immediato: ci vogliono alcuni giorni d’assunzione prima che la microflora intestinale ritorni pienamente efficiente.

Per ottenere un’azione benefica duratura e recuperare la regolarità è consigliato protrarre il trattamento per almeno tre settimane, ripetendolo poi anche più volte all’anno se il disturbo si ripresenta o per prevenirlo in occasione di periodi “a rischio”, come un viaggio o la gravidanza.

Rosanna Feroldi

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