Pubblicità

Tracheite: come si cura

L’infiammazione a carico della trachea può avere diverse cause, ciascuna delle quali richiede una terapia adeguata. Scopriamo insieme come affrontare una tracheite.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 13 minuti

L’infiammazione a carico della trachea può avere diverse cause, ciascuna delle quali richiede una terapia adeguata. Scopriamo insieme come affrontare una tracheite.

Mal di gola: sotto questa etichetta archiviamo tutte le infezioni e infiammazioni che riguardano la gola e che portano con sé fastidio e dolore. Ma non sono tutte uguali, tanto che più correttamente si parla di faringite, laringite e tracheite, a seconda della parte delle vie respiratorie interessata.

Concentriamo ora in particolare l’attenzione sulla tracheite, vale a dire il processo infiammatorio a carico della mucosa tracheale.

L’apparato respiratorio e la trachea

Il nostro apparato respiratorio è costituito da una serie di organi cavi (le vie aeree appunto) che hanno la funzione di permettere il passaggio dell’aria dall’esterno ai polmoni e viceversa. Tali vie sono in continuità tra loro (a partire dal naso fino ai bronchi e ai bronchioli presenti nei polmoni), ma si distingue tra vie aeree superiori (naso, bocca, fosse nasali, seni paranasali, faringe e laringe) e inferiori (trachea, bronchi, bronchioli).

Parlando di gola, in particolare, si fa riferimento alla cavità interna del collo costituita dalla parte posteriore della bocca e in cui confluiscono faringe, laringe e trachea e la parte iniziale dell’esofago.

La trachea, nello specifico, è l'organo, posto nella parte centrale del torace, davanti all’esofago, che collega la laringe ai bronchi e costituisce il primo tratto delle vie aeree inferiori.

Si tratta di un condotto cilindrico lungo circa 12 centimetri, costituito da tessuto fibroso elastico: è formato da anelli cartilaginei sovrapposti a ferro di cavallo, in modo da lasciare un’apertura posteriore che è chiusa da tessuto muscolare. Gli anelli cartilaginei sono tenuti insieme da legamenti di tessuto connettivo.

Le pareti interne della trachea sono rivestite da una mucosa e da ciglia vibratili, minuscoli peli del tutto simili a quelli presenti nelle narici, ma microscopici, che, con un movimento paragonabile a quello di un campo di grano scosso dal vento, mantengono pulite le vie respiratorie, spostando verso l’alto il muco normalmente presente in esse e necessario per catturare gli agenti dannosi alla salute dell’organismo che vengono introdotti insieme all’aria.

Tracheite: le cause

Con il termine tracheite si fa riferimento a un’infiammazione, acuta o cronica, a carico della mucosa che riveste le parenti interne della trachea.

Tale processo infiammatorio può essere imputabile a diverse cause, anche se più spesso rientra tra le malattie infettive, come risultato dell’attacco di batteri o di virus. In questo caso l’infezione può essere primaria, se colpisce direttamente la trachea, oppure secondaria ad altre infezioni delle alte vie respiratorie (come una rinite, una sinusite, una faringite, una laringite o una tonsillite) che si estendono poi fino al condotto tracheale. In genere chi ha già un sistema immunitario deficitario per altre cause è più esposto al rischio di sviluppare una tracheite.

La tracheite batterica può dipendere da diversi tipi di batteri, anche se probabilmente una delle forme più frequenti, soprattutto nel bambino, è quella imputabile allo Staphylococcus aureus, che può comparire anche in seguito a una sovrainfezione secondaria a forme virali (come un raffreddore o un’influenza). Altri batteri che possono scatenare una tracheite sono lo streptococco pneumoniae, la Klebsiella pneumoniae, entrambi noti per causare forme di polmonite batterica, e l’Haemophilus influenzae (contro il quale esiste però una vaccinazione obbligatoria per i bambini).

La tracheite virale è molto spesso secondaria a infezioni virali delle alte vie aeree e quindi può essere imputabile soprattutto a virus influenzali e parainfluenzali, adenovirus e rhinovirus (responsabile del raffreddore).

Anche se meno frequentemente, la tracheite oltre che infettiva può avere origine irritativa o allergica. Nel primo caso è dovuta all’inalazione di agenti irritanti come il fumo di sigaretta o sostanze derivanti dall’inquinamento. Nel secondo caso riguarda i soggetti con allergia">allergie quando inalano polline, polveri, peli di animali o altri allergeni.

La tracheite può anche essere secondaria a un reflusso gastroesofageo: si tratta sempre di una forma irritativa, conseguente all’insulto sulla mucosa tracheale da parte del materiale acido che, risalendo dallo stomaco lungo l’esofago, riesce a raggiungere la trachea attraverso l’epiglottide.

Pubblicità

Tracheite: i sintomi

La tracheite esordisce, in genere, con febbre, rinorrea (naso che cola) e tosse cavernosa, vale a dire profonda, spesso preceduta da un senso di bruciore o solletico alla gola. A un’iniziale tosse secca può fare seguito la comparsa di catarro purulento (soprattutto in caso di tracheite batterica).

Nell’arco di pochi giorni si aggiunge anche un dolore e un senso di costrizione al petto, retrosternale, che si accentuano quando si tossisce. La mucosa infiammata, inoltre, si gonfia e questo determina un restringimento del condotto tracheale che causa difficoltà respiratorie (dispnea) e la comparsa di alcuni suoni caratteristici emessi con il respiro, come rantolii e quello che i medici chiamano stridore.

Quando la tracheite è secondaria a infezioni virali delle prime vie aree, possono essere presenti anche sintomi come:

  • congestione nasale
  • mal di gola
  • dolore alla deglutizione
  • raucedine.

Tracheite: possibili complicazioni

Spesso la tracheite si accompagna a una bronchite e, se non trattata adeguatamente, può estendersi fino a coinvolgere il tessuto polmonare e determinare quindi una polmonite.

Nelle forme di infiammazione molto grave, per fortuna anche molto rari, il gonfiore alla trachea può essere tale da causarne un restringimento importante, fino, a volte, alla chiusura totale, ostacolando fortemente la respirazione: si può così rischiare la cianosi (insufficiente ossigenazione del sangue, con colorazione blu-violacea di pelle e mucose) o addirittura l’arresto respiratorio, con esiti anche fatali.

È quindi importante rivolgersi subito al medico se i sintomi non accennano a migliorare, soprattutto se la febbre resta alta, se la tosse si fa più impegnativa e se si accusano difficoltà respiratorie sempre maggiori.

Tracheite: la diagnosi

In genere al medico (di famiglia o specialista otorinolaringoiatra) può essere sufficiente una visita con esame obiettivo per diagnosticare una tracheite: all’anamnesi (raccolta delle informazioni sui sintomi, sul tempo della loro comparsa e in generale sulla storia clinica del paziente) si associa in genere la valutazione delle capacità respiratorie, in modo da rilevare l’eventuale caratteristico stridore che accompagna l’infiammazione.

Il medico può comunque ricorrere anche a ulteriori accertamenti, soprattutto per capire con precisione il tipo di tracheite in corso (se è per esempio batterica e, in quel caso, a quale batterio specifico è imputabile), in modo da poter stabilire in modo più mirato la terapia e per verificare anche l’eventuale gravità dell’infiammazione (soprattutto se all’esame obiettivo riscontra serie difficoltà respiratorie.

Tra gli accertamenti, in particolare, può essere richiesto un tampone nasofaringeo e/o tracheale e un esame colturale dei campioni prelevati. Il tampone nasofaringeo è un test molto semplice e non provoca alcun fastidio alla persona che vi si sottopone: si strofina un piccolo bastoncino cotonato sterile sulla mucosa di naso e gola, prelevando così una piccola quantità di secrezioni e cellule. Il prelievo dalla trachea è, invece, più complesso e richiede la sedazione: anche per questo viene riservato solo a casi in cui i sintomi sono più gravi, mentre nella maggior parte dei casi ci si limita al tampone nasofaringeo (la presenza di batteri nelle alte vie respiratorie, del resto, fa presupporre che questi siano gli stessi microrganismi che hanno poi colonizzato la trachea, determinando una tracheite secondaria).

All’esame colturale, che si fa in laboratorio, può essere associato anche un antibiogramma, che permette di verificare se l’eventuale batterio riscontrato nel campione è sensibile o meno a uno specifico antibiotico. In tempi di diffusione sempre più ampia del fenomeno dell’antibiotico-resistenza, permette quindi di individuare il farmaco più adatto.

In caso di rilevanti difficoltà respiratorie, infine, il medico può anche richiedere una radiografia della trachea, per controllare lo stato del condotto, ed eventualmente anche un’ossimetria, cioè la misurazione della saturazione dell’ossigeno nel sangue (si fa applicando un piccolo apparecchio, simile a una sorta di pinza, su un dito).

Tracheite: cure e rimedi

La terapia della tracheite è strettamente connessa alla causa dell’infiammazione.

Nelle forme virali in genere non si ricorre a farmaci specifici (come gli antivirali), ma si può eventualmente far ricorso a medicinali per lenire i sintomi associati (come antinfiammatori, antipiretici, ecc). Spesso il medico decide di prescrivere farmaci per aerosol, che possono raggiungere in maniera più efficace la trachea, senza esporre inutilmente il resto del corpo alla loro azione farmacologica.

Nelle forme allergiche, oltre a evitare l’ulteriore esposizione all’allergene incriminato, si può intervenire con i farmaci normalmente indicati contro le reazioni allergiche, per lo più antistaminici.

Nel caso di una tracheite batterica, la cura si basa sulla prescrizione di antibiotici mirati contro l’agente responsabile dell’infezione.

In presenza di una tracheite derivante da reflusso gastroesofageo diventa fondamentale trattare il disturbo a monte, associando eventualmente (ma sempre su indicazione del medico) farmaci sintomatici (antinfiammatori, antipiretici ecc).

Se si tratta di una forma infiammatoria grave, con un restringimento importante della trachea, può rendersi necessario il ricovero ospedaliero con intubazione del paziente, per evitare l’occlusione totale della trachea e garantire la respirazione, mentre contestualmente vengono approntate le cure del caso (per esempio antibiotici per via endovenosa nel caso di una forma batterica, o antinfiammatori).

Tracheite: strategie di prevenzione

Per prevenire una possibile tracheite può essere consigliabile:

  • evitare il fumo di sigaretta attivo e passivo (e non esporre a esso i bambini)
  • limitare l’esposizione, per quanto possibile, a sostanze inquinanti
  • attuare tutte le strategie per ridurre il rischio di infezioni alle alte vie aeree, per esempio evitando i luoghi chiusi e affollati nella stagione fredda, valutando il ricorso a eventuali vaccinazioni specifiche (come l’antipneumococco);
  • non trascurare la comparsa di mal di gola e influenza.

Valeria Ghitti

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
Torna su